domenica 31 ottobre 2010

Prodigiosa Italia nel baseball: è bronzo! Volley donne in surplace


Baseball: ora è una certezza: l'Italia è entrata a far parte delle grandi potenze del baseball globale! Il bronzo conquistato nella Coppa Intercontinentale, sconfiggendo per 4-3 i padroni di casa di Taipei, costituisce il primo podio tricolore in una competizione al di fuori dell'Europa (nella quale attualmente siamo anche i campioni in carica). La nazionale di Mazzieri, grande esempio dei benefici che può portare la 'Politica degli oriundi' (solo cinque azzurri sono tali di nascita), possiede delle potenzialità enormi, destinate ad accrescersi con l'innesto dei tanti giovani che stanno dominando nelle rassegne giovanili del Vecchio Continente (e questi sono 'italiani veri'). Senza dimenticare il sanremese Alessandro Liddi, ormai da anni attore protagonista nelle leghe maggiori americane. Italia, sei grande!

Pallavolo femminile: facilissima vittoria per 3-0 della selezione tricolore sul Kenia nella terza partita dei Mondiali giapponesi. Inequivocabili i parziali in favore delle ragazze di Barbolini: 25-9, 25-7, 25-21. Se in termini tecnici la partita odierna non ha detto praticamente nulla, è da segnalare tuttavia la 475ma presenza in azzurro di Eleonora Lo Bianco, record assoluto per la pallavolo del Bel Paese.

Pallamano: meglio del previsto la trasferta dell'Italia in Polonia per un quadrangolare amichevole contro le selezioni B dei padroni di casa, della Norvegia e della Repubblica Ceca. Proprio con quest'ultima nazionale è giunto un lieto ed insperato pareggio per 39-39, mentre negli altri due incontri sono arrivate altrettante sconfitte: una di misura (37-36 con la Polonia), una più netta (40-30 con la Norvegia). Capocannoniere del torneo e grande trascinatore azzurro è stato Michele Skatar, autore di ben 40 reti. Segnali di (piccola) crescita, che ci inducono a pensare positivo per il futuro.

Federico MIlitello

Italia scatenata nello short track; una vittoria di carattere nel volley


Short Track: altri due podi per l'Italia nella Coppa del Mondo di short track. Nella seconda tappa di Quebec City, Arianna Fontana si conferma in forma straripante e nei 1000 metri conquista un'ottima seconda piazza alle spalle dell'americana Lana Gehring. Stesso piazzamento anche per Nicola Rodigari nei 1500 metri, dove ha dovuto inchinarsi solo al forte canadese Michael Gilday. La nazionale tricolore, inoltre, può festeggiare anche l'ingresso in finale della staffetta maschile, dove hanno ben figurato i giovanissimi Dotti e Viscardi. Domani, infine, la Fontana proverà a regalare nuove soddisfazioni al suo Paese con l'amata gara dei 500 metri.

Pallavolo: come sapete in questo blog, come è nel mio stile, cerco sempre di fornire una mia opinione sui fatti sportivi, privilegiando l'analisi delle cause ed dei contenuti ai risultati in sé (che si possono trovare su qualsiasi sito per quanto riguarda le discipline più seguite). Sulla vittoria per 3-2 dell'Italia sull'Olanda credo che siano da evidenziare i seguenti aspetti: 1) Cristina Barcellini sarà la grande rivelazione di questo Mondiale: raramente negli ultimi anni si è vista un'azzurra con il suo carattere e la sua determinazione. La 23enne di Novara non ha mai paura di sbagliare e possiede il coraggio di rischiare anche quando la palla 'pesa'. Un esempio da seguire; 2) In alcuni momenti giochiamo senza opposto: troppo discontinuo il rendimento di Serena Ortolani, vera interprete moderna di Dr. Jekyll e Mr. Hyde; 3) Eleonora Lo Bianco deve variare maggiormente il gioco: troppo scontato l'affidamento alla Gioli nei momenti chiave; 4) A questa squadra non manca la grinta, virtù che al momento momento può portare a valicare i propri limiti.

Baseball: storica Italia! Nell'ultima partita del girone di semifinale della Coppa Intercontinentale gli azzurri, seppur sconfitti da Cuba per 5-3 (vincevano 3-0), si sono qualificati per la finalina grazie al successo dell'Olanda sui padroni di casa di Taipei, che saranno proprio i nostri prossimi rivali.

Federico MIlitello

venerdì 29 ottobre 2010

Ok il debutto Mondiale nella pallavolo; sconfitta nel baseball


Pallavolo: scontata vittoria per l'Italia nel match inaugurale dei Mondiali giapponesi. Il modesto Porto Rico, infatti, è stato superato con un secco 3-0. Per le azzurre le migliori realizzatrici sono state Lucia Bosetti (16) e Simona Gioli (13). Ottimi alcuni recuperi difensivi di Antonella Del Core. Domani (ore 11) prima sfida fondamentale contro l'Olanda vice-campione d'Europa.

Baseball: questa volta niente impresa, la nazionale è stata battuta per 6-2 dai padroni di casa di Taipei nel girone di semifinale della Coppa Intercontinentale. Gli azzurri domani affronteranno Cuba (mai battuta nella storia, al massimo un pareggio lo scorso anno) in un confronto che, in caso di successo, garantirebbe l'accesso alla finale per il bronzo. In caso di sconfitta, invece, si rischia la beffa: se il Giappone batte la Corea del Sud (probabile) e Taipei avrà la meglio sull'Olanda (molto probabile), allora la selezione tricolore sarà relegata alla sfida per il 5° posto (ci condannerebbe la differenza punti, con lo 0-10 subito dall'Olanda nella partita inaugurale). Come si suol dire, però, chi vive di speranze muore di stenti, dunque l'Italia, più che affidarsi ai risultati altrui, deve provare a realizzare l'ennesimo miracolo: sconfiggere Cuba!

Tennis: 2 sconfitte ed una vittoria per Francesca Schiavone al Masters di Doha, dove oggi ha prevalso per 6-4, 6-2 sulla russa Elena Dementieva. L'eliminazione dalla semifinale, tuttavia, nulla toglie alla stagione straordinaria ed irripetibile della Leonessa, che adesso darà l'assalto alla Fed Cup nel prossimo week-end.

Federico Militello

giovedì 28 ottobre 2010

A Maradona


Sabato Diego Armando Maradona compirà 50 anni. A modo mio ho voluto fargli un regalo con questa poesia che non vuole ricercare la rima o la metrica, bensì rendere omaggio ad un campione che ha cambiato la storia del calcio.

Grazie Diego, per aver reso il calcio un'arte senza tempo,

Grazie per aver trasformato in reale l'impossibile,

Grazie per le emozioni e i brividi che ancora ci regali quando
ammiriamo i tuoi gol, i tuoi dribbling, il tuo estro senza fine,

Grazie per tutte le gioie che hai regalato a Napoli e a tutti i partenopei:
la sorte ha porto in dono il migliore di ogni tempo proprio
alla soave città del Vesuvio,

Grazie per aver esaltato mio nonno, per trent'anni immancabile presenza
fissa in Curva B e per mezzo secolo in attesa di trionfi tanto immensi,

Grazie per quando da bambino, quando segnavo un gol, mia mamma mi
paragonava a te,

Grazie Diego, per averci fatto vivere in un mondo alla rovescia,
dove un uomo solo poteva sconfiggere da solo i potenti del pallone,

Grazie Diego, che ancora oggi, quando un giovane gioca bene, osiamo dire:
'E' il nuovo Maradona',

Grazie Diego, per avermi davvero fatto comprendere quanto magico
e straordinario sia il calcio.

Federico Militello

Mondiali Volley: tante incognite ed un percorso duro per l'Italia


Il ritiro di Tai Aguero, la dolce attesa di Jenny Barazza, la tardiva chiamata in nazionale dell'oriunda Carolina Costagrande, gli acciacchi della Piccinini (rientrerà nel terzo match): parte da queste premesse non proprio allegre il Campionato del Mondo dell'Italia che si disputerà in Giappone. Per una strana ironia della sorte, la selezione tricolore rende al meglio negli anni dispari (basti pensare ai titoli europei del 2007 e 2009), mentre in quelli pari, tra sfortuna e varie avversità (come non ricordare il caso della mamma di Tai Aguero a Pechino 2008), quasi sempre non tutto fila per il verso giusto. In questa occasione il podio appare un miraggio: le azzurre, infatti, dovranno intraprendere una vera e propria scalata all'Everest per approdare in semifinale. Se in campo maschile la padrona di casa Italia era stata agevolata con il sorteggio, in questo caso è toccata al Giappone lo stesso destino, con le nipponiche che, Russia a parte, non dovranno confrontarsi con formazioni insormontabili nell'arco delle due fasi. Diversamente, nel tabellone italico, figurano le favorite (e forse fuori portata per noi attualmente) Brasile e Stati Uniti, oltre che Olanda e Germania: solo le prime due piazze garantiscono l'ingresso in zona-podio. Insomma, serve l'impresa. Il vero problema di questa Italia è la mancanza di una giocatrice che metta giù la palla nei momenti cruciali (una alla Aguero per intenderci). Serena Ortolani ha certamente compiuto dei buoni miglioramenti, tuttavia non tali da consacrarla come fuoriclasse assoluta. Il gioco della formazione di Barbolini, inoltre, troppo spesso si basa sul primo tempo di Simona Gioli, per il quale le avversarie nutrono ormai uno speciale occhio di riguardo. Occorrerà quindi variare le giocate ed in questo senso le veterane Antonella Del Core ed Eleonora Lo Bianco avranno un ruolo cruciale. Grande attesa per le giovani Valentina Arrighetti e Lucia Bosetti, entrambe dotate di talento e personalità. Infine è stato fondamentale il recupero lampo dall'operazione al menisco per Paola Cardullo: il miglior libero del mondo è in grado di far compiere il salto di qualità alla difesa del Bel Paese.
Domani si parte con Porto Rico, poi sabato prima ed importantissima verifica contro l'Olanda. L'obiettivo? Andare più avanti possibile.

Federico Militello

Italia da sogno nel baseball! Diluvio di medaglie nel tiro a segno!


Baseball: maestosa Italia. Dopo lo storico successo sul Giappone, gli azzurri hanno superato anche la fortissima Corea del Sud per 5-2 nella seconda fase della Coppa Intercontinentale. I ragazzi del ct Mazzieri domani affronteranno i padroni di casa di Taipei (che saranno sostenuti da circa 15mila spettatori): in palio, diciamolo sottovoce, c'è addirittura l'ingresso per la finalissima 1°-2° posto. E' una sorta di spareggio tra le due selezioni che inseguono in classifica l'imbattuta Cuba (nostra ultima avversaria sabato): gli orientali partono con i favori del pronostico, tuttavia i nostri ragazzi, ormai galvanizzati per questi altisonanti risultati, non hanno nulla da perdere e punteranno al colpaccio.

Tiro a segno: incredibile messe di medaglie per l'Italia nella finale di Coppa del Mondo di Monaco. Nella giornata conclusiva, infatti, Niccolò Campriani ha agguantato un nuovo podio nella carabina libera a tre posizioni (non la sua disciplina preferita), totalizzando un complessivo 1271.6. Oro al russo Artem Khadjibekov. Una medaglia anche per Riccardo Mazzetti, argento nella pistola automatica dietro ad un altro russo, Leonid Ekimov. 1 oro, 2 argenti ed 1 bronzo in tre giorni (oltre ad un quarto posto), dunque, rappresentano un bottino memorabile per il tiro a segno italiano, le cui potenzialità sono in crescita esponenziale. Insomma, il bello deve ancora arrivare.

Federico Militello

mercoledì 27 ottobre 2010

Brevissima: Svizzera-Italia 2-4, azzurre all'ultimo turno


Missione compiuta! La nazionale di calcio femminile, dopo l'1-0 dell'andata, ha sconfitto anche in trasferta per 4-2 la Svizzera, qualificandosi al terzo e decisivo turno dei play-off di qualificazione ai Mondiali 2011. Ora le azzurre affronteranno la terza classificata del gruppo CONCAF (quasi certamente una tra Canada e Messico). Per la selezione tricolore doppietta di Elisa Camporese e reti di Patrizia Panico ed Elisabetta Tona. Avanti così, Italia!

Superba Italia nel baseball; ancora gloria nel tiro a segno


Baseball: per la terza volta nella storia l'Italia ha sconfitto il Giappone, attualmente seconda potenza mondiale di questo sport dopo gli Stati Uniti. A differenza che in passato, tuttavia, in questa Coppa Intercontinentale la nazionale del Sol Levante schierava tutti atleti professionisti, il che incrementa ulteriormente il valore del successo tricolore. 3-0 il punteggio finale in favore dell'Italia. Strepitoso protagonista è stato il lanciatore italo-americano Cody Cillo, capace di concedere appena 2 valide in 8 riprese agli avversari. Nell'ultimo inning, infine, chiudeva i conti D'Amico. La selezione del Bel Paese, nel complesso, ha battuto ben 9 valide, con Chiarini e Granato in evidenza. A questo punto i ragazzi di Mazzieri affronteranno nella seconda fase i padroni di casa di Taipei, Corea del Sud e Cuba: l'obiettivo (possibile) è la finale per il terzo e quarto posto.

Tiro a segno: schema e tiro al piattello sono le due discipline in cui praticamente sempre risuona l'inno di Mameli. A queste due fucine di metalli preziosi si sta piacevolmente aggiungendo anche il tiro a segno, dove ormai podi e vittorie si susseguono con benvenuta continuità. Dopo l'argento di Niccolò Campriani alle finali di Coppa del Mondo di Monaco, infatti, è arrivato anche l'oro per Mauro Badaracchi nella pistola a 10 metri. Il Campione d'Europa in carica, entrato in finale con il miglior punteggio, ha totalizzato un complessivo 687.0, precedendo il russo Rashid Yunusmetov (685.5) ed il giapponese Tomoyuki Matsuda (682.8).

Pallamano: comincia il nuovo corso della nazionale, che riparte praticamente da zero (ricordo che siamo fuori da tutte le competizioni internazionali fino al 2012) da un nuovo ct italiano, Franco Chionchio. Gli azzurri saranno impegnati da domani in un quadrangolare con i padroni di casa della Polonia, la Norvegia e la Repubblica Ceca. Tutte queste ultime selezioni, tuttavia, si presenteranno con la squadra B (i loro migliori giocatori, infatti, proprio in questi giorni saranno impegnati nelle Qualificazioni agli Europei). Per gran parte è stato riconfermato il gruppo della passata (e fallimentare) gestione. Sulla carta, quindi, arriveranno tre sconfitte. Ancora una volta, ingiustamente, sono stati ignorati tutti i vari sud-americani con passaporto italiano che militano nella nostra Serie A. Per fortuna, però, la Federazione e le società hanno iniziato ad investire seriamente sui giovani, tuttavia per attendere i primi risultati di rilievo bisognerà attendere alcuni anni.

Federico Militello

martedì 26 ottobre 2010

Campriani non fallisce mai nel tiro a segno; ok il baseball


Tiro a segno: Niccolò Campriani è ormai un fuoriclasse assoluto del tiro a segno internazionale. Dopo essersi aggiudicato in estate il titolo mondiale, il cecchino infallibile azzurro ha conquistato un'altra prestigiosa medaglia nelle finali di Coppa del Mondo a Monaco, specialità carabina 10 metri, dove è giunto secondo alle spalle del russo Denis Sokolov (701.5 a 698.7 il punteggio in favore del tiratore dell'Est Europa). Nella stessa disciplina, ma al femminile, ottima ed importantissima anche la quarta piazza di Elania Nardelli, che ha perso la medaglia solo nello shoot-off con Jamie Beyerle. Con questo risultato l'atleta italiana ha confermato che il bronzo conquistato ai Mondiali non era stato solo un fuoco di paglia, bensì l'inizio di una inesorabile ascesa verso le vette globali.

Baseball: grande equilibrio (2-2) fino alla nono inning, poi un fuoricampo da tre punti di Juan Carlos Infante proprio nel finale ha regalato la cruciale vittoria all'Italia contro il Nicaragua nel terzo match della Coppa Intercontinentale. Con questo risultato gli azzurri sono certi del passaggio alla fase successiva, ovvero tra le prime sei della manifestazione. Domani il girone eliminatorio si concluderà con la difficilissima sfida al Giappone, già sconfitto però ai Mondiali dello scorso anno.

Federico Militello

lunedì 25 ottobre 2010

'Italia, come stai?': Alonso l'indomito, Manassero il prodigio; evviva gli sport invernali azzurri!


Quando lo scorso mese di luglio Fernando Alonso accusava quasi 50 punti di distacco dal leader iridato Mark Webber, forse al Mondiale ci credeva solo lui. Invece il 29enne asturiano, smentendo lo scetticismo diffuso che aleggiava intorno alle sue prestazioni, si trova ora al comando con 11 lunghezze proprio sul pilota australiano e 21 su Lewis Hamilton: situazione completamente capovolta. Il segreto di questa entusiasmante rimonta risiede essenzialmente nel carattere vincente del pilota spagnolo, capace con grinta e perseveranza di oltrepassare ogni tipo di difficoltà. Alonso è un pilota ormai maturo, consapevole delle proprie possibilità ma anche dei propri limiti. Riesce a prevedere in anticipo quale sarà l'andamento non solo di una gara, ma del campionato intero. Non si sbagliava, infatti, quando affermava che il nodo cruciale per vincere sarebbe stata la continuità di rendimento: nelle ultime gare il ferrarista non ha sbagliato più nulla, attaccando quando si poteva e limitando i danni quando si doveva. Gli avversari, invece, tra incomprensioni di team, errori umani e scarsa affidabilità, hanno fatto di tutto per dilapidare un cospicuo margine di vantaggio. A questo punto la lotta per il titolo resta apertissima, anche se Fernando si trova ora nella posizione di cui che può attendere ed osservare. Il rivale più vicino resta Webber, mentre Hamilton e Vettel devono solo sperare (e statene certi che lo faranno: guardate l'antisportiva esultanza dei meccanici Mclaren alla rottura del motore del tedesco) in qualche danno tecnico o errore del pilota di Maranello. Per la Ferrari il Gp più importante sarà il prossimo, quello del Brasile. La vettura del Cavallino Rampante, infatti, dovrebbe adattarsi abbastanza bene al circuito verdeoro, a differenza invece dell'ultima gara di Abu Dhabi, dove la Red Bull sfrutterà a pieno il proprio vantaggio aerodinamico. Dunque Alonso dovrà sferrare l'attacco decisivo tra due settimane, per poi difendersi dagli ultimi attacchi nell'ultima prova dell'anno.

Siamo solo agli albori dell'annata invernale e sino ad ora hanno preso il via appena 4 discipline: snowboard, sci alpino, pattinaggio artistico e short track. Una sola nazione ha già raggiunto il podio in tutti questi sport, dimostrandosi una corazzata dei ghiacci e delle nevi: l'Italia!
Non sono sorpreso da questi ottimi risultati, in quanto siamo da podio in tutte le discipline, skeleton escluso (anche qui, tuttavia, si sta finalmente cominciando ad investire sui giovani): nessun Paese al mondo può dire altrettanto. Se il buon giorno si vede dal mattino, allora sarà una stagione da ricordare per i nostri colori. Nel pattinaggio artistico Carolina Kostner resta un cardine imprescindibile e pare aver finalmente lasciato alle spalle tutte quelle tensioni che la tormentavano: con armonia e spensieratezza può tornare grande anche in campo mondiale (e non solo europeo come in passato). Nello sci alpino Manuela Moellg ha dimostrato di essere decisamente la migliore nei tratti tecnici, dove davvero si vede chi sa sciare: quando azzeccherà finalmente due manche e magari migliorerà, anche solo di un paio di decimi, nei tratti piani, allora arriveranno vittorie a raffica. Stesso discorso vale per Davide Simoncelli, sublime nel pennellare le curve del gigante di Solden. Sarò audace, ma la cancellazione della gara non è stato un male per l'Italia: visti i distacchi praticamente nulli ed il lungo pianoro finale, non è detto che 'Simo' avesse concluso sul podio. Inoltre Blardone e Moelgg erano troppo indietro, causa di una condizione ancora non ottimale. Siccome i nostri atleti puntano dichiaratamente alla Coppa di specialità, l'annullamento non è stato poi così male. Su piste come Alta Badia, Adelboden e Garmish (sede dei Mondiali), il mondo dovrà temere i moschettieri tricolori.
Nello short track, infine, Arianna Fontana si è confermata ormai l'unica europea capace di rivaleggiare ad armi pari con il resto del mondo. Anche la 20enne di Sondrio può puntare con legittime ambizioni alla sfera di cristallo dei 500 metri. Insomma, è SuperItalia!

Il memorabile week-end sportivo si è concluso con lo strepitoso successo di Matteo Manassero nell'European Tour di golf. Dei record stabiliti dal 17enne veneto abbiamo già parlato, quel che qui voglio sottolineare è la classe cristallina che Madre Natura ha riservato a questo giovane e precoce talento. Matteo è un giocatore completo, freddo, con la visione di gioco di un veterano. Sta migliorando di torneo in torneo, acquisendo sempre maggiore esperienza e consapevolezza nei propri mezzi. Possiede inoltre l'ambizione del fuoriclasse puro, avendo già espresso l'obiettivo di vincere presto uno Slam. Insomma, abbiamo trovato un fenomeno che potrà fare da traino ad un movimento già in continua ascesa grazie agli indelebili trionfi dei fratelli Molinari. Fino a qualche anno fa l'Italia era solo una comparsa nel golf, ora invece si installa sulla vetta dei Titani.

Infine il punto sui Mondiali di ginnastica artistica. L'obiettivo primario del Bel Paese sarà la qualificazione alle Olimpiadi di Londra 2012. In questo senso l'ottavo posto della squadra femminile ed il decimo di quella maschile sono da considerarsi più che soddisfacenti. Tra gli uomini, in particolare, bisogna applaudire l'ingresso in squadra dei giovani Paolo Ottavi (molto promettente agli anelli) e Mattia Tomiazzo, i quali hanno portato una ventata di freschezza in una selezione che da ormai troppi anni si reggeva sempre sui soliti (ed ormai logori) noti. Per quanto riguarda le punte, Matteo Morandi e Vanessa Ferrari rappresentano delle certezze, anche se meritano due distinte considerazioni. Il Signore degli Anelli, vinto l'Europeo nel mese di aprile, si è sbloccato mentalmente ed ora sa di poter rivaleggiare ad armi pari anche con i temibili cinesi. Il bronzo conquistato a Rotterdam deve fungere da punto di partenza per scalare l'Olimpo. Per quanto riguarda Vanessa, invece, difficilmente potrà ancora lottare per il vertice nell'all-round: rispetto al titolo iridato del 2006, infatti, sono cambiati il suo fisico (molto più muscolare di un tempo) e soprattutto le avversarie, alcune tra le quali obiettivamente fuori portata (come la Mustafina). L'azzurra, però, potrà ancora dire moltissimo nel corpo libero, dove non a caso è stata la migliore nell'esecuzione in questa rassegna iridata: aumentando il coefficiente di difficoltà con l'inserimento di elementi nuovi, nessuna strada le sarà preclusa. La nostra campionessa, sinceramente, merita una medaglia a Cinque Cerchi.

Federico Militello

domenica 24 ottobre 2010

Manassero nella storia del golf; Vanessa Ferrari in ripresa


Golf: l'Italia non si ferma più. Dopo il titolo iridato conquistato lo scorso anno dai fratelli Molinari e la partecipazione di questi ultimi alla Ryder Cup 2010, ecco un altro trionfo ad arricchire una stagione strepitosa. Il talento in erba Matteo Manassero, infatti, ha vinto l'Open di Valencia con uno score complessivo di 268 colpi, ben 4 in meno dello spagnolo Ignacio Garrido. A soli 17 anni e 6 mesi, inoltre, il campione tricolore è diventato il più giovane golfista della storia ad aggiudicarsi un torneo dell'European Tour. Insomma, un predestinato di questo sport, le cui possibilità future appaiono illimitate. Per fortuna che il golf entrerà a far parte del programma olimpico dal 2016: ci sarà da divertirsi!

Ginnastica artistica: Vanessa Ferrari ha concluso il suo Mondiale con una discreta sesta posizione nella finale del corpo libero. Più del piazzamento in sé, tuttavia, è da sottolineare l'ottimo punteggio fatto registrare dalla 20enne bresciana: 14.600, a poco più di due decimi di distanza dall'oro dell'australiana Mitchell ed appena 1 dall'argento ex-equo della russa Mustafina e della rumena Chelaru. Vanessa, inoltre, è stata la migliore per quanto riguarda l'esecuzione (praticamente perfetta e valutata ben 9.100), tuttavia ha pagato dazio alla minore difficoltà del suo esercizio rispetto alla concorrenza. In vista delle Olimpiadi la campionessa azzurra dovrà concentrarsi quasi esclusivamente su questa disciplina (aumentando ovviamente il coefficiente di un paio di decimi) per puntare, con legittime ambizioni, ad una medaglia. Continuare a concorrere per l'all-round, infatti, sembra quanto meno azzardato vista la mostruosa concorrenza straniera. Rinvio a domani per ulteriori approfondimenti sul tema.

Tennis: continua a mietere successi il tennis femminile del Bel Paese. Roberta Vinci, infatti, si è aggiudicata il Torneo Wta del Lussenburgo sconfiggendo in finale la tedesca Julia Georges con i risultato di 6-3, 6-4. Grazie a questo successo l'azzurra entrerà fra le prime 40 del mondo. Intanto da domani inizierà il Masters di Doha, nella quale è presente anche la Leonessa Francesca Schiavone, sorteggiata in un girone di ferro con Dementieva, Stosur e Wozniacki. Le prime due accedono alle semifinali. Infine, la settimana successiva, l'Italia sarà impegnata a San Diego per la finale di Fed Cup contro gli Usa, la quarta negli ultimi 5 anni (già due successi). Insomma, gioie a ripetizione da queste splendide ragazze d'oro.

Baseball: partita la Coppa Intercontinentale di scena a Taiwan. L'Italia campione d'Europa in carica è stata sconfitta nel match inaugurale per 10-0 dall'Olanda a causa di due riprese iniziali catastrofiche (ben 7 punti subiti). Oggi, invece, è arrivato il pronto riscatto sulla Thailandia per 15-6. Domani sfida cruciale con il Nicaragua per il passaggio del turno.

Sumo: ebbene sì, anche nello sport nazionale del Sol Levante, l'Italia è entrata a far parte dell'elite internazionale. Ai Campionati del Mondo di Varsavia, infatti, gli azzurri hanno ottenuto due lusinghieri quinti posti: Marco Ferretti nella categoria senior maschile e Grazia Somma nei pesi massimi femminili. Chissà che nella prossima edizione non arrivi anche uno storico podio. Desta sensazione, tuttavia, la innata versatilità generale degli atleti nostrani, capaci davvero di eccellere in qualsiasi tipo di sport.

Federico Militello

sabato 23 ottobre 2010

Grande bronzo per Morandi agli anelli; Calcio F.: Italia-Svizzera 1-0


Ginnastica artistica: è arrivata la medaglia ai Mondiali di Rotterdam. Matteo Morandi, dopo l'oro conquistato agli Europei in aprile, ha confermato di aver compiuto un salto di qualità mentale, essendo ora ancor più consapevole dei propri mezzi. Il 29enne di Vimercate è giunto terzo nella finale degli anelli (quarto bronzo iridato in carriera, l'ultimo risaliva al 2005), preceduto dai cinesi Chen Yibing (inarrivabile con 15.900) e Mingyong Yang (15.700). Il punteggio dell'italiano, tuttavia, è di assoluto rispetto (15.666), vicinissimo all'argento e non così distante dal primato. Insomma, abbiamo trovato una garanzia assoluta in vista del prossimo biennio.

Calcio femminile: dominio in lungo e in largo, ma difficoltà nel trovare la rete. E' questa l'estrema sintesi di Italia-Svizzera, match d'andata dei play-off di qualificazione ai Mondiali di Germania 2011. Nonostante siano state in superiorità numerica per 50 minuti, le azzurre hanno sbloccato il risultato solo all'86' grazie al pallonetto del centrocampista Tuttino. L'1-0, nel complesso, è un ottimo risultato in vista del ritorno di Zurigo, mercoledì alle 18.30 (diretta su Raisport).

Boxe: ritorno sul ring in grande stile per il campione olimpico e mondiale Roberto Cammarelle. Nella sfida tra Polonia ed Italia disputata a Radom, il supermassimo di Cinisello Balsamo ha demolito a suon di ganci e diretti il malcapitato Recowsky, finito ko alla seconda ripresa. L'Italia era atterrata nella nazione del Centro Europa con una selezione di giovanissimi, alcuni dei quali alle prime esperienze internazionali. Tra questi sono da segnalare le prestazioni di Cosenza nei 60 kg (anch'egli vincitore prima del limite) e Fiori negli 81 kg, quest'ultimo il talento forse più interessante del panorama pugilistico tricolore.

Federico Militello

Carolina Kostner vince la prima prova del Grand Prix!


Prima vittoria italiana stagionale negli sport invernali. Carolina Kostner si conferma imprescindibile perno del nostro pattinaggio artistico conquistando la vittoria nella prima prova del Grand Prix di Nagoya, Giappone. La 23enne di Bolzano, già in testa dopo il programma corto, ha controllato agevolmente il ritorno delle avversarie, vincendo con il punteggio complessivo di 164.61. Il risultato, lontano circa 24 punti dal proprio personale datato 2008, indica che comunque Carolina ha intrapreso la strada giusta. Soprattutto è mutato l'approccio della pattinatrice altoatesina, la quale per sua stessa ammissione ha rivelato che da quest'anno in avanti scenderà sul ghiaccio principalmente per divertirsi, senza gli assilli del risultato a tutti i costi. Nella gara odierna la Kostner ha trionfato grazie alla consueta superiorità sul piano artistico, dove ha conseguito un lusinghiero 59.54. Alle spalle dell'italiana si sono piazzate due giovanissime, l'americana Rachael Flatt (suo il miglior libero di giornata per appena un centesimo su quello della nostra rappresentante) e la giapponese Kanako Murakami, rispettivamente con 161.04 e 150.16.
Solo ottava la campionessa del mondo Masao Asada, frenata da cadute ed imperfezioni.
Nella danza, invece, hanno chiuso in quinta piazza gli italiani Anna Cappellini e Luca Lanotte. Un risultato molto al di sotto delle attese, con i due azzurri che non riescono proprio a compiere il tanto atteso salto di qualità: con tale andamento rimarranno avvolti nella nebbia della mediocrità. In questa competizione il primato è stato appannaggio degli americani Maryl Davis e Charlie White.

Federico Militello

Subito un podio azzurro: Moelgg terza a Solden


Comincia con un ottimo risultato la Coppa del Mondo di sci alpino per l'Italia. Manuela Moelgg, infatti, è giunta terza nel Gigante di apertura di Solden, suo miglior prestazione in carriera sulla poco amata pista austriaca. L'azzurra è stata preceduta da due fuoriclasse tedesche di indiscusso valore, ovvero la campionessa olimpica Viktoria Rebensburg e l'iridata in carica Kathrin Hoelzl, rispettivamente prima e seconda con un margine di 86 e 44 centesimi sulla nostra rappresentante. La sorella di Manfred, quinta dopo la prima manche (nella quale aveva commesso un gravissimo errore, costato circa 1 secondo), ha saputo agguantare il podio grazie ad una successiva discesa molto convincete. Manuela, inoltre, è stata superlativa sul muro: qui, infatti, ha fatto la differenza su tutte le avversarie; il suo vero problema resta invece la scorrevolezza nei tratti finali, dove ha pagato circa 6 decimi dalla vincitrice.
Delusione per Denise Karbon, indicata in grande forma dai tecnici alla vigilia. Sesta dopo una discreta prima frazione (partiva con il 13), la 30enne altoatesina è uscita nella seconda dopo poche porte. Buona 11ma piazza per Federica Brignone, apparsa in crescita nella manche conclusiva dopo le titubanze di quella iniziale. A punti anche Giulia Gianesini (17ma) e Nicole Gius (26ma), quest'ultima ancora lontana da una condizione di forma accettabile.
In chiave Coppa del Mondo è da registrare il quinto posto della teutonica Maria Riesch, con la grande rivale Lindsey Vonn appena 18ma. Da segnalare anche il rientro alle competizioni dopo il grave infortunio dello scorso anno della fenomenale elvetica Lara Gut, 25ma.
Domani tocca agli uomini: prima manche alle ore 10, seconda alle 13.

Federico Militello

venerdì 22 ottobre 2010

Carolina Kostner parte bene; al via anche la Coppa del Mondo di short track


Pattinaggio artistico: non poteva esserci inizio migliore per gli sport invernali del Bel Paese. Carolina Kostner, infatti, è al comando della prima prova stagionale del Gran Prix di scena a Nagoya, Giappone. L'azzurra ha ottenuto nel programma corto un punteggio complessivo di 57.27, frutto di salti ben eseguiti e di un'ottima sequenza di passi. Impeccabile come sempre, inoltre, la componente artistica. La fidanzata di Alex Schwazer ha preceduto la padrona di casa Kanako Murakami (56.10), campionessa del mondo juniores nel 2010. A seguire le statunitensi Rachel Flatt e Ashley Wagner. Solo ottava la campionessa del mondo ed idolo locale Masao Asada, autrice di un esercizio condito da numerose sbavature (47.95).

Short track: ha preso il via in Quebec la Coppa del Mondo. L'Italia si presenta con una squadra molto ringiovanita (quasi tutti Under20), nella quale spiccano comunque tre garanzie assolute come Arianna Fontana, Nicola Rodigari e Yuri Confortola. Per un approfondimento sul tema vi invito a leggere l'articolo scritto da me su wintersportsnews.

Calcio femminile: continua il lungo percorso dell'Italia verso l'approdo ai Campionati del Mondo del 2011. Domani andrà in scena a Treviso l'andata dell'ultimo spareggio europeo, nel quale la selezione tricolore sfiderà la Svizzera, squadra giovane ed in progressiva ascesa. La vincente di questo doppio confronto affronterà poi a fine novembre (sempre in gara da 180') la terza classificata del gruppo CONCAF (presumibilmente Messico o Canada).

Federico Militello

giovedì 21 ottobre 2010

Ci siamo, comincia la grande stagione dello sci alpino!


L'estate è ormai lontana e le prime nevi cominciano a ricoprire le solenni vette delle Alpi. I boschi risplendono dei variopinti colori dell'autunno ed un freddo sempre più pungente annuncia l'avvento dell'inverno e, con esso, della Coppa del Mondo di sci.
L'anno post-olimpico desta sempre molta curiosità per assodare quali saranno i veri e reali valori in campo e la stagione attuale culminerà a febbraio con i Campionati del Mondo di Garmisch-Partenkirchen, località turistica dove Adolf Hitler adorava trascorrere le vacanze in compagnia di Eva Braun.
La nazionale tricolore si presenterà al cancelletto di partenza senza celare obiettivi ambiziosi. In particolare nella velocità maschile sono attesi i risultati più importanti, poiché l'Italia può contare su di un autentico squadrone, composto da atleti ormai prossimi alla piena maturità agonistica come Peter Fill, Werner Heel, Christof Innerhofer. A questi si aggiungono il veterano Patrick Staudacher, sempre pericoloso in SuperG, ed il talentuoso Dominik Paris, appena 21 anni ma già pronto ad impressionare con le sue notevoli doti da scivolatore (alla Ghedina per intenderci).
Poche novità, invece, nelle discipline tecniche, dove in Gigante aspirano ad ottimi piazzamenti i veterani Massimiliano Blardone e Davide Simoncelli, mentre in Slalom la garanzia è rappresentata dal campione olimpico Giuliano Razzoli, cui si aggiunge un Manfred Moellg voglioso di riscatto di un 2010 opaco. Atteso al salto di qualità il giovane Stefano Gross. Per quanto riguarda il Gigante, infine, sarebbe auspicabile l'ingresso in squadra in pianta stabile da parte di alcuni velocisti come Heel e Innerhofer, in considerazione del fatto che i tracciati di gara sono sempre più filanti (salvo ovviamente alcune classiche come Alta Badia ed Adelboden).
In campo femminile, invece, la novità di maggior rilievo potrebbe provenire da Johanna Schnarf, esplosa nel finale della scorsa stagione in Discesa e SuperG e desiderosa di inserirsi in pianta stabile in zona-podio. La 26enne altoatesina sarà affiancata dalle sorelle Fanchini (con Nadia al rientro dopo il grave incidente alle ginocchia patito a gennaio) e dalle veterane Daniela Merighetti e Lucia Recchia. In Gigante la punta di diamante resta Denise Karbon, con le varie Nicole Gius e Camilla Alfieri in agguato per qualche risultato a sorpresa. In questa disciplina Manuela Moellg spera finalmente di raggiungere la tanto attesa vittoria, mentre la giovane Federica Brignone dovrà confermare il talento espresso nelle prime gare dell'annata precedente. Infine lo slalom, al momento tallone d'Achille di questa nazionale rosa. Chiara Costazza convive ancora con i postumi dell'operazione subita due stagioni or sono e salterà sicuramente la prima prova di Levi prevista a metà novembre. Per il resto poco o niente, con Karbon, Gius e le sorelle Curtoni a caccia di qualche buon risultato nella top10. Insomma, non abbiamo il fuoriclasse in grado di lottare per la sfera di cristallo assoluta, tuttavia l'Italia, per completezza in ogni reparto e qualità dei suoi atleti, possiede le carte in regola per confermarsi tra le tre potenze mondiali di questo sport (insieme ad Austria e Svizzera). Bentornato Sci Alpino!

mercoledì 20 ottobre 2010

L'importanza di un ambiente motivante nella vita di uno sportivo


Il lavoro di un allenatore, per quanto riguarda la motivazione dei suoi atleti, non si basa solo su discorsi e frasi ad effetto ma anche sulla creazione di un ambiente e di un'atmosfera consone agli obiettivi da perseguire. Il mental coach Giuseppe Montanari enuclea alcuni esempi di luoghi ed oggetti che, per le loro caratteristiche, sono in grado di caricare di energia positiva gli sportivi: da uno spogliatoio tappezzato di fogli di giornale con le imprese della squadra, dall'ascolto di canzoni dall'alto tasso suggestivo, fino ad una rassegna fotografica.

Buona Lettura


Federico Militello

martedì 19 ottobre 2010

Bella Italia a Rotterdam: Morandi in finale e giovani in vetrina


Al di là di ogni più rosea aspettativa. Può essere giudicata in questo modo la prestazione di squadra dell'Italia ai Campionati del Mondo di ginnastica artistica a Rotterdam. Gli azzurri hanno addirittura sfiorato l'ingresso nella finale ad 8, mancando l'ultimo posto disponibile per appena mezzo punto (anche se manca ancora la suddivisione della Germania all'appello). La selezione tricolore, con l'eccellente punteggio totale di 349.625, ha concluso la propria rotazione a pochi decimi da corazzate come Romania (350.134) e Francia (350.284): un risultato impensabile alla vigilia. L'Italia si è rivelata costante in tutti gli attrezzi, con picchi di rilievo agli anelli (la tradizione non si smentisce) ed al volteggio. Hanno molto ben impressionato i giovani Paolo Ottavi (14.866 agli anelli, occhio a questo ragazzo in futuro) e Mattia Tomiazzo, la vera new-entry della selezione tricolore (ottimo il 14.466 al cavallo con maniglie). Solidi ed affidabili i veterani Morandi, Angioletti e Busnari, mentre leggermente in ombra è apparso il polivalente Enrico Pozzo. La notizia più lieta della giornata, dunque, è l'avvento del ricambio generazionale tanto atteso, che induce a ben sperare in vista della qualificazione a Cinque Cerchi (con questi presupposti davvero alla portata). Nonostante Igor Cassina sia fermo per scelta fino al 2011 (ma ha promesso di avere immense motivazioni per le Olimpiadi), le nuove leve, da più parti invocate nelle passate stagioni, hanno mostrato di possedere talento ed ampi margini di crescita. Insomma, la ginnastica italiana è viva e sa rinnovarsi con l'apporto di giovani cui serve solo la fiducia dei tecnici per sbocciare definitivamente in campo mondiale.
Per quanto riguarda le finali individuali, il campione d'Europa in carica Matteo Morandi (convincente anche al volteggio con 16.066) si è qualificato per l'atto conclusivo degli anelli con il quarto punteggio (15.500): domenica porterà la sua personalissima sfida all'Asia (due cinesi ed un giapponese nelle prime tre piazze). L'impressione è che il Signore degli Anelli nostrano si sia sbloccato mentalmente dopo il trionfo continentale e che ora sia pronto a recitare un ruolo da primo attore anche verso il resto del globo, seppur consapevole dell'immensa concorrenza da fronteggiare. Peccato per Alberto Busnari, fuori di un soffio dalla finale del cavallo con maniglie: i tecnici hanno reputato quanto meno discutibile il suo 15.166.
Poco male, Rotterdam rappresenta l'alba del nuovo corso ginnico italico.

Federico Militello

lunedì 18 ottobre 2010

'Italia, come stai?': Rossi avrà una Super Ducati; i podi del judo; il flop dell'Under21


Incetta di medaglie agli Europei primaverili, zero podi ai Mondiali di fine estate, pioggia di metalli preziosi (ogni settimana) nella varie prove di Coppa del Mondo. Come avrete capito, il judo italiano possiede grandi potenzialità, difettando ancora nella continuità di rendimento. E' proprio questa altalena di risultati che ha caratterizzato le prove della selezione tricolore nell'ultimo biennio. Il motivo principale è dato dall'età media molto bassa di quasi tutti i componenti della squadra, soprattutto in campo femminile: ovvio, quindi, che la costanza ad alti livelli si potrà acquisire solo con il susseguirsi di mille combattimenti. L'eccezione alla regola è data dalla vera stella di questa Italia, ovvero il campano Elio Verde. Il 23enne di Aversa rappresenta l'unico azzurro in grado di giungere sino in fondo in tutte le grandi competizioni, grazie a tecnica e determinazione fuori dal comune. L'atleta tricolore, seppur giovanissimo, vanta già in bacheca un bronzo mondiale ed uno europeo, senza dimenticare i tanti podi (conditi da qualche vittoria) in Coppa del Mondo. Ora Elio dovrà compiere il definitivo salto di qualità: diventare il migliore del globo della categoria -60 kg. Possiede i requisiti per riuscirci. Nel complesso, in vista di Londra 2012, si prospetta una nazionale di qualità, sia in campo maschile (Faraldo, Ciano, oltre ai graditi ritorni di Bruyere, Meloni e Bianchessi) che, soprattutto, femminile (Moscatt, Fornaciti, Gwend, Quintavalle, Barbieri e Tangorre).

Alle prossime Olimpiadi, purtroppo, non ci sarà la nazionale italiana di calcio, fatto gravissimo per l'intero movimento. Non mancavamo da un'edizione a Cinque Cerchi dal 1980. Sulle cause del crollo della Under21 abbiamo già discusso, qui voglio soffermarmi su di un piano più squisitamente tecnico. Assodata la quasi totale assenza di talenti puri, l'ormai ex ct Casiraghi ha pagato la propria supponenza non convocando mai (neppure in amichevole) il centrocampista del Bologna Federico Casarini (classe 1989, titolare in Serie A, uno dei pochi giovani con tale privilegio) a vantaggio dei vari Soriano, Marrone e Bolzoni, dei comprimari in seconda divisione. Senza dimenticare il talento del Manchester United Federico Macheda, lasciato addirittura in tribuna nel tragico ritorno di Minsk (in campo c'era l'infortunato, seppur talentuoso, Mattia Destro). Insomma, dopo sette qualificazioni olimpiche consecutive e considerando che il pass quasi sempre è di difficile acquisizione (chiedere a Germania, Francia, Olanda e Spagna, quasi mai presenti se non in sporadiche occasioni), prima o poi (per la legge dei grandi numeri) l'eliminazione poteva arrivare. Tuttavia c'è modo e modo di perdere e l'Italia 'ammirata' in Bielorussia è stata indecorosa per la tradizione ed il blasone calcistici del nostro Paese. Cari amici, non è detto però che il calcio nostrano non sia presente a Londra 2012: sto parlando ovviamente della nazionale femminile di Ghedin che prima, tuttavia, dovrà timbrare il biglietto per i Mondiali 2011.

Valentino Rossi, ormai completamente ritrovatosi in pista, si sta sfregando le mani in vista dell'annata ventura. La Ducati pilotata da un Casey Stoner rinato, infatti, sembra aver ormai scavalcato la Yahama come mezzo più competitivo del Motomondiale. Impressionante la facilità con cui l'australiano sta dominando questo scorcio di stagione, ovviamente agevolato da un bolide capace anche di risvegliare dall'ormai cronico torpore l'ex iridato Nicky Hayden. Insomma, se il Dottore risolverà completamente i suoi problemi alla spalla, non vi sono dubbi che nel 2011 lotterà per il titolo mondiale. In Moto2, intanto, continuano le ottime prestazioni dei centauri nostrani, con Iannone sempre più continuo nelle zone alte ed il sanmarinese De Angelis tornato al successo dopo un periodo non proprio esaltante. Rimane quel buco nella 125 che ormai non vediamo l'ora di colmare a partire (si spera) dal prossimo anno.

Federico Militello

domenica 17 ottobre 2010

Brevi. Si esaltano gli azzurri del judo. Risvegli dal ping-pong


Judo: 4 podi in due giorni sono un ottimo bottino per l'Italia nella prova di Coppa del Mondo di Rotterdam. Nei -66 kg Francesco Faraldo ha vinto l'argento, inchinandosi solo al russo Mikhail Pulyaev nell'atto conclusivo. Bronzo nei -60 kg per il sempre continuo Elio Verde, atteso dalla prossima stagione al salto di qualità definitivo (ovvero l'obiettivo sarà il primo gradino del podio).
Molto bene nei -70 kg femminili Erica Barbieri, giunta in finale e sconfitta dalla temibile giapponese Haruka Tachimoto (grazie al judo la nazione del Sol Levante potrebbe vincere ben 10 ori a Londra!). Infine, terza piazza anche per Antonio Ciano nei -81 kg, la categoria di peso da sempre più competitiva per numero di partecipanti.

Tennis tavolo: è tornata l'Italia. Nikoleta Stefanova, dopo un letargo durato circa 2 stagioni, ha sfoderato una prestazione finalmente all'altezza delle sue qualità, ottenendo uno splendido quinto posto al torneo Pro Tour di Ungheria. L'azzurra (n.84 del mondo, ma con un best ranking da top20) ha eliminato al terzo turno la spagnola (si fa per dire) Yanfei Shen (n.22) per 4-2, mentre agli ottavi ha prevalso dopo un match avvincente per 4-3 sulla turca (si fa per dire...) Hu Melek (n.36). La corsa della nostra atleta si è arrestata ai quarti di finale contro la rappresentante di Hong Kong Tie Yana, n.13 del globo, anche se Niko ha saputo lottare ad armi pari contro la più quotata avversaria (4-2 il punteggio finale). Decisamente un risultato importantissimo per la pongista del Bel Paese, cui serviva solo un'iniezione di fiducia per riassaporare quelle sensazioni ormai dimenticate. Se ora l'Italia ritroverà anche un buon apporto dalle sue cinesi Weng Ling e Wang Yu, allora tornerà presto ad incutere timore all'Europa intera.

Ginnastica artistica: Vanessa Ferrari, dopo 7 rotazioni, è ormai certa della qualificazione alla finale del concorso all round individuale. La 20enne bresciana rimane in lizza anche nella specialità del corpo libero, dove al momento è settima. Fuori dall'atto conclusivo della trave, invece, Elisabetta Preziosa, a causa di una concorrenza davvero mostruosa. Al momento l'Italia è settima nella prova a squadre: buone le possibilità di terminare tra le prime 8 che parteciperanno alla finale (e sarebbe un grande risultato). Impressionanti sino ad ora le prove della russa Mustafina, capace di realizzare un totale sontuoso di 60.666 e di qualificarsi in tutte e quattro le finali di specialità. L'impressione è che per Vanessa Ferrari sarà un'impresa quasi impossibile tenere a bada queste giovani e rampanti leve (come ad es. le americane Bross e Raisman o le cinesi Jiang e Huang).

Federico Militello

sabato 16 ottobre 2010

Mondiali ginnastica: bene Vanessa Ferrari ed Elisabetta Preziosa


Si è appena conclusa la prova di qualificazione dell'Italia ai Campionati del Mondo di ginnastica artistica a Rotterdam. Per conoscere i risultati definitivi bisognerà attendere domani sera, quando saranno ultimate tutte le rotazioni delle altre nazionali. Tuttavia non dovrebbero esserci dubbi sulla qualificazione alla finale all-round di Vanessa Ferrari (totale di 56.124 per lei) e, forse, anche di Elisabetta Preziosa. Entrambe, inoltre, hanno più di un piede nelle finali di specialità rispettivamente del corpo libero (14.458) e della trave (14.525). Queste prestazioni, se ripetute nell'atto conclusivo, potrebbero consentire di lottare per il podio. L'Italia, nel complesso, rimane in piena corsa anche per la qualificazione alla finale a squadre (219.179).
Vanessa Ferrari, in realtà, non ha sfoderato una prestazione eccezionale, risultando solo discreta al volteggio (13.833), alle parallele asimmetriche (13.933) ed alla trave (13.900), tutte specialità nelle quali ha mancato (a meno di gradite sorprese) l'ingresso in finale. In vista della competizione individuale all round, tuttavia, la campionessa iridata del 2006 possiede i margini per incrementare notevolmente il proprio rendimento, come dimostra il totale di 57.800 ottenuto recentemente al Trofeo A. Massucchi. Gli infortuni del passato sono ormai (e si spera definitivamente) alle spalle, ora Vanessa deve soltanto ritrovare la giusta convinzione. A questo proposito sarebbe importantissima una medaglia in vista del prossimo biennio olimpico. Non sarà facile però, soprattutto a causa della presenza delle fortissime ginnaste cinesi, apparse sin da subito delle fuoriclasse assolute (e senza dimenticare americane e russe). L'inizio è incoraggiante, ora bisogna progredire verso traguardi ambiziosi. Vanessa Ferrari, nonostante tutto, è ancora il faro inamovibile della ginnastica italiana.

Federico Militello

giovedì 14 ottobre 2010

Calcio, basket e pallavolo: urge una svolta per non vedere sparire l'Italia


L'allarme ha raggiunto ormai la soglia della quasi irreparabilità: il calcio, la pallacanestro e la pallavolo potrebbero diventare degli sport dai risultati nostalgici nel nostro Paese, con la nazionale risucchiata progressivamente verso posizioni di rincalzo non consone al proprio blasone.
Se il calcio è già fuori dalle Olimpiadi, non sarà facile la qualificazione neppure per le altre due discipline (in particolare per il basket l'impresa appare fuori portata). E il motivo? E' presto detto: i nostri campionati sono completamente invasi da giocatori stranieri. Andate a leggere i tabellini delle partite su qualsiasi quotidiano sportivo del lunedì: vi accorgerete che i non-italiani sono circa il 50% per ogni formazione e che gli azzurri quasi sempre o sono in panchina oppure ricoprono ruoli non proprio cruciali (esempio lampante quello dell'opposto nel volley, dove, con Fei ormai fuori dal giro tricolore, gli ormai unici titolari sono Lasko e Gavotto, non proprio dei fenomeni). Il dato viene addirittura amplificato se si prendono in considerazione le squadre di vertice, dove i nostri atleti diventano addirittura una rarità (troppo facile pensare all'Inter, alla Montepaschi Siena oppure al Trento campione di tutto). Con queste prospettive cosa si può pretendere poi dalla nazionale? I commissari tecnici, infatti, si ritrovano a poter selezionare un gruppo numericamente risicato di atleti, che nella maggior parte dei casi, inoltre, non rivestono ruoli di responsabilità nella propria squadra e non hanno maturato quell'esperienza fondamentale che deriva dai match internazionali (Champions League ed Eurolega). Tuttavia all'orizzonte non si vedono cambiamenti alcuni, poiché ai club la situazione attuale fa comodo: siccome conta solo vincere, ed anche in tempi brevi, è meglio investire (rischiando) su di un giovane del Bel Paese, aspettando che maturi, oppure andare sul sicuro con un campione (o mediocre) straniero già affermato? La soluzione di tutti i problemi, tuttavia, possiamo ammirarla tutti noi davanti agli occhi e proviene da uno sport che ha saputo guarire dai propri mali: la pallanuoto. La Federazione, infatti, ha imposto alle società la possibilità di schierare al massimo due atleti stranieri per i match di massima serie, con la conseguenza che gli azzurri sono tornati a 'ripopolare' il loro campionato. Risultato? Dopo anni di anonimato, l'Italia è tornata a volare, vincendo un fantastico argento agli Europei di Belgrado e mettendo in luce giovani interessantissimi come Luongo, Aicardi, Gitto e Gallo. Analoghi cambiamenti stanno avvenendo nel rugby e, udite udite, nella pallamano! Nella disciplina della palla ovale la Fir ha posto l'interesse per la nazionale al di sopra di tutto. Da qui la nascita di due franchigie italiane in Celtic League con l'obbligo di schierare almeno 10 azzurri su 15 in campo, senza dimenticare il Campionato di Eccellenza (l'ex Super10), dove da regolamento è necessario schierare dei giocatori del vivaio. La pallamano, poi, dopo aver toccato il fondo di un barile ormai quasi bucato da stagioni di alluvionali disfatte, ha intrapreso finalmente un progetto serio: come nella pallanuoto obbligo di schierare solo due stranieri in Serie A per ciascuna squadra; lavoro organizzato e cooperativo tra Federazione e clubs per l'individuazione e la selezione dei migliori giovani Under18 da far crescere e maturare gradualmente. Ci vorrà tempo, magari 7-8 anni, ma la strada verso la gloria, il percorso verso l'immortalità di vittorie memorabili, il sentiero di un avvenire migliore e ricco di soddisfazioni non può che iniziare da qui. Perché ammettiamolo, i giocatori italiani, in qualsiasi sport si cimentino, possiedono qualcosa in più rispetto al resto del mondo, è una questione di DNA. Non è ardito quanto sto affermando, ma lo dimostrano oltre un secolo di leggendari bottini di medaglie e titoli mondiali. Siamo l'Italia ed i grandi atleti li avremo sempre a disposizione. Dirigenti di calcio, pallavolo e pallacanestro, è chiaro il concetto?

Federico Militello

martedì 12 ottobre 2010

Under21 disonorevole, specchio di un calcio italiano in declino


Il calcio italiano, a partire dal trionfo dei Mondiali 2006, ha intrapreso una lenta ma inesorabile parabola discendente, culminata con la peggior stagione dell'ultimo mezzo secolo. Sì perché questa Italia ricorda molto quella degli anni '50 e 60', quando fallì l'unica (per ora) qualificazione ai Mondiali nel 1958 e le Olimpiadi dal 1956 al 1968 (escludendo l'edizione casalinga del 1960). Cari amici, il pericolo serio è quello di ritornare a quei tempi e, dopo anni di poderose ed indimenticabili cavalcate trionfali, abituarsi a questa nuova e cruda realtà non sarà facile. Al termine del disastroso Mondiale sudafricano, dove gli azzurri non riuscirono a prevalere neppure su avversari non insormontabili (per non dire altro) come Slovacchia (che ha perso in Armenia qualche giorno fa...) e Nuova Zelanda (un pareggio contro la Nuova Caledonia nelle scorse qualificazioni alla Coppa del Mondo...), si parlò di nuovo corso, di una rifondazione da affidare al demiurgo Cesare Prandelli. Il ct di Orzinuovi, tuttavia, non è un mago e non è giusto chiedergli lo sbarco su Plutone. La rosa della selezione tricolore attuale è carente in tutti i reparti, nessuno escluso: in porta ci sarà bisogno di Buffon sino a quando avrà 40 anni, in difesa si fatica a trovare dei nomi 'convocabili' con il solo Chiellini di un certo spessore (con una grave crisi sulle corsie laterali), a centrocampo rimaniamo aggrappati al sempre imprescindibile (ma ormai 31enne) Pirlo (tanto che a 30 anni, in mancanza di alternative, è stato richiamato Mauri), in attacco i gol arrivano con deprimente parsimonia (i vari Borriello, Pazzini, Gilardino non sono dei fuoriclasse e Cassano ormai è diventato un uomo assist). L'unico campione in grado di fare la differenza, Balotelli, è ai box da quasi due mesi per un infortunio al ginocchio. A completare questo paesaggio dai contorni macabri ci ha pensato oggi l'Under21 dell'ormai ex ct Casiraghi, la cui umiliante sconfitta per 3-0 con la Bielorussia verrà ricordata per sempre come una delle Forche Caudine della storia del calcio italica. La notizia gravissima è l'ormai certa mancanza del Bel Paese dalle prossime Olimpiadi di Londra: non accadeva dal 1980. L'attuale (ed ormai terminato) ciclo rappresenta certamente il peggiore che si ricordi dal 1990 a questa parte tecnicamente parlando. Rimpiangendo le Under21 dei vari Buffon, Totti, Del Piero, Cassano, Gattuso e Pirlo (ma anche l'ultima con Aquilani, Chiellini, Cigarini e Montolivo), la rosa attuale è apparsa sin dallo scorso anno lacunosa in ogni reparto, in particolare in quello della porta, con Mannone, non a caso, principale protagonista della sciagurata ed umiliante prestazione nella Russia Bianca. E qui emerge palese il vero problema che sta assassinando il nostro calcio: i giovani italiani stanno scomparendo quasi completamente dalla Serie A. Se addirittura il talentuoso Fabbrini scalda la panchina dell'Empoli in Serie B, allora non servono ulteriori spiegazioni, se non quella che i dirigenti dei club nostrani sono assolutamente incuranti ed insensibili al benessere della loro nazionale. Gli unici calciatori di questo gruppo già affermati nella massima serie sono Ranocchia, Santon (troppo presto paragonato a Maldini), Poli e De Silvestri, ma tutti gli altri? Tutti tra le riserve delle squadre provinciali o addirittura in seconda e terza divisione. In questo modo la crescita tecnica e mentale di un giocatore è pressoché impossibile, in quanto viene privato del necessario confronto con il calcio internazionale ormai decisivo per forgiarne la tempra. Molti atleti di casa nostra, quindi, arrivano impreparati ed inesperti alle sfide sia dell'under21 che della nazionale maggiore. Continuando così, con gli stranieri che sempre più superano come numero gli azzurri nelle formazioni domenicali, non si potrà che peggiorare ulteriormente ed allora l'Italia sarà etichettata come nobile decaduta. Una domanda è lecita: quante disfatte ancora dovremo subire affinché coloro che governano il calcio si accorgano della desolante situazione e decidano di intraprendere una decisa (e soprattutto seria) inversione di tendenza?

Federico Militello

lunedì 11 ottobre 2010

'Italia, come stai?, seconda parte': gli intrighi della F1, l'orgoglio di Rossi e le prime gioie dalla neve


L'imminente finale di Campionato del Mondo di Formula1 si prospetta esaltante e dalle inebrianti emozioni. A tre gare dal termine ben 5 piloti, racchiusi in appena 31 punti, sono in lotta per la corona iridata, evento mai verificatosi negli ultimi due decenni! In prima fila, ovviamente, rimane la velocissima ed impressionante Red Bull, vettura capace di adattarsi con eccellenti risultati su qualsiasi tipo di tracciato, in particolare quelli che prevedono un alto carico aerodinamico (a tal proposito l'ultima prova di Abu Dhabi appare già scritta). Due galli nello stesso pollaio, però, quasi sempre finiscono per scontrarsi e la forte rivalità tra Mark Webber e Sebastian Vettel, tutt'altro che in buoni rapporti, potrebbe portare a conseguenze catastrofiche per la scuderia austriaca (magari anche con incidenti tra gli stessi compagni di squadra). Il giovane tedesco, comunque più veloce e talentuoso del compagno di squadra, gode dei favori del proprio team, che invece sembra non credere molto nelle potenzialità dell'australiano in testa alla classifica. Il 34enne aussie, inoltre, sembra patire non poco questa palese mancanza di fiducia e, vista anche la totale inesperienza a competere per un alloro mondiale, potrebbe correre il rischio di smarrirsi proprio in dirittura d'arrivo. Fernando Alonso, invece, può essere paragonato alla volpe che cerca di rubare il cibo ai lupi mentre questi litigano per averlo. Il pilota della Ferrari è consapevole di quanto sia importante la continuità di rendimento in questo rush finale rovente e presumibilmente correrà all'attacco in Corea del Sud e Brasile, per poi difendersi sull'ostico circuito degli Emirati Arabi. L'iberico, per cullare il grande sogno, dovrà sfruttare ogni minima esitazione dei piloti Red Bull, cercando in questo senso di migliorare nelle partenze dove sino a qui non sempre si è rivelato impeccabile. Coloro che davvero non avranno nulla da perdere, infine, saranno Jenson Button e Lewis Hamilton, con una McLaren già da qualche Gp non al livello dell'agguerrita concorre. I due britannici, tuttavia, restano in costante agguato e diventerebbero delle autentiche mine vaganti nel caso di gare 'particolari', in primis quelle sul bagnato.

Valentino Rossi (avevate dubbi?) non è affatto in declino, ma con una sensazionale affermazione nel Gp della Malesia ha già lanciato la sfida al neo-iridato Jorge Lorenzo in vista di un 2011 che si preannuncia rovente. Il Dottore, giunto al 105mo trionfo di un palmares leggendario, pare avviato ad una seconda parte di carriera lunga ed intensa: a quasi 32 anni, messo ormai nel cassetto il sogno (mai davvero realistico) di approdare in F1, il centauro tricolore ha ritrovato quell'entusiasmo di andare in moto che forse aveva smarrito all'inizio di questa stagione. In passato Rossi ha sempre avuto bisogno di nuovi stimoli, di sfide che ne stuzzicassero l'orgoglio. Così, dopo aver assistito al trionfo facile facile del grande rivale spagnolo ed aver incassato le tante critiche piovute dopo i recenti risultati (senza tenere conto del grave infortunio subito a giugno), il fuoriclasse di Tavullia non vede l'ora di iniziare la nuova grande avventura in Ducati, dove cercherà di affermare, una volta di più, il suo strapotere di pilota più forte di tutti i tempi. Non mi stupirei, quindi, se Valentino, continuamente punzecchiato dalle nuove e rampanti leve, decida di proseguire il proprio cammino vincente nelle moto ancora per molti anni.

Se il buongiorno si vede dal mattino, sarà una grande annata quella degli sport invernali azzurri. Nella prima tappa di Coppa del Mondo di snowboard a Landgraaf (Olanda), infatti, i nostri rappresentanti hanno ottenuto addirittura un doppio podio nel PSL: 2a piazza per Roland Fischnaller, 3a per Aaron March. Vittoria per l'austriaco Prommegger. In questa disciplina l'Italia, soprattutto in campo maschile, si presenta con le carte in regola per ben figurare, soprattutto grazie agli inserimenti dei promettenti Mick, Visitin e Matteotti (questi ultimi due nello snowboard cross). Più incerta sarà invece la situazione in campo femminile dove, dopo il ritiro di Carmen Ranigler, le giovani Boccacini, Egger, Cusini e Brutto dovranno ambire ad un lento ma progressivo avvicinamento alle posizioni di vertice del ranking internazionale. Nel prossimo fine settimana, infine, troverete su questo blog uno speciale dedicato all'ormai imminente inizio della stagione degli amati sport invernali.

Federico Militello

'Italia, come stai?, prima parte': volley, un quarto posto scontato


Il quarto posto dell'Italia ai Mondiali di pallavolo può essere considerato un risultato più che positivo, considerando che obiettivamente la selezione tricolore ha ottenuto il massimo possibile. Una volta giunta in semifinale affrontando una sola gara 'vera' (quella con gli Stati Uniti) a dispetto di match non proprio insormontabili con Francia, Germania, Iran, etc, gli azzurri si sono ritrovati tra le prime 4 del globo contro avversarie notevolmente superiori ed il quarto gradino del podio ne è stata la naturale conseguenza. La selezione tricolore, comunque in miglioramento rispetto al decimo posto dell'Europeo 2009, non aveva chances contro Brasile e Serbia per i seguenti motivi: senza un opposto efficiente (Fei purtroppo era l'ombra del campione di un tempo) nel volley moderno non si va da nessuna parte; la mancanza di una continua e ben preparata organizzazione difensiva; un servizio alterno e quasi mai incisivo; l'età media sin troppo elevata di alcuni giocatori-chiave; la mancanza di carattere che consentisse di supplire alle carenze tecniche (evidenti in alcuni casi) nei confronti degli avversari. Premesso che per Fei (al 100%), Vermiglio, Mastrangelo e Cernic si è trattato quasi certamente dell'ultimo ballo in azzurro, si capisce come dal prossimo anno si assisterà ad un obbligato rinnovamento. Quale futuro, dunque, per il nostro movimento pallavolistico? A breve termine scordiamoci di vincere l'Olimpiade: l'obiettivo primario sarà quello di qualificarsi, poi, una volta giunti sul suolo londinese, si cercherà di andare più avanti possibile. Il vero problema da risolvere per il nuovo ct (con Anastasi vicino alla riconferma) sarà quello di trovare un opposto in grado di fare la differenza. Al momento, però, in questo ruolo esistono pochissime alternative nel Bel Paese (Lasko e Gavotto, con Perazzolo ormai disperso), dunque vi sarà adattato con tutta probabilità il talentuoso Zaytsev. Proprio dal giovane italo-russo e da Matteo Martino (chissà perché ignorato in questi mesi) dovrà ripartire la rifondazione, senza dimenticare che dal 2011 diverrà eleggibile il fenomenale cubano Osmany Juantorena, il quale risolverebbe molti (se non quasi tutti) i problemi. Certo, la politica degli oriundi (spesso) si rivela redditizia, tuttavia le squadre di club italiane devono ritrovare il coraggio di puntare sui giovani di casa nostra a discapito di stranieri di modesta caratura. E' questa l'unica strada per strappare un giorno al Brasile lo scettro che ci è appartenuto per tutto il decennio degli anni '90.

Federico Militello

giovedì 7 ottobre 2010

Appuntamento a martedì 12 ottobre


Lo Sport Secondo Militello vi dà appuntamento a martedì 12 ottobre, quando sarà pubblicata la rubrica 'Italia, come stai?', per commentare tutti i grandi eventi del week-end, in primis ovviamente i Mondiali di pallavolo e il Gp del Giappone di Formula1. Forza Azzurri!

Federico Militello

mercoledì 6 ottobre 2010

Brevi. Azzurri in semifinale nel volley. Ok il calcio femminile


Pallavolo: missione compiuta! L'Italia ha superato la Francia per 3-1, qualificandosi per le semifinali dei Campionati del Mondo 12 anni dopo l'ultima volta. Diciamolo chiaramente, questo era l'obiettivo principale stabilito alla vigilia della competizione iridata. Ora ad attenderci ci sono i Titani del Brasile, da ormai un decennio la nostra pestifera bestia nera. Bruciano ancora molto le sconfitte del passato. Come dimenticare i quarti di finale dei Mondiali 2002 (3-2 per i verdeoro), la finale persa ad Atene 2004 e, da ultima, la semifinale di Pechino 2008? Per l'Italia Brasile, purtroppo, fa rima con eliminazione sicura. L'ultimo successo azzurro di prestigio risale proprio al 1998, quando poi ci laureammo campioni del mondo. Anche questa volta la selezione sud-americana appare superiore a quella tricolore in tutti i fondamentali, in special modo il servizio. Serve un'impresa la leoni per ribaltare un pronostico che pare già scritto. A questo punto della competizione, tuttavia, gli azzurri hanno il dovere di crederci sino alla fine.

Calcio femminile: una formalità. La nazionale di Ghedin, dopo il secco 3-0 rifilato all'Ucraina in trasferta, ha amministrato agevolmente il match di ritorno, qualificandosi al secondo turno dei play-off di qualificazione ai Mondiali 2011. Nel prossimo incontro ad attendere le azzurre ci sarà quasi certamente la sorprendente Svizzera, capace di sconfiggere per 3-1 fuori casa la quotata Danimarca (che nel precedente play-off aveva ceduto solo ai supplementari alla Svezia). Le elvetiche possono contare su di un gruppo giovane ed in costante ascesa: un avversario da non sottovalutare.

Federico Militello

Le proiezioni della mente negli archi temporali


Molto spesso l'esito di una gara di uno sportivo si decide ben prima dell'inizio della stessa. Sovente, infatti, l'atleta si immagina nella propria mente una proiezione di quanto potrà accadere sul campo, prevedendo magari degli errori, i fischi dei tifosi, le esultanze degli avversari. Lo stesso dicasi per raffigurazioni passate, quando spauracchi di precedenti esperienze possono riapparire dal nulla minando certezze e convinzioni. Tutti questi fattori, dunque, concorrono a provocare una cattiva prestazione dello sportivo, il quale sarà indubbiamente meno sicuro delle proprie capacità. Il segreto sta nel non preoccuparsi. Non è una frase scontata, bensì esplicita l'idea di non occuparsi in anticipo di qualcosa che ancora deve accadere. E' necessario quindi cancellare dalla propria mente non solo le ombre del passato, ma anche le insicurezze di un futuro dai contorni incerti e nebulosi. Per un campione focalizzare il presente costituisce il primo passo verso futuri trionfi.

Vi invito a leggere l'articolo a riguardo firmato dal mental coach Alessandro Mora.


Buona Lettura

Federico Militello

martedì 5 ottobre 2010

Grinta Italia, Usa piegati dal cuore azzurro


Fondamentale vittoria per l'Italia nella terza fase dei Mondiali di Roma. Gli azzurri hanno superato per 3-1 gli Stati Uniti campioni olimpici in carica al termine di una cruenta battaglia, dove si è lottato su ogni palla come se fosse quella della vita. Ora la selezione tricolore è padrona del proprio destino: battere domani la Francia per approdare in semifinale (in caso di sconfitta saremmo fuori a causa del quoziente punti).
Nel primo set calava il gelo sul PalaLottomatica: gli statunitensi, trascinati dai missili in battuta di Stanley, rendevano praticamente impotente la ricezione italiana. Alla fine il 25-14 finale portava gli azzurri ad un bivio: reagire subito oppure scrutare le semifinali allontanarsi sempre più sino a diventare un miraggio. La risposta degli uomini di Anastasi, però, era rabbiosa ed il match cambiava improvvisamente volto. L'Italia si destava soprattutto grazie all'esperto Matej Cernic, entrato nel primo set al posto di un Parodi in palese difficoltà in ricezione. Il 32enne di Gorizia riportava equilibrio in squadra e con la consueta esperienza riusciva a mettere giù tutte le palle più delicate. Anche in questo caso si procedeva sul filo dell'equilibrio, ma alla fine gli azzurri riuscivano ad impattare sull'1-1. Subito dopo l'Italia volava sulle ali dell'entusiasmo nel terzo parziale, portandosi addirittura sul 16-10. In quel momento, purtroppo, i rappresentanti del Bel Paese subivano un clamoroso recupero da parte degli yankee, che capovolgevano il punteggio sul 24-23. Colpita ai fianchi, la nostra nazionale tratteneva il respiro ma, pur barcollando, manteneva calma e sangue freddo. Ancora una volta ci pensava Cernic a chiudere sul 28-26. Nel decisivo quarto set, infine, gli Usa avevano un sussulto d'orgoglio con i soliti Priddy e Stanley, i quali erano comunque evidentemente calati rispetto allo scoppiettante inizio. Si procedeva in parità fino al 21-21, quando un paio di ottime battute di Fei consentivano il break decisivo per il definitivo 25-22.
Insomma, un'Italia non bella, senza un vero trascinatore, con alcuni problemi che sovente si ripresentano in ogni match (la discontinuità di Fei, le difficoltà sulle battute floating di Marra, i frequenti black-out). A questo punto della manifestazione iridata, tuttavia, entrano in ballo anche altre componenti, come la grinta, il carattere, la determinazione di voler agguantare l'obiettivo ad ogni costo. Tutte qualità di cui la selezione tricolore può fregiarsi. Domani la sfida ai transalpini: sarà una lotta all'ultima schiacciata.

Federico Militello

lunedì 4 ottobre 2010

'Italia, come stai?': bilancio dei Mondiali di ciclismo; che scintille tra Rossi e Lorenzo


I Campionati del Mondo di ciclismo su strada si sono conclusi esattamente come lo scorso anno: oro azzurro in campo femminile, nessun podio in quello maschile. Partendo dal gentil sesso, l'Italia simboleggia da ormai un quadriennio la potenza egemone di questo sport: tre titoli iridati in quattro anni, oltre al bronzo olimpico di Tatiana Guderzo e l'argento a cronometro nel 2009 di Noemi Cantele, sono risultati incontestabili. La selezione tricolore può contare su di un parco atlete esteso, giovane ed eterogeneo, dove le nuove leve (Tagliaferro e Scandolara in primis) stanno già provando a farsi strada nel solco tracciato dalle veterane (nessuna delle quali, comunque, ha ancora compiuto 30 anni...). In queste stagioni si è assistito al trionfo di un'Italia camaleontica, in grado di dettare legge su ogni tipo di tracciato: duro (Guderzo), tortuoso (Cantele), per velociste (Giorgia Bronzini). Quest'ultima in particolare ha realizzato l'impresa di conquistare un oro mondiale sia nel ciclismo su pista (corsa a punti 2009) che su strada: un manifesto di polivalenza assoluta, che la consacra tra le cicliste più forti di sempre. Proprio la pista è il serbatoio da cui stanno attingendo con eccelsi risultati i tecnici italiani: in quell'ambiente, infatti, i giovani non solo vengono forgiati nella resistenza, ma acquisiscono anche quello spunto veloce che spesso risulta decisivo su strada. Seppur in ritardo rispetto alle donne, anche tra gli uomini si sta cominciando ad investire in questo senso e negli anni a venire saranno attesi al grande alto i giovani Viviani (già professionista nella Liquigas e vincitore di un paio di corse), Simion e Moreno Moser, figlio del mitico Francesco. Tornando alla selezione di Paolo Bettini, l'ex-campione del mondo, assodata la grande capacità di abnegazione e lo spirito di sacrificio dei suoi corridori, dovrà lavorare principalmente su due aspetti in futuro: la ricerca di un cronoman e di un velocista di talento. Per quanto riguarda Filippo Pozzato, alla soglia dei trent'anni l'atleta veneto vede profilarsi un 2011 cruciale, quasi decisivo: dovrà vincere almeno una grande classica del nord affinché il suo cognome non faccia tristemente rima con 'piazzato'.

In MotoGp Valentino Rossi può festeggiare due volte: non solo ha inflitto una lezione all'imminente campione del mondo Jorge Lorenzo con uno dei suoi celebri corpo a corpo, ma la sua futura moto è risultata imprendibile per la seconda volta consecutiva. E' ovvio che i tecnici della Ducati siano già proiettati sul prossimo Mondiale, quando l'avvento del più grande motociclista della storia potrebbe creare un dream team tutto italiano che farebbe sognare il Bel Paese. La Rossa di Borgo Panigale appare in deciso miglioramento rispetto alle opache prestazioni di inizio campionato: sempre velocissima in rettilineo, molto più maneggevole in ingresso di curva e stabile ed equilibrata in uscita. Un vero bolide che aspetta solo l'avvento di Valentinik. Quest'ultimo, poi, può essere paragonato ai guerrieri del Celeste Impero del XIII secolo, i quali quando venivano feriti diventavano ancor più letali e micidiali per i loro nemici. Rossi si sente lacerato nell'orgoglio, accerchiato dai giovani rivali che, approfittando dei suoi vari acciacchi fisici, lo ritengono ormai sul viale del tramonto. Così non è. Ieri si è avuto un assaggio di quanto vale davvero il Dottore. Terminata questa stagione di sofferenza (in tutti i sensi), Valentino si opererà finalmente alla spalla ed una volta tornato integro fisicamente arriverà per lui il tempo della vendetta. Lorenzo stia in guardia: nei due anni precedenti era sempre uscito sconfitto nei confronti del centauro italiano ed in questa stagione arriverà un titolo ottenuto praticamente senza lottare, sia per l'infortunio di Rossi che per quello di Pedrosa. L'iberico, dunque, dovrà dimostrare di saper vincere anche in condizioni normali e non solo quando viene baciato dalla sorte. Intanto, rimanendo in ambito motociclistico, il Corsaro Max Biaggi ha deliziato l'Italia con un'altra affermazione maiuscola nel Gp di Francia, regalando all'Aprilia il titolo costruttori della Superbike. Il 39enne campione del mondo ha lasciato in sospeso il proprio futuro, prendendosi qualche giorno di tempo per decidere se proseguire o meno la propria carriera per altre due stagioni. Viste le sue prestazioni in pista, fermarsi adesso sarebbe davvero un peccato. Noi vogliamo vedere all'opera il veliero del Corsaro andare all'arrembaggio dei rivali ancora molto tempo.

Federico Militello

domenica 3 ottobre 2010

Pallavolo, l'Italia doma Porto Rico. Calcio f.: le azzurre surclassano l'Ucraina


Pallavolo: in un Mondiale in cui la stragrande maggioranza delle nazionali perdono di proposito al fine di 'scegliersi' le avversarie del turno successivo, l'Italia, come nella sua tradizione esempio di grande lealtà sportiva, pensa solo a vincere ed è approdata alla terza fase sconfiggendo per 3-1 il Porto Rico. Ora nel prossimo mini-girone la formazione di Anastasi affronterà i campioni olimpici degli Stati Uniti e l'insidiosa Francia: si qualifica per le semifinali solo la prima. In caso di approdo tra le migliori 4 del globo, gli azzurri troverebbero al 99% il Brasile (a meno di improbabile sconfitta dei sud-americani con una tra Germania e Repubblica Ceca). I verde-oro, infatti, hanno perso per 3-0 con la Bulgaria schierando tutte le riserve, evitando Cuba ed auspicando una (secondo loro) più semplice semifinale contro l'Italia. Amici brasiliani, ma siete davvero così sicuri di batterci? Il campo darà le sue sentenze.

Calcio femminile: risultato migliore non poteva esserci. La nazionale tricolore ha demolito in trasferta per 3-0 l'Ucraina nell'andata del primo turno dei play-off di qualificazione ai Mondiali 2011. In gol sono andate Pamela Conti, Cristina Panico e Carolina Pini. Mercoledì è prevista a Latina (ore 15, diretta su Raisport1) la gara di ritorno, dove sarà sufficiente amministrare il risultato, comunque non sottovalutando le avversarie. In caso di passaggio del turno l'Italia affronterà la vincente della sfida tra Danimarca e Svizzera.

Equitazione: la prova di cross-country ha frustrato tutte le aspirazioni di vertice dell'Italia del completo ai Mondiali di Lexington. Stefano Brecciaroli, autore di un percorso netto, ha accumulato 15,5 penalità in virtù dell'infrazione di tempo, scivolando dal secondo al 19mo posto. Nella prova a squadre, inoltre, la selezione tricolore è addirittura uscita dalla classifica a causa delle cadute, con conseguenti ritiri, di Marco Biasia e Juan Carlos Garcia, le cui condizioni fisiche sono fortunatamente ottime. La qualificazione diretta alle Olimpiadi, dunque, è sfumata. L'Italia, dotata di una squadra davvero competitiva ai massimi livelli (come dimostra l'argento continentale dello scorso anno), ci riproverà ai Campionati Europei del 2011, quando saranno a disposizione tre posti a Cinque Cerchi per le nazioni del Vecchio Continente. Attesa ora per le gare di salto ad ostacoli.

Federico Militello

L'Italia attacca, ma Pozzato è solo quarto: cosa non ha funzionato?


E' terminato con una beffarda medaglia di legno il Campionato Mondiale elite dell'Italia, con Filippo Pozzato di un soffio dietro all'australiano Davis. Bisogna ricordare che, a parte alle Olimpiadi, nelle gare di ciclismo (soprattutto quelle di un giorno) l'unico risultato che conta davvero è il primo gradino del podio, quindi anche un eventuale bronzo non avrebbe cambiato la sostanza dei fatti. Questa prima nazionale di Bettini, seppur combattiva e volenterosa, non poteva vincere. I motivi sono presto detti. Il solo puntare su di un capitano unico come Pozzato ha costituito un rischio sin troppo azzardato. Alla soglia dei trent'anni, infatti, il ciclista veneto, seppur innegabilmente dotato di grandi potenzialità, non è ancora riuscito ad imporsi come 'vincente', collezionando sin qui nel suo palmares un solo successo 'vero' in campo internazionale: la Milano-Sanremo del lontano 2006. Troppo poco per poter ambiziosamente sperare in un exploit iridato. Alternative al 29enne di Sandrigo, comunque, non erano ipotizzabili, in quanto al momento l'unico problema vero dell'Italia è la ricerca di un velocista di caratura mondiale, soprattutto in previsione dei prossimi Mondiali del 2011 e delle Olimpiadi del 2012, quando di salite ce ne saranno ben poche. Con Petacchi ormai in età avanzata e tormentato dai noti guai con la giustizia sportiva e Bennati anonimo da un paio di stagioni, la speranza è quella che i giovani Gavazzi, Oss e Viviani sappiano bruciare le tappe per fornire nuove ed interessanti alternative al ct.
Oggi l'unica tattica possibile era quella di attaccare sin dai primi km per rendere dura la corsa ed il comportamento della selezione tricolore, in tal senso, è stato encomiabile. Sino ai -30 dal traguardo tutto era funzionato alla perfezione e ad un certo punto, con Nibali e Visconti in fuga con Evans, Serpa Perez e Sorensen con quasi un minuto di vantaggio sul gruppo dei velocisti, si poteva addirittura sperare nel colpo grosso. Anche Pozzato sino al penultimo giro si era ben comportato, tallonando incessantemente la ruota del favorito Gilbert. Nell'ultima tornata, tuttavia, la punta azzurra veniva colpita dai crampi e non riusciva a rispondere al deciso attacco del campione belga. A quel punto si era intuito che sul Mondiale dell'Italia era calato il sipario. Nella successiva volata Hushvod (primo oro della storia per la Norvegia) precedeva il danese Brechel e l'aussie Davis. Insomma, alla prova dei fatti non era una competizione iridata da velocisti puri (Cavendish e Farrar si sono ben presto staccati), ma da passisti dotati di resistenza e di un ottimo rush finale. Tra i delusi di giornata anche lo svizzero Cancellara, che ha perso le ruote del gruppo nel corso della penultima salita. Termina quindi un Mondiale nel complesso positivo per il Bel Paese, dove, oltre al titolo iridato di Giorgia Bronzini, le note positive sono rappresentate dalle buone prestazioni fornite gli under23 Mammini e Battaglin e dallo spirito di gruppo che ha accompagnato la nazionale elite. Bettini avrà certamente da lavorare, tuttavia la base di partenza da cui partire induce certamente all'ottimismo.

Federico Militello

sabato 2 ottobre 2010

Buongiorno Italia, Giorgia Bronzini è sul tetto del mondo!


Nel terso e cristallino cielo dei canguri, sventola leggiadro un luminoso tricolore: Giorgia Bronzini è la nuova campionessa del mondo di ciclismo femminile. Come anticipato, il tracciato di Geelong poco si addiceva alle caratteristiche della iridata in carica Tatiana Guderzo, mentre la 27enne velocista di Piacenza avrebbe potuto invece trovarsi a proprio agio. Così è stato. Negli ultimi chilometri erano in fuga la britannica Emma Pooley (oro nella cronometro) e la forte tedesca Judith Arndt. Qui emergeva tutta la grande compattezza della squadra azzurra, con Noemi Cantele e la stessa Guderzo che si mettevano a disposizione della loro velocista tirando il gruppo come delle forsennate e riportandosi sulle due battistrada. Ai -500 dal traguardo la fuoriclasse Marianne Vos lanciava lo sprint, seguita dalla svedese Emma Johannson e dalla Bronzini. Essendo l'arrivo in leggera salita (pendenza del 6%), si capiva ben presto che l'attacco della ciclista orange era stato troppo anticipato; così scattava poderosa e devastante la volata della nostra rappresentante, che ai -150 metri si alzava sui pedali e, con una maestosa progressione, bruciava nell'ordine Vos (alla quinta medaglia mondiale a soli 23 anni, 1 oro e ben 4 argenti) e Johannson di mezza bicicletta.
Dopo il successo dello scorso anno targato Guderzo, dunque, l'Italia si riconferma (3a vittoria in 4 anni) con la saetta Bronzini, mostrandosi ancora una volta la nazionale migliore del pianeta proprio per la sua grande adattabilità a tutti i tipi di percorso.
La neo-iridata ha stabilito un record per il ciclismo femminile del Bel Paese: è la prima atleta ad aver conquistato un oro mondiale sia su pista (corsa a punti 2009) che su strada. Se la corsa a punti, però, è stata ingiustamente esclusa dal programma a Cinque Cerchi, appare chiaro sin da ora che la Bronzini si giocherà alla grande le sue carte proprio nella prova in linea, che a Londra sarà davvero piatta e per velociste.
Domani il Mondiale si concluderà con l'attesa competizione maschile. Se tra le donne e gli under23 la gara si è risolta in volata, non è detto che accada altrettanto tra i professionisti, dove nazionali come Belgio ed Italia possiedono tutto l'interesse a rendere la corsa dura. Possibile che lo svizzero Cancellara provi una rasoiata nel finale e lì, alla sua ruota, dovrà esserci anche Filippo Pozzato.

Federico Militello

venerdì 1 ottobre 2010

Italia-Germania 3-1: le pagelle di Militello


Passa indenne il primo vero scoglio iridato la caravella dell'Italia. Dopo le prime tre apparizioni con Giappone, Egitto ed Iran, la Germania ha rappresentato certamente un buon banco di prova, che la formazione di Anastasi ha superato brillantemente per 3-1 dopo qualche patema iniziale. Vediamo nel dettaglio come hanno reso singolarmente gli azzurri.

Parodi 8: è il nuovo Papi. Impeccabile in attacco (miglior realizzatore con 20 punti), preciso in ricezione, incisivo al servizio. Soprattutto colpisce del 24enne di Arma di Taggia la grandissima intelligenza tattica: lo schiacciatore tricolore, infatti, riesce ad alternare superbamente autentiche bordate a deliziosi pallonetti. Deve compiere un ulteriore salto di qualità a muro.

Vermiglio 8: un trascinatore. L'inizio non è dei più semplici quando, sbagliando, affida troppi palloni ad un Fei completamente abulico. Dal secondo parziale, però, non sbaglia più nulla, dispensando un'ottima regia. Il 34enne siciliano, inoltre, ha impresso una svolta alla partita con alcuni recuperi difensivi davvero prodigiosi e caricando la squadra con il suo carisma.

Fei 4: se l'Italia ha perso il primo set, gran parte delle colpe sono attribuibili al 31enne di Saronno, praticamente inefficace in attacco con percentuali imbarazzanti del 15%! Una serata storta può certamente capitare, tuttavia agli azzurri servirà il miglior Fei contro avversarie di ben altra levatura (Brasile o Bulgaria per intenderci).

Lasko 7,5: e meno male che l'opposto di riserva era un punto interrogativo per la selezione tricolore! Michal, fortunatamente, ha smentito le mie previsioni, sostituendo Fei e sfoderando una prestazione ai limiti della perfezione. Il 29enne italo-polacco si è rivelato importantissimo nelle fasi di ricostruzione del gioco ed il suo contributo ha nel complesso reso più tranquilli anche i compagni.

Marra 5: un persistente anello debole in fase di ricezione, costantemente in difficoltà sulle battute floating dei tedeschi (che non a caso lo hanno bersagliato). Meglio in difesa, ma questa partita rappresenta certamente un deciso passo indietro rispetto alle precedenti apparizioni.

Savani 7,5: nella pallavolo moderna il servizio assume dei connotati cruciali, essendo uno dei pochi fondamentali che permettono di scavare dei solchi importanti. Cristian, al momento, è l'unico azzurro capace di mettere a segno degli aces, che spesso, come accaduto nel terzo set, si rivelano decisivi. Lo schiacciatore lombardo, anch'egli in difficoltà nel set iniziale, ha carburato con il trascorrere degli scambi, diventando poi letale anche in attacco.

Birarelli 6: meno incisivo del solito con la sua battuta insidiosa, soffre in attacco, ma si riscatta con una buona prova a muro.

Mastrangelo 7: una presenza costante ed imprescindibile a muro, dove riesce ad irretire i potenti bombardieri teutonici. Sbroglia con sagacia ed esperienza alcune intricate matasse. Non è implacabile con il primo tempo.

Anastasi (ct) 6,5: ha il merito di sostituire Fei prima che sia troppo tardi. La nazionale mostra tutto il suo carattere.

Federico Militello