giovedì 17 marzo 2011

L'Italia gloriosa


Nel giorno del 150mo anniversario dell'Unità d'Italia, celebriamo degnamente i successi sportivi di un popolo che ha segnato oltre un secolo di storia con le sue epiche gesta e le sue leggendarie imprese.

Il nostro Paese, unico al mondo, ha saputo sin dall'inizio imporsi nelle più svariate discipline. Le prime medaglie olimpiche estive giunsero a Parigi nel 1900, con 2 ori (Gian Giorgio Trissino nell'equitazione ed Antonio Conte nella scherma) e 2 argenti (di nuovo Trissino ed Italo Santelli ancora nella scherma), mentre gli sport invernali celebrarono il primo sontuoso trionfo a St.Moritz nel 1948, quando l'indimenticato Nino Bibbia sbaragliò la concorrenza nello skeleton.
Anche nel calcio l'Italia si rivelò sin da subito come nazione di riferimento, conquistando i titoli iridati del 1934 e del 1938. Erano gli anni del Fascismo, dove lo sport tricolore toccò per la prima volta vette sino ad allora inesplorate, entrando a far parte inesorabilmente nella cultura della gente. Il Duce profuse molte energie nello sviluppo dell'attività fisica e l'apoteosi di tali investimenti si registrò nella superba Olimpiade di Los Angeles 1932, la migliore di sempre per gli azzurri con 36 medaglie complessive (12 ori) ed il secondo posto finale nel medagliere (mai così in alto nella storia) alle spalle degli Stati Uniti.
L'Italia fu sin da subito all'avanguardia anche negli sport motoristici. Nel 1950 nacque la F1 e con essa il mito Ferrari, la scuderia di gran lunga più vincente di tutti i tempi e sempre presente in ogni competizione iridata. Attualmente è più che lecito affermare che non avrebbe ragione di vita questa disciplina senza la presenza della casa di Maranello. I primi due Mondiali, tuttavia, non furono appannaggio della Ferrari, bensì di un'altra marca...italica! L'Alfa Romeo, infatti, pilotata da Nino Farina e dall'argentino Juan Manuel Fangio, si rivelò una folgore imprendibile.
L'Inno di Mamelì risuonò radioso anche nella prima edizione del Motomondiale, con Nello Pagani e Bruno Ruffo rispettivamente campioni del mondo nella 125 e 250.
Se il tricolore si è innalzato solenne nei cieli di tutto il globo sin dagli albori delle prime competizioni sportive, gli sviluppi successivi furono ancora migliori.
Nacquero le prime grandi icone (Coppi e Bartali nel ciclismo, Primo Carnera nella boxe) con le quali i cittadini si identificarono, acquisendo la consapevolezza di essere un popolo di prima grandezza. Con le Olimpiadi di Roma 1960 (36 medaglie e terzo posto nel medagliere) si ebbe una svolta epocale, forse decisiva. Da quel momento si consolidò l'epopea verde, bianco e rossa, in un susseguirsi di trionfi ed affermazioni memorabili. Quasi sempre invidiata dagli stranieri, l'Italia ha sfoderato nel susseguirsi dei decenni dei fuoriclasse intramontabili, le cui colossali imprese senza tempo rimarranno indelebili nei libri di storia: Livio Berruti, Pietro Mennea, Sara Simeoni, Alberto Cova, Vincenzo Maenza, Novella Calligaris, i fratelli D'Inzeo, Gustavo Thoeni, Adriano Panatta, i fratelli Abbagnale, Klaus Dibiasi, Antonio Rossi, Giacomo Agostini, Valentino Rossi, Alberto Tomba, Deborah Compagnoni, Stefania Belmondo, Marco Pantani, Paolo Bettini, Norberto Obersburger, Alessandra Sensini, Valentina Vezzali, Armin Zoeggeler, Dino Meneghin, Lorenzo Bernardi, Cristiana Conti, Juri Chechi, Francesca Schiavone, Paola Pezzo, Domenico Fioravanti, Massimiliano Rosolino, Federica Pellegrini.
Un'Italia che nel corso del tempo ha allargato i propri orizzonti, riuscendo a primeggiare anche in specialità dalle scarse tradizioni (tennis tavolo, triathlon, pentathlon moderno, beach volley, squash, ginnastica ritmica, combinata nordica, salto con gli sci), raggiungendo una completezza unica nel pianeta, che la rende immensa, splendente ed inimitabile. Una potenza che sempre calcherà con onore ed ambizione i grandi palcoscenici mondiali, nel ricordo di una tradizione gloriosa.

Federico Militello

Intervista a Sandra Gasparini, la migliore azzurra dello slittino


Conclusa da ormai un mese la stagione di Coppa del Mondo, l’azzurra Sandra Gasparini traccia un bilancio della sua positiva annata, culminata con la decima posizione ai Mondiali di Cesana Pariol.

La tua è stata una stagione costellata da alti e bassi: cinque volte tra le 10 (compresi i Mondiali), ma anche tre fuori dalle 15. A cosa è dovuta questa discontinuità, a volte palesata anche tra una manche e l’altra? Sei nel complesso soddisfatta dei tuoi risultati?
‘’Sino ad ora mi manca una buona dose di esperienza. Per me non é cosi facile fare una discesa identica all‘altra!Tuttavia quest´anno ho fatto un grande passo in avanti e nel complesso sono contenta, anche se sono consapevole che via sia molto lavoro da svolgere in futuro’’.

Il decimo posto ai Mondiali di Cesana ha riportato un'azzurra tra le top10 del globo dopo molti anni: dove pensi di poter arrivare in futuro? Quali sono i tuoi obiettivi?
‘’Le atlete della Germania ed anche le canadesi (senza dimenticare le russe) si esprimono su livelli altissimi, tuttavia quest‘anno mi sono accorta che anche io posso andare molto forte. Serve ancora un po’ di pazienza e lavoro duro: in futuro mi vedo sul podio’’.

Ti aspettavi che la canadese Alex Gough riuscisse a battere le teutoniche Tatjana Hufner e Natalie Geisenberger, ponendo fine ad una egemonia ultradecennale? Le tedesche si sono indebolite oppure è la concorrenza ad essersi rafforzata?
‘’Gough ha vinto grazie ad un errore della Hufner. Secondo me la Germania resta ancora un gradino superiore alle concorrenza’’.

Che tipo di preparazione svolgerai la prossima estate? Su quali aspetti ti concentrerai per scalare altre posizioni nel ranking?
‘’In estate svolgerò principalmente degli esercizi di tecnica e di forza dedicati alla fase di partenza, un fattore sempre più importante nello slittino’’.

Quanto è importante per lo slittino italiano che la pista di Cesana Pariol resti aperta (ci sono in proposito segnali positivi, n.d.r.)?
‘’E’ molto importante che la pista resti aperta, perche é l´unica che abbiamo in Italia. Si tratta di un budello tecnico e veloce, perfetto per i nostri allenamenti’’.

Il settore giovanile sta mettendo in luce alcune ragazze interessanti che presto potrebbero affiancarti.
‘’In effetti è vero, la squadra juniores può contare su un paio di ragazze che hanno iniziato quest’anno a praticare slittino su pista artificiale, conseguendo subito dei risultati interessanti. C’è da essere ottimisti per il futuro’’.

Come valuti il team-event? Ai Mondiali Cesana non si è potuto gareggiare a causa di un problema tecnico, eppure questa gara dovrebbe essere inserita nel programma olimpico. Qual è la tua opinione in proposito?
‘’A me piace la staffetta piace molto. Peccato per l’inconveniente dei Mondiali a casa, spero che diventi una competizione a Cinque Cerchi. Di certo per me sarebbe un’altra buona opportunità per conquistare una medaglia’’.

Come ti sei avvicinata allo slittino? Lo consiglieresti alle teen-agers?
‘’Ho iniziato a 5 anni praticando lo slittino su pista naturale, passando poi a 13 anni a quello sul catino artificiale. Alle ragazze dico che questo è uno sport sicuramente impegnativo, tuttavia perfetto per coloro che adorano la velocità. Invito tutte a provare’’.

Nell’ambiente sei stata definita tra le slittiniste più avvenenti del circuito: come vivi questa situazione?
‘’Non penso di essere la più carina, per me è tutto come prima. A me la bellezza interessa relativamente, il mio vero obiettivo è diventare presto una grande atleta’’.

Federico Militello

mercoledì 16 marzo 2011

Verso Londra 2012: quanti sport di squadra azzurri ai Giochi?


A 499 giorni dall'apertura delle Olimpiadi di Londra 2012, analizziamo quali potranno essere gli sport di squadra italici che parteciperanno alla competizione sul suolo britannico.

Con calcio (maschile e femminile), pallamano e hockey sul prato maschile già fuori da ogni discorso qualificazione, restano in lizza sette discipline: volley (m. e f.), pallanuoto (m. e f.), basket (m. e f.) ed hockey sul prato femminile.

Al momento le principali indiziate alla qualificazioni ai Giochi sono pallavolo femminile e maschile e pallanuoto maschile. Poche speranze per Setterosa e pallacanestro, la sorpresa potrebbe arrivare dalle ragazze dell'hockey.


Le candidate principali: la pallavolo femminile non dovrebbe incontrare alcun tipo di difficoltà nello staccare il pass. Ad una squadra già solida, giunta quinta agli ultimi Mondiali, si aggiungeranno la fuoriclasse oriunda Carolina Costgrande e la rivelazione del campionato italiano Monica Ravetta. Una volta a Londra, il volley rosa sarà da medaglia. Stesso discorso vale per il Settebello, argento agli ultimi Europei e formazione dai più ampi margini di miglioramento nel Vecchio Continente. Più complicato il discorso per la pallavolo maschile, che comunque potrà beneficiare dell'ultimo torneo di qualificazione in programma a Roma. La massima serie (A1) non ha proposto novità particolarmente interessanti, dunque il nuovo ct sarà obbligato a pescare i giovani in A2. Rimane il nodo-Fei: farà ancora parte del gruppo tricolore o il suo addio all'azzurro sarà definitivo? Nel complesso giocatori di talento come Savani, Parodi, Mastrangelo, Birarelli e Martino forniscono ampie garanzie per la partecipazione a Cinque Cerchi.


Serve l'impresa: nello sport moderno qualificarsi alle Olimpiadi è diventato molto più arduo che conquistare un podio. Nel basket maschile, infatti, solo le prime due classificate dei prossimi Europei potranno staccare l'ambito biglietto, mentre le selezioni dal terzo al sesto posto disputeranno un torneo pre-olimpico su scala mondiale. Razionalmente, l'Italia non vale al momento queste posizioni, neppure con le sue stelle Nba (ammesso che vi partecipino). Il ct Piangiani sta svolgendo un lavoro apprezzabile, dando spazio ai (pochi) giovani di talento del nostro campionato (Melli, Gentile e Hackett su tutti) e convocando un oriundo di valore come l'americano Jeff Viggiano. L'impressione, però, è che servano almeno 2 anni per amalgamare la squadra. Situazione simile, ma ancora più complessa per il basket femminile, che dovrà addirittura giocare un Additional Round per la qualificazione agli Europei. Infine il Setterosa: il processo di ricostruzione procede a piccoli passi. Per andare in Gran Bretagna, tuttavia, bisognerà classificarsi tra le prime tre in un torneo (da disputare in Italia) con Russia, Olanda, Canada, Spagna, Grecia e Ungheria: attualmente pare un'impresa improba per le azzurre.


La possibile sorpresa: già nel 2007 l'Italia dell'hockey prato femminile sfiorò una storica qualificazione a Pechino 2008 perdendo nel match decisivo dalla Corea del Sud. In questi anni il progetto tricolore si è evoluto, grazie ad ottimi investimenti nel settore giovanile ed a raduni sempre più frequenti della prima squadra. La presenza di alcune oriunde, inoltre, potrà fare la differenza: dalle gemelle olandesi Padalino, alle argentine Obrist e Canavosio, fino alla polacca Wybieralska. Un dato singolare: in squadra sono presenti ben 4 coppie di gemelle: oltre alle già ricordate Padalino, figurano De Guio, Chirico e Pacella. In questo settore servirà una mano dal sorteggio: in caso di torneo preolimpico da disputare in Azerbaijan o India aumenterebbero le chances. Tutto si complicherebbe, invece, qualora le azzurre vengano inserite nel gruppo del temibile Giappone. In definitiva, il sogno, mai come in questa occasione, pare alla portata.


Federico Militello

lunedì 14 marzo 2011

'Italia, come stai?': un fine settimana trionfale per il tricolore


Un week-end all'insegna di podi e vittorie in tutte le discipline: lo sport italiano può esultare e guardare con legittimo ottimismo ai prossimi eventi in programma.

Nei tuffi il Bel Paese ha concluso gli Europei di Torino al terzo posto nel medagliere finale (preceduto da Russia e Germania) con 3 ori ed un bronzo, un bottino lusinghiero e maturato grazie a prestazioni tecniche che permetterebbero di lottare anche in orbita iridata. Protagoniste assolute sono state le donne, in grado di accaparrarsi tutte le medaglie del carniere tricolore. Tania Cagnotto è l'atleta copertina di questa rassegna continentale, nella quale ha colto 2 successi (1 metro e 3 metri sincro) ed una terza piazza (3 metri). La 25enne di Bolzano, seppur ancora giovane anagraficamente, rappresenta ormai una certezza consolidata nei grandi appuntamenti da quasi un decennio ed i suoi numeri, d'altronde, parlano chiaro: 18 allori internazionali, di cui 4 agguantati ai Mondiali (1 argento e 3 bronzi) e 14 agli Europei (9 ori, 1 argento e 4 bronzi). Mai in passato l'Italia aveva potuto contare su una tuffatrice di tale levatura. A questo punto alla figlia di Giorgio Cagnotto manca solo una medaglia olimpica per completare un palmares strepitoso: a Londra 2012 avrà la maturità giusta e l'esperienza necessaria per tentare l'impresa. Serve ricordare, infine, che il programma della tuffatrice italica dai 3 metri presenta lo stesso coefficiente di difficoltà delle cinesi, dunque, una volta trovati gli automatismi ideali nell'esecuzione, anche le asiatiche potranno considerarsi a tiro. Nei 10 metri, inoltre, è esplosa definitivamente la stella di Noemi Batki, regina d'Europa per la prima volta in carriera. Talento, dedizione al lavoro ed ambizione sono le componenti che meglio descrivono questa 23enne italo-ungherese, il cui programma di gara sarà arricchito da tuffi a più alto coefficiente: la sfida al resto del mondo è già lanciata. Il settore maschile, invece, attraversa un momento di appannamento: in parabola discendente l'eterno Nicola Marconi (neppure in gara nel sincro da 3 metri a causa dell'infortunio del fratello Tommaso), discreto ma non competitivo per il podio Michele Benedetti, buio assoluto nella piattaforma. Certamente hanno influito sul rendimento negativo gli infortuni di Christopher Sacchin e Francesco Dell'Uomo (ormai fermi da diverso tempo), tuttavia la sostanza non muta: alle spalle dei titolari faticano ad emergere nuovi talenti. Purtroppo si è arrestata completamente la crescita dell'astro nascente Andrea Chiarabini, annunciato fenomeno a 14 anni (dove fu schierato nel sincro 10 metri a Roma 2009) ma ora in preda ad una vera crisi di identità. Da seguire il promettente Giovanni Tocci, già messosi in luce alle Olimpiadi giovanili di Singapore. Serve un cambio nelle modalità di allenamento, privilegiando maggiormente l'aspetto della preparazione fisica in uno sport sempre più popolato da culturisti.

Nel biathlon l'Italia ha conquistato una medaglia iridata a 10 anni dall'ultima volta. Il merito è del fenomenale Lukas Hofer, atleta dal talento immenso ed in prepotente crescita. Il 21enne altoatesino ha disputato la propria miglior gara proprio nell'appuntamento più importante della stagione, denotando un carattere da campione autentico. Formidabile ed incisivo nel passo sugli sci, la promessa tricolore dovrà incrementare ulteriormente il proprio rendimento al poligono per poter ambire a competere per la Coppa del Mondo assoluta (anche se il 19/20 della mass start lascia ben sperare per l'avvenire). Infine una suggestione: considerando il momento opaco dello sci di fondo tricolore, Hofer non potrebbe far molto comodo in una eventuale quarta frazione in staffetta? Nel complesso il biathlon nostrano si trova appena all'inizio di una nuova era di successi, che non solo rinverdirà i fasti degli anni '90, ma potrebbe addirittura raccogliere frutti maggiori. Oltre all'ormai affermato Lukas, infatti, costituiscono delle garanzie i veterani René Vuillermoz e Christian De Lorenzi, mentre il 26enne Markus Windisch, una volta che avrà superato le paure dell'ultimo poligono, sarà in grado di agguantare qualche sporadico podio, soprattutto nella 20 km individuale. Alle spalle dei capitani, inoltre, spingono per l'ingresso in squadra i giovani Pietro Dutto (il più pronto al grande salto), Dominik Windisch e Michael Galassi. In campo femminile, inoltre, è solo questione di tempo l'ascesa ai vertici globali di Dorothea Wierer, già nona nella prova ad inseguimento a soli 20 anni (dopo aver vinto tre ori nella rassegna iridata juniores dello scorso mese di gennaio): con Hofer potrà formare una coppia di fuoriclasse assoluti. Insomma, l'Italia possiede le credenziali giuste per poter divenire una potenza di questo sport.

Continua la scalata la scalata di Arianna Fontana verso l'Olimpo dello short track. Dopo aver conseguito una medaglia di bronzo nei 500 metri alle Olimpiadi di Vancouver (senza dimenticare la terza piazza in staffetta a Torino 2006 a soli 15 anni!), la 20enne di Sondrio si è consacrata definitamente in questa stagione, nella quale ha ottenuto diversi piazzamenti tra le top3 in Coppa del Mondo e, soprattutto, tre medaglie ai Mondiali, con 2 argenti (500 e 1000) ed un bronzo (classifica all-round). La pattinatrice tricolore ha raggiunto una grande completezza, avendo aggiunto una grande resistenza alla sua fulminea velocità di base: ciò permette alla giovane italiana di poter essere competitiva in tutte le distanze. Inoltre, grazie agli insegnamenti del tecnico canadese (part-time) Eric Bedard, è decisamente migliorata anche la sua tattica di gara: ora Arianna sa gestire la competizione con scaltrezza e prontezza di riflessi, doti fondamentali in una disciplina dove a causa di pochi millesimi di secondo si può passare dal paradiso all'inferno. Insomma, la forte atleta lombarda può considerarsi una vera stella di questa disciplina, essendo l'unica europea dell'ultimo decennio ad aver colmato il gap con le grandi potenze asiatiche (Cina e Corea del Sud). L'impressione è che presto l'azzurra potrà ambire anche al primato assoluto, considerando la sua età ancora verdissima ed inferiore a quella delle rivali.
Complessivamente il settore femminile gode di una vitalità mai provata in passato, con Martina Valcepina già tra le protagoniste della distanza più breve (della quale è campionessa del mondo juniores) e le giovanissime Arianna Valcepina ed Elena Viviani già affacciatesi con discreti risultati nel circuito maggiore: esistono i presupposti per creare una staffetta di valore.
Stagione molto negativa, invece, per gli uomini. In un'annata in cui le compagini del Vecchio Continente (Francia, Germania, Olanda e Gran Bretagna) hanno in più di una circostanza sorpreso le corazzata asiatiche e nord-americane, la selezione del Bel Paese ha palesato una preoccupante flessione. Nicola Rodigari, ormai alla soglia dei 30 anni, fatica al reggere il ritmo delle nuove leve straniere, mentre l'assenza da inizio stagione di Yuri Confortola (fermo un grave infortunio) ha privato il gruppo del suo elemento di maggiori prospettive. Come per i tuffi, anche in questo settore emerge una totale assenza di ricambio generazionale, dove il solo Tommaso Dotti (18 anni) ha mostrato delle qualità interessanti su cui lavorare.

Federico Militello

domenica 13 marzo 2011

Arianna Fontana, altri due podi mondiali! Ennesimo trionfo nella scherma


Short track: Arianna Fontana è entrata definitivamente nel gotha di questo sport. Dopo l'argento ottenuto ieri nei 500 metri, la 20enne di Sondrio ha colto un'altra piazza d'onore quest'oggi nei 1000 ai Mondiali di Sheffield, lottando sino in fondo addirittura per il titolo iridato all-round, dove infine si è 'accontentata' di un bronzo dopo la settima piazza nei 3000. Entrambi le medaglie d'oro sono state appannaggio della coreana Cho Ha-Ri. Resta un dato di fatto incontestabile: Arianna ha colmato definitivamente il gap con Asia e Nord-America e nei prossimi anni, considerando anche l'età inferiore rispetto alle titolate avversarie, potrà puntare legittimamente al bersaglio grosso. Rimando alla rubrica 'Italia, come stai?' per ulteriori approfondimenti.

Scherma: il Dream Team del fioretto femminile costituisce al momento il vero fiore all'occhiello dello sport tricolore. Nella prova a squadre, infatti, il quartetto formato da Valentina Vezzali, Arianna Errigo, Elisa Di Francisca ed Ilaria Salvatori, che ieri avevano monopolizzato le prime quattro posizioni nell'individuale, ha festeggiato l'ennesimo trionfo sconfiggendo in finale la Russia per 39-32. In precedenza le azzurre avevano raggiunto l'atto conclusivo senza alcuna difficoltà, infliggendo severe lezioni nell'ordine a Messico (45-14), Ungheria (41-22) e Polonia (45-28). Quella tricolore può considerarsi una vera e propria monarchia assoluta.

Federico Militello

Cagnotto-Dallapé incantano Torino e conquistano il terzo oro europeo


Tania Cagnotto e Francesca Dallapé si confermano la coppia più forte d'Europa nel trampolino da 3 metri sincronizzato, arpionando la terza medaglia d'oro consecutiva in questa specialità nella rassegna continentale di Torino. Un successo maturato grazie ad una grande prova di carattere, che ha esaltato ulteriormente le grandi qualità delle azzurre. Dopo aver concluso in testa i primi due tuffi 'obbligatori' (con coefficiente 2.0), la coppia tricolore si vedeva scavalcare dalle russe Nadezda Bazhina e Svetlana Philippova a causa di un doppio e mezzo indietro al di sotto dei loro consueti standard. A questo punto, tuttavia, le tuffatrici italiche ritrovavano concentrazione e rabbia agonistica, scavalcando le zarine negli ultimi due turni grazie a delle esecuzioni pulite e senza sbavature. 320.40 il punteggio finale per il duo italiano, 3.17 in più delle atlete dell'Est Europa.
Il prossimo obiettivo per Cagnotto e Dallapé, già medaglia d'argento ai Mondiali di Roma 2009, sarà quello di salire sul podio nella rassegna iridata di Shanghai in programma la prossima estate, risultato che garantirebbe la qualificazione diretta alle Olimpiadi di Londra 2012. Con cinque tuffi ai limiti della perfezione, inoltre, non è audace pensare che le azzurre possano cullare anche il sogno di impensierire le padrone di casa della Cina (servirebbero 20 punti in più di quelli odierni per ambire al primato assoluto).
L'Italia, dunque, conclude l'Europeo con quattro medaglie complessive (3 ori ed 1 bronzo), tutte conquistate in campo femminile, il cui stato di salute può definirsi ottimo. Si registra, invece, una decisa involuzione nel reparto maschile, dove alcune nazioni come Germania, Russia, Ucraina e Francia appaiono ormai due gradini superiori ad una selezione tricolore sempre più distante dal vertice.

Federico Militello

sabato 12 marzo 2011

Scherma, rugby, biathlon, short track, tuffi: una giornata epica per l'Italia


Sabato 12 marzo 2011: una delle giornate più radiose della storia dello sport italiano. Il Bel Paese, infatti, ha brillato praticamente in tutte le discipline in cui ha preso parte. Migliore omaggio non poteva esserci per le celebrazioni del 150mo anniversario della nostra amata nazione.
L'apoteosi di maggior spicco si è verificata (ovviamente) nella scherma, dove il magico Dream Team del fioretto femminile ha stabilito un ennesimo record, con quattro italiane ai primi quattro posti nella prova di Coppa del Mondo di Torino, nell'ordine Valentina Vezzali (a 37 anni ancora superiore per talento, continuità ed esperienza alle rampanti compagne di squadra), Arianna Errigo, Elisa Di Francisca ed Ilaria Salvatori (queste ultime due terze a pari merito): un dominio inscalfibile.
Arrivano ancora sontuose soddisfazioni anche dagli sport invernali. Lukas Hofer ha riportato l'Italia del biathlon su un podio iridato dopo 10 anni, grazie al bronzo conquistato nella mass start di Khanty Mansiysk (Russia) alle spalle del norvegese Svedsen e del russo Ustyugov. A soli 21 anni, dunque, il fenomeno altoatesino si è già consacrato sui palcoscenici globali, mettendo in carniere il primo alloro di una carriera che si preannuncia luminosa. Strepitoso anche l'argento conseguito da Arianna Fontana ai Mondiali di short track nei 500 metri, preceduta solo dalla cinese Fan Kexin. La 20enne di Sondrio, inoltre, è terza nella classifica generale e domani proverà a difendere il podio nei 1000 e nei 3000.
Tania Cagnotto si conferma allergica al trampolino da 3 metri agli Europei, competizione che ha vinto una sola volta in passato. Il bronzo ottenuto nella rassegna continentale di Torino, però, deve essere considerato un risultato apprezzabile, soprattutto perché maturato al termine di una gara ben al di sotto del proprio potenziale. La 25enne di Bolzano resta l'unica atleta in grado di poter impensierire la Cina e domani cercherà di agguantare un altro oro nel sincro con Francesca Dellapé dopo quello vinto nella prova da 1 metro.
Del rugby, infine, troverete un articolo al seguente link: http://sportsecondomilitello.blogspot.com/2011/03/italia-garibaldina-france-au-revoir.html.
Nessuno come l'Italia.

Federico Militello