venerdì 12 novembre 2010

Intervista esclusiva a Giorgia Apollonio, grande promessa del curling


Per il curling italiano la stagione che sta per cominciare rappresenterà l'inizio di un progetto ambizioso che dovrà riportare questo sport in auge dopo i successi di Torino 2006 e l'argento europeo del 2007. La Federazione ha nominato come commissario tecnico (sia per gli uomini che per le donne) il canadese Daniel Rafael, un vincente di natura: ovunque sia andato, infatti, ha ottenuto sempre risultati prestigiosi (un titolo mondiale con la Cina femminile, dove ha assoldato alla causa alcune ex-hockeiste, ed una storica qualificazione ai Giochi di Vancouver con la Francia). In vista dei Campionati Europei di Le Gruyere, in Svizzera, dal 3 all'11 dicembre, dove l'Italia punterà all'immediata risalita nella serie maggiore, ho intervistato lo skip della nazionale rosa Giorgia Apollonio, giovane promessa ormai in rampa di lancio verso obiettivi ambiziosi.

Il curling italiano ha voltato pagina con l'ingaggio del tecnico della Foglia d'Acero Daniel Rafael: pensi che sia stata fatta una scelta giusta? Che cosa ha portato di nuovo negli allenamenti e nella preparazione?
''Assolutamente un'ottima idea, è un allenatore che ha lavorato con squadre come la Francia maschile e la Cina femminile con risultati superlativi, può solo che portare cose positive.
Di nuovo ci sono molti allenamenti che racchiudono tecnica e precisione e che coinvolgono la squadra intera''.

Lo scorso anno ci avevi detto che la nazionale italiana aveva bisogno di tante sfide contro le nazionali estere per abituarsi all'alto livello: in questo senso è stato fatto qualcosa?
''Diciamo che si poteva fare di più, ma come sai noi siamo una Federazione con modeste risorse e bisogna accontentare un pò tutte le varie nazionali, spero che in un futuro si possa fare di più''.

La nazionale femminile è composta da te, tua mamma e anche da tua sorella Federica: cosa si prova a gareggiare in un team familiare? Ci sono più vantaggi o svantaggi?
''Esattamente, madre e sorella, io credo che possa portare solo vantaggi, chiaramente noi ci conosciamo molto bene e siamo abituate a stare assieme sia nel gioco che nel lavoro (siamo socie nella nostra pensione-ristorante a Dobbiaco, vicino Cortina) e devo dire che sappiamo fare un ottimo lavoro di squadra. Chiaramente ci possono essere degli alti e bassi, ma non si farà mai niente per mettere a repentaglio il gruppo ed il nostro obiettivo, ovvero risalire dalla serie B.

A tal proposito, l'Italia sarà la favorita sulla carta. Quale squadra ti impensierisce maggiormente?
''Ci sono due squadre che possono dare più problemi e sono l'Ungheria e la Repubblica Ceca, ma noi non abbiamo nessun timore''.

Sempre agli Europei si potrà anche puntare ad un posto per i Mondiali: sogno possibile o irrealizzabile?
''Io dico sogno possibile, noi siamo agguerrite e ci stiamo preparando molto, poi ci vuole anche un po' di fortuna''.

Guardando lontano, la Federazione auspica la qualificazione alle Olimpiadi di Sochi 2014: ti senti pronta per iniziare questo lungo tragitto? In cosa pensi di dover ancora migliorare il tuo gioco?
''Certo che sono pronta, sicuramente dovrò lavorare molto sulla strategia e sulla tattica, ma con Daniel (il ct, n.d.r.) abbiamo già iniziato a lavorare in questa direzione. Io ci credo''.

Secondo te perché un giovane dovrebbe iniziare a giocare a curling?
''Un giovane dovrebbe iniziare a giocare a curling perché innanzitutto è un gioco divertente, dove impari a vincere lavorando con 5 persone. In questo modo si crea un gruppo, una famiglia su cui puoi sempre contare. Inoltre è una disciplina che permette di imparare a rispettare le regole: si tratta infatti di uno sport basato sul fair play, sul rispetto dell'avversario''.

Diffondere questo sport nelle grandi città non aumenterebbe secondo te il numero degli appassionati e dei praticanti?
''Assolutamente sarebbe un'ottima idea, ci sono molte persone che apprezzano e amano questo sport ma che non possono praticarlo e se lo praticano sono costretti a giocare su campi da hockey e pattinaggio. Questo però crea dei problemi e assolutamente non si arriva da nessuna parte.
Quindi bisogna darsi da fare, nelle città poi sarebbe tutto molto più facile, in quanto nei nostri paesi di montagna dobbiamo contenderci i giovani che magari preferiscono lo sci, il fondo, l'hockey ed il pattinaggio.


Federico Militello

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