martedì 30 novembre 2010

Che anno sportivo è stato per l'Italia?


Terminato il mese di novembre e con esso tutti i più grandi appuntamenti sportivi dell'anno, è dunque il tempo delle considerazioni finali. Se fossimo in un'impresa e dovessimo misurare la differenza tra costi e ricavi, si potrebbe dire che il bilancio è certamente positivo, anche se parzialmente inferiore a quanto programmato.

Le vittorie: tante e spesso inattese. Indimenticabile il Roland Garros di Francesca Schiavone, certamente uno dei successi più importanti della storia del nostro sport in generale (a cui si aggiunge l'ennesima Fed Cup in bacheca e la stratosferica stagione di Flavia Pennetta in doppio). Nel ciclismo siamo stati i veri padroni delle corse a tappe con il trionfo di Basso al Giro d'Italia e l'apoteosi di Nibali alla Vuelta, senza dimenticare l'oro iridato di Giorgia Bronzini. In altre discipline, come scherma, ginnastica ritmica e canoa slalom (Molmenti), abbiamo confermato la supremazia della passata stagione. Inoltre una gradita sorpresa (fino ad un certo punto definibile tale, in quanto il potenziale si sapeva essere immenso) è giunta dal tiro a segno, dove con Campriani, Nardelli e Badaracchi il Bel Paese si è issato in cima al mondo (solita garanzia, come al solito, il tiro al piattello). E' risorta l'atletica (più che buono il bilancio agli Europei di Barcellona, in attesa poi dei tanti oriundi in arrivo dalle categorie giovanili), mentre nel nuoto, alle spalle della fenomenale Pellegrini, si stanno affermando dei talenti dal radioso avvenire. Restando in tema acquatico, l'Italia ha dominato letteralmente i Mondiali di fondo, mentre nei tuffi Tania Cagnotto si è confermata una spanna sopra tutte in Europa. Incoraggianti i progressi nel beach volley, nel triathlon, nel pentathlon e nel judo, mentre si mantengono su livelli molto alti la vela ed il tiro con l'arco. E' stato un ottimo 2010 anche per quanto riguarda i motori, con il Corsaro Max Biaggi sul trono imperiale della Superbike (primo azzurro a realizzare questo risultato) e Tony Cairoli imbattibile nel motocross. Negli sport di squadra, inoltre, sono state strepitose le imprese del baseball, con l'Italia Campione d'Europa e di bronzo (storico) nella Coppa Intercontinentale. E' rinato il Settebello nella pallanuoto, argento alle spalle della Croazia. Ed induce all'ottimismo anche il basket, qualificatosi agli Europei dove con il connubio tra le stelle Nba ed i giocatori che si stanno mettendo in luce in Serie A (Cavaliero, Hackett, Aradori, Melli, Gentile, Garri, Cinciarini, Crosariol) si potrà ambire a qualcosa di importantissimo. Infine uno degli sport in cui maggiormente ci siamo imposti è stato il golf, dove si sono susseguiti trionfi in serie grazie ai fratelli Molinari ed al giovanissimo predestinato Manassero: in questo settore siamo solo all'inizio di una vera e propria epopea italica.

Le delusioni: purtroppo abbiamo fallito i due appuntamenti più importanti dal punto di vista mediatico, ovvero le Olimpiadi Invernali ed i Mondiali di calcio. A Vancouver le 5 medaglie conquistate sono state ben poca cosa rispetto alle attese, mentre in Sud Africa si è perso persino l'onore uscendo al primo turno. Gravissima l'eliminazione della selezione di calcio Under21 dalle prossime Olimpiadi. Sia negli sport invernali che nel calcio, tuttavia, esistono concreti presupposti per un pronto ed immediato riscatto. Ci si aspettava un podio iridato sia dalla nazionale maschile di pallavolo che da quella femminile, obiettivo invece solo sfiorato. Non bene la boxe agli Europei, anche se questo, senza grandi competizioni, è stato un anno di transizione per la nobile arte. In questo senso le Aiba World Series potrebbero rilanciare alla grande i nostri Russo e Valentino. Il titolo iridato sfuggito in extremis alla Ferrari brucia ancora molto, tuttavia occorre riconoscere la netta superiorità della Red Bull per tutto il campionato. A Maranello appare evidente a tutti (tranne che a Montezemolo ovviamente) come qualcosa non funzioni nella gestione sportiva della squadra, con errori che si ripetono con inesorabile e sgradita costanza. Opaco il settore della canoa velocità, dove, con Josefa Idem ormai 46enne, non si intravedono ancora ricambi all'altezza (ad eccezione forse del solo Maximilian Benassi). Non ha portato benefici, almeno per il momento, la Celtic League al rugby nostrano, ancora troppo distante dalla nazioni leader. E' rimandato il ciclismo su pista, praticamente assente dalle posizioni di vertice tra i Seniores, ma dominante a livello giovanile: serve tempo per una sentenza definitiva. Bocciato senza attenuanti, infine, il nuoto sincronizzato, con l'Italia addirittura superata dall'Ucraina in campo continentale: passano gli anni, ma il livello delle sincronette tricolori rimane pressoché immutato.

Voto finale all'annata sportiva italiana: 7

Federico Militello

lunedì 29 novembre 2010

Federica Brignone: ''Voglio diventare polivalente''


Dopo il buon quinto posto nello Slalom Gigante di Aspen, Federica Brignone mi ha rivelato le sue aspirazioni in vista del proseguo dell‘annata agonistica.

Ad inizio stagione avevi dichiarato di non essere soddisfatta della tua sciata estiva, poi hai cambiato qualcosa nell’assetto: sei soddisfatta dei miglioramenti?
‘’Le cose vanno sempre meglio, sto provando buone sensazioni in allenamento e mi sento sempre più confidente e pronta per le gare, sia per quanto riguarda il Gigante che lo Slalom’’.

A proposito di Slalom, quali sono le tue aspirazioni in questa disciplina? Lo scorso anno avevi affermato di puntare alla polivalenza: a che punto sei nelle discipline veloci?
‘’La polivalenza resta il mio obiettivo a lungo termine, anche se sono consapevole di quanto sia dura competere in tutte le specialità. Certamente servono tanto impegno ed allenamento. In Slalom non va male, spero di conquistare presto i primi punti. Per quanto riguarda le discipline veloci, invece, non ho avuto modo di allenarmi in SuperG in Argentina a causa di un piccolo problema al ginocchio, tuttavia spero di disputarne qualcuno con il passare della stagione’’.

Nel complesso, dunque, il Gigante resta attualmente la tua competizione di punta: quali sono i tuoi obiettivi a breve termine?
‘’Certamente auspico di essere costante per tutto l’arco dell’inverno, magari cercando di non uscire mai dalle prime 10-15. Ovviamente spero anche in qualche acuto’’.

Pensi che la pista iridata di Garmish possa essere adatta alle tue caratteristiche?
‘’Secondo me no, vi abbiamo corso l’anno scorso per le finali di Coppa del Mondo e la pista mi pare abbastanza piatta, senza grandi difficoltà. Certo, se ci fosse il ghiaccio cambierebbe la musica’’.

Nelle discipline tecniche la Germania si sta affermando come nazione dominante: quali i motivi di questa crescita esponenziale da parte della corazzata teutonica?
‘’Di sicuro possono contare su di un buon gruppo di giovani sciatrici e questo spinge anche le atlete con più esperienza a dare il massimo per non farsi superare dalle nuove leve. Una loro caratteristica è quella di essere piuttosto stabili e secondo me questo è il frutto di una base fisica non indifferente’’.

Recentemente la fuoriclasse americana Lindsey Vonn ha realizzato uno spot pubblicitario in cui interpreta Sharon Stone: nei tuoi programmi futuri rientra anche qualche apparizione nel mondo dello spettacolo?
‘’Detto sinceramente, non mi dispiacerebbe affatto. Tuttavia sono dell’idea che prima di fare pubblicità, cinema, etc., sia necessario vincere ed in questo senso la Vonn ha già messo in bacheca titoli olimpici e mondiali, senza contare le varie sfere di cristallo. Comunque, nel caso dovessi diventare un’atleta di successo, allora potrei anche pensare ad altri programmi’’.

Federico Militello

domenica 28 novembre 2010

'Italia, come stai?': analisi sul week-end degli sport invernali


La notizia più importante del fine settimana è questa: Armin Zoeggeler ha trovato finalmente i suoi eredi. Si tratta dei cugini Dominik e Kevin Fischnaller, appena diciassettenni ma già in grado di competere per le prime 10 posizioni. Ammettiamolo, un evento simile non si vedeva nel Bel Paese da vent'anni, ovvero dai primi passi in Coppa del Mondo del Cannibale. Lo stesso 36enne altoatesino ha ammesso che questi ragazzi ''obiettivamente sono tecnicamente molto più avanti di quanto ci si potrebbe aspettare alla loro età''. Insomma, quando il fuoriclasse di Merano andrà in pensione (si spera nel 2014), l'Italia potrà certamente proseguire la sua grande tradizione vincente nello slittino. Ai due giovani singolaristi aggiungiamo anche lo strepitoso decimo posto del doppio composto da Ludwig Rieder e Patrick Rastner, anch'essi 17enni: il ricambio generazionale, dunque, comincia a dare i propri frutti e con l'esempio del fenomenale Armin non potranno che crescere con costanza. Tornando alle gesta del Cannibale, il terzo posto di Igls rappresenta un buon punto di partenza sulla strada della decima sfera di cristallo, anche se fa comprendere come i tedeschi Moeller e (soprattutto) Loch siano ossi sempre più duri da battere.

Pittin lontano dalle prime posizioni nella combinata nordica: c'è da preoccuparsi? No, affatto. Il 20enne di Cercivento sarà pronto intorno alla metà di dicembre, soprattutto quando arriveranno le competizioni dal 'piccolo trampolino' (e la prima sarà il 18 a Ramsau). La preparazione dell'intera selezione tricolore, inoltre, si è svolta su trampolini in erba sintetica, dunque serve tempo per metabolizzare il ritorno sulla neve.

Nello sci alpino vale più o meno lo stesso discorso fatto per i combinatisti: i nostri atleti, infatti, quasi sempre raggiungono il picchio della forma a dicembre inoltrato, in concomitanza con le grandi classiche europee. Restano comunque le evidenti difficoltà dello slalom femminile, dove le azzurre sono lontanissime da standard di rendimento quanto meno dignitosi. Manuela Moellgg forse sta perdendo l'ultima occasione della carriera per compiere il definitivo salto di qualità: troppo discontinua e propensa all'errore la 27enne altoatesina per poter ambire al titolo di vera campionessa. Induce all'ottimismo Federica Brignone, che a differenza delle compagne di squadra possiede una sciata finalmente moderna, che le consente di rendere al massimo in ogni settore di pista, compresi i tratti piani: nei prossimi giorni potrete leggere un'intervista da me realizzata alla 20enne milanese.

Promettenti gli ottavi posti di Simone Bertazzo (nel bob a 2 ed a 4), tornato a suo agio con la slitta di vecchia generazione. Una domanda è d'obbligo: possibile che in questi 3 anni il progetto Coni-Ferrari sulla realizzazione delle slitte abbia dato esiti così fallimentari? Quando il 28enne pilota di Pieve di Cadore ritroverà il frenatore titolare Samuele Romanini (in recupero da un infortunio al ginocchio), non è escluso che possa aspirare davvero ad ottenere qualche piazzamento di prestigio (che d'altronde già aveva conseguito in passato, ad esempio un bronzo mondiale nel 2007).

Nello sci di fondo si confermano nelle posizioni di vertice Arianna Follis e Marianna Longa, mentre rimangono incolori le prestazioni degli uomini, ad eccezione dell'ottimo quinto posto di Renato Pasini nella sprint in tecnica classica. Piller Cottrer e Di Centa, ovviamente, sono proiettati sui Mondiali di fine febbraio, tuttavia dai vari Hofer, Checchi e Clara ci si aspetterebbe di più di un insipido anonimato. Un dato incoraggiante è rappresentato dal giovane Dietmar Noeckler, il migliore della selezione del Bel Paese nella 10 km tc: in chiave staffetta servirebbe come il pane una sua crescita esponenziale.

Federico Militello

sabato 27 novembre 2010

Primo podio nello slittino. Fede, ci risiamo. Una vittoria nel rugby!


Nuoto: Federica Pellegrini è uscita dall'acqua nel corso delle batterie dei 400 metri dei Campionati Europei di Eindhoven a causa di un attacco d'ansia. Il problema, seppur periodico, tende a ripetersi nell'arco delle stagioni e potrebbe presto portare la fuoriclasse veneta a fare delle scelte. Tra queste, bisognerà analizzare se davvero varrà la pena provare la titanica impresa di vincere 4 ori a Londra, con conseguente e mostruoso consumo di energie fisiche. Più ovvio sarebbe concentrarsi solo su 200, 400 e staffetta (che tra due anni sarà competitiva con Filippi e Luccetti). Nella giornata odierna l'Italia ha conquistato un oro nei 1500 con Federico Colbertaldo (dovrà però ripetersi su palcoscenici più importanti), un argento nei Elena Gemo nei 50 dorso e tre bronzi con Fabio Scozzoli (50 rana), Luca Dotto (100 sl, quarto Magnini) e la staffetta 4x50 mista donne (dove è tornata in acqua con successo proprio la Pellegrini).

Slittino: ecco il link di approfondimento alle prime gare di slittino, che hanno visto il primo podio tricolore dell'anno ed una superba Sandra Gasparini. http://wintersport-news.it/it_IT/2675,News.html

Rugby: l'Italia del rugby ha vinto ed è una frase che non viene scritta spesso... 24-16 il punteggio con cui gli azzurri si sono imposti sulle Isole Fiji, formazione meglio piazzata nel ranking internazionale (10ma posizione contro la 12ma del Bel Paese). Tutti i punti della selezione tricolore sono stati realizzati dai calci di Mirco Bergamasco. Quest'ultimo dato pone una considerazione agghiacciante: l'Italia non riesce davvero a fare meta, neppure contro avversarie di livello equivalente. Il problema è il solito, ovvero la mancanza di un minimo barlume di gioco. Il tempo degli esperimenti è finito, al Sei Nazioni servirà una nazionale ben diversa per evitare l'ennesimo 'Cucchiaio di Legno'.

Federico Militello


venerdì 26 novembre 2010

Pellegrini e Scozzoli tingono d'oro il nuoto azzurro


''Cosa faccio oggi di bello? Mah, ho voglia di vincere un oro e sentire l'Inno di Mameli. Ma sì dai, credo che parteciperò agli 800 metri'', pensieri e parole (ipotizzabili ovviamente) di Federica Pellegrini, una tra le più grandi nuotatrici di tutti i tempi, unica al mondo nel poter decidere come e quando volere aggiudicarsi una vittoria (anche se, occorre ricordarlo, non erano presenti la danese Friis e le mezzofondiste britanniche, senza tralasciare neppure Alessia Filippi . Agli Europei di Eindhoven, infatti, avrebbe dovuto gareggiare solo nei 400 sl (domani). Invece la fuoriclasse veneta, con una decisione dell'ultimo momento, ha deciso di iscriversi alla serie 'lenta' degli 800, realizzando un tempo inarrivabile (8'15''20) per la (scarna) concorrenza. Insomma, un trionfo ottenuto con il minimo sforzo. Un'altra medaglia d'oro è arrivata nei 100 rana grazie al sempre più maturo Fabio Scozzoli, ormai consacrato tra i migliori del globo (in attesa, poi, dei vari Ossola, Bizzarri e Giorgetti).
L'ottima giornata tricolore, infine, è stata completata dai bronzi di Federico Turrini nei 400 misti e di Chiara Boggiatto nei 200 rana.

Federico Militello

Sport Invernali: bene il fondo, discreto Bertazzo, appannato Pittin


Sci di fondo: meglio del previsto. E' più che positivo, infatti, l'esito della prove sprint in tecnica classica di Kuusamo (Finlandia), valide per Coppa del Mondo di fondo. Quinta piazza per Renato Pasini, sesta ed ottava per Marianna Longa ed Arianna Follis. Queste ultime due, in particolare, avranno ottime carte da giocarsi nei prossimi due giorni, considerando che in terra finnica si sta disputando una sorta di mini-Tour de Ski, con conseguente somma dei tempi complessivi.

Combinata nordica: un salto completamente sbagliato (appena 84 metri) ha relegato Alessandro Pittin in 52ma posizione, diventata poi 41ma dopo il fondo. Tuttavia sugli sci stretti la medaglia di bronzo di Vancouver 2010 è parsa già in buona condizione. Restano da perfezionare le prestazioni sui trampolini lunghi, tallone d'Achille anche lo scorso anno. Vittoria per il transalpino Jason Lamy-Chappuis. Domani si replica.

Bob: discreto ottavo posto per Simone Bertazzo nella prima gara di stagionale di bob a 2 a Whistler Mountain. L'azzurro ha terminato la propria performance a soli 65 centesimi dal vincitore, il tedesco Machata. Un segnale di rinascita, dunque, dopo l'annata olimpica da dimenticare. Un dato rilevante: il 28enne di Pieve di Cadore è tornato ad utilizzare una slitta tradizionale, segnale inequivocabile di come il bob della Ferrari ancora non appaia all'altezza della situazione.

Skeleton: neanche un italiano iscritto nelle prime gare di Coppa del Mondo, con il gruppo tricolore impegnato tra International Cup e Coppa Europa. Rispetto al passato, però, la pecora nera degli sport invernali può intravedere finalmente una piccola luce in fondo al tunnel. E' sorto finalmente un progetto serio, che ha portato a reclutare tanti giovani di belle speranze (mai successo nell'ultimo decennio!). Inoltre tra i tecnici è stato assunto l'ex-atleta britannico Anthony Sawyer, uomo di indiscusso valore. L'obiettivo è a lungo termine (Sochi 2014), tuttavia lo skeleton del Bel Paese può sorridere nella speranza di un futuro di vertice. In fondo, appena 3-4 anni fa, la combinata nordica italiana era praticamente inesistente...

Federico Militello

giovedì 25 novembre 2010

L'Italia nuota nell'argento ad Eindhoven


E' un'Italia scoppiettante e per certi versi inattesa quella che ha agguantato ben 6 medaglie nella prima giornata di gare agli Europei in vasca corta di Eindhoven (Olanda): 5 argenti ed un bronzo.
Partiamo con la notizia forse più interessante in chiave futura: la 16enne Alessia Polieri (nella foto) è giunta seconda nei 200 farfalla vinti dall'ungherese Jakabos. La giovane azzurra può fregiarsi di un talento dalle enormi potenzialità, essendo una nuotatrice completa in tutti gli stili e che proprio nei misti potrebbe trovare in futuro la sua grande consacrazione. Un podio in così tenera età, inoltre, emana l'aroma della predestinata. Nella stessa competizione, poi, è arrivata una splendida terza piazza per una ritrovata Caterina Giachetti. Le altre piazze d'onore sono state conseguite da Federico Colbertaldo (400 sl), Damiano Lestingi (200 dorso), Marco Orsi (50 sl) e dalla staffetta mista 4x50, nella quale lo stesso Orsi è stato artefice di un'ultima frazione portentosa. Quest'ultimo rappresenta indubbiamente una delle più grandi speranze del nuoto tricolore ed i suoi continui progressi ne lasciano presagire un avvenire denso di soddisfazioni. Da segnalare, infine, anche la perentoria performance del campione europeo Fabio Scozzoli, qualificatosi per la finale dei 100 rana (domani) con il miglior tempo. Per coloro che non vedono l'ora di ammirare le gesta di Federica Pellegrini, invece, bisognerà aspettare sabato per la gara dei 400 sl.

Federico Militello

Intervista a Simone Bertazzo, punta di diamante del bob azzurro


Con la stagione di Coppa del Mondo ormai alle porte (inizierà domani sulla pista canadese di Whistler Mountain), ho intervistato il pilota di punta della nazionale italiana, Simone Bertazzo. In generale per il bob tricolore si dovrà trattare della stagione del riscatto dopo un anno olimpico da dimenticare. In campo femminile mancherà almeno sino a gennaio Jessica Gillarduzzi a causa dei postumi di un'operazione al ginocchio effettuata la scorsa primavera. Una buona notizia: rispetto al passato è notevolmente aumentata la recluta di giovani promesse (stesso discorso vale per lo skeleton). Dunque si è tornati ad investire sui talenti in erba e non è affatto escluso che molto presto comincino a vedersi i primi frutti. Di seguito troverete la mia intervista a Bertazzo pubblicata su wintersport-news.


Federico Militello

martedì 23 novembre 2010

Il ritorno ad alti livelli di Jenny Pagliaro; Fabris fiducioso per l'avvenire


Sollevamento pesi: è tornata Jenny Pagliaro. Suona strana una simile affermazione per un'atleta di soli 22 anni che ad aprile aveva (nonostante lo scarso stato di forma) vinto un bronzo continentale. Ai Campionati Europei Under23 di Limassol (Turchia) la pesista sicula ha conseguito ben tre medaglie d'oro, dominando nello strappo (82), nello slancio (102) e nel totale (184). Un risultato che riavvicina finalmente l'azzurra ai suoi massimi livelli quantitativi, che coincidono poi con quelli dell'elite mondiale. Anche nel sollevamento pesi risuona l'Inno di Mameli: avanti così!

Pattinaggio velocità: non è preoccupato Enrico Fabris dopo l'opaco inizio di stagione. ''Ho cambiato alcune cose nella preparazione, puntando maggiormente sulla qualità rispetto alla quantità. I frutti di questa scelta si vedranno tra qualche mese. La mia mente, infatti, è già rivolta ai Campionati del Mondo all-round, senza dimenticare ovviamente gli Europei di Collalbo. Attualmente la mia condizione fisica è comunque buona, devo solamente ritrovare il giusto ritmo in gara. Anche nell'inseguimento a squadre possiamo dare di più'', le parole del 29enne di Asiago. Intanto è giunta la notizia che il fuoriclasse olandese Sven Kramer salterà l'intera annata per un infortunio alla coscia destra. Un vantaggio per Enrico? ''Certamente senza di lui mancherà il dominatore, tuttavia la concorrenza è notevolmente aumentata e dunque bisognerà rispettare molti atleti di valore'', ha concluso il campione olimpico di Torino 2006.

Federico Militello

lunedì 22 novembre 2010

'Italia, come stai?': Fondo: donne ok, uomini in panne; che ne sarà di Fabris?


Lo sci di fondo italiano ha lasciato sensazioni opposte nel primo week-end di Coppa del Mondo: molto bene le donne, con i podi di Arianna Follis e della staffetta, irriconoscibili gli uomini, mai protagonisti nelle prime posizioni. Nel comparto femminile la notizia più piacevole, che in pochi avranno notato, è stato lo schieramento di un secondo quartetto azzurro nella staffetta: non accadeva da anni e rappresenta finalmente il segnale che anche le giovani cominciano a mettersi in luce. In particolare è piaciuto l'atteggiamento di Virginia De Martin, più che discreta nella prima frazione in alternato. Al momento la nazionale del gentil sesso rappresenta certamente la terza forza mondiale dietro Norvegia e Svezia. Follis e Longa, rispettivamente nello skating e nella tecnica classica, possono ambire sempre ai massimi risultati, mentre Silvia Rupil conferma una crescita costante nel passo pattinato, come dimostrato anche da un'ottima terza frazione. La nostra staffetta, inoltre, potrebbe ambire addirittura ad obiettivi più ambiziosi se scovassimo un'altra atleta abile nell'alternato da affiancare alla Longa: al momento rimane questo l'aspetto su cui lavorare maggiormente. Per quanto riguarda gli uomini, non è questa la vera Italia. Di Centa e Piller Cottrer, rispettivamente 38 e 36 anni, giustamente hanno deciso di gestirsi, mirando al raggiungimento del massimo della forma in vista dei campionati del mondo di Oslo. I vari Clara, Hofer, Checchi e Moriggl, invece, non sono dei fenomeni e da loro più che qualche posizione da top10 non è lecito attendersi (mi auguro ovviamente una pronta smentita). Qualche podio dovrebbe però arrivare nelle sprint, dove i fratelli Pasini e Fulvio Scola hanno i requisiti per ben figurare. L'unica novità di una squadra ormai vecchia è rappresentata dal 23enne Dietmar Noeckler, vincitore lo scorso anno dell'Alpen Cup. Il fondista altoatesino, però, non è ancora pronto a competere a questi livelli.

Il quesito campeggia ormai da un anno: Enrico Fabris è finito? Volendo soffermare l'attenzione sui fatti, è lampante come il 29enne di Asiago, comparando la scorsa stagione e l'inizio di quella attuale, abbia smarrito quella continuità di rendimento che lo aveva consacrato tra i migliori al mondo nel quadriennio 2004-2008. Attualmente l'azzurro fatica ad entrare tra i primi 10, salvo qualche exploit su piste a lui congegnali come quella di Salt Lake City. Dunque una prima ipotesi (la più attendibile) potrebbe essere questa: Fabris, ormai logoro, non può reggere i ritmi di un'annata intera e deve quindi ambire solo a qualche risultato sporadico. Una differente motivazione, invece, potrebbe riguardare la preparazione: Enrico, infatti, mirando ad un podio agli Europei di Collalbo i primi di gennaio, potrebbe avere svolto dei carichi di allenamento importanti, che forse ancora deve smaltire. Terza ipotesi: la perdita di motivazioni dopo aver vinto praticamente tutto. Per una risposta definitiva sul reale valore del Fabris attuale, tuttavia, è necessario attendere la fine della stagione. In definitiva, con la sua stella ormai in fase calante, il pattinaggio di velocità italiano si scopre competitivo solo nel team-pursuit. Anesi si mantiene ancora molto distante dal salto di qualità, mentre i giovani Nenzi, Stefani, Cignini e Daldossi appaiono ancora troppo acerbi. In campo femminile, poi, restiamo in attesa che Francesca Lollobrigida, 19 anni, recuperi da un infortunio muscolare: per ora la nostra unica rappresentante del gentil sesso rimane Chiara Simionato, 35 primavere sulle spalle.

Federico Militello

domenica 21 novembre 2010

Fondo: staffetta rosa sul podio. Italia quarta nello speed skating


Sci di fondo: terzo posto per la staffetta femminile nella prova di Coppa del Mondo di Gallivare vinta dalla Norvegia sulla Svezia. Il quartetto tricolore era composto da Genuin, Longa, Rupil e Follis, con quest'ultima abile nel precedere in volata la tedesca Fessel. Nel settore maschile, invece, le due selezioni del Bel Paese non sono andate oltre la decima e la quindicesima piazza. Rimando a domani per l'approfondimento sul tema.

Pattinaggio velocità: l'Italia batte finalmente un colpo, giungendo quarta nel team-pursuit nella prova di Coppa del Mondo di Berlino. Gli azzurri, preceduti rispettivamente da Usa, Norvegia ed Olanda, hanno accarezzato il podio, distante appena 78 centesimi. Nel terzetto composto da Fabris, Anesi e Stefani, ha condotto quasi sempre l'andatura il 29enne di Asiago: auspico che questo risultato possa infondergli nuovi stimoli e rinnovata fiducia.

Golf: continua a stupire l'enfant prodige Matteo Manassero, secondo nell'Open di Hong Kong ad un solo colpo dal vincitore, l'inglese Poulter. Sempre in Asia è da registrare l'ottimo quarto posto di Edoardo Molinari nel Dunlop Phoenix Tournament.

Federico Militello

sabato 20 novembre 2010

Beffa bruciante nel calcio donne; male il rugby; inizia bene la Follis


Calcio femminile: Italia, così fa male. Dopo aver eretto un fortino contro la corazzata americana ed aver salvato in almeno 5 occasioni altrettanti gol quasi fatti, le azzurre hanno ceduto alle rivali nord-americane proprio nel finale, con il gol al 93' della Morgan. Una beffa. Le campionesse olimpiche hanno dominato il match, esprimendo una supremazia territoriale netta. La selezione tricolore, invece, si è limitata quasi sempre a contenere, provando a graffiare solo in una circostanza con la Panico. Nel finale, poi, desta qualche dubbio la decisione del ct Ghedin di non effettuare alcuna sostituzione nonostante alcune ragazze fossero visibilmente stanche. Sabato prossimo si svolgerà il ritorno a Chicago. Se prima serviva un miracolo, ora dovrebbe succedere davvero qualcosa di imponderabile.

Rugby: non capisco una cosa. L'Italia del rugby continua a collezionare sconfitte (32-14 oggi con l'Australia); nonostante ciò gli organi di informazione al termine di ogni incontro parlano sempre di cuore azzurro, orgoglio e sconfitta onorevole. Questa è una mentalità perdente, che non porta da nessuna parte. Il XV tricolore, sempre discreto (ma non ottimo) in fase difensiva, non riesce quasi mai ad intavolare una trama di gioco convincente, risultando inevitabilmente la manovra sempre lenta e scontata. Se a livello mondiale il divario tra gli emisferi nord e sud si sta inesorabilmente attenuando (come dimostra la vittoria odierna della Scozia sul Sud Africa campione del mondo), l'unica nazione a rimanere impantanata nei suoi limiti e nelle sue paure resta l'Italia.

Sci di fondo: l'unico squillo italico della giornata proviene da Arianna Follis, terza nella 10 km skating di Gallivare (Svezia), prima gara di Coppa del Mondo. La 33enne italiana è stata preceduta dalla norvegese Bjorgen e dalla svedese Kalla. 14ma Marianna Longa. In campo maschile, invece, il miglior rappresentante del Bel Paese è stata Roland Clara, 20mo. Fuori dalla zona punti i veterani Piller Cottrer (36 anni) e Di Centa (38), che, avendo dichiarato di puntare a Sochi 2014, dovranno gestirsi in questi anni per giungere al top della forma nelle occasioni che contano.

Pattinaggio velocità: Enrico Fabris sempre più distante dai vertici internazionali. L'azzurro continua la sua lenta, ma purtroppo inesorabile, involuzione. Nella seconda tappa di Coppa del Mondo a Berlino, infatti, il 29enne di Asiago è giunto 13mo nei 5000 metri ed addirittura 17mo nei 1500. Il fisico non regge più, oppure si tratta di un problema di testa? Risposte definitive si potranno avere solo nel mese di gennaio, in occasione dei Campionati Europei di Collalbo. L'impressione, però, è che Fabris difficilmente tornerà quello di 2-3 stagioni or sono.

Federico Militello

venerdì 19 novembre 2010

Sfida impossibile per il calcio femminile; nasce la nuova frontiera della boxe


Calcio femminile: la sorte non ha baciato l'Italia. Sulla carta nell'ultimo play-off di qualificazione ai Mondiali 2011 ci sarebbero dovute essere Canada o Messico, nazionali alla portata. Invece le azzurre affronteranno gli Stati Uniti campioni olimpici in carica, un match ai limiti dell'impossibile. La selezione yankee, infatti, è stata clamorosamente sconfitta per 2-1 dal Messico nelle eliminatorie del gruppo Concacaf. Il ct Ghedin, inoltre, dovrà anche rinunciare per la sfida di andata (domani ore 16.30 su Raisport2) a due dei suoi migliori elementi: Sara Gama e Melania Gabbiadini. Nel calcio femminile poi, a differenza che in quello maschile, solitamente i valori in campo vengono rispettati e molto difficilmente si verificano delle sorprese eclatanti. Insomma, una partita che rievocherà l'antica disputa tra Davide e Goria: speriamo che la vicenda si concluda allo stesso modo.

Boxe: una svolta epocale o un burrascoso flop? Solo il tempo fornirà una risposta, tuttavia la nascita delle World Series of boxing mi lascia presagire un rilancio in grande stile di uno sport nobile come il pugilato, purtroppo da troppo tempo in crisi di popolarità. Si tratta di un ibrido tra dilettantismo e professionismo. 12 città di tutto il mondo, divise in tre gironi a seconda del continente di appartenenza, potranno schierare dai 10 ai 20 boxeurs dilettanti (con un numero prestabilito di stranieri), che combatteranno però alla maniera dei professionisti, ovvero senza casacca e casco. I confronti si articoleranno in 5 riprese da 3 minuti ciascuna. Le 4 migliori franchigie si qualificheranno per le semifinali previste per la prossima primavera. 5 le categorie di peso previste: 54, 61, 73, 85 e +91 kg. La cadenza settimanale degli incontri ed il situare questi eventi nelle grandi metropoli, potrebbe riportare la gente ad amare la boxe. L'Italia si presenta alla manifestazione con grandi ambizioni, rappresentata degnamente dal Milano Thunder, selezione in cui figura tutto il meglio della boxe dilettantistica nostrana, Cammarelle escluso: Russo, Valentino, Picardi, Podda, Parrinello e Di Luisa. Tra gli stranieri, inoltre, da segnalare la presenza del mongolo Zorigtbaatar e dell'antillese Zimmerman. Per ulteriori informazioni sulle World Series, vi consiglio il seguente link del sito BoxeRingWeb: http://news.boxeringweb.net/dilettanti/8690-world-series-of-boxing-la-competizione-partira-alla-fine-della-prossima-milano-ospita-parigi.html.

Federico Militello

giovedì 18 novembre 2010

Ecco perché bisogna avere fiducia in Prandelli


Concentrarsi troppo sullo scialbo 1-1 dell'Italia contro la Romania può rivelarsi fuorviante: la squadra era troppo sperimentale ed inedita per poter anche solo mettere in pratica qualche trama di gioco decente. Il ciclo di ricostruzione di Prandelli, tuttavia, procede nel migliore dei modi, ispirato su principi concreti e razionali. Il tecnico del Bel Paese, a differenza del suo predecessore, non ignora affatto le indicazioni del campionato. Giusto da questo punto di vista convocare due elementi della sorprendente Lazio (Ledesma e Mauri, senza dimenticare Floccari), il trequartista Diamanti, il tenace Balzaretti (in ruolo dove, nella Penisola come nel mondo, non abbondano le alternative) ed il promettente (anche se già una certezza) Ranocchia. Insomma, il vento è cambiato: ora in nazionale militano coloro che davvero sono meritevoli, ovvero quelli che in Serie A hanno dato sfoggio delle migliori qualità. Una vera inversione di tendenza rispetto al passato, quando alcuni giocatori, seppur impresentabili dal punto di vista della forma fisica, facevano parte delle radicate condizioni di Lippi e, di conseguenza, della selezione tricolore.
Il motto di Prandelli ''Le porte dell'Italia sono aperte a tutti'' trova effettiva realizzazione sia per quanto riguarda l'età che per il passaporto. Il ct azzurro, infatti, da un lato non nasconde di puntare con decisione sui giovani (esempi lampanti sono Santon, Ranocchia e De Silvestri), dall'altro non si pone problemi nel selezionare anche calciatori alla soglia dei trent'anni o anche oltre: insomma, se il rendimento è elevato, giustamente deve prescindere dall'anagrafe.
In risposta agli sciagurati estremisti che hanno umiliato nuovamente il nostro calcio, affermo che non solo nello sport, ma anche nella vita l'Italia è sempre più un Paese multi-etnico. Se ne facciano una ragione, oppure lascino questa terra che tanto denigrano con i loro insulti. Tornando all'ambito più squisitamente tecnico, già a luglio avevo anticipato che Ledesma sarebbe stato utile nel ruolo di vice-Pirlo, anche se naturalmente occorreranno delle ulteriori e più probanti conferme. Fossi in Prandelli, inoltre, non tralascerei neppure l'opportunità (e la tentazione) di convocare Maurito Zarate, che andrebbe a rimpolpare un settore avanzato già ottimo (Balotelli, Rossi, Gila, Pazzini, Quagliarella, Borriello e Cassano, se tornerà, sono elementi su cui poche nazionali possono contare, forse solo Brasile ed Argentina).
Infine mi piace sottolineare l'aspetto umano del 53enne di Orzinuovi, comprensivo come un buon padre di famiglia verso coloro che sbagliano (vedi l'affaire Cassano, in pratica già perdonato) e disponibile nel fornire indicazioni e motivazioni sulle proprie scelte alla stampa. Sembrano trascorsi secoli dal Mondiale sudafricano. Ora devono tornare ad arrivare i risultati. Il tempo non manca e la classifica del girone di qualificazione agli Europei induce all'ottimismo. Una leggera ma intensa luce si intravede in fondo al tunnel del calcio nostrano.

Federico Militello

martedì 16 novembre 2010

Fabris rimandato, la cura Romme non convince


La Coppa del Mondo di Enrico Fabris non è iniziata di certo sotto i migliori auspici, con un settimo posto nei 1500 ed una modestissima 12ma piazza nei 5000 metri. Questi risultati, purtroppo, sono in linea con quelli della disastrosa passata stagione. A 29 anni il campione olimpico di Asiago non è certo vecchio, tuttavia dovrà darsi da fare per invertire una pericolosa parabola discendente. In generale il nuovo tecnico olandese Gianni Romme non sembra aver minimamente giovato alle prestazioni dei vari azzurri, le cui prestazioni si sono mantenute pressoché identiche a quelle del passato (ovvero anonime). E' troppo presto per fare delle considerazioni più approfondite, aspettiamo gennaio per avere un quadro più nitido della situazione.
Troverete il resoconto della prima prova di Coppa del Mondo ad Heerenveen nel seguente link:


Federico Militello

lunedì 15 novembre 2010

'Italia, come stai?': Ferrari fantozziana; i bilanci di scherma e volley donne


Premessa doverosa: in F1 ha vinto il migliore, colui che più degli altri ha meritato questo titolo mondiale. Nessun pilota in circolazione possiede le doti di velocità pura del neo-iridato Sebastian Vettel, come dimostrano le 10 pole position ottenute in stagione. Nel complesso, inoltre, il teutonico ha rasentato una grande continuità di rendimento e nelle rare occasioni in cui ha commesso degli errori, ciò è avvenuto per un'apprezzabile aggressività (ricordate la collisione con Webber? Queste sono le corse: giusto provarci sempre). Senza i vari intoppi tecnici della sua Red Bull, dunque, Vettel avrebbe trionfato almeno con due gare d'anticipo. Il 23enne di Heppenheim, inoltre, ha mostrato grande tenacia anche nei momenti più difficili, in particolare dopo la rottura del motore in Corea del Sud. A due Gp dal termine tutto sembrava perduto, tuttavia egli non ha mai smesso di credere nell'impresa: possiede la stoffa del fuoriclasse autentico. Onore al merito, dunque, per un campione in grado di instaurare un nuova era di trionfi in F1. Sì, è il nuovo Schumacher. La Ferrari, invece, paga ancora una volta il passaggio dalla gestione-Todt a quella Domenicali, in più di un'occasione non all'altezza della situazione. In passato errori macroscopici come quello costato il titolo non accadevano, attualmente, invece, sono la normalità, in particolare in situazioni anomale (pioggia e safety-car). Sorgono dei dubbi, poi, anche sulla reale consistenza di questa F10, spremuta al massimo da Alonso sin quasi al miracolo sportivo. Nel 2009, infatti, venne arrestato lo sviluppo della F2009 per concentrarsi sin dall'estate sulla vettura dell'anno successivo. Possibile, quindi, che la Red Bull fosse così superiore? Ai problemi di gestione, dunque, si aggiungono quelli di progettazione.

L'Italia ha vinto il medagliere e la classifica per nazioni ai Campionati Mondiali di Scherma di Parigi. 7 le medaglie conquistate, tutte nelle specialità olimpiche: un tale bottino, in prospettiva, potrebbe costituire circa 1/4 dei podi complessivi azzurri a Londra 2012. Da più parti, però, si è parlato di una rassegna iridata al di sotto delle aspettative. Motivo? Semplice: la scherma ha abituato talmente bene che ogni volta gli addetti ai lavori si aspettano 12 medaglie, possibilmente con 8 ori. Tutto questo, sebbene fattibile sulla carta (la rappresentativa del Bel Paese è indiscutibilmente la migliore del globo e, proprio per questo, l'unica in grado di riuscirci), appare di non semplice realizzazione nella fattispecie concreta. Con il trascorrere delle primavere aumenta la competitività delle nazionali straniere, in particolare nelle armi meno tecniche e di più agevole apprendimento (spada e sciabola).
Il settore in cui viviamo un periodo di reale appannamento è quello della sciabola femminile, che fortunatamente non sarà presente nel programma a Cinque Cerchi. Dopo aver vinto in questo 2010 Coppe del Mondo, Europei e Mondiali, mi sembra quasi irrispettoso mettere in discussione la miniera d'oro dello sport tricolore.

Quinto posto per una squadra da podio: la nazionale femminile di pallavolo torna dal Giappone con l'amaro in bocca. Rimarrà l'amletico dilemma se abbia influito maggiormente la sconfitta con la modesta Repubblica Ceca o quella con il temibile Brasile. A mio parere la seconda. Non è possibile, infatti, che delle professioniste, delle atlete famose e da anni sulla ribalta internazionale, abbiano ceduto un set senza colpo ferire, arrendendosi all'inesorabile sconfitta senza colpo ferire e senza orgoglio. Il 25-7 finale con le verde-oro ha rappresentato lo spartiacque verso l'eliminazione, avendo compromesso inevitabilmente il coefficiente punti. Questa selezione tricolore, comunque, non è affatto lontana dal vertice iridato. Con gli innesti dell'oriunda Costagrande (quanto è mancata una trascinatrice a questo gruppo), di alcune giovani di talento come Barcellini, Di Iulio e Rondon e dei rientri delle fondamentali Guiggi e Barazza, l'Italia avrà le carte in regola per aspirare al podio olimpico. Il ct Barbolini, che ha forse salvato la panchina in extremis, dovrà avere il coraggio di cambiare, di imprimere una svolta in una rappresentativa che da ormai troppo tempo si regge sulle solite note, ignorando ingiustamente i successi a raffica delle nostre rappresentative juniores.

Federico Militello

domenica 14 novembre 2010

Deville quarto a Levi, Allegrini trionfa ancora nel badminton


Sci Alpino: ottimo quarto posto per Cristian Deville nello Slalom Speciale di Levi vinto dal francese Jean-Baptiste Grange. Dopo oltre due stagioni travagliate da infortuni in serie, l'azzurro è tornato a sciare su livelli di eccellenza ed a 29 anni si prepara a vivere una seconda fase di carriera da protagonista. Buona anche la settima piazza di Manfred Moellg, in progresso su questa pista rispetto alle apparizioni del passato. Fuori nella prima manche il campione olimpico Giuliano Razzoli.

Badminton: rientrata nelle competizioni internazionali dopo quasi 2 anni sabbatici, Agnese Allegrini appare più forte di prima. La portacolori del Bel Paese si è aggiudicata un altro torneo, questa volta ancora più prestigioso dei precedenti. Si tratta dell'Open di Miami, dove ha superato in finale la tedesca Nicole Gether (n.41 del mondo) con un secco 2-0 (21-16, 21-17). Grazie a questo risultato Agnese rientrerà tra le prime 100 del ranking. Di questo passo, comunque, la scalata non potrà che rivelarsi inarrestabile.

Pattinaggio artistico: Carolina Kostner è al comando dopo il programma corto nella tappa del Grand Prix di Portland. L'italiana ha totalizzato un bottino di 60.28 punti, 6 in più della giapponese Murakami. Ora nel libero la 23enne di Bolzano dovrà limitarsi ad amministrare.

Federico Militello

sabato 13 novembre 2010

Rugby, che delusione! Nello slalom donne l'Italia non c'è


Rugby: a Verona un'Argentina esperta e scaltra ha superato per 22-16 un'Italia scialba e deprimente. Nonostante l'ingresso in Celtic League, gli azzurri hanno evidenziato le solite (croniche) lacune: totale assenza di gioco con i trequarti (con le mete che diventano un miraggio), mediana senza inventiva (inguardabili Gower e Tebaldi), assenza di un vero calciatore (Mirco Berbamasco è un ripiego), fallosità eccessiva e carenza di un estremo di livello quanto meno discreto. Con queste prospettive scalare il vertice del ranking mondiale diventa un'utopia.

Sci alpino: cari amici, abituiamoci: quando quest'anno assisteremo agli slalom speciali femminili, aspettiamoci risultati magri. E' questo, infatti, il punto debole di questa Italia rosa, complici anche gli infortuni di Karbon e Costazza. Il 19mo posto finale di Nicole Gius a Levi, tra l'altro unica nostra rappresentante tra le prime 30, appare eloquente. La Germania 5-6 stagioni or sono navigava nella nostra stessa situazione, ora invece riesce a piazzare 8 proprie atlete nella seconda manche. L'Italia prenda esempio.

Pattinaggio velocità: discreto debutto stagionale per Enrico Fabris, settimo nei 1500 nella prima prova di Coppa del Mondo ad Heerenveen. Il reale stato di forma del 28enne di Asiago, ormai sempre più proiettato verso le lunghe distanze, sarà però valutabile domani nei 5000 metri. Per un approfondimento sullo speed skating, vi suggerisco questo articolo scritto da me: http://www.wintersport-news.it/2449,News.html.

Scherma: l'Italia ha vinto il medagliere dei Mondiali di Parigi, anche se nell'ultima giornata di gare la squadra maschile di spada è stata eliminata agli ottavi dalla Russia. Ne riparleremo lunedì nella rubrica 'Italia, come stai?'.

Federico Militello

venerdì 12 novembre 2010

Intervista esclusiva a Giorgia Apollonio, grande promessa del curling


Per il curling italiano la stagione che sta per cominciare rappresenterà l'inizio di un progetto ambizioso che dovrà riportare questo sport in auge dopo i successi di Torino 2006 e l'argento europeo del 2007. La Federazione ha nominato come commissario tecnico (sia per gli uomini che per le donne) il canadese Daniel Rafael, un vincente di natura: ovunque sia andato, infatti, ha ottenuto sempre risultati prestigiosi (un titolo mondiale con la Cina femminile, dove ha assoldato alla causa alcune ex-hockeiste, ed una storica qualificazione ai Giochi di Vancouver con la Francia). In vista dei Campionati Europei di Le Gruyere, in Svizzera, dal 3 all'11 dicembre, dove l'Italia punterà all'immediata risalita nella serie maggiore, ho intervistato lo skip della nazionale rosa Giorgia Apollonio, giovane promessa ormai in rampa di lancio verso obiettivi ambiziosi.

Il curling italiano ha voltato pagina con l'ingaggio del tecnico della Foglia d'Acero Daniel Rafael: pensi che sia stata fatta una scelta giusta? Che cosa ha portato di nuovo negli allenamenti e nella preparazione?
''Assolutamente un'ottima idea, è un allenatore che ha lavorato con squadre come la Francia maschile e la Cina femminile con risultati superlativi, può solo che portare cose positive.
Di nuovo ci sono molti allenamenti che racchiudono tecnica e precisione e che coinvolgono la squadra intera''.

Lo scorso anno ci avevi detto che la nazionale italiana aveva bisogno di tante sfide contro le nazionali estere per abituarsi all'alto livello: in questo senso è stato fatto qualcosa?
''Diciamo che si poteva fare di più, ma come sai noi siamo una Federazione con modeste risorse e bisogna accontentare un pò tutte le varie nazionali, spero che in un futuro si possa fare di più''.

La nazionale femminile è composta da te, tua mamma e anche da tua sorella Federica: cosa si prova a gareggiare in un team familiare? Ci sono più vantaggi o svantaggi?
''Esattamente, madre e sorella, io credo che possa portare solo vantaggi, chiaramente noi ci conosciamo molto bene e siamo abituate a stare assieme sia nel gioco che nel lavoro (siamo socie nella nostra pensione-ristorante a Dobbiaco, vicino Cortina) e devo dire che sappiamo fare un ottimo lavoro di squadra. Chiaramente ci possono essere degli alti e bassi, ma non si farà mai niente per mettere a repentaglio il gruppo ed il nostro obiettivo, ovvero risalire dalla serie B.

A tal proposito, l'Italia sarà la favorita sulla carta. Quale squadra ti impensierisce maggiormente?
''Ci sono due squadre che possono dare più problemi e sono l'Ungheria e la Repubblica Ceca, ma noi non abbiamo nessun timore''.

Sempre agli Europei si potrà anche puntare ad un posto per i Mondiali: sogno possibile o irrealizzabile?
''Io dico sogno possibile, noi siamo agguerrite e ci stiamo preparando molto, poi ci vuole anche un po' di fortuna''.

Guardando lontano, la Federazione auspica la qualificazione alle Olimpiadi di Sochi 2014: ti senti pronta per iniziare questo lungo tragitto? In cosa pensi di dover ancora migliorare il tuo gioco?
''Certo che sono pronta, sicuramente dovrò lavorare molto sulla strategia e sulla tattica, ma con Daniel (il ct, n.d.r.) abbiamo già iniziato a lavorare in questa direzione. Io ci credo''.

Secondo te perché un giovane dovrebbe iniziare a giocare a curling?
''Un giovane dovrebbe iniziare a giocare a curling perché innanzitutto è un gioco divertente, dove impari a vincere lavorando con 5 persone. In questo modo si crea un gruppo, una famiglia su cui puoi sempre contare. Inoltre è una disciplina che permette di imparare a rispettare le regole: si tratta infatti di uno sport basato sul fair play, sul rispetto dell'avversario''.

Diffondere questo sport nelle grandi città non aumenterebbe secondo te il numero degli appassionati e dei praticanti?
''Assolutamente sarebbe un'ottima idea, ci sono molte persone che apprezzano e amano questo sport ma che non possono praticarlo e se lo praticano sono costretti a giocare su campi da hockey e pattinaggio. Questo però crea dei problemi e assolutamente non si arriva da nessuna parte.
Quindi bisogna darsi da fare, nelle città poi sarebbe tutto molto più facile, in quanto nei nostri paesi di montagna dobbiamo contenderci i giovani che magari preferiscono lo sci, il fondo, l'hockey ed il pattinaggio.


Federico Militello

giovedì 11 novembre 2010

Uomini d'argento nel fioretto, ma l'Italia non sa perdere


Italia, così non va. Perdere meritatamente in pedana e poi attaccarsi ai cavilli del regolamento appare un comportamento deprecabile dal punto di vista sportivo e morale. Certo, le regole vanno rispettate, ma che sapore avrebbe una vittoria maturata grazie alla gioiosa esultanza dei fiorettisti cinesi, saliti sulla piattaforma convinti di avere ormai vinto (e sviati in questo dall'ambiguo comportamento dell'arbitro, a sua volta condizionato dalla moviola)? Ed il mancato saluto a fine gara vale davvero più di 45 stoccate? Appelliamoci alla giustizia, sperando che il ricorso della selezione tricolore venga respinto: la Cina merita questo titolo iridato. Il team asiatico, infatti, ha avuto il merito di non lasciar mai scappare gli azzurri oltre le 7 lunghezze e nel finale l'argento iridato in carica Sheng Lei ha umiliato lo spaesato Andrea Baldini con un perentorio 9-3. Nello sport attuale le motivazioni sono tutto ed il 24enne di Livorno, per sua stessa ammissione, non ne aveva a questi Mondiali parigini, come dimostrato anche nella prematura uscita nell'individuale. Probabilmente l'ultimo assalto sarebbe dovuto toccare ad Andrea Cassarà, in giornata di grazia e artefice della grande rimonta tricolore nei quarti di finale contro la Corea Del Sud (da 29-35 a 40-35!). La storia, tuttavia, non si cambia con i sé e con i ma, né tanto meno con ricorsi extra-sportivi. La virtù del saper accettare la sconfitta a volte vale più di una medaglia d'oro.

Federico Militello

mercoledì 10 novembre 2010

L'Italia del fioretto donne sa solo vincere!


E' sbagliato chiamare 'Dream Team' la selezione del fioretto femminile: altro che sogno, queste fantastiche ragazze continuano ad inanellare ori su ori sui palcoscenici internazionali. Una vera e propria dinastia azzurra, destinata a protrarsi ancora per lungo tempo. Dopo la tripletta nella prova individuale, non vincere il titolo a squadre ai Mondiali di Parigi sarebbe stato quanto meno sorprendente. Valentina Vezzali, Ilaria Salvatori, Arianna Errigo e la neo-iridata Elisa Di Francisca, però, non hanno deluso le aspettative, liquidando con eloquente facilità tutte le avversarie (Venezuela, Francia e Germania) fino alla finalissima, dove invece hanno incontrato la tenace resistenza di una combattiva Polonia. Gruchala e compagne, dopo un iniziale vantaggio di 7 stoccate (10-7), hanno però progressivamente subito il ritorno della marea tricolore, con la Vezzali che chiudeva il conto 45-37: le azzurre, nel complesso, hanno sempre dato l'impressione di controllare la situazione. Troppo grande, d'altronde, il divario tecnico tra le italiane e le polacche.
Il fioretto femminile torna nel Bel Paese con un magico en plein, avendo conquistato praticamente tutto il conquistabile: podio monopolizzato nell'individuale, oro nella prova di equipe. Nel medagliere l'Italia, sempre seconda, ha accorciato le distanze dalla Russia, distante appena un alloro. Domani sarà il turno dei fiorettisti, con Baldini, Cassarà e Aspromonte chiamati a riscattarsi dopo l'opaca prestazione nel singolo.

Federico Militello

Azzurre fuori, Usa in semifinale: è giusto così!


La nazionale italiana di pallavolo femminile ha sfiorato il miracolo ai Mondiali in Giappone. Il Brasile, contrariamente alle previsioni, aveva infatti sconfitto 3-1 gli Usa. Le azzurre, dunque, diventavano padrone del proprio destino, dovendo battere Cuba di 20 punti per approdare tra le prime 4 del mondo. L'illusorio 25-16 iniziale pareva indirizzare le ragazze di Barbolini verso l'impresa, poi le caraibiche reagivano e, sfoderando il loro miglior match della rassegna iridata, riuscivano ad imporsi per 3-2. In verità Lo Bianco e compagne hanno leggermente allentato la tensione a metà del quarto set, quando era ormai chiaro che il quoziente punti non sarebbe più stato raddrizzato.
Dunque onore agli Stati Uniti, meritatamente in semifinale. Le atlete yankee, infatti, sono state più continue e costanti delle rivali tricolori nell'arco di entrambi i gironi, surclassando nettamente le nazionali più deboli e perdendo senza crollare proprio con Italia e Brasile. Al contrario le nostre atlete si sono disunite nei momenti di difficoltà (eloquente il 25-7 con le verde-oro) e quei black-out sono alla fine costati una medaglia. Piazzamento a parte (a questo punto poco importa se sarà 5° oppure 8°), la selezione del Bel Paese ha comunque mostrato una reazione d'orgoglio che ha quasi completamente cancellato le scialbe prestazioni iniziali. L'Italia, infatti, possiede un livello tecnico da podio iridato e, almeno nella seconda fase, questo potenziale è stato espresso. Serve tuttavia maggiore cinismo, ovvero la capacità di tenere duro anche quando la situazione non è proprio ottimale. Brasile a parte, non si sono viste altre squadre superiori a noi e da qui si deve ripartire. Se Barbolini resterà alla guida del veliero tricolore, dovrà dare maggior impulso al ricambio generazionale (ad esempio la Barcellini è stata troppo poco impiegata), sfruttando magari le competizioni estive per verificare volti nuovi. Con i ritorni di Guiggi e Barazza e l'innesto dell'oriunda Costagrande, inoltre, questa nazionale può ambire senza indugi al trono dell'olimpo. Con il bronzo del Grand Prix ed il probabile quinto posto mondiale, la stagione del volley femminile, considerando infortuni e vicissitudini varie, non è certamente da buttare.

Federico Militello

martedì 9 novembre 2010

Sciabola d'argento, Montano l'ombra del campione che fu


Scherma: come lo scorso anno la nazionale di sciabola maschile ha vinto gli Europei, ma perso la finale per il titolo mondiale. In questa occasione gli azzurri sono stati superati per 45-41 dalla Russia (allenata dal tecnico Bauer, davvero un mago: ovunque va vince), dilapidando un iniziale vantaggio di 11 stoccate (15-4). Nel finale, poi, Aldo Montano, dal quale ci si dovrebbe attendere quel quid in più, è parso spento e senza cattiveria agonistica, subendo un parziale inequivocabile di 6-1. Per il campione olimpico di Atene 2004 i fasti del passato sono sempre più sbiaditi. Assodato il suo scarso stato di forma (eliminato al primo turno nell'individuale), non sarebbe stato opportuno puntare anche in finale sul 23enne Luigi Samele, molto convincente nei turni precedenti? La corsa all'oro (che manca dal 1995) continua, gli sciabolatori ci riproveranno a Catania il prossimo anno. Domani intanto tocca alla nazionale del fioretto femminile....

Pallavolo femminile: la netta vittoria per 3-0 sulla Thailandia non muta la situazione dell'Italia, che dipenderà dal Brasile per la qualificazione in semifinale. Da giorni ormai si stanno facendo conti vari per calcolare il quoziente punti, tuttavia prima di arrivare a ciò le verdeoro dovranno sconfiggere (piuttosto nettamente) gli Usa. Siamo sicuri che questo accada? Secondo me no. Le sud-americane, infatti, sono già certe dell'approdo tra le prime 4 del globo e nell'ultima sfida della seconda fase schiereranno tutte le riserve. Inoltre è risaputo che i rapporti tra Italia e Brasile (nello sport) non sono mai stati particolarmente idilliaci, dunque perché attendersi favori proprio dalle odiate rivali? Le percentuali di passaggio del turno, quindi, rasentano l'1%. Comunque vada, la cosa più importante è aver ritrovato un'Italia forte, determinata e battagliera. Un'Italia di cui andare fieri.

Badminton: continua la grande scalata al ranking di Agnese Allegrini. Con il dichiarato intento di partecipare a Londra 2012, l'azzurra ha già ottenuto una serie di ottimi risultati dopo il ritorno all'attività agonistica. L'ultimo successo è arrivato nel week-end, con la 28enne romana brava a trionfare nell'Open di Porto Rico sconfiggendo in finale la canadese Ko per 2-0. Alla manifestazione erano presenti molte atlete tra le prime 50 del ranking mondiale.

Federico Militello

lunedì 8 novembre 2010

'Italia, come stai?': CAMPIONI DI TUTTO!


Dall'America all'Asia, da Parigi alla lontana Nuova Zelanda: in tutto il mondo risuona assordante l'Inno di Mameli. Scherma, canottaggio, golf e tennis sono caratterizzate da un unico denominatore comune: i trionfi del Bel Paese.

Un Roland Garros vinto, un'azzurra al n.6 delle classifiche mondiali (miglior risultato di sempre) e qualificata per il Masters (storico), un'altra italiana n.1 al mondo in doppio e vincitrice del Masters, terza Fed Cup vinta in 5 anni, la seconda consecutiva. Non ci sono dubbi, il tennis femminile ha una sola padrona: l'Italia. Francesca Schiavone è la regina di quest'annata indimenticabile, culminata con la mastodontica affermazione nello Slam parigino. In molti, tuttavia, hanno colpevolmente dimenticato Flavia Pennetta, capace di giocare oltre 140 incontri nel 2010 tra singolo e doppio: proprio dalla 28enne brindisina è giunto il punto decisivo nella finale contro gli Usa. Alle formidabile coppia da me ribattezzata 'Pennone', si affiancano le sempre più costanti Roberta Vinci e Sara Errani, i cui risultati fanno presumere un sicuro passaggio di consegne nei prossimi anni. Tra le giovanissime, poi, è da seguire con attenzione la crescita di Giulia Caregaro, dotata di grinta da vendere. Sebbene questa nazionale abbia vinto (e rivinto) tutto, le motivazioni non accennano a diminuire, anzi si moltiplicano costantemente. Fin troppo facile pensare alla chiusura in bellezza di questo ciclo: a Londra 2012 il tennis potrà sperare in una memorabile medaglia (specialmente nel doppio).

Nella scherma l'Italia è diventata addirittura un incubo per il resto del globo nel fioretto. Diciamo la verità, in questa disciplina siamo davvero inattaccabili, grazie ad una scuola che al momento è distante anni luce dalle nazionali 'terrestri'. Nello Stivale, infatti, vengono alla luce ogni anno talenti a raffica, molti dei quali pronti sin da subito a competere con i più affermati e titolati compagni. Ultimo esempio di quanto detto sono stati i Campionati Europei giovanili, dove il tricolore ha svettato con un tal numero di allori da poter tranquillamente riempire il forziere del pirata Barbanera. Sulla nobile arte della scherma farò un bilancio finale al termine dei Mondiali, tuttavia, rimanendo al fioretto, resta il dilemma se le giovani Errigo e Di Francisca abbiano superato o meno la più grande campionessa dello sport italiano in generale di tutti i tempi (non elenco il palmares in quanto occorrerebbero 3 articoli!): Valentina Vezzali. A mio parere la fuoriclasse jesina rimane superiore alle nuove (ma rampanti) leve e da questa sconfitta (per una cannibale come lei è tale, anche se maturata contro proprie connazionali) saprà ritrovare nuova linfa per tornare a dettare la sua legge.

E' un anno d'oro per il golf azzurro, anche se ormai sta diventando una piacevole consuetudine. Negli ultimi 12 mesi sono arrivati questi risultati: la vittoria di un Mondiale, i successi dei fratelli Molinari e del giovanissimo fenomeno Manassero, la partecipazione sempre dei due Molinari alla Ryder Cup, gli ottimi piazzamenti al femminile delle varie Sergas, Sandolo e Luna. Questo trend positivo, inoltre, non smette di accrescersi in maniera esponenziale, a tal punto che sono ancora insondabili i limiti di questa disciplina nel Bel Paese. Nei prossimi anni potremo aspirare con legittime ambizioni alla conquista di tornei dello Slam e, dal 2016, alla medaglia d'oro olimpica (una manna dal cielo l'ingresso del golf nel programma a Cinque Cerchi).

Ottimo il bilancio dei Mondiali di canottaggio, dove l'Italia, oltre a 6 medaglie nel carniere (di cui due in specialità olimpiche), può gioire per il conseguimento di risultati futuribili. Il 4 senza senior, sesto in finale, è composto da quattro ragazzi che hanno conseguito il titolo iridato Under23, senza patire poi il confronto con la categoria maggiore. Si tratta di un equipaggio dalle indubbie qualità, le cui prospettive potrebbero tingersi di colori luccicanti sin dal prossimo biennio. Sono una garanzia anche il 4 di coppia ed il doppio pl (entrambi d'argento), sul cui rendimento non sorgono perplessità per l'imminente avvenire. Non sono lontani dal podio neppure il 2 senza ed il 4 senza pesi leggeri, cui manca solo qualche dettaglio per colmare il gap minimo dalle nazioni di vertice. Anche per quanto riguarda il settore femminile sono ottimista: senza infortuni e con il ritorno di Gabriella Bascelli si potrà costruire un 4 di coppia da medaglia. Inoltre la forte Laura Milani, bronzo nel singolo, dovrebbe a mio modo di vedere comporre un doppio pl con Erika Bello (specialità a Cinque Cerchi): sarebbe un'imbarcazione da primi 5 posti al mondo. In attesa, infine, che giungano anche i giovani che tanto hanno raccolto ai Mondiali juniores.


Federico Militello

domenica 7 novembre 2010

Oro, argento e bronzo: è tripudio azzurro nel fioretto donne!


Apoteosi tricolore ai Campionati del Mondo di scherma a Parigi. Nel fioretto femminile, infatti, le azzurre hanno calato un magico tris: oro, argento e bronzo. Nessuna nazione al mondo è come l'Italia. Primo titolo in carriera per Elisa Di Francisca: la 28enne jesina, dopo il bronzo dello scorso anno, ha coronato dunque il sogno di una vita prevalendo in finale per 15-11 sulla compagna di squadra Arianna Errigo. Proprio la 22enne di Monza aveva realizzato la grande impresa di giornata, piegando a sorpresa nel penultimo atto il totem Valentina Vezzali (15-10 dopo essere stata in svantaggio 9-4!). Quest'ultima, non a caso, vede sfumare il sesto alloro iridato al termine di una stagione che l'aveva vista vincere in otto prove su nove di Coppa del Mondo. Abbiamo assistito oggi ad un passaggio di consegne dalla 'vecchia' alle nuove campionesse? Non direi. Una giornata poco brillante è più che plausibile in ogni disciplina e l'atleta più vincente dello sport italiano saprà scovare ulteriori stimoli per battagliare con le nuove ed arrembanti compagne di squadra, puntando ovviamente al quarto oro olimpico consecutivo (sarebbe un record assoluto). Comunque vada, la concorrenza non potrà che fare sempre meglio alla corazzata del Bel Paese, che, ricordiamolo, può fare affidamento anche su Ilaria Salvatori (uscita agli ottavi), Margherita Granbassi e Giovanna Trillini (senza contare le numerose giovani che si affacciano a grappoli ogni anno nel panorama internazionale). L'unica 'non-italiana' in semifinale è stata la forte coreana Nam, seconda a Pechino 2008 proprio dietro la Vezzali.
Giornata storta, invece, per i fiorettisti, con il campione uscente Andrea Baldini inchinatosi addirittura ai sedicesimi di finale al francese Sintes. Quest'ultimo ha eliminato anche il nostro miglior rappresentante, Giorgio Avola (nono alla fine). Oro per il tedesco Joppich. Gli azzurri ora cercheranno un pronto riscatto nella prova a squadre. Al termine della seconda giornata di gare l'Italia è in testa al medagliere.

Federico Militello

Canottaggio chiude in bellezza, Molinari super, Schiavone-Pennetta ok


Premessa: per tutti gli approfondimenti di questo week-end densissimo di appuntamenti vi rimando alla rubrica 'Italia, come stai?' di domani, quando si tratterà anche di MotoGp e Formula1. Vi aspetto.

Canottaggio: l'Italia chiude il suo positivo Mondiale in Nuova Zelanda con altre 3 medaglie in discipline non-olimpiche: oro per Marcello Miani nel singolo pesi leggeri, bronzo per Laura Milani (singolo pl) e per l'otto pesi leggeri.

Golf: questo 2010 non dovrebbe finire mai per il golf tricolore. Dopo i successi di Manassero ed Edoardo Molinari, infatti, è giunto finalmente anche un prestigioso trionfo per Francesco Molinari, il minore dei due fratelli. L'azzurro si è aggiudicato l'HSBC Champions, torneo cui partecipavano i primi 70 del ranking globale, Tiger Woods incluso. Il golfista tricolore, in testa sin dalla prima giornata, ha totalizzato uno score complessivo di 269, precedendo di appena un colpo il neo n.1 del mondo Lee Westwood.

Beach Volley: seconda piazza finale per Valeria Rosso e Marta Menegatti nell'ultima tappa del World Tour in Thailandia. La coppia italiana, al miglior risultato della carriera, è stata sconfitta per 2-1 dalle americane (è proprio una storia infinita quella tra il Bel Paese e le yankee, in tutti gli sport) Walsh-Branagh.

Tennis: tutto secondo copione, con le azzurre in vantaggio per 2-0 nella finale di Fed Cup con gli Usa. Questa sera Francesca Schiavone cercherà di concludere la sua stagione irripetibile portando il punto della vittoria all'Italia.

Federico Militello

Questa è la vera Italia: 3-1 agli Stati Uniti!


Eccola qui l'Italia, quella vera, quella che tanto aveva ammaliato negli ultimi anni. La vittoria sugli Usa nella seconda fase dei Mondiali per 3-1 (25-16, 24-26, 27-25, 27-25) lascia aperto un (piccolissimo) spiraglio per le semifinali, anche se quasi certamente alla fine si dovrà rimpiangere amaramente la inspiegabile sconfitta con la Repubblica Ceca. Poco male, quel che conta è aver ritrovato orgoglio e autostima, agguantando una convincete vittoria proprio contro una delle nazionali più quotate al mondo.
Va dato atto alle azzurre di aver risposto con carattere e determinazione alla umiliante debacle contro il Brasile. Da lì in poi sembra iniziata una nuova rassegna iridata, dove l'Italia come d'incanto ha riscoperto tutti gli antichi automatismi: difesa coriacea, attacchi intelligenti sulle mani del muro, servizio insidioso. E' stato il trionfo del gruppo, nel quale, ancora una volta, non è emersa una individualità in particolare (da sottolineare, comunque, una Serena Ortolani finalmente in crescita).
Ora giorno di riposo, poi ultime due sfide a Thailandia e Cuba. Obbligatorio vincere, possibilmente con molti punti di scarto. Il podio resta come una sorgente d'acqua nel deserto, tuttavia oggi l'Italia ha dimostrato davvero di che pasta è fatta.

Federico Militello

sabato 6 novembre 2010

Tutte le notizie di un sabato intenso


Pallavolo: ad un passo dell'ennesimo flop, le azzurre hanno finalmente sfoderato una prova d'orgoglio ai Mondiali in Giappone. Sotto di un set a zero contro la Germania, l'Italia ha prevalso per 32-30 nel secondo parziale. Ritrovati coraggio e convinzione, poi, le ragazze di Barbolini si sono poi imposte per 3-1. Il passaggio alle semifinali, però, resta utopistico: premesso che domani bisognerà battere gli Usa (al momento impresa quasi impossibile), si dovrà poi sperare che le americane perdano successivamente anche con Brasile ed Olanda (a causa del pessimo coefficiente punti delle italiane).

Calcio femminile: bruttissima notizia per l'Italia. Nella qualificazioni ai Mondiali della Concacaf il Messico ha clamorosamente sconfitto per 2-1 gli Usa, staccando un insperato pass iridato. Ore le atlete yankee affronteranno il Costa Rica nel 3°-4° posto: scontato il risultato. al 99,99%, dunque, sarà Italia-Stati Uniti lo spareggio conclusivo per l'ultimo posto mondiale disponibile. Inutile dire che si tratterà di una sfida improba, contro una delle nazionali che hanno dominato in questo sport negli ultimi 15 anni (con ben due Mondiali vinti). Non solo la rassegna iridata, ma anche le Olimpiadi cominciano ad apparire come un miraggio.

Scherma: in genere è la nostra disciplina regina, quella che non tradisce mai. Nella prima giornata dei Mondiali a Parigi, invece, si è assistito al fallimento totale della sciabola tricolore. Fuori al primo turno Aldo Montano (ma ormai non è più una novità), eliminato agli ottavi Luigi Tarantino (15-13 dal coreano Won, l'Asia ormai è uno spauracchio spaventoso in tutti gli sport). Male anche le donne, che ormai da anni non riescono più ad emergere in questa specialità. La migliore è stata Irene Vecchi, fermatasi ai quarti contro la campionessa olimpica ucraina Kharlan.

Pattinaggio artistico: terzo posto nella danza per Faiella-Scali nel Grand Prix di Pechino. La coppia italica, al debutto stagionale ed ancora lontana dalla forma migliore, ha concluso la prova alle spalle dei francesi Pechalat-Bourzat e dei russi Bobrova-Soloviev.

Beach Volley: nell'ultima prova del World Tour a Phuket, Thailandia, le italiane Valeria Rosso e Marta Menegatti sono giunte in finale sconfiggendo per 2-1 (24-22, 20-22, 15-12) le brasiliane Clara-Clarol: si tratta del miglior risultato di sempre per l'Italia. Tuttavia bisogna sempre prendere con le molle queste prestazioni, seppur ottime, di fine stagione, quando le migliori giocatrici del ranking sono certamente in fase discendente dal punto di vista fisico. Sono innegabili, comunque, i costanti miglioramenti del duo tricolore.

Canottaggio: seconda giornata di finali poco brillante per l'Italia ai Mondiali in Nuova Zelanda. Quarto posto, come nelle attese, per Mornati-Carboncini nel 2 senza, solo sesto il 4 senza pesi leggeri. Un argento è arrivato dal 2 con (specialità degli Abbagnale, attualmente esclusa dal programma olimpico) grazie a Frattini-Perino (timoniere Lenzi).

Federico Militello

venerdì 5 novembre 2010

Remi d'argento!


Ottimo bottino per l'Italia nella prima giornata di finali al Campionato del Mondo di Karapiro, in Nuova Zelanda: due medaglie d'argento conquistate in altrettante specialità olimpiche.
Nel doppio pesi leggeri Lorenzo Bertini ed Elia Luini scattavano con decisione sin dalle prime battute, installandosi al terzo posto dietro i campioni olimpici britannici e gli iridati in carica maori. Da metà gara in poi, però, gli azzurri cambiavano passo, superavano di slancio i padroni di casa e provavano persino ad impensierire l'equipaggio della Regina. Il secondo posto conclusivo rappresenta comunque un risultato straordinario, ottenuto in un lotto di partecipanti altamente competitivo.
Nel 4 di coppia stratosferica prestazione di Simone Raineri, Luca Agamennoni, Simone Venier e Matteo Stefanini. Dopo una partenza a razzo, ai 500 metri la selezione tricolore navigava a pochi decimi dai favoritissimi croati. Colpo su colpo, con ardore e vogate veementi, i nostri rappresentanti sferravano un attacco deciso ai 1000, portandosi in vantaggio. Iniziava una gara d'altri tempi, punta a punta, con due nazionali pronte a tutto pur di primeggiare. Alla fine riusciva a prevalere proprio la Croazia con appena 1''26 sull'Italia, ma questo argento fungerà certamente da stimolo per i nostri ragazzi nell'ambire al bersaglio ancora più grosso.
Sesto posto per il giovane 4 senza di Matteo Paonessa, Francesco Fossi, Vincenzo Capelli e Andrea Palmisano. Si trattava della prima finale iridata della carriera, dunque il risultato è apprezzabile: dal prossimo anno si punterà agli allori.
Nel due senza (specialità non olimpica), infine, quarta piazza per Luca Motta e Giorgio Tuccinardi.
Complessivamente, dunque, il bilancio tricolore è al momento più che buono, con equipaggi che rappresentano una certezza consolidata nel presente così come nel futuro. La prossima notte attendiamo con impazienza il due senza di Mornati-Carboncini (difficile una medaglia, più facile un quarto posto) ed il 4 senza pesi leggeri (Caianello-Goretti-Danesin-Vlacek) che dovrà superarsi in una regata dall'esito incertissimo.

Federico Militello

giovedì 4 novembre 2010

Intervista alla stella dello short track: Arianna Fontana!


A celebrazione del momento d'oro dello short track tricolore, ho intervistato il simbolo della nostra nazionale: Arianna Fontana. Potete trovare l'intervista su wintersportsnews al seguente link:



Federico Militello

Canottaggio: cinque equipaggi olimpici in finale!


Piace l'Italia ai Campionati del Mondo di Karapiro, in Nuova Zelanda. La nazionale tricolore sta costruendo il futuro dopo alcuni anni di appannamento ed il sentiero intrapreso pare quello giusto. Sono 5 gli equipaggi 'olimpici' qualificati per l'atto conclusivo, un paio le medaglie possibili. Un risultato non pronosticabile alla vigilia e segnale di una rinascita progressiva. Peccato per il settore femminile che, dopo l'oro europeo dello scorso anno, sembra aver invertito il proprio trend positivo tra infortuni (Bascelli) ed acciacchi vari (il mal di schiena della Schiavone): dal prossimo anno, se la Dea Bendata farà la sua parte, potrà ricostituirsi quel 4 di coppia rosa che faceva tanto ben sperare.
Tra le barche italiche giunte tra le prime 6 del globo meritano una nota di merito i giovani del 4 senza senior (Palmisano-Capelli-Fossi-Paonessa), già campioni del mondo under23: questi ragazzi progrediscono gara dopo gara ed i loro limiti sono ancora inesplorati. In finale non avranno nulla da perdere e potrebbero addirittura aspirare al colpo a sorpresa.
I possibili candidati al podio saranno il 4 di coppia di Raineri-Stefanini-Venier-Agamennoni, autorevole vincitore nei recuperi, ed il doppio pesi leggeri di Luini-Bertini, secondo in semifinale alle spalle della Cina (attenzione, gli asiatici stanno cominciando ad invadere anche questo sport). Può succedere di tutto, inoltre, nel 4 senza pesi leggeri (Goretti-Caianello-Danesin-Vlacek), con 6 imbarcazioni potenzialmente in grado di vincere: è questa sicuramente la disciplina più equilibrata e lo dimostra la clamorosa eliminazione della favoritissima Danimarca in semifinale.
Troppo grande, infine, la concorrenza per Mornati-Carboncini nel 2 senza maschile (Nuova Zelanda, Gran Bretagna e Grecia di un altro pianeta?), con gli azzurri in lizza comunque per un piazzamento subito a ridosso dei migliori.
Nel complesso, dunque, le prospettive del canottaggio tricolore sono più che buone ed il bilancio in futuro non potrà che arricchirsi con gli innesti dei tanti giovani che negli ultimi 2 anni hanno raccolto medaglie a grappoli ai Mondiali giovanili (ed il primo esempio è rappresentato proprio dal 4 senza). In attesa poi che anche il gentil sesso raggiunga finalmente la giusta continuità e senza dimenticare le specialità 'non-olimpiche', dove quasi certamente l'Italia festeggerà più di una medaglia in terra maori.
Gli azzurri vogano verso la gloria.

Federico Militello

mercoledì 3 novembre 2010

Brasile di un altro pianeta, Italia umiliata


Purtroppo sono stato buon profeta (era sin troppo facile però): il Brasile ha superato 3-0 l'Italia in un match a senso unico e senza storia. Le atlete sud-americane hanno letteralmente inflitto una lezione di volley alle azzurre: disarmante facilità in attacco con una Natalia incontenibile, muro quasi invalicabile, buona continuità difensiva, servizio sempre insidioso e ricezione consistente. Tutti fondamentali dove invece le ragazze del Bel Paese hanno evidenziato delle carenze disarmanti ed ai quali si aggiunge una vergognosa rassegnazione nel terzo set (25-7!). A questo punto, sebbene la seconda fase debba ancora iniziare, è fuor di dubbio che la selezione tricolore guarderà da spettatrice le semifinali. Urge sin da ora programmare il futuro. Si dovrà ricominciare da una nuova guida tecnica: il ciclo di Barbolini appare ormai concluso. L'allenatore modenese non è riuscito ad infondere carica e motivazioni in un gruppo che non ha saputo mai valicare con la forza della volontà i propri limiti. Il 46enne modenese, inoltre, da troppi anni si affida, sbagliando, alle solite veterane (Piccinini, Gioli, Del Core), ignorando non solo che queste giocatrici attraversano ormai la parabola discendente della carriera, ma anche che a livello under21 l'Italia ha vinto 4 degli ultimi 5 Europei: dove sono finite tutte queste giovani che sembravano fenomenali da juniores? Perché non dar loro fiducia in prima squadra? Barbolini, inoltre, è stato persino arrogante e presuntuoso nel non convocare sin dal mese di maggio l'oriunda Carolina Costagrande, ritenendo sufficiente l'apporto delle italiane autoctone: con l'opposto argentino, inutile nasconderlo, sarebbe cambiato completamente il volto di questa scialba nazionale (come d'altronde accadde con la Aguero). Insomma, il futuro non è poi così nero, in quanto nello Stivale la materia prima non manca (attendiamo con impazienza l'avvento della fortissima Diouf). Tuttavia occorre riconoscere i propri errori per tornare nel futuro immediato ai vertici della pallavolo mondiale. Al momento, infatti, siamo solo dei fantasmi che vagano senza una meta nel panorama internazionale.

Federico Militello

martedì 2 novembre 2010

Italia inguardabile, desolante ko con la Repubblica Ceca


Disastrosa sconfitta per l'Italia ai Campionati del Mondo in Giappone, superata per 3-2 dalla Repubblica Ceca dopo essere stata in vantaggio per 2 set: giocando in questo modo è scontato un addio prematuro alla competizione. La nazionale di Barbolini è il ritratto fedele della nazionale 2006, ovvero quella pre-Aguero: in 4 anni non sono mutate le difficoltà nel fare punto in ricostruzione, il servizio è quasi sempre innocuo ed alle prime insidie si perdono sicurezza e punti di riferimento. Con la fuoriclasse cubana in passato non solo si era risolto il problema colmando il gap con le grandi potenze straniere, ma addirittura si era un gradino al di sopra (ricordate la trionfate World Cup del 2007?). L'Italia attuale, dunque, è una squadra dalle modeste ambizioni, in cui la forza del gruppo non è tale da sopperire alle carenze individuali. Le assenze di Jenny Barazza e Carolina Costagrande (colpevolmente ignorata per tutta l'estate, quando già di intravedevano le prime difficoltà), inoltre, pesano come macigni e non si vede come la selezione tricolore possa risollevarsi in questa edizione iridata. La Repubblica Ceca rappresenta sicuramente una nazionale in forte crescita, che in futuro lotterà per obiettivi importanti; al momento, però, non appare di certo una scoglio insormontabile. Lo è stato però per le ragazze di Barbolini, sovrastate dalla imperiosa prestanza fisica delle avversarie. A tratti l'Italia è parsa imbarazzante nelle rigiocate, quando ottenere il punto pareva una sorta di miracolo contro la tenace difesa ceca. La sconfitta odierna, realisticamente, rende quasi impossibile l'accesso delle azzurre alle semifinali, considerando che adesso servirà vincere (e potrebbe non bastare) almeno con una tra Brasile e Stati Uniti (senza dimenticare poi le sfide a Germania e Cuba...). Proprio le verdeoro saranno le nostre prossime avversarie nel match di domani: vista il notevole divario tecnico attuale, è altamente probabile un 3-0 per le sud-americane. Insomma, serve un vero miracolo.

Federico Militello

lunedì 1 novembre 2010

'Italia, come stai?': l'ascesa di Arianna Fontana e lo sviluppo del baseball italico


20 anni di Sondrio, Arianna Fontana rappresenta ormai non solo la punta di diamante della nazionale azzurra di short track, ma anche una delle prime cinque migliori interpreti al mondo di questo sport. Già bronzo ai Giochi Olimpici di Torino 2006 (appena 16enne) nella staffetta, la forte pattinatrice nostrana ha successivamente raccolto un argento mondiale individuale nel 2007 (nei 500), un altro bronzo olimpico sempre nella distanza più breve e tre titoli del Vecchio Continente (oltre che numerosi podi in Coppa del Mondo, tra i quali i tre secondi posti agguantati negli ultimi due week-end). Quel che colpisce di Arianna in questo primo squarcio di stagione, tuttavia, è la grande sicurezza nei propri mezzi: l'atleta del Bel Paese, infatti, ha raggiunto la piena maturità agonistica e, seppur giovanissima, in gara ragiona ormai come una veterana. Oltre che lustro per l'Italia, questa ragazza costituisce anche sicuro vanto per l'Europa intera, altrimenti incapace di contrapporre delle rivali credibili alle potenze asiatiche e nord-americane. Insomma, da grande promessa la Fontana si è trasformata in vera e propria realtà consolidata. A questo punto l'ambizione primaria di questa stagione diventa la classifica di specialità dei 500 metri, specialità in cui l'italiana ha raggiunto una continuità di rendimento impressionante. L'obiettivo, dunque, è alla portata, così come il primo trionfo in Coppa del Mondo. Alle spalle dell'ormai affermata campionessa mi piace segnalare anche le prestazioni della 16enne Arianna Valpecina, già piuttosto competitiva nei 1500: forse sta nascendo una nuova stella. L'Italia ha ben figurato anche in campo maschile con i podi di Rodigari e della staffetta maschile. Bene in particolare la new-entry Tommaso Dotti, certamente il più talentuoso tra le novità della squadra. Peccato per l'infortunio occorso a Yuri Confortola che, ancora giovanissimo (24 anni), avrà certamente tempo e modo per tornare su livelli di eccellenza.

Lo storico bronzo conseguito dagli azzurri del baseball nella Coppa Intercontinentale non raffigura di certo una mera casualità, bensì il frutto di un progetto serio e lungimirante partito ormai da qualche anno e dal quale stanno affiorando i primi risultati. Vediamo quali sono i motivi che hanno consesso al Bel Paese di diventare una grande di questa disciplina. In primis certamente la modifica del campionato italiano, attualmente impostato sul modello della Lega Americana con franchigie dotate anche di una 'squadra B' nelle serie minori dove far maturare i giocatori di maggior interesse. La Federazione, inoltre, ha investito in modo deciso sui settori giovanili, come dimostrano i successi tricolori nei vari Europei Under21. La decisione di puntare in maniera decisa sugli oriundi, infine, ha permesso quell'ulteriore salto di qualità che ha consentito di colmare il gap con le grandi nazionali straniere: a tal proposito ritengo che persino Cuba potrà presto essere sconfitta dalla nostra selezione tricolore. Questo trend di crescita appare solo agli albori ed in futuro i risultati non potranno che migliorare ulteriormente.

Federico Militello