venerdì 22 giugno 2012
Europei canoa: Idem intramontabile; ok anche Benassi
"Io ho sconfitto il tempo". E' questo il titolo che Josefa Idem potrebbe dare ad una sua eventuale autobiografia. A 47 anni (ma non vi erano dubbi su questo) l'intramontabile italo-tedesca resta ancora di gran lunga l'atleta di punta della canoa velocità italiana, sulla quale poggiano quasi tutte le speranze tricolori di ottenere una prestazione di rilievo alle prossime Olimpiadi di Londra 2012.
giovedì 21 giugno 2012
I precedenti italici nel Gp d'Europa
Il Gp d’Europa affonda le sue radici nel lontanissimo 1923. Venne istituito dalla Associazione Internazionale degli Automobil Club Riconosciuti, l’antenata dell’odierna FIA, quale titolo onorifico per la gara di maggior prestigio della stagione agonistica, carattere che mantenne anche dopo l’avvento del Mondiale fino al 1977.
Dal 1983, poi, il Gp d’Europa divenne una gara effettiva del calendario di Formula1, con le sole eccezioni del periodo 1986-1992 e del 1998. Dopo essersi disputato per 24 anni su quattro piste differenti (Brands Hatch, Donington, Jerez de la Frontera e Nurburgring), dal 2008 si tiene sul circuito cittadino di Valencia.
Lusinghiero appare il bilancio della Ferrari nel Gp d’Europa., dove ha collezionato ben 12 successi complessivi. Nel complesso, inoltre, i piloti e le scuderie italiane hanno sempre conseguito risultati prestigiosi in questa competizione.
La prima edizione onorifica del 1923 a Monza, infatti, fu vinta da Carlo Salamano con la sua Fiat 805/405, mentre nelle due annate successive si imposero a Lione e Spa Francorchamps rispettivamente le Alfa Romeo di Giuseppe Campari ed Antonio Ascari. Quest’ultimo, che scomparve proprio nel 1925 dopo un incidente nel Gp di Francia, era il padre di quell’Alberto Ascari che si aggiudicò i titoli mondiali nel 1952 e nel 1953 con la Ferrari. Proprio lui regalò inoltre alla Rossa di Maranello il primo trionfo nel Gp d’Europa, imponendosi a Monza con la sua F125.
Il tricolore continuò a sventolare alto nel Gp d’Europa anche nel triennio successivo: nel 1950, il primo anno in cui si disputò il Mondiale di F1, a primeggiare fu il futuro iridato Giuseppe Farina con l’Alfa Romeo; con la stessa scuderia, poi, tagliarono il traguardo per primi l’anno dopo Juan Manuel Fangio e Luigi Fagioli. Nel 1952, infine, fu ancora Alberto Ascari a riportare la Ferrari al successo: fu l’ultima vittoria di un italiano con il Cavallino Rampante nel Gp d’Europa.
La casa automobilistica del Bel Paese, infatti, tornò a graffiare tre anni dopo con il francese Maurice Trintignant a Montecarlo, prima di ripetersi nel 1959 e nel 1960 con il britannico Tony Brooks e lo statunitense Phil Hill, rispettivamente sui circuiti di Reims-Gueux e Monza. Da lì per la Ferrari iniziò un lunghissimo digiuno: in 40 anni, infatti, la scuderia italiana ottenne una sola vittoria nel 1974 grazie allo svizzero Clay Regazzoni, che al Nurburgring si rese artefice di una prestazione eccezionale, precedendo il sudafricano Jody Scheckter (Tyrrel-Ford) e l’argentino Carlos Reutemann (Brabham-Ford).
Negli anni 2000, poi, la Rossa tornò a ruggire grazie ai quattro trionfi di Michael Schumacher al Nurburgring (2000, 2001, 2004, 2006) ed a quello di Rubens Barrichello sulla medesima pista (2002).
La Ferrari, infine, ha agguantato un primo posto anche nella prima edizione disputata a Valencia, con Felipe Massa che nel 2008 si impose davanti a Lewis Hamilton (McLaren).
http://www.f1passion.it/2012/06/f1-colori-italiani-al-gp-europa/
Federico Militello
mercoledì 20 giugno 2012
Da venerdì Europei di canoa velocità a Zagabria
Prenderanno il via venerdì a Zagabria i Campionati Europei di canoa velocità.
L’Italia schiererà i suoi tre atleti che prenderanno parte alle Olimpiadi di Londra 2012: Maximilian Benassi (K1 1000 metri), Norma Murabito (K1 200) e l’intramontabile Josefa Idem (K1 500), che malgrado le 47 primavere sulle spalle andrà ancora una volta a caccia di un risultato di prestigio. Per la campionessa olimpica di Sidney 2000, tuttavia, questa rassegna continentale rappresenterà solo una tappa di passaggio per affinare la preparazione in vista dell’obiettivo a Cinque Cerchi.
lunedì 18 giugno 2012
'Italia, come stai?": nasce Olimpiazzurra.com
SABATO 23 GIUGNO, ORE 8. Sono la data e l'ora che segnano l'inizio di una nuova, stimolante e (lo speriamo tutti) felice avventura.
Il blog di Olimpiazzurra nacque i primi giorni di dicembre con l'intento dichiarato di fornire agli appassionati ed amanti di sport una nuova visione del panorama italiano a cinque cerchi. Nel nostro Paese, infatti, quasi tutti i portali sono sovraffollati di notizie calcistiche, mentre tutte le altre discipline, motori a parte, vengono spesso relegate in terza/quarta fascia.
Noi, invece, abbiamo puntato sempre su un concetto molto semplice: pari dignità. Chiunque fa sport compie sacrifici importanti e degni di essere raccontati, senza dimenticare che le difficoltà aumentano quando gli stipendi a fine mese non sono faraonici.
mercoledì 13 giugno 2012
Pallanuoto: l'Italia supera il Kazakistan solo ai rigori
Dopo la sofferta vittoria contro la modestissima Cina per 10-9, arriva un altro successo risicatissimo per la nazionale italiana di pallanuoto nel corso della World League di scena ad Almaty, in Kazakistan. Quest’oggi il Settebello ha affrontato proprio i padroni di casa, prevalendo solo ai rigori dopo aver concluso i tempi regolamentari sul 10-10.
martedì 12 giugno 2012
Il bilancio della Ferrari dopo 7 gare
Quando un terzo del Mondiale di F1 volge ormai alle spalle, è tempo di tracciare i primi bilanci in casa Ferrari.
Considerate le premesse di inizio stagione, il poter con tare su un Fernando Alonso in piena corsa per il titolo e staccato appena due lunghezze dal leader Lewis Hamilton, profuma di miracolo.
Ma facciamo un passo indietro. L'estate scorsa, nel bel mezzo di un annus horribilis, i vertici del Cavallino Rampante decisero di arrestare lo sviluppo della F150 Italia per concentrarsi sul progetto 2012. L'idea, neppure tanto velata, era quella di creare una vettura performante ed in grado di lottare per la vittoria sin dalle prime gare. Ebbene, dopo mesi di intenso lavoro e, soprattutto, di ingenti risorse economiche profuse, sin dai test invernali la F2012 presentò lacune importanti dal punto di vista aerodinamico, tanto da far aleggiare a Maranello lo spettro di una nuova annata da incubo. Per fortuna non è andata così e le chances iridate sono rimaste intatte, per lo più grazie alle capacità di indomito lottatore di Fernando Alonso.
Il 30enne asturiano, in particolare, si è reso artefice di due vere e proprie imprese nei primi due appuntamenti stagionali, agguantando più punti di tutti a dispetto di una monoposto da quinta fila. In Australia, dopo essere scattato dalla 12ma piazza, lo spagnolo giunse quinto, mentre in Malesia, complice il gradito regalo della pioggia, sfoderò una delle sue migliori prestazioni in carriera, trionfando dopo una partenza dalla nona posizione.
Dopo i Gp extra-europei, tuttavia, la Ferrari ha impresso una svolta al campionato, apportando prima ai test del Mugello e poi a Barcellona delle modifiche tecniche che ne hanno migliorato l'aerodinamica e, di conseguenza, gli endemici difetti di trazione e velocità di punta. Non è un caso, infatti, se nelle ultime tre qualifiche il bi-campione del mondo non sia mai uscito dalla top5.
Insomma, ancora una volta la capacità di reazione da parte degli uomini della scuderia italiana si è rivelata fondamentale, tanto che, in pochi mesi, è stato assottigliato quasi del tutto un gap che a marzo si aggirava intorno al secondo.
Alonso, dunque, può contare finalmente su un mezzo con cui correre all'attacco e puntare alla vittoria. Certo, la Ferrari non dovrà più ripetere errori strategici come quello del Gp del Canada, i quali hanno fatto tornare alla memoria alcuni svarioni del passato che, con l'ingresso nell'organico dell'inglese Pat Fry, sembravano ormai dimenticati. Questo Mondiale, infatti, se deciderà molto probabilmente solo nel finale e magari per pochi punti di differenza: decisiva, quindi, si rivelerà la costanza di rendimento in zona podio.
Il vero, grande problema per la “Rossa” resta Felipe Massa. I numeri, come sempre, ci vengono in soccorso: in sette Gran Premi il pilota brasiliano è sempre giunto alle spalle del compagno di squadra sia in qualifica che in gara, racimolando appena 15 miseri punti in classifica. Se Alonso ha ottenuto tre podi complessivi, Massa vanta come miglior risultato la sesta posizione di Montecarlo.
Insomma, un vero e proprio fardello sulle ambizioni Ferrari in chiave Mondiale costruttori, con un pilota che, conscio che la sua avventura a Maranello terminerà a fine anno, potrebbe anche calare ulteriormente sul piano motivazionale. Un Massa di questo tipo non fa bene a nessuno, né alla sua immagine né alle velleità di successo del Cavallino Rampante.
http://www.f1passion.it/2012/06/f1-bilancio-dopo-sette-gran-premi-ferrari/
Federico Militello
lunedì 11 giugno 2012
'Italia, come stai?': bene il 3-5-2, ma servono accorgimenti
Il pareggio dell'Italia nel debutto europeo contro la Spagna può essere analizzato sotto punti di vista differenti.
Partiamo dal risultato. Il calcio iberico, nonostante sia campione di tutto, ancora una volta non è riuscito a prevalere su quello italiano nei 90 minuti in una partita ufficiale di un Mondiale o un Europeo. L'ultimo successo non amichevole delle Furie Rosse, infatti, risale addirittura alle Olimpiadi di Anversa 1920.
Anche nella rassegna continentale di quattro anni fa, infatti, Casillas e compagni si imposero solo ai calci di rigore, dopo che era stata l'Italia ad andare più vicina al gol con Mauro German Camoranesi.
Tutto questo per dire che, se esiste una nazionale in grado di mandare in confusione e rendere prevedibile il tiki-taka spagnolo, questa è proprio quella azzurra.
sabato 9 giugno 2012
Italia-Spagna: la resa dei conti
Gli Europei del 2008 si erano conclusi per gli azzurri ai quarti di finale, quando a fermarci furono proprio le Furie Rosse ai rigori. Da allora iniziò uno dei periodi più neri del nostro calcio, culminato con l'umiliante Mondiale di Sud Africa 2010. Piombata in un vero e proprio Inferno dantesco, l'Italia ha cercato di risollevarsi con la cura Prandelli, il quale ha intrapreso una rivoluzione copernicana e senza precedenti: basta catenaccio e contropiede, la parola d'ordine diventa qualità. Quattro anni dopo il cerchio si chiude: un Europeo si era chiuso con la Spagna, un altro incomincia nuovamente con i detentori del titolo. Un segno del destino?
venerdì 8 giugno 2012
Schumy, ora o mai più!
A Montecarlo Michael Schumacher ha fatto segnare un nuovo record, difficilmente battibile in futuro: è stato infatti il primo pilota nella storia a conquistare una pole position in tre decenni differenti. La penalità attribuitagli nel corso del precedente Gp di Spagna, però, ha impedito al Kaiser di conseguire il medesimo primato, questa volta per quanto riguarda le vittorie in gara.
Per il 43enne di Kerpen, tuttavia, si presenta subito una nuova, ghiottissima occasione per tornare sul gradino più alto del podio per la prima volta dal suo ritorno in Formula1.
Diciamolo subito, la pista di Montreal è tra le preferite in assoluto di Schumy. Qui il teutonico ha trionfato in ben sette occasioni: con la Benetton nel 1994 e con la Ferrari nel '97, '98, '00, '02, '03 e '04. I podi complessivi del sette volte iridato, inoltre, sono ben undici, considerando le piazze d'onore del 2001, 2005 e 2006 ed il terzo posto del lontanissimo 1993.
Gli unici ritiri del fuoriclasse tedesco sul circuito nord-americano risalgono alla fine degli anni '90, quando non vide la bandiera a scacchi nelle edizioni del '96 e del '99.
Schumacher, inoltre, nella sua seconda carriera ha disputato la miglior gara in Mercedes proprio nel Gp del Canada dello scorso anno, quando sfoderò una prestazione eccezionale ed entusiasmante, lottando a lungo per il podio in condizioni estreme di pioggia battente ed inchinandosi solo nel finale a Jenson Button, Sebastian Vettel e Mark Webber quando la pista si era ormai asciugata: in quella occasione il Kaiser dimostrò al mondo di essere ancora un pilota di valore e dalla classe cristallina.
Precedenti alla mano e tenuto conto di una Mercedes che dovrebbe adattarsi al meglio ad un circuito dove trazione e velocità appaiono fondamentali, senza contare che le gomme utilizzate saranno le stesse di Monaco, si comprende come per il totem della F1 si presenti una chance da cogliere al volo.
L'inizio di stagione di Schumacher risulta di difficile decifrazione: se in qualifica ha compiuto dei notevoli miglioramenti rispetto allo scorso biennio ed è parso quasi sempre veloce, lo stesso non può dirsi per la gara, dove ha 'collezionato' ben quattro ritiri e due miseri decimi posti. Certo, in più di un'occasione, tra incidenti e guasti meccanici, la sfortuna si è accanita contro l'ex-cannibale teutonico, tuttavia i soli due punti in classifica sembrano un bottino eccessivamente magro per il carisma del pilota.
Schumy, dunque, dopo aver dimostrato di saper ancora graffiare in qualifica, è chiamato ad una svolta decisa anche in gara, dove dovrà rivelarsi consistente ed in grado di mantenere un ritmo da podio e vittoria.
Non dimentichiamo, infine, che sono giorni decisivi per il tedesco, ancora indeciso sulla direzione che prenderà il suo futuro a fine stagione. Michael aspetta altri segnali incoraggianti per decidere se continuare a correre o dare l'addio definitivo al circus: Montreal è l'occasione giusta per ottenerli.
http://www.f1passion.it/2012/06/f1-gp-canada-2012-schumy-ora-o-mai-piu/
Federico Militello
giovedì 7 giugno 2012
Verso Italia-Spagna: cosa dicono di noi gli iberici?
In vista dell'attesissima Italia-Spagna di domenica (ore 18, Diretta Rai1), vediamo la posizione dei media iberici nei confronti della selezione tricolore.
martedì 5 giugno 2012
Errani, che libidine! E' semifinale al Roland Garros!
lunedì 4 giugno 2012
'Italia, come stai?': ritmica, è ancora sport?; Seppi verso i top15
Partiamo dalla nuda cronaca. La nazionale italiana di ginnastica ritmica ha vinto le ultime tre edizioni consecutive dei Campionati del Mondo (2009-2010-2011), dato che sottolinea inequivocabilmente come le Farfalle d'Oro abbiano monopolizzato l'intero quadriennio olimpico, rivelandosi sempre e meritatamente superiori alla concorrenza. L'impressione condivisa era che le giurie avessero incominciato finalmente a premiare lealmente le compagini più meritevoli, tanto che la cocente delusione delle Olimpiadi di Pechino 2008 (quando l'Italia, seconda forza alla vigilia ed artefice di due ottimi esercizi, fu addirittura estromessa dal podio, sul quale salì invece la Cina padrona di casa che sino ad allora non si era mai vista in questa disciplina...) sembrava finalmente alle spalle.
venerdì 1 giugno 2012
'London Hope', canoa: Molmenti la certezza, Benassi e Murabito per stupire
Canoa slalom al completo per la prima volta nella storia, velocità ai minimi termini da un ventennio a questa parte. Un grande possibilità di medaglia, qualche piacevole sorpresa all'orizzonte e...la donna che ha sconfitto il tempo: questa, in sintesi, la spedizione azzurra alle Olimpiadi di Londra 2012 nel settore della pagaia.
giovedì 31 maggio 2012
Caos-scommesse, ma tra dieci giorni c'è la Spagna: a qualcuno interessa?
In questi giorni, purtroppo, non si fa altro che parlare dello scandalo-scommesse, ennesima piaga che affligge il calcio italiano. Persino le conferenze stampa dei giocatori azzurri sono divenute monotematiche in questo senso. Tra 10 giorni, tuttavia, incominceranno gli Europei di Polonia ed Ucraina ed il debutto per la selezione tricolore sarà tremendo, dato che ad attenderci ci saranno i campioni d'Europa e del mondo della Spagna. Ma tutto questo a qualcuno interessa?
mercoledì 30 maggio 2012
Alessandra Pagliaro: "Sogno di entrare nell'Esercito e di partecipare alle Olimpiadi"
Negli ultimi anni, in Italia, sollevamento pesi è sinonimo di Pagliaro. Nel bene e nel male. Genny Pagliaro, infatti, ha riportato dopo molti anni il Bel Paese ai vertici internazionali in questa disciplina, anche se ha vissuto due enormi delusioni come le Olimpiadi di Pechino 2008 e la mancata qualificazione a Londra 2012.
La 24enne nissena, tuttavia, tra qualche anno potrebbe essere affiancata dalla sorella minore Alessandra, classe 1997 ed altro grandissimo talento della pesistica tricolore, che lo scorso anno fece segnare ben 17 primati nazionali giovanili nella categoria -44 kg.
Alessandra Pagliaro, sebbene ancora adolescente, possiede già le idee molto chiare suoi suoi obiettivi futuri: entrare in un corpo militare e partecipare alle Olimpiadi.
martedì 29 maggio 2012
Biaggi-Melandri, duello azzurro per il Mondiale superbike
Max Biaggi ragioniere, Marco Melandri in crescita costante e Carlos Checa sprecone: questi, in estrema sintesi, i verdetti del Gp degli Stati Uniti.
Il Corsaro, a dispetto del suo soprannome storico, da inizio campionato (una sola vittoria per lui proprio nel debutto in Australia) sta correndo in difesa e puntando su una costanza in zona punti sino ad ora decisiva per guidare la classifica generale. Il 40enne romano, infatti, in undici manche disputate ha conquistato cinque podi, ma, soprattutto, solo una volta è uscito dalle prime cinque posizioni (ottavo in gara-2 ad Assen).
Attualmente il centauro italiano può contare su un Aprilia RSV4 che, sebbene sia ancora una moto di tutto rispetto, appare ormai arrivata al culmine del suo sviluppo tecnico, essendo stata spremuta in ogni modo sin dalla stagione 2010, ovvero quella del titolo iridato. Di contro, la concorrenza continua a progredire ed in questo momento la BMW S1000 pare il mezzo in grado di adattarsi meglio ad ogni tipo di tracciato.
“Qualcosa ci inventeremo”, ha dichiarato Biaggi, consapevole che per conquistare il sesto mondiale in carriera dovrà tornare a vincere: puntare solo sui piazzamenti, sebbene nel Mondiale più equilibrato degli ultimi anni con ben cinque piloti racchiusi in 30 punti, potrebbe non bastare. In particolare dovrà cambiare l'approccio alle gare da parte del Corsaro, apparso nelle ultime occasioni troppo remissivo nel corpo a corpo, in special modo nelle prime tornate successive alla partenza. I prossimi tre circuiti di Misano, Aragon e, soprattutto, Brno (la pista più amata dal romano) dovrebbero rivelarsi favorevoli alle caratteristiche tecniche dell'Aprilia, con Biaggi che si giocherà una buona fetta di Mondiale.
Prima di quest'anno la BMW non si era mai aggiudicata un Gran Premio in Superbike, mentre ora, oltre ad esserci riuscita per due volte, risulta pienamente in lotta per la corona iridata. Gran parte dei meriti sono da attribuire a Marco Melandri, riuscito a sviluppare in pochi mesi una moto dal potenziale elevatissimo ma ancora troppo grezzo, cui ha aggiunto le sue indiscutibili doti di guida per colmare rapidamente il gap dai migliori. La progressione del 29enne ravennate spaventa i rivali, avendo agguantato due vittorie ed un secondo posto nelle ultime quattro manches: senza la caduta provocata da Jonathan Rea a Donington, a quest'ora “Macho” sarebbe solo a qualche lunghezza di distanza da Biaggi nella graduatoria complessiva.
Considerando la classifica, l'esperienza, il carisma e la classe dei contendenti al trono della Superbike, l'impressione è che la corsa al titolo possa rivelarsi un discorso tutto italiano tra Biaggi e Melandri.
Madornale occasione sprecata, invece, per lo spagnolo Carlos Checa: agevolmente in testa in gara-2 dopo aver dominato la prima manche, il campione del mondo iberico è rovinosamente caduto, gettando al vento 25 punti che lo avrebbero reinserito con vigore nella lotta all'iride. La Ducati 1098R ancora una volta si è rivelata superiore alla concorrenza su circuiti tortuosi come quello del Miller Park, anche se la Bicilindri di Borgo Panigale ha sofferto oltremodo sul rettilineo principale a causa di un'inferiore velocità di punta.
In questa stagione il 39enne iberico ha già commesso tre errori che, alla resa dei conti, potrebbero rivelarsi decisivi, ovvero le cadute in Australia e Stati Uniti e la clamorosa scelta di montare gomme da bagnato ad Assen con la pista completamente asciutta (e 17mo posto finale). Le 30 lunghezze di ritardo da Biaggi in classifica lasciano ancora intatte le chances iridate dello spagnolo, anche se le prossime piste e l'ascesa della BMW potrebbero presto far rimpiangere la debacle americana.
Federico Militello
lunedì 28 maggio 2012
F1, cose mai viste. Alonso come Ulisse
E' il Mondiale delle cose mai viste, dell'equilibrio che regna sovrano assoluto e che fa gongolare il patron Bernie Ecclestone: non è forse l'incertezza la fonte più pura dell'eccitazione e dello spettacolo?
In F1 sei vincitori differenti nei primi sei Gp dell'anno non si erano mai visti. Per la verità qualcosa di simile accadde nel 1951, quando, sebbene Juan Manuel Fangio primeggiò in due circostanze, nei primi sei appuntamenti stagionali figurarono proprio sei diversi trionfatori. Il cinque volte campione del mondo argentino, infatti, concluse il Gp di Francia con la vettura dell'italiano Luigi Fagioli, dunque gli organizzatori assegnarono il successo anche a quest'ultimo, con conseguente divisione dei punti. Altri tempi.
Davvero senza precedenti, inoltre, è l'impresa realizzata sabato da Michael Schumacher. Il 43enne di Kerpen, infatti, è diventato l'unico pilota di tutti i tempi ad aver conquistato almeno una pole position in ben tre decenni differenti (anni '90, '00, '10): una longevità agonistica difficilmente eguagliabile in futuro. Il prossimo obiettivo del Kaiser sarà quello di stabilire il medesimo record anche per quanto riguarda le vittorie.
Il sei può venire definito come il numero magico della stagione attuale. Sono ben sei, infatti, i piloti racchiusi in 25 punti, ovvero quelli che si assegnano con una vittoria, nella classifica iridata comandata da Fernando Alonso. La lotta per il titolo, tuttavia, deve essere allargata anche a Jenson Button e Romain Grosjean, staccati rispettivamente 31 e 41 lunghezze dalla vetta. Otto contendenti al Mondiale (e ci sarebbe stato anche Schumacher senza gli innumerevoli inconvenienti patiti in questo avvio di stagione), naturalmente, non si erano mai visti.
La sensazione è che questa situazione di latente equilibrio sia destinata a perdurare ancora molto a lungo, forse anche sino al termine del campionato, anche se è lecito attendersi una progressiva scrematura tra i contendenti al trono iridato. Il contesto attuale è determinato dal fatto che gli stessi tecnici faticano a comprendere sino in fondo il comportamento delle monoposto, che muta notevolmente al variare della temperatura, degli pneumatici utilizzati e del quantitativo di benzina a bordo. Chi riuscirà a comporre il giusto puzzle tra queste molteplici variabili, potrà spiccare il volo.
Il Mondiale di F1 è divenuto qualcosa di molto simile ad un romanzo di avventura di cui risulta inverosimile e quantomeno arduo intuire il finale. Un romanzo in cui a Fernando Alonso ci piace associare il ruolo di Ulisse, ovvero dell'eroe che, malgrado delle capacità ed un talento fuori dal comune, deve superare innumerevoli prove prima di rivedere l'amata Itaca. Perché è bene sottolinearlo: ricordando il livello di competitività della F2012 ad inizio campionato, solo un fuoriclasse come il 30enne di Oviedo avrebbe potuto ritrovarsi in testa al Mondiale dopo sei gare.
http://www.f1passion.it/2012/05/f1-il-mondiale-delle-cose-mai-viste/
Federico Militello
'Italia, come stai': nuoto a gonfie vele, ma la Pellegrini? Giro d'Italia, la fine di un'era
Quest'oggi la rubrica 'Italia, come stai?' è dedicata ai Campionati Europei di nuoto ed al deludente Giro d'Italia per i colori azzurri.
I trionfi dell'Italia agli Europei di Debrecen sono stati celebrati molto più del dovuto. Il record di 18 podi complessivi e la vittoria nella Coppa delle Nazioni, infatti, sono dovuti principalmente al fatto che in Ungheria fossero assenti molti big del Vecchio Continente (solo per fare qualche esempio, mancavano la Gran Bretagna, quasi tutte la nazionali francese, Muffat compresa, e russa). Ciò premesso, a due mesi dalle Olimpiadi di Londra la selezione tricolore ha ottenuto dei riscontri molto incoraggianti, anche se il clima di entusiasmo generale è stato scalfito dal preoccupante caso-Pellegrini.
Partiamo dalle note liete. L'Italia si presenterà in Gran Bretagna con due nuove possibilità di medaglia assolutamente impreviste sino a qualche giorno fa. Si tratta di Gregorio Paltrinieri nei 1500 sl e della staffetta 4x100 mista maschile. Il 17enne di Carpi, nuotando un tempo stratosferico al di sotto dei 14'49", è entrato di diritto nel gotha di questa specialità, nella quale, se il cinese Yang Sun appare ancora di un altro pianeta, il coreano Park sembra già più alla portata. Quel che è certo, tuttavia, è che alle spalle dei due asiatici in questo momento proprio l'azzurro si candida come più serio pretendente al bronzo a Cinque Cerchi, anche se non bisogna dimenticare il pericolosissimo tunisino Oussama Mellouli. Indipendentemente da quello che sarà l'esito delle Olimpiadi, con Paltrinieri il Bel Paese ha trovato un vero e proprio campione.
La selezione tricolore, inoltre, mai nella storia aveva potuto contare su una staffetta mista addirittura in grado di puntare ad un podio olimpico. L'anello debole era sempre stato rappresentato dalla frazione a delfino, tuttavia il problema è stato risolto da Matteo Rivolta, altra grande rivelazione azzurra e bronzo nei 100 farfalla. Il record italiano di 3'32"80 avrebbe consentito al quartetto italiano di lottare per un metallo prezioso ai Mondiali dello scorso anno, tuttavia si tratta di un crono ancora ampiamente migliorabile: Fabio Scozzoli, infatti, sebbene abbia trionfato nei 100 rana, non è ancora al top della forma, mentre a Londra Luca Dotto potrebbe infondere un ulteriore scossone nella frazione finale. Inutile dire che molto dipenderà dal dorso di Di Tora e dal delfino di Rivolta, tuttavia l'impressione è che l'Italia possa finalmente giocarsi una medaglia che avrebbe del sensazionale e che premierebbe il movimento natatorio nostrano nella sua interezza.
L'Europeo di Debrecen verrà ricordato poi come quello del ritorno all'oro di Filippo Magnini (vincitore di una gara oggettivamente di livello non eccelso) e delle esplosioni di giovani di talento come Arianna Barbieri, Carlotta Zofkova e Mattia Pesce. La competizione magiara, tuttavia, dovrà segnare anche un bivio nella carriera di Federica Pellegrini. Non è la prima volta che la fuoriclasse di Spinea affronta grosse difficoltà tecnico-caratteriali, tuttavia in passato le ha sempre superate alla sua maniera: vincendo.
Questa volta, tuttavia, mancano solo due mesi alle Olimpiadi ed il tempo per correre ai ripari si assottiglia inesorabilmente.
La 'Fede' nazionale, probabilmente, è nervosa e comincia a temere la concorrenza straniera, con australiane, americane e, soprattutto, con la francese Camille Muffat che negli ultimi mesi hanno ottenuto dei crono di assoluto rilievo e che in questo momento l'azzurra non riesce ad avvicinare, sia nei 200 sia nei 400 sl. Questi ultimi, poi, restano l'eterno dilemma della pluri-campionessa del mondo, nei quali spesso riaffiorano antiche paure.
A mio parere Federica Pellegrini possiede il talento ed il carattere per reagire anche questa volta, anzi, forse proprio in queste situazioni, in cui chi tanto l'ha osannata in passato ora le rivolge ingiuste e taglienti critiche, riesce a trovare dentro sé stessa quelle energie per ribaltare un destino che sembra segnato. La corsa all'oro, soprattutto per la grande caratura delle avversarie, resta molto difficile. Tuttavia continuo a credere che, se al top della forma e convinta al 100% delle proprie capacità, la vera rivale della Pellegrini è proprio la Pellegrini stessa.
Un Giro d'Italia senza azzurri sul podio non si vedeva dal 1995, quando lo svizzero Tony Rominger precedette il russo Evgenij Berzin ed il lettone Petr Ugrumov. Sembra di essere tornati indietro proprio alla prima metà degli anni '90, quando nessun italiano vinse il Giro dal 1992 al 1996. Allora non eravamo competitivi per vincere una grande corsa a tappe e, Nibali a parte, non lo siamo più nemmeno oggi.
Lasciando da parte Marco Pantani (campionissimi come il Pirata e Fausto Coppi nascono, forse, ogni mezzo secolo), l'era dei vari Gotti, Savoldelli, Simoni, Cunego, Di Luca, Basso e Scarponi è finita. Ottimi corridori che per un decennio hanno retto le sorti dell'ital-bici e regalato al Bel Paese numerosi successi nella Corsa Rosa. Il Giro terminato ieri a Milano, tuttavia, ha emesso un verdetto malinconico: se l'Italia, come dimostrato dalle Classiche nel Nord e dall'avvio di stagione in generale, tornerà a breve la corazzata da battere nelle corse di un giorno (grazie ai vari Ulissi, Moser, Battaglin, Favilli, Felline, Rabottini, Gaurdini, Viviani, etc.), lo stesso non può dirsi nelle competizioni di tre settimane. Anche quest'anno, in tal senso, i nomi nuovi hanno fatto fatica ad emergere. Non ha brillato Dario Cataldo, 12mo nella generale, mentre i giovani Brambilla e Caruso hanno lasciato intravedere dei buoni segnali, pur se nel ruolo di gregari.
I veterani, Basso in primis, ma anche lo stesso Scarponi, hanno oramai imboccato la parabola discendente, mentre Damiano Cunego, a 30 anni, ha dato una risposta definitiva al quesito che aleggia da anni sulla sua carriera: corridore da corse a tappe o da classiche? Risposta: attualmente, né l'uno né l'altro. Certo, il veronese resta certamente un ciclista di valore e con un palmares in cui figurano un Giro d'Italia, tre Giri di Lombardia ed una Amstel Gold Race, tuttavia, in riferimento ad un talento puro è cristallino, ha raccolto oggettivamente molto meno di quanto avrebbe potuto. Pozzovivo, infine, resta un ottimo scalatore, ma a mio modo di vedere non in grado, per caratteristiche tecniche, di puntare al primato.
Come detto, per le corse a tappe ci resta solo Vincenzo Nibali. Lo Squalo dello Stretto parteciperà al Tour de France per puntare al podio, nel quale dovrà cercare di limitare i danni dai vari Wiggins ed Evans nei quasi 100 km a cronometro. Il 27enne siciliano potrà contare su un gregario di lusso come Basso ed ha raggiunto ormai la maturità giusta per puntare ad un risultato di prestigio. Solido nelle prove contro il tempo, incisivo sulle salite con pendenze non impossibili come quelle del Tour ed abile come nessun altro in discesa, il campione della Liquigas potrà regalare spettacolo alla Grand Boucle.
Se per 6-7 anni dovremo affidarci quasi esclusivamente a Nibali, l'auspicio è che il siciliano possa presto essere affiancato da alcuni giovani talenti come Fabio Aru (scalatore puro che debutterà da professionista con l'Astana tra poco più di un mese) e Mattia Cattaneo, vincitore del Girobio 2011.
L'Italia ha saputo rigenerarsi in tre anni per quanto riguarda le corse di un giorno, sfoderando una nidiata di talenti che il mondo ci invidia. Ci riuscirà anche nei Grandi Giri, anche se servirà un po' di pazienza.
Federico Militello
sabato 26 maggio 2012
Schumacher leggendario, la classe non è acqua
Il ruggito del vecchio leone. Il graffio del più grande di sempre. La stoccata di una leggenda che non si piega all'inesorabile scorrere del tempo. Michael Schumacher è tornato, questa volta per davvero.
No, non era il vero Kaiser quello che si era ammirato in questi due anni e mezzo dal suo ritorno in F1. Un pilota mai sul podio e sistematicamente preceduto dal più giovane compagno di squadra Nico Rosberg.
Serviva la pista dei campioni per ritrovare lo smalto dei tempi andati e mai dimenticati. Montecarlo, il circuito cittadino che in passato ha esaltato solo i grandi fuoriclasse, dove nell'albo d'oro figurano i sei successi di Ayrton Senna, i 5 di Graham Hill e, appunto, Schumacher. Qui il 43enne di Kerpen ha realizzato un autentico capolavoro, dando finalmente un senso al suo ritorno nel grande circus. Un giro impeccabile quello del fenomeno teutonico, supportato finalmente da una Mercedes equilibrata e performante. Schumy è risultato aggressivo ed incisivo, guidando al limite ed infliggendo 8 centesimi al primo degli inseguitori, l'australiano Mark Webber.
E poco importa se, a causa di una penalità subita a Barcellona dopo l'incidente con Bruno Senna, il sette volte iridato dovrà arretrare di cinque posizioni sulla griglia di partenza. Oggi Schumacher ha realizzato il suo grande obiettivo, poiché ha dimostrato al mondo che, a dispetto dell'età e delle innumerevoli critiche subite, la sua classe e la sua capacità di rivaleggiare con avversari che potrebbero essere suoi figli sono rimaste intatte. Il libro dei record, dunque, torna ad aggiornarsi 6 anni dopo: per il Kaiser, infatti, quella odierna costituisce la 69ma pole position in carriera.
Le qualifiche odierne, in previsione gara, potrebbero rivelarsi meno determinanti rispetto al passato. Certo, superare resta un'impresa quasi impossibile, tuttavia cruciali per il risultato finale si riveleranno la gestione degli pneumatici (alcune squadre potrebbero optare per due soste, altre per le canoniche tre) e, soprattutto, la tattica di gara (fondamentale sarà non rimanere imbottigliati nel traffico). Il grande equilibrio vigente in questa stagione è stato confermato anche dal circuito monegasco, con i valori in campo in rapido mutamento a seconda delle mescole montate sulle macchine.
Potremmo definirlo il Mondiale dell'altalena. La Mercedes, ad esempio, dopo la gloria del Gp di Cina con il trionfo di Rosberg, era finita nella polvere dopo le sconcertanti ed anonime prove in Bahrein e Spagna. Ora la scuderia teutonica è nuovamente lì davanti a tutti a giocarsi il podio.
Dalla prima piazza scatterà Mark Webber, ma la Red Bull resta un mistero irrisolto, con Sebastian Wettel appena decimo ed a disagio su una monoposto troppo sottosterzante. Sull'australiano, poi, pende la spada di Damocle della partenza, dato che sino ad ora in questo fondamentale si è rivelato disastroso.
Luci ed ombre anche in casa McLaren, con Hamilton terzo grazie alla penalizzazione di Schumacher e Jenson Button addirittura 13mo ed eliminato nella Q2. La vettura di Woking conferma, seppur con un solo pilota, di adattarsi al meglio su qualsiasi tipo di tracciato, anche se, soprattutto sul passo gara, non si è mai rivelata sino ad ora superiore alla concorrenza, soffrendo molto il degrado delle gomme.
Discreto il rendimento della Lotus, con Romain Grosjean e Kimi Raikkonen rispettivamente quarto ed ottavo. La E20 si conferma una macchina equilibrata nel migliore dei modi dal punto di vista aerodinamico e facile da guidare, dunque in proiezione gara e considerando il rendimento evidenziato nelle prove libere, esistono i presupposti per un Gp in rimonta da parte della coppia finnico-transalpina. Il grande problema, tuttavia, restano le qualifiche, dove la vettura non riesce a portare in temperatura gli pneumatici, il che potrebbe rivelarsi decisivo nella corsa al titolo mondiale.
Inutile nasconderlo, serpeggia delusione in casa Ferrari. I test di giovedì e della mattinata odierna avevano illuso, ma alla fine Fernando Alonso e Felipe Massa devono accontentarsi solo di una quinta ed una settima piazza. Questa volta non riuscito il miracolo al 30enne iberico, ma il segnale incoraggiante proviene proprio dal brasiliano, per la prima volta incisivo e vicinissimo al compagno di squadra in questa stagione: lo sviluppo della F2012, dunque, prosegue nel verso giusto ed a piccoli passi, anche se, soprattutto in qualifica, resta un gap ancora piuttosto importante da colmare.
Ad ogni modo, il Cavallino Rampante domani può puntare al podio, in quanto il ritmo gara della Rossa si è rivelato oltremodo performante. Alonso dovrà cercare di sfruttare al meglio tutte le occasioni che gli si presenteranno, considerando che a Montecarlo spesso l'ingresso della safety-car può mutare radicalmente le carte in tavola.
E' bene ricordare, poi, che in un Mondiale complicato ed equilibrato come quello attuale, nella lotta all'iride l'obiettivo primario del campione di Oviedo deve essere orientato sempre alla conquista del maggior numero possibile di punti.
http://www.f1passion.it/2012/05/f1-analisi-qualifiche-gp-monaco-2012-il-ruggito-del-vecchio-leone/
Federico Militello
venerdì 25 maggio 2012
Europei ginnastica artistica: Morandi in finale, fuori la squadra
Premessa: dopo un decennio, finalmente i tecnici hanno dato spazio ad una squadra giovane in una grande competizione internazionale. Tesi: il livello delle nuove leve è ancora molto basso, dunque si intuisce perché si sia insistito per così tanti anni con i veterani.
Ai Campionati Europei di ginnastica artistica di scena a Montpellier, infatti, l'Italia, nona nelle qualifiche, è rimasta fuori dalla finale a squadre con 41.566 punti. Per raggiungere l'atto conclusivo sarebbero serviti i 42.949 della Svizzera, ottava.
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