giovedì 29 settembre 2011

Polo: l'Italia piega la Francia e vola ai Mondiali


Storica affermazione per la nazionale italiana. Nel girone di qualificazione ai Mondiali di San Luis (in Argentina, dal 10 al 22 ottobre) la selezione tricolore si è imposta per 10-9 sui campioni d'Europa in carica della Francia e, in virtù dei precedenti e agevoli successi su Olanda (15-5) e Germania (17-5), si è matematicamente qualificata per la rassegna iridata sudamericana. Ininfluente a questo punto l'ultimo match con l'Inghilterra, che ha già staccato il pass al pari degli azzurri. Nell'incontro odierno l'Italia è partita contratta nei primi due chukker, andando al riposo sul 3-5. La squadra guidata da Alfio Marchini, tuttavia, si è scatenata nelle due frazioni successive, issandosi sino al 9-5. Sembrava fatta, ma nel quinto e decisivo chukker i rivali transalpini hanno sfoderato una reazione rabbiosa, impattando gli azzurri ad un minuto dal termine. Quando i supplementari sembravano vicini, Francesco Dellacasa ha trovato il guizzo vincente a 5 secondi dal termine. L'Italia, dunque, torna ad un Mondiale ad 11 anni dalla prima (e finora unica) volta e lo fa dopo aver raggiunto un'equivocabile leadership in campo europeo, considerando che in Argentina voleranno appena due selezioni del Vecchio Continente. Cari amici, anche nel polo sventola il tricolore!

Federico Militello


Dalma Caneva: "La lotta italiana ha un futuro"


Stagione orribile per la lotta italiana. Nessun risultato di rilievo, se non i quarti di finale raggiunti da Andrea Minguzzi ai Mondiali. Le speranze di un futuro migliore, tuttavia, provengono dai giovani, in particolare dal settore femminile cadetti, dove Dalma Caneva, campionessa europea in carica, rappresenta un sicuro punto di riferimento per gli anni a venire.



Titolo continentale giovanile ed eliminazione prematura ai Mondiali: soddisfatta della tua stagione?
"Sono abbastanza soddisfatta della mia stagione. Mi sono fatta sfuggire una medaglia ai Mondiali juniores, però sono risucita a portare a casa la medaglia d'oro agli Europei cadetti a Varsavia. La rassegna iridata, quindi, è andata molto male, soprattutto perché sono uscita al primo incontro".


In generale il movimento della lotta femminile è in crescita: quanto è importante in questo l'apporto del vostro allenatore cubano Juan Carlos Rodriguez?
"Quest'anno noi ragazze della nazionale cadetta, grazie al nostro allenatore, siamo riuscite a conseguire migliori risultati rispetto agli altri anni. E' da ricordare anche la medaglia di bronzo iridata di Assunta Persico".

Cosa ti manca per poter debuttare nella categoria seniores e quando pensi che disputerai la prima gara?
"Nel 2012 sarò al primo anno juniores, dunque potrò incominciare a gareggiare con le seniores. Io tecnicamente mi sento pronta per potermi confrontare con loro, però credo che mi manchi ancora un po' di forza fisica. Al mio cospetto troverò delle donne fisicamente già mature, anche se io sono comunque convinta di poter far bene. Credo che la mia prima gara senior sarà agli Europei che si terranno a Sofia , validi anche come prova di qualificazione olimpica".

I Mondiali di lotta, Minguzzi a parte, sono stati disastrosi per l'Italia: quali sono le cause secondo te?
"Io personalmente non mi ritengo in grado di giudicare niente e nessuno. Posso solo dire che secondo me i nostri atleti sono troppo indietro rispetto a quelli di altri Paesi. C'è troppa differenza. Ormai è troppo tardi, a mio parere, per migliorare la situazione, perché è un lavoro che si deve iniziare con molti anni di anticipo. Quindi il futuro siamo noi giovani".

Cosa proporresti per far sì che la lotta venga più seguita in Italia?
"Per fare conoscere di piu la lotta in italia servirebbe una maggiore pubblicità in televisione. Magari anche il nostro campione olimpico Andrea Minguzzi avrebbe potuto presentarsi sul piccolo schermo per farsi conoscere, come ha fatto Federica Pellegrini, ad esempio. Si potrebbe anche andare nelle scuole medie e superiori per far vedere com'è la lotta".

Su quali aspetti tecnici ti stai maggiormente concentrando in allenamento?
"In questi primi allenamenti sto cercando di imparare meglio le mie tecniche. Mi esercito soprattutto sull'entrata alle gambe che nella mia categoria di peso, i -72 kg, non viene molto usata. Ovviamente curo molto la parte tecnica nella mia palestra per imparare ancora di più le difese e gli attacchi che dovrò attuare in gara".

Quali sono i tuoi obiettivi per il 2012? E il sogno della tua carriera?
"I miei obiettivi nel 2012 sono ottenere un buon risultato agli Europei ed ai Mondiali juniores. Il grande sogno sarebbe qualificarmi alle Olimpiadi di Londra 2012".

C'è un'atleta, del presente o del passato, a cui ti piace ispirarti?
"A me piacciono tanti lottatori e lottatrici, però non mi ispiro a nessuno.Il mio unico modello è rappresentato da me stessa, sperando di diventare anche io una grande atleta nel futuro e di fare la storia della lotta italiana".

Con te e le tue coetanee, pensi che l'Italia possa avere una crescita nei prossimi anni?
"Penso proprio di sì. Se continuiamo a lavorare cosi, con il nostro allenatore Juan Carlos Rodriguez potremo agguantare buoni risultati e migliorare la situazione della lotta nel bel Paese".

Descrivi in breve il tuo carattere ed i tuoi hobbies.
"Sono una ragazza semplice, obiettiva e grintosa. Penso molto al mio futuro. Come tutte le ragazze, mi piace stare con amici e divertirmi. Infine, vado matta per la musica".

Federico Militello

mercoledì 28 settembre 2011

Incontenibile Costagrande, Italia in semifinale!


Trascinata da una superlativa Carolina Costagrande, l'Italia batte 3-1 l'Olanda, approda per la quarta volta consecutiva in una semifinale europea e mette a tacere gli scettici che parlavano di ciclo ormai finito. Questa squadra, al contrario, sulla carta non è mai stata così forte e, migliorando l'intesa e acquistando ulteriore fiducia, potrà dare molto fastidio anche a corazzate come Brasile e Stati Uniti.
Nei primi due set la selezione tricolore impartiva una lezione di volley alle rivali orange. Sorretta dalla classe di Simona Gioli e dalla potenza di una ispirata Costagrande, l'Italia si rivelava devastante a muro, mentre la solidità difensiva consentiva buone rigiocate per i martelli Piccinini e Del Core.
Nel terzo parziale, poi, le tulipane si giocavano il tutto per tutto e, con dei servizi tesi ed insidiosi, mettevano in difficoltà la ricezione azzurra, con Leo Lo Bianco costretta a servire delle palle scontate. L'Olanda, guidata dall'ottima palleggiatrice Laura Dijkema, riusciva ad aggiudicarsi la frazione sfoderando nel complesso un buon gioco e, soprattutto, grande carattere.
Nel quarto set, tuttavia, l'Italia tornava il rullo compressore di inizio match, scavando subito un break decisivo grazie ai muri di Costagrande e Valentina Arrighetti. Le battute vincenti di Del Core, infine, ponevano fine ad una contesa in cui la formazione del tricolore si è rivelata indiscutibilmente superiore.
Merita una nota a parte il libero Giulia Leonardi. La 23enne di Cesena è entrata a far parte del gruppo di Barbolini con grande umiltà, sostituendo niente meno che un monumento come Paola Cardullo ed un elemento di esperienza come Enrica Merlo, entrambe infortunate. La giovane azzurra si è calata positivamente nel ruolo e, partita dopo partita, sta diventando sempre più importante nei meccanismi di ricezione e difesa della squadra. Davvero brava.
Sabato l'Italia tornerà in campo a Belgrado per affrontare una tra Germania e Repubblica Ceca: in palio la finalissima.

Federico Militello

martedì 27 settembre 2011

Conosciamo l'orienteering con Giaime Origgi



Giaime Origgi è da anni uno degli atleti più rappresentativi della nazionale italiana di mountain bike orienteering. In agosto ha preso parte ai Campionati del Mondo tenutisi a Vicenza. Il 31enne brianzolo ci spiega i segreti della sua disciplina ed i propositi per il futuro.


1) Soddisfatto del sesto posto nella Long Distance ai Mondiali?
"Anche se il 6° posto nella Long e nella staffetta sono due buoni risultati, sento che mi manca una medaglia sul collo".

2) Descrivi per i non addetti ai lavoro le regole del mountain-bike orienteering.
"In modo molto semplice e intuitivo: la MTBO è una disciplina in cui si deve compiere un percorso nel minor tempo possibile transitando da tutti i check-point nell’ordine stabilito. La strada per raggiungere i punti di controllo e l’arrivo non è obbligata, gli atleti la scelgono in base ad una carta particolare che viene consegnata al momento del via. I regolamenti internazionali danno anche la possibilità, dove sia possibile, di uscire anche dai sentieri e dalle strada ma qui in Italia spesso non è possibile farlo. Ai campionati del mondo si corre su diverse distanze: Sprint – Middle – Long ed è inoltre prevista una prova di staffetta a 3 frazionisti".

3) Come ti sei avvicinato a questa disciplina?
"Io ho cominciato con la corsa di orientamento nell’ormai lontano 1993 e solo recentemente, a causa di continui infortuni alla caviglia, sono passato alla bicicletta anche se devo ammettere che son sempre stato appassionato delle 2 ruote".

4) Consiglieresti ad un giovane di praticare questo sport?
"Certamente e per vari motivi! Tra i tanti ti cito:
1. Il carattere altamente formativo dell’orienteering che non a caso è utilizzato molto anche in ambito di team-building e formazione professionale.
2. Si ha l’occasione di visitare molti luoghi splendidi e di stare a contatto con la natura.
3. I valori insiti nello sport orientamento favoriscono lo stringersi di amicizie vere che durano poi negli anni.
Poi bisogna veramente provare per capire la magia del nostro sport!".

5) Quella che è appena finita è stata la tua ultima stagione da atleta o pensi di proseguire ancora per qualche anno?
"Ad oggi non so darti una risposta, di sicuro non smetterò di fare orientamento per divertirmi, se poi m’impegnerò ancora a livello Élite devo ancora deciderlo".

6) In futuro pensi di restare nel mondo dell'orienteering come allenatore o dirigente?
"Sono già quasi 6 anni che sono Presidente della Commissione Atleti e membro del Consiglio Federale, inoltre dallo scorso anno faccio parte anche della Commissione Atleti MTBO della Federazione Internazionale. Penso che con la fine del quadriennio olimpico e il rinnovo delle cariche federali non presenterò più la mia candidatura in ambito nazionale".

7) Cosa consiglieresti per aumentare la visibilità di questo sport in Italia?
"Credo che la FISO abbia fatto molto in questi ultimi anni per apparire e farsi conoscere. Ad esempio, per i recenti mondiali svoltisi nel vicentino, ogni sera si teneva uno speciale sui RAI Sport che riassumeva la giornata conclusasi. Purtroppo il nostro Paese è quasi monotematico e assai carente in termini di cultura sportiva".

8) Quale futuro e prospettive ritieni che possa avere questo sport in Italia? Intravedi qualche campioncino che un giorno potrà diventare forte in campo internazionale?
"Per quanto riguarda la MTBO, abbiamo dei giovani di belle speranze che hanno già dimostrato di poter ben figurare a livello internazionale, speriamo che il loro passaggio nella categoria Élite sia altrettanto proficuo".

9) Nel tuo sport quanto è importante la preparazione fisica? Che tipo di allenamenti e diete svolgi?
"E’ fondamentale come in ogni sport di resistenza anche se per quanto ci riguarda la componente tecnica è altrettanto importante perché si può andare fortissimo in bici, ma se poi si sceglie una strada sbagliata o si è troppo lenti nelle scelte, si perde quanto di guadagnato sui pedali. Io da quest’anno son seguito dal centro CAB di Barzanò e ho seguito una preparazione studiata per sviluppare sia le caratteristiche di fondo sia quelle di esplosività, in pratica un po’ quello che fanno i corridori di MTB anche se, visti i terreni dei campionati mondiali, ho cercato di privilegiare anche il lavoro in salita.
Per quanto riguarda la parte nutrizionistica, anche in questo caso seguo un programma alimentare che mi faccia mantenere una bassa percentuale di grasso, ma che al tempo stesso mi permetta di recuperare i lavori svolti durante la settimana.

10) Secondo te, in un futuro lontano, l'orientamento può sperare di entrare nel programma olimpico?
"Allo stato attuale vedo la cosa piuttosto difficile, ma la speranza è l’ultima a morire".

Federico Militello

domenica 25 settembre 2011

'Italia, come stai?': il bilancio dei Mondiali di ciclismo


I Mondiali di ciclismo su strada disputati a Copenhagen si sono conclusi per l'Italia esattamente come l'edizione 2010 a Geelong: medaglia d'oro in campo femminile con la superba Giorgia Bronzini, podio mancato nella prova maschile (anche se in Australia Filippo Pozzato ci andò almeno vicino giungendo quarto).
Cominciamo dagli uomini. Una premessa doverosa: non è detto che un grande campione diventi in seguito anche un grande commissario tecnico. Paolo Bettini, alla guida della nazionale da un anno e mezzo dopo la prematura scomparsa dell'indimenticato Franco Ballerini, ha perso questa rassegna iridata in partenza, puntando su un corridore, Daniele Bennati, che non poteva nutrire alcuna ambizione di trionfo. Senza nulla togliere ad un corridore che ha fin qui condotto una carriera più che dignitosa, il 31enne aretino da almeno 3 stagioni non riesce più ad esprimere quelle potenzialità espresse nel biennio 2007/2008, quando vinse diverse tappe in volata in tutti e tre i Grandi Giri. Successivamente, complici anche svariati infortuni, il ciclista toscano ha faticato a ritornare sui livelli di un tempo, perdendo anche smalto nella velocità pura. Al contrario, è migliorata notevolmente la tenuta in salita, perfettamente inutile, tuttavia, in un circuito piatto come quello danese. Insomma, il capitano designato da Bettini non è più un velocista puro e, di conseguenza, gli è stata affidata una responsabilità eccessiva. Sarebbe stato meglio, quindi, puntare sui giovani Sasha Modolo ed Elia Viviani (specialmente sul primo), reduci da vittorie convincenti nell'ultimo scorcio di stagione: forse non avrebbero vinto, ma la loro sarebbe stata un'importante esperienza per il futuro. La nazionale azzurra, poi, non ha neppure fornito una grande idea di compattezza, sfaldandosi proprio negli ultimi 3 km di gara, quando tutti i nostri rappresentanti sono rimasti isolati.
Sul futuro, tuttavia, si può stare sereni. La nidiata di talenti in rampa di lancio è tale che il Bel Paese potrà essere competitivo su ogni tipo di tracciato: da quelli per velocisti (Appollonio e Guardini) a quelli mossi ed impegnativi (Ulissi, Ponzi, Moser, Battaglin, Puccio ed Aru). Serve solo una buona dose di pazienza per un movimento che ha deciso di svoltare in maniera decisa, escludendo a priori dalla maglia azzurra tutti quegli atleti implicati in passato in vicende di doping. Nel frattempo, però, Bettini dovrà lavorare sodo per diventare un campione anche come ct.

Il settore femminile, invece, costituisce un esempio da seguire per tutto lo sport italiano. Il ct Dino Salvoldi ha creato un gruppo unito e solidissimo, dove, a seconda della conformazione territoriale del percorso, tutte le atlete di mettono a totale disposizione della capitana designata. Era successo nel 2007 e nel 2008 con i trionfi di Marta Bastianelli e Tatiana Guderzo, si è ripetuto con il magico bis della formidabile Giorgia Bronzini. Strana storia quella della 28enne piacentina. Proiettata sin dagli albori della carriera sia sulla pista che sulla strada, l'azzurra, sino a due stagioni or sono, mirava al gradino più alto del podio nella corsa a punti a Londra 2012. Il sogno si infranse contro l'assurda decisione del Cio di eliminare questa disciplina dal programma a Cinque Cerchi. A quel punto Giorgia non si perse d'animo, al punto da rivelarmi che "non riusciranno a privarmi dell'oro olimpico. Vorrà dire che vincerò su strada". Da allora, in affetti, la campionessa tricolore si è dedicata anima e corpo alle competizioni su strada (pur non abbandonando la pista, come dimostra il bronzo mondiale conquistato quest'anno sempre nella corsa a punti), vincendo due ori iridati e guardando sin da ora con fiducia alle Olimpiadi londinesi, dove il percorso sarà simile a quelli in cui ha dettato legge nell'ultimo biennio.
La nazionale azzurra, dunque, si è rivelata di gran lunga la più completa al mondo, con al suo interno atlete polivalenti ed in grado di ben figurare su qualsiasi tipo di tracciato (Guderzo, Cantele e Baccaille su tutte). Anche in questo caso, poi, il futuro è roseo, grazie a due ragazzine che nei prossimi anni, per completezza ed ottimo spunto veloce, potranno segnare un'era di questa disciplina: si tratta di Rossella Ratto e Rossella Callovi. L'importante sarà crescere con calma ed umiltà, ma sotto questo punto di vista, grazie all'esempio delle plurititolate capitane, si possono dormire sonni tranquilli.

Federico Militello

sabato 24 settembre 2011

Farfalle azzurre nel mito: magico tris mondiale!


Oro, oro, oro. La nazionale femminile di ginnastica ritmica compie un'impresa leggendaria e forse irripetibile, conquistando il terzo titolo iridato consecutivo a suggello di una supremazia palese ed inattaccabile. A Montpellier Elisa Santoni, Elisa Bianchi, Angelica Savrayuk, Romina Laurito, Andreea Stefanescu e Marta Pagnini hanno trionfato con il punteggio complessivo di 55.150, precedendo per l'ennesima volta le eterne rivali della Russia (54.840) e la Bulgaria (54.125). Le azzurre hanno commesso una lieve imperfezione nell'esercizio delle 5 palle (27.350), ma sono state sublimi e sinuose nei 3 nastri e 2 cerchi, dove hanno rasentato la perfezione (27.800) e scavato il solco decisivo sulle avversarie.
Se il primo mondiale era stato quello del riscatto pechinese ed il secondo quello della consacrazione in casa delle maestre russe, il terzo consegna direttamente le Farfalle d'Oro nel mito dello sport italiano. Con impegno ed abnegazione la selezione tricolore, sorretta dalla sapiente guida del ct Emanuela Maccarani, ha saputo costruire giorno dopo giorno un meccanismo straordinario, un modello vincente che continua a mietere successi in serie.
Il successo in terra di Francia consente all'Italia di strappare la qualificazione diretta alle Olimpiadi di Londra 2012. Per coronare un ciclo formidabile di una squadra fenomenale, manca solo un'apoteosi a Cinque Cerchi.

Federico Militello

Imperiale Bronzini: epico bis-iridato!


500 metri in leggera salita per entrare nella leggenda. Mezzo chilometro per meritarsi l'ingresso tra i miti dello sport italiano. Giorgia Bronzini, per il secondo anno consecutivo, ha il mondo ai suoi piedi.
Una gara facile quella dei Mondiali di Copenhagen e per certi versi noiosa, vissuta tutta in funzione della volata finale e movimentata solo dall'azione velleitaria della 39enne canadese Clara Hughes (una campionessa olimpica, ma del pattinaggio velocità), ripresa a 5 km dal traguardo.
Varcato il cartello degli ultimi 1000 metri, si metteva in moto il treno dell'Olanda, con la fuoriclasse Marianne Vos ovvia favorita dopo una stagione dominata da cima a fondo. La 24enne orange rappresenta forse il talento più puro mai nato nel ciclismo femminile, unica in grado di vincere su ogni tipo di tracciato, dalle salite sino alle volate. Controverso, tuttavia, il suo rapporto con i Mondiali: 4 argenti consecutivi dal 2007 al 2010.
Accanto alle locomotive dei Paesi Bassi, poi, si infilava con maestria una superlativa Monia Baccaille, velocista di talento che si metteva a completa disposizione della compagna Giorgia Bronzini e che riusciva a pilotare davanti a tutte la capitana grazie ad una drenata impressionante. Terminato il lavoro della 27enne di Marsciano, la campionessa in carica si alzava sui pedali e sfoderava una volata impetuosa ed inarrestabile. Agile e potente, la 28enne di Piacenza prendeva il largo verso un'impresa epica, mettendosi alle proprie spalle proprio la Vos (5 argenti consecutivi per lei, un record) e l'altra grande favorita tedesca Ina Teutenberg.
Il bis-iridato consacra la Bronzini tra le cicliste italiane migliori di sempre. Mai un'azzurra era riuscita a conquistare due ori mondiali, senza dimenticare che la fuoriclasse del Bel Paese costituisce un esempio di grande poliedricità essendo stata regina del globo anche nella corsa a punti su pista di Pruszkow 2009.
Il successo della bi-iridata è anche il trionfo dell'intera nazionale italiana, con un gruppo che ancora una volta si è dimostrato unito e totalmente calato al servizio della capitana. Il dominio tricolore nel ciclismo femminile è incontestabile ed i numeri parlano chiaro: ben 4 vittorie negli ultimi 5 Mondiali (Bastianelli 2007 e Guderzo 2008). Una squadra formidabile, in grado, grazie alla grande varietà di atlete a disposizione, di primeggiare su ogni tipo di tracciato.
E domani toccherà agli uomini. Favoriti per il gradino più alto del podio saranno lo slovacco Peter Sagan, il belga Philippe Gilbert ed il britannico Mark Cavendish, senza dimenticare out-siders di lusso come i norvegesi Hushvod e Boasson-Hagen e lo spagnolo Freire. Basso profilo per l'Italia di Bettini, profondamente rinnovata e pronta a sfruttare eventuali situazioni favorevoli.

Federico Militello