
sabato 10 dicembre 2011
Incubo Whistler per il Cannibale. Sul podio Oberstolz-Gruber

giovedì 8 dicembre 2011
Curling, azzurre seste in Europa e qualificate ai Mondiali

Bellissima impresa per la nazionale italiana femminile di curling. Vincendo il play-off odierno con la Svizzera per 6-4, la skip Diana Gaspari, Giorgia Apollonio, Claudia Alverà e Chiara Olivieri hanno concluso i Campionati Europei di Mosca in sesta posizione (miglior risultato degli ultimi 4 anni), ottenendo la qualificazione ai Mondiali del 2012 che si terranno in Canada.
E' importante ricordare che proprio la rassegna iridata nella terra della Foglia d'Acero assegnerà i primi ed importantissimi punti nella corsa alle Olimpiadi di Sochi 2014.
Nel match odierno contro le rivali elvetiche, la selezione tricolore partiva subito a razzo portandosi in vantaggio per 3-0 dopo i primi tre ends. A quel punto, però, le azzurre subivano un black-out che rischiava di compromettere la partita, con le rossocrociate che risalivano e superavano sul 4-3 l'Italia prima dell'ultima mano.
A questo punto le ragazze allenate dal tecnico canadese Daniel Rafael riuscivano a mantenere i nervi saldi ed a conquistare gli ultimi 3 punti fondamentali per agguantare un successo di vitale importanza per il movimento del Bel Paese.
La selezione tricolore, dunque, conclude un Europeo che l'ha vista rivaleggiare ad armi pari con le squadre di maggior rango nel Vecchio Continente, perdendo alcune sfide con Germania, Russia e Scozia solo per questione di episodi ed inesperienza. I margini di miglioramento della squadra azzurra sono enormi, soprattutto considerando che il rientro in nazionale di Diana Gaspari è avvenuto da pochi mesi e dunque l'intesa con le altre compagne risulta ancora decisamente perfezionabile. La stessa 23enne Giorgia Apollonio ha sfoderato alcuni colpi da vero talento, dimostrando una crescita graduale stagione dopo stagione.
Insomma, le difficoltà e soprattutto le rivali da battere saranno molteplici, ma questa Italia può guardare davvero con ottimismo ad una storica partecipazione a Cinque Cerchi (nel 2006 fummo presenti all'edizione di Torino in qualità di Paese ospitante, ma mai la qualificazione è stata ottenuta sul campo). Il curling tricolore è sempre più rosa.
Federico Militello
martedì 6 dicembre 2011
Gigante, segnali positivi dagli azzurri

L'americano Ted Ligety si conferma il dominatore indiscusso dello Slalom Gigante conquistando sulla pista di Beaver Creek (che ha sostituito la prova della Val D'Isere, annullata per mancanza di neve) il secondo successo stagionale su tre gare disputate.
Il campione del mondo in carica, quarto in una prima manche che ha visto ben 15 atleti raggruppati in meno di un secondo, si è reso artefice di una seconda discesa perfetta, in cui ha pennellato nel tratto alto del pendio, prima acquisire una grande velocità anche nel piano centrale ed in quello conclusivo. Il segreto del 27enne di Salt Lake City è proprio la completezza, poiché riesce sempre ad esprimersi al meglio su tutti i tipi di neve e di tracciati.
Seconda piazza (a ben 69 centesimi dalla vetta) per l'austriaco Marcel Hirscher, vincitore del Gigante disputato su questa stessa pista appena due giorni fa. Il giovane austriaco è stato meno aggressivo del solito, quasi 'accontentandosi' di un posto sul podio. La top3 è stata completata dal norvegese Kjetil Jansrud, che ha saputo sfruttare la sua debordante potenza fisica per guadagnare decimi preziosi nelle sezioni più filanti della competizione.
Grande deluso di giornata è l'enfant prodige francese Alexis Pinturault: il 20enne transalpino, davanti a tutti a metà gara, ha avvertito oltremodo la pressione, risultando poco fluido e perdendo la consueta rapidità nei cambi di direzione: inevitabile, quindi, la quarta piazza finale a 9 decimi da Ligety.
La giornata azzurra apre interessanti spiragli. Davide Simoncelli appare rinato e tornato sui livelli di due stagioni or sono. Quest'oggi è risalito dalla 13ma fino alla 9a posizione, risultando però tra i migliori nella parte alta della pista, quella più tecnica. Il problema, invero irrisolvibile, resta la scorrevolezza sui piani, ma il 32enne del Bel Paese può realmente puntare ad avvicinarsi ai primi nelle prossime due 'grandi classiche' del Circo Bianco: Alta Badia ed Adelboden. Peccato per l'uscita di Massimiliano Blardone nella seconda manche, anch'egli in ripresa e non così distante da Simoncelli.
Citando il titolo del film diretto da Alex Proyas ed interpretato da Nicolas Cage, oggi l'Italia ha intravisto finalmente dei 'Segnali dal futuro'. La nota più lieta è rappresentata dal 24mo posto del 21enne Mattia Casse, in grande crescita dopo aver raccolto dei punti importanti anche in Discesa Libera. Il giovane piemontese è dotato di un fisico piuttosto imponente e di una buona capacità nel lasciar correre gli sci: insomma, le caratteristiche ideali del gigantista moderno. Bene anche Florian Eisath (20mo con settimo tempo nella seconda manche), non più di primissimo pelo (27 anni), ma ancora in tempo per provare a scalare il ranking mondiale.
Quest'oggi, inoltre, a Trysil, in Norvegia, è andato in scena un Gigante di Coppa Europa. Ebbene, la prova è stata vinta dal tedesco Stefan Luitz, ma dalla seconda alla quarta posizione si sono classificati ben 3 azzurri, rispettivamente Roberto Nani (anno di nascita 1988), Adam Peraudo (1987) e Luca De Aliprandini (1990). Morale della favola: anche nella disciplina regina dello sci alpino, i giovani ci sono. Perché non portarli in Coppa del Mondo al posto di alcuni veterani ormai logori?
Federico Militello
lunedì 5 dicembre 2011
'Italia, come stai?': pallavolo tra rammarichi e nuove certezze; sci alpino, manca il campione

La nazionale italiana di pallavolo ha mancato l'obiettivo della qualificazione diretta alle Olimpiadi di Londra 2012 per 2 set. Un risultato che lascia l'amaro in bocca, anche se nel complesso la selezione tricolore esce rafforzata dalla World Cup giapponese.
sabato 3 dicembre 2011
Bob a 2, inizio in salita per Bertazzo. Vince la Svizzera

Arianna Fontana detta legge anche in Giappone

Terza vittoria consecutiva per Arianna Fontana nella Coppa del Mondo di short track. Dopo i successi conquistati nelle gare di Saguenay a fine ottobre (500 e 1500), la 21enne valtellinese si è imposta anche quest'oggi nella distanza più lunga di scena a Nagoya, in Giappone.
La rappresentante del Bel Paese, approdata nell'atto conclusivo dopo essere giunta seconda nella propria semifinale, non ha lasciato scampo alle avversarie negli ultimi 3 giri, nei quali ha sfoderato un accelerazione micidiale che le ha permesso di tagliare il traguardo con oltre due decimi di margine sulla coreana Lee Ho-Suk. Terza piazza per la canadese Charle Cournoyer.
Grazie a questo trionfo, Arianna Fontana sale al secondo posto in classifica generale nella distanza dei 1500 a sole 240 lunghezze dalla leader coreana Eun-Byul Lee, oggi solo sesta.
La grande giornata per l'Italia è stata completata dalla qualificazione della staffetta femminile per la finalissima di domani. Il quartetto tricolore composto da Cecilia Maffei, Martina Valcepina, Elena Viviani e, naturalmente, dalla stessa Fontana, è giunto seconda secondo in semifinale alle spalle della Cina e potrà giocarsi un posto sul podio.
Federico Militello
venerdì 2 dicembre 2011
Europei 2012: Italia-Spagna, la resa dei conti

Italia, Spagna, Croazia e Irlanda. E' questo il raggruppamento C in cui è stata inserita la selezione tricolore ai Campionati Europei di Polonia e Ucraina.
La data X è già segnata: 10 giugno 2012, debutto azzurro contro i campioni in carica iberici. Logico attendersi un clima da 'Sfida all'OK corral', una sorta di resa dei conti di una rivalità che si è accentuata nell'ultimo quadriennio. Per capire l'astio che intercorre tra queste due nazionali è bene fare un breve excursus storico.
Correva il giorno 22 giugno 2008. Prima di questa data, le 'Furie Rosse' non sconfiggevano l'Italia in una partita ufficiale da 88 anni (per precisione dal 2-9-1920), ovvero dalla V edizione dei Giochi Olimpici di Anversa. In quasi un secolo di sconfitte e cocenti delusioni, la Spagna è stata colpita dalla sindrome del complesso di inferiorità nei confronti della nostra nazionale, sfociata poi in una malcelata invidia. Ricorderete, infatti, le innumerevoli critiche da parte della stampa iberica nei confronti del calcio italico, accusato di essere difensivista e quasi esclusivamente dedito al 'catenaccio'. Nel frattempo, però, gli spagnoli continuavano a raccogliere sconfitte in serie contro gli Azzurri. Fino, appunto, al 22 giugno 2008, giornata in cui si disputarono i quarti di finale degli Europei di Austria e Svizzera. In quella circostanza gli iberici superarono la nazionale di Donadoni ai calci di rigore e da quel giorno qualcosa è cambiato nella loro testa: aver infranto il tabù tricolore li ha rafforzati e resi maggiormente consapevoli dei propri mezzi. Insomma, scacciato l'incubo a tinte azzurre, la Spagna si è lanciata alla conquista degli Europei e dei successivi Mondiali, i primi della loro storia.
Da quattro anni, dunque, è mutato l'atteggiamento dei media spagnoli e delle 'Furie Rosse': se prima ci invidiavano, ora ci snobbano guardandoci, a loro dire, da una posizione di assoluta superiorità. E' tempo, dunque, di ristabilire le antiche gerarchie. L'Italia di Prandelli ha intrapreso un nuovo ciclo, puntando sui giovani e, soprattutto, su un piano di gioco ben stabilito, in cui non viene mai sprecato un pallone. Pochi dubbi: possiamo giocarcela senza paura.
Spagna a parte, il girone degli Azzurri si prospetta tutt'altro che agevole, con l'Irlanda del Trap in grado di infastidire chiunque e la Croazia che da sempre rappresenta un osso durissimo per i nostri colori. Sarà dura, insomma, ma forse è meglio così: ricordate Sud Africa 2010?
Federico Militello