sabato 10 dicembre 2011

Incubo Whistler per il Cannibale. Sul podio Oberstolz-Gruber


Il Re abdica. Dopo aver conquistato ben 6 sfere di cristallo consecutive (10 in totale), Armin Zoeggeler dice addio alla possibilità di ripetersi già dopo la seconda gara stagionale.
Sulla pista olimpica di Whistler Mountain, sulla quale si tornava a gareggiare a 2 anni da Vancouver 2010 e dalla morte del georgiano Nodar Kumaritashvili, il Cannibale si è classificato appena 13mo, un risultato che fa scalpore se si considera che il carabiniere di Foiana nelle passate stagioni, quando andava male, arrivava quinto nel poco amato catino di Oberhof. Il problema è che il budello canadese si è rivelato peggiore anche di quello teutonico: basti pensare che la partenza è stata abbassata definitivamente a quella delle donne, con una manche che dura soli 40 secondi. In nessun'altra pista al mondo conta oltremodo la fase di spinta quanto in quella in esame.
Logico, dunque, che gli slittinisti tedeschi abbiano fatto la voce grossa, mentre il quasi 38enne azzurro, che in spinta fatica già da diversi anni, nulla ha potuto neppure con le sue grandi doti di guida.
Il successo di giornata è stato agguantato dal tedesco Felix Loch, che ora guida la classifica generale con 200 punti, 30 in più del connazionale David Moller (oggi terzo) e con ben 100 lunghezze di margine su Zoeggeler, che, a meno di miracoli, appare ormai tagliato fuori dalla corsa al primato.
Il dominio teutonico si è rivelato inattaccabile, visto che la Germania ha monopolizzato le prime 4 posizioni: oltre ai già citati Loch e Moller, infatti, Johannes Ludwig ed Andi Langenhan hanno concluso rispettivamente secondo e quarto.
La squadra azzurra, da parte sua, ha accusato anche notevoli problemi di materiali a causa delle condizioni climatiche umide e con temperature superiori allo 0. I piazzamenti, infatti, non sono stati esaltanti: 16mo David Mair, 18mo Dominik Fischnaller, 22mo Kevin Fischnaller. Per il Bel Paese quella odierna è stata la peggior gara in singolo dell'ultimo ventennio.
La speranza è che dalla prossima settimana, su una pista apparentemente favorevole come quella di Calgary, il Cannibale ed i suoi compagni possano tornare a ruggire.

Gli azzurri Christian Oberstolz e Patrick Gruber sono giunti terzi nella seconda prova di Coppa del Mondo di doppio disputata a Whistler Mountain, in Canada. Un podio che infonde grande fiducia nel duo tricolore e cancella un debutto negativo nell'ouverture di Igls.
La vittoria di giornata è stata appannaggio dei campioni olimpici austriaci Andreas e Wolfgang Linger, che proprio su questo budello conquistarono nel 2010 il loro secondo oro a Cinque Cerchi. I due fratelli, autori del miglior tempo di manche in entrambe le frazioni, hanno preceduto di ben 0.244 i connazionali Peter Penz e Georg Fischler, sui quali ora guidano la classifica generale con 15 lunghezze di margine.
Dalla quarta alla sesta piazza si susseguono ben tre slitte tedesche, rispettivamente quelle di Ronny Pietrasik-Christian Wiese, Toni Eggert-Sascha Benecken e Tobias Wendl-Tobias Arlt.
Per quanto riguarda gli altri equipaggi azzurri in gara, continua a mancare l'atteso salto di qualità da parte di Hans Peter Fischnaller e Patrick Schwienbacher, 11mi, mentre i giovani campioni del mondo juniores Ludwig Rieder e Patrick Rastner, 13mi, non hanno trovato il giusto feeling con il catino sin dalla Nations Cup.



Federico Militello

giovedì 8 dicembre 2011

Curling, azzurre seste in Europa e qualificate ai Mondiali


Bellissima impresa per la nazionale italiana femminile di curling. Vincendo il play-off odierno con la Svizzera per 6-4, la skip Diana Gaspari, Giorgia Apollonio, Claudia Alverà e Chiara Olivieri hanno concluso i Campionati Europei di Mosca in sesta posizione (miglior risultato degli ultimi 4 anni), ottenendo la qualificazione ai Mondiali del 2012 che si terranno in Canada.

E' importante ricordare che proprio la rassegna iridata nella terra della Foglia d'Acero assegnerà i primi ed importantissimi punti nella corsa alle Olimpiadi di Sochi 2014.

Nel match odierno contro le rivali elvetiche, la selezione tricolore partiva subito a razzo portandosi in vantaggio per 3-0 dopo i primi tre ends. A quel punto, però, le azzurre subivano un black-out che rischiava di compromettere la partita, con le rossocrociate che risalivano e superavano sul 4-3 l'Italia prima dell'ultima mano.

A questo punto le ragazze allenate dal tecnico canadese Daniel Rafael riuscivano a mantenere i nervi saldi ed a conquistare gli ultimi 3 punti fondamentali per agguantare un successo di vitale importanza per il movimento del Bel Paese.

La selezione tricolore, dunque, conclude un Europeo che l'ha vista rivaleggiare ad armi pari con le squadre di maggior rango nel Vecchio Continente, perdendo alcune sfide con Germania, Russia e Scozia solo per questione di episodi ed inesperienza. I margini di miglioramento della squadra azzurra sono enormi, soprattutto considerando che il rientro in nazionale di Diana Gaspari è avvenuto da pochi mesi e dunque l'intesa con le altre compagne risulta ancora decisamente perfezionabile. La stessa 23enne Giorgia Apollonio ha sfoderato alcuni colpi da vero talento, dimostrando una crescita graduale stagione dopo stagione.

Insomma, le difficoltà e soprattutto le rivali da battere saranno molteplici, ma questa Italia può guardare davvero con ottimismo ad una storica partecipazione a Cinque Cerchi (nel 2006 fummo presenti all'edizione di Torino in qualità di Paese ospitante, ma mai la qualificazione è stata ottenuta sul campo). Il curling tricolore è sempre più rosa.


Federico Militello

martedì 6 dicembre 2011

Gigante, segnali positivi dagli azzurri


L'americano Ted Ligety si conferma il dominatore indiscusso dello Slalom Gigante conquistando sulla pista di Beaver Creek (che ha sostituito la prova della Val D'Isere, annullata per mancanza di neve) il secondo successo stagionale su tre gare disputate.


Il campione del mondo in carica, quarto in una prima manche che ha visto ben 15 atleti raggruppati in meno di un secondo, si è reso artefice di una seconda discesa perfetta, in cui ha pennellato nel tratto alto del pendio, prima acquisire una grande velocità anche nel piano centrale ed in quello conclusivo. Il segreto del 27enne di Salt Lake City è proprio la completezza, poiché riesce sempre ad esprimersi al meglio su tutti i tipi di neve e di tracciati.


Seconda piazza (a ben 69 centesimi dalla vetta) per l'austriaco Marcel Hirscher, vincitore del Gigante disputato su questa stessa pista appena due giorni fa. Il giovane austriaco è stato meno aggressivo del solito, quasi 'accontentandosi' di un posto sul podio. La top3 è stata completata dal norvegese Kjetil Jansrud, che ha saputo sfruttare la sua debordante potenza fisica per guadagnare decimi preziosi nelle sezioni più filanti della competizione.


Grande deluso di giornata è l'enfant prodige francese Alexis Pinturault: il 20enne transalpino, davanti a tutti a metà gara, ha avvertito oltremodo la pressione, risultando poco fluido e perdendo la consueta rapidità nei cambi di direzione: inevitabile, quindi, la quarta piazza finale a 9 decimi da Ligety.


La giornata azzurra apre interessanti spiragli. Davide Simoncelli appare rinato e tornato sui livelli di due stagioni or sono. Quest'oggi è risalito dalla 13ma fino alla 9a posizione, risultando però tra i migliori nella parte alta della pista, quella più tecnica. Il problema, invero irrisolvibile, resta la scorrevolezza sui piani, ma il 32enne del Bel Paese può realmente puntare ad avvicinarsi ai primi nelle prossime due 'grandi classiche' del Circo Bianco: Alta Badia ed Adelboden. Peccato per l'uscita di Massimiliano Blardone nella seconda manche, anch'egli in ripresa e non così distante da Simoncelli.


Citando il titolo del film diretto da Alex Proyas ed interpretato da Nicolas Cage, oggi l'Italia ha intravisto finalmente dei 'Segnali dal futuro'. La nota più lieta è rappresentata dal 24mo posto del 21enne Mattia Casse, in grande crescita dopo aver raccolto dei punti importanti anche in Discesa Libera. Il giovane piemontese è dotato di un fisico piuttosto imponente e di una buona capacità nel lasciar correre gli sci: insomma, le caratteristiche ideali del gigantista moderno. Bene anche Florian Eisath (20mo con settimo tempo nella seconda manche), non più di primissimo pelo (27 anni), ma ancora in tempo per provare a scalare il ranking mondiale.


Quest'oggi, inoltre, a Trysil, in Norvegia, è andato in scena un Gigante di Coppa Europa. Ebbene, la prova è stata vinta dal tedesco Stefan Luitz, ma dalla seconda alla quarta posizione si sono classificati ben 3 azzurri, rispettivamente Roberto Nani (anno di nascita 1988), Adam Peraudo (1987) e Luca De Aliprandini (1990). Morale della favola: anche nella disciplina regina dello sci alpino, i giovani ci sono. Perché non portarli in Coppa del Mondo al posto di alcuni veterani ormai logori?


Federico Militello

lunedì 5 dicembre 2011

'Italia, come stai?': pallavolo tra rammarichi e nuove certezze; sci alpino, manca il campione


La nazionale italiana di pallavolo ha mancato l'obiettivo della qualificazione diretta alle Olimpiadi di Londra 2012 per 2 set. Un risultato che lascia l'amaro in bocca, anche se nel complesso la selezione tricolore esce rafforzata dalla World Cup giapponese.
Qualcosa, di sicuro, non ha funzionato. La squadra del ct Mauro Berruto ha denotato sovente degli inspiegabili cali di concentrazione, in particolare in situazioni in cui conduceva per 2 set a 0. Le tre sconfitte, inoltre, sono maturate sempre nella prima partita del mini-girone da quattro squadre, quasi che gli azzurri, staccata la spina, facessero molta fatica a riattaccarla.
L'Italia, inoltre, ha espresso il suo gioco migliore quando partiva sulla carta sfavorita (come con il Brasile), mentre ha avvertito oltremodo la pressione nei momenti in cui era chiamata necessariamente a vincere (Polonia e Cuba). Insomma, l'allenatore dovrà lavorare molto dal punto di vista caratteriale, affinché la squadra possa acquisire quel cinismo necessario per raggiungere traguardi importanti.
La rosa della formazione del Bel Paese, d'altro canto, non si discute e possiede tutte le potenzialità per sconfiggere qualsiasi avversaria. Il problema dell'opposto è stato risolto. Michal Lasko ha raggiunto a 30 anni una piena maturità agonistica, diventando terminale imprescindibile e micidiale del gioco azzurro e, soprattutto, un campione di caratura internazionale. Grazie all'italo-polacco la squadra di Berruto ha compiuto un importantissimo salto di qualità, i cui benefici saranno ancora più visibili il prossimo anno. Seppur molto positivo, il palleggiatore Dragan Travica risulta a volte troppo prevedibile, affidandosi spesso alle bande e raramente ai centrali. Con quel tocco di fantasia ed estrosità in più, potremmo ritrovarci un regista con i fiocchi. Molto positivo è stato il rientro in nazionale di Alessandro Fei, riadattato al suo antico ruolo di centrale e nel complesso jolly preziosissimo ed impiegabile in qualsiasi posizione. Buono nel complesso il rendimento di Zaytsev e Savani, anche se non sono mancati dei momenti di black-out, mentre Simone Parodi, dopo il gravissimo infortunio patito la scorsa primavera, non è ancora al 100% della condizione fisica. Appare in grande crescita anche il giovane opposto Giulio Sabbi.
Insomma, a questa Italia, dal punto di vista tecnico, sembra non mancare nulla per puntare al bersaglio grosso ai prossimi Giochi Olimpici. Per arrivarci, però, bisognerà passare prima dai tornei di qualificazione (difficile quello in Bulgaria, più agevole quello previsto a Roma nel mese di giugno). Nel frattempo Berruto dovrà svolgere forse il lavoro più difficile: dare una mentalità vincente ad una squadra potenzialmente fortissima.

Gli sport invernali italiani hanno vissuto un fine settimana a corrente alternata. Da un lato i risultati eccezionali dello short track e della combinata nordica, dall'altro la ormai preoccupante carenza di podi nello sci alpino, le difficoltà di Simone Bertazzo nel bob e di Lukas Hofer nel biathlon.



Ma andiamo con ordine, partendo dalle note liete. Arianna Fontana, in questo momento, è la pattinatrice più completa e polivalente del circuito. Seppur ancora giovanissima, la 21enne di Sondrio ha ormai acquisito l'esperienza di una veterana e riesce a gestire le diverse situazioni di gara con spiccato acume tattico. Il grande obiettivo stagionale, a questo punto, non può che essere il gradino più alto ai Campionati del Mondo di Shanghai, anche se in quell'occasione la nazionale cinese si presenterà più agguerrita che mai. Si conferma su livelli eccelsi anche Martina Valcepina, sempre sul podio nei 500 da inizio stagione e meritatamente al comando della classifica generale. Da segnalare, infine, la crescita complessiva dell'intera squadra, suggellata da una storica vittoria in staffetta.

Progredisce esponenzialmente anche la squadra italiana di combinata nordica. Alessandro Pittin, tornato sul podio a distanza di oltre un anno, si è rivelato l'atleta migliore al mondo nella componente dello sci di fondo e, qualora riesca a raggiungere una significativa continuità di rendimento anche nel salto, potrà realmente lottare per la sfera di cristallo. Al momento il 21enne di Cercivento è terzo in classifica generale e vede profilarsi dinanzi a sé le gare di Ramsau e Seefeld, dai cui trampolini piccoli si è sempre trovato a proprio agio.
Si conferma combinatista di vertice anche Lukas Runggaldier, di sicuro il più completo della selezione tricolore. Meno performante di Pittin nel fondo (anche se non così distante), il 24enne altoatesino possiede delle grandi qualità in fase di volo, che gli consentono di ottenere misure di tutto rispetto: una volta migliorata la tattica di gara con gli sci stretti, potrà raggiungere il podio con buona frequenza. Bene anche Armin Bauer, 18mo nel nuovo formato della Penalty Race, il quale è apparso di sicuro rivedibile.

Lo sci alpino italico sta vivendo uno dei suoi peggiori avvii di stagione di sempre. Sino ad ora diversi piazzamenti nei 10, ma nessun podio, il che, volendo essere espliciti, può significare una cosa sola: il Bel Paese può contare su un buon numero di buoni atleti, ma su nessun campione.
Per intenderci, gli Stati Uniti non avranno la quantità di elementi della selezione tricolore, ma intanto continuano ad ottenere vittorie a raffica con una fuoriclasse immensa e forse destinata a diventare la più grande di sempre (Lindsey Kildow-Vonn) e con due talenti dalla classe indiscutibile come Ted Ligety e Bode Miller. Come si suol dire, pochi ma buoni. La questione è meglio comprensibile riferendosi al settore femminile: le varie Fanchini, Schnarf, Recchia e Merighetti stanno effettuando delle prove convincenti secondo le proprie possibilità, ma è evidente che al cospetto di diverse atlete pagano ora in termini di talento assoluto (Fenninger, Gut) ora in termini di potenza fisica (Vonn, Riesch). Tra gli uomini, invece, è ancora tutto da dimostrare che Innerhofer sia un campione: per meritarsi questo appellativo non bastano 3 medaglie ai Mondiali, bensì 2-3 stagioni alla Didier Cuche, vissute cioè costantemente ai vertici ed a suon di vittorie.
L'atteso fuoriclasse, tuttavia, non si intravede neppure all'orizzonte, mentre in Francia, al contrario, è nato un vero e proprio fenomeno in grado di segnare un'era: Alexis Pinturault.
Unico azzurro in grado di poter ambire con costanza alla prima piazza è l'olimpionico Giuliano Razzoli, ma il 27enne emiliano, per diversi motivi (l'ultimo in ordine di tempo un infortunio alla spalla), non riesce mai ad esprimere al meglio il proprio potenziale.
Un capitolo a parte, infine, merita lo Slalom Gigante, disciplina da cui l'Italia è tristemente sparita dalle posizioni che contano. Allo stato di una crisi così acuta, per i nostri colori dovrà essere accolta quasi con gioia la modifica regolamentare sulla lunghezza degli sci, il che rappresenterà un ritorno ad una sciata anni '90 e, quanto meno, avrà l'effetto di riazzerare i valori in campo.

Responsi negativi sono giunti dal biathlon. Lukas Hofer, per il quale si è parlato addirittura di qualche comparsata nella Coppa del Mondo di sci di fondo, è apparso palesemente indietro di condizione sugli sci stretti, anche se il fattore positivo è dato da una maggiore precisione al poligono rispetto allo scorso anno. Positivo il debutto nel circuito maggiore del giovane Dominik Windisch, mentre nel settore femminile è buio pesto. Se Michela Ponza, per motivi anagrafici, non può più essere quella del passato, lasciano perplessi le prestazioni della giovane Dorothea Wierer, che lo scorso anno non solo ha vinto tutto ai Mondiali juniores, ma si è anche affacciata con profitto in Coppa del Mondo.

Buono il comportamento degli azzurri nel salto con gli sci, con Andrea Morassi ottavo ed Evelyn Insam ottava nella storica prima gara di Coppa del Mond femminile.

Una delle più grosse delusioni del fine settimana, invece, è stato Simone Bertazzo nel bob, lontano dal rendimento che la scorsa stagione lo ha portato al terzo posto della classifica generale. Il 29enne di Pieve di Cadore, così come tutto il movimento italico, paga certamente la chiusura della pista di Cesana Pariol, sulla quale in passato effettuava importantissimi test sui materiali ed allenamenti in vista delle gare. Se le istituzioni non muteranno atteggiamento, riaprendo sia il budello torinese sia quello di Cortina d'Ampezzo (o magari costruendone di nuovi, possibilità improbabile vista l'attuale situazione economica), il bob nel Bel Paese è destinato a diventare solo un ricordo lontano.

Nello speed skating, infine, continua la crescita del giovane Mirko Nenzi, 15mo nei 1000 metri nei quali, per ambire al salto di qualità, dovrà migliorare oltremodo nell'affrontare l'ultima tornata. Il sesto posto nel team-pursuit, allo stato attuale, costituisce un buon risultato. E' bene rammentare, infatti, che prima dell'avvento di Enrico Fabris il pattinaggio di velocità azzurro solo sporadicamente raccoglieva dei risultati significativi (con Roberto Sighel per fare un esempio). Con il ritiro del campione olimpico di Torino 2006 si è aperta una voragine difficilmente colmabile. Alcuni giovani su cui lavorare ci sono (Daldossi, Giovannini, lo stesso Nenzi), ma servirà del tempo e non saranno pronti né ora né il prossimo anno. Anche in questo caso, poi, emerge un altro caso di irrazionalità italiana. Dopo i Giochi Olimpici di cinque anni fa, infatti, è stato chiuso l'Oval Lingotto di Torino, che avrebbe potuto fungere da base operativa imprescindibile per allargare la base dei praticanti e per consentire alla nazionale di effettuare gli allenamenti. Al momento, invece, nel Bel Paese non esistono piste al coperto. Complimenti.

Federico Militello

sabato 3 dicembre 2011

Bob a 2, inizio in salita per Bertazzo. Vince la Svizzera




Va allo svizzero Beat Hefti la prima prova stagionale di Coppa del Mondo di bob a 2 in programma a Igls. Il 33enne elvetico, come sempre oltremodo incisivo in fase di spinta, ha terminato in testa la prima manche, difendendosi poi dall'attacco del tedesco Thomas Florschuetz e chiudendo con un margine di 12 centesimi su quest'ultimo.

Su un catino in cui risulta decisiva la partenza, il pilota rossocrociato ha saputo costruire nei primi 20 secondi di gara un tesoretto di decimi che si è poi rivelato fondamentale per il successo finale.
Terzo gradino del podio per l'americano Steven Holcomb, lontano 0.18 dalla vetta. Il campione olimpico yankee sarà uno dei grandi favoriti per la competizione del bob a 4 in programma domani.

Opaca prestazione per l'italiano Simone Bertazzo, 14mo e mai realmente in gara per le posizioni che contano. Il 29enne di Pieve di Cadore paga sicuramente la chiusura della pista di Cesana Pariol, a causa della quale non ha potuto compiere la rifinitura necessaria a questo avvio di Coppa del Mondo. E' auspicabile che la condizione di forma del rappresentante del Bel Paese cresca con il trascorrere della stagione, ricordando che i Mondiali si disputeranno in febbraio sul budello di Lake Placid, pista amata dall'azzurro e sulla quale si è imposto lo scorso anno.


Federico Militello

Arianna Fontana detta legge anche in Giappone


Terza vittoria consecutiva per Arianna Fontana nella Coppa del Mondo di short track. Dopo i successi conquistati nelle gare di Saguenay a fine ottobre (500 e 1500), la 21enne valtellinese si è imposta anche quest'oggi nella distanza più lunga di scena a Nagoya, in Giappone.


La rappresentante del Bel Paese, approdata nell'atto conclusivo dopo essere giunta seconda nella propria semifinale, non ha lasciato scampo alle avversarie negli ultimi 3 giri, nei quali ha sfoderato un accelerazione micidiale che le ha permesso di tagliare il traguardo con oltre due decimi di margine sulla coreana Lee Ho-Suk. Terza piazza per la canadese Charle Cournoyer.


Grazie a questo trionfo, Arianna Fontana sale al secondo posto in classifica generale nella distanza dei 1500 a sole 240 lunghezze dalla leader coreana Eun-Byul Lee, oggi solo sesta.


La grande giornata per l'Italia è stata completata dalla qualificazione della staffetta femminile per la finalissima di domani. Il quartetto tricolore composto da Cecilia Maffei, Martina Valcepina, Elena Viviani e, naturalmente, dalla stessa Fontana, è giunto seconda secondo in semifinale alle spalle della Cina e potrà giocarsi un posto sul podio.


Federico Militello

venerdì 2 dicembre 2011

Europei 2012: Italia-Spagna, la resa dei conti




Italia, Spagna, Croazia e Irlanda. E' questo il raggruppamento C in cui è stata inserita la selezione tricolore ai Campionati Europei di Polonia e Ucraina.


La data X è già segnata: 10 giugno 2012, debutto azzurro contro i campioni in carica iberici. Logico attendersi un clima da 'Sfida all'OK corral', una sorta di resa dei conti di una rivalità che si è accentuata nell'ultimo quadriennio. Per capire l'astio che intercorre tra queste due nazionali è bene fare un breve excursus storico.


Correva il giorno 22 giugno 2008. Prima di questa data, le 'Furie Rosse' non sconfiggevano l'Italia in una partita ufficiale da 88 anni (per precisione dal 2-9-1920), ovvero dalla V edizione dei Giochi Olimpici di Anversa. In quasi un secolo di sconfitte e cocenti delusioni, la Spagna è stata colpita dalla sindrome del complesso di inferiorità nei confronti della nostra nazionale, sfociata poi in una malcelata invidia. Ricorderete, infatti, le innumerevoli critiche da parte della stampa iberica nei confronti del calcio italico, accusato di essere difensivista e quasi esclusivamente dedito al 'catenaccio'. Nel frattempo, però, gli spagnoli continuavano a raccogliere sconfitte in serie contro gli Azzurri. Fino, appunto, al 22 giugno 2008, giornata in cui si disputarono i quarti di finale degli Europei di Austria e Svizzera. In quella circostanza gli iberici superarono la nazionale di Donadoni ai calci di rigore e da quel giorno qualcosa è cambiato nella loro testa: aver infranto il tabù tricolore li ha rafforzati e resi maggiormente consapevoli dei propri mezzi. Insomma, scacciato l'incubo a tinte azzurre, la Spagna si è lanciata alla conquista degli Europei e dei successivi Mondiali, i primi della loro storia.


Da quattro anni, dunque, è mutato l'atteggiamento dei media spagnoli e delle 'Furie Rosse': se prima ci invidiavano, ora ci snobbano guardandoci, a loro dire, da una posizione di assoluta superiorità. E' tempo, dunque, di ristabilire le antiche gerarchie. L'Italia di Prandelli ha intrapreso un nuovo ciclo, puntando sui giovani e, soprattutto, su un piano di gioco ben stabilito, in cui non viene mai sprecato un pallone. Pochi dubbi: possiamo giocarcela senza paura.

Spagna a parte, il girone degli Azzurri si prospetta tutt'altro che agevole, con l'Irlanda del Trap in grado di infastidire chiunque e la Croazia che da sempre rappresenta un osso durissimo per i nostri colori. Sarà dura, insomma, ma forse è meglio così: ricordate Sud Africa 2010?


Federico Militello