mercoledì 30 marzo 2011

Lotta Libera, l'Italia c'è ma non si vede


Italia spettatrice non pagante ai Campionati Europei di lotta libera a Dortmund, in Germania. Terminati i primi due giorni di gare, il bilancio tricolore è deprimente: 1 vittoria e 6 sconfitte.
L'unico 'acuto' è giunto da Pietro Piscitelli nei 66 kg, capace di prevalere sul greco Savvoulidis al primo turno, prima di inchinarsi all'azero Hasanov (approdato poi in finale) negli ottavi ed al moldavo Gotisan nel primo match dei ripescaggi.
Niente da fare anche per Vincenzo Rizzotto (60 kg, disco rosso con l'albanese Prizreni e con il tedesco Ewald), Carmelo Lumia (74 kg, superato dallo slovacco Palinkas) ed Andrea Sorbello (84 kg, ko al debutto con l'ucraino Aldatov). In questo momento il Bel Paese non è competitivo a questi livelli, distante anni luce dalle potenze dell'Est Europa, Russia ed Azerbaijan in primis.
La speranza è che i risultati possano migliorare a partire da domani con le prove di lotta femminile e greco-romana, dove Valentina Minguzzi e Daigoro Timoncini possiedono qualche flebile chance per approdare tra i primi 5 del Vecchio Continente.
All'Italia manca ancora una volta il campione olimpico Andrea Minguzzi, pienamente ristabilitosi dall'infortunio dello scorso anno, ma già proiettato con la preparazione ai Mondiali validi per la qualificazione olimpica.
Senza il suo faro, la selezione italica dovrà fare di necessità virtù, provando ad ergersi oltre i propri limiti.

Federico Militello

lunedì 28 marzo 2011

Pallavolo maschile: tempo di rinnovamento


La Federazione Italiana Pallavolo ha presentato questo pomeriggio a Roma il nuovo commissario tecnico della nazionale maschile, Mauro Berruto.
Per l'occasione il 41enne di Torino, capace di portare la Finlandia ad un incredibile quarto posto agli Europei del 2007, ha ufficializzato anche l'elenco dei 25 convocati che prenderanno parte alla World League. La lista costituisce lo specchio del rinnovamento: ben 11 debuttanti, molti dei quali militanti in A2, alcuni rientri importanti e totale assenza di veterani (Fei, Mastrangelo, Cernic, Sala e Vermiglio).
Nel delicato e fondamentale ruolo di opposto il neo-ct ha scelto Michael Lasko (30 anni), praticamente unico interprete di livello in massima serie, ed i giovanissimi Giulio Sabbi (classe 1989) e Luca Vettori (1991, prodotto del Club Italia e miglior giocatore dei Mondiali cadetti del 2009), la vera grande promessa della nostra pallavolo.
Grandi novità e sorprese anche nel settore degli alzatori: agli astri nascenti Michele Baranowicz (di origine polacca), Dragan Travica e Marco Falaschi si è aggiunto il 34enne Dante Boninfante, esploso in tarda età ed ora grande protagonista nella Sisley Treviso.
Il reparto con più ricambi ed alternative risulta quello degli schiacciatori, dove Cristian Savani, Simone Parodi (ormai una stella in campo internazionale, candidato al ruolo di leader della formazione italica), Ivan Zaytsev e Gabriele Maruotti garantiscono standards di rendimento elevati. Da seguire con attenzione anche la crescita di Dore Della Lunga (riserva a Trento), Jiri Kovar (21enne ceco naturalizzato italiano), Mattia Rosso (uno dei migliori giocatori in A2) e Ludovico Dolfo. Spicca l'assenza di Matteo Martino, sempre più proiettato verso i Mondiali di beach volley in programma a Roma.
Tra i centrali, con l'ormai veterano Emanuele Birarelli a fungere da punto di riferimento, potrebbe emergere il 23enne Enrico Cester, incisivo sia a muro sia al servizio. Puntano ad affermarsi in azzurro dopo le comparsate del passato anche Rocco Barone, Simone Buti, Giorgio De Togni e Stefano Patriarca.
Infine i liberi: Berruto ha scelto come titolare Andrea Bari, eletto miglior giocatore in questo ruolo nella FinalFour di Eurolega vinta da Trento, mentre Massimo Colaci e Daniele De Pandis, pur se in età non più verdissima, avranno l'occasione per meritarsi un posto in pianta stabile nella selezione tricolore. Assente Davide Marra, grande scommessa (persa?) della vecchia gestione di Andrea Anastasi.
Dove può arrivare questa Italia? La qualificazione olimpica appare un obiettivo alla portata degli azzurri, tra le migliori nazioni in banda e solida con i centrali. La carenza di un opposto di caratura mondiale, tuttavia, potrebbe precludere ambizioni di medaglia a breve termine. L'esperienza della World League, tuttavia, non potrà che far bene alle nuove leve del Bel Paese, che avranno l'occasione di misurarsi per la prima volta con avversari di grande blasone e levatura.
Il rinnovamento è partito: la nuova Italia guarda al futuro con fiducia ed ottimismo.

Federico Militello

domenica 27 marzo 2011

'Italia, come stai?': soddisfazioni dagli sport di precisione


Tiro a volo, a segno e con l'arco: un solo comune denominatore, gli ottimi risultati dell'Italia.

Molto bene gli arcieri tricolori agli Europei di Cambrils, in Spagna. Gli azzurri hanno concluso la competizione al secondo posto nel medagliere alle spalle della Russia, grazie al cospicuo bottino di un oro, un argento ed un bronzo nelle specialità olimpiche.
Ricordate Mauro Nespoli? Ai Giochi Olimpici di Pechino 2008, nella finalissima della prova a squadre contro la Corea del Sud, ottenne un mesto 7 nell'ultimo tiro a sua disposizione, consegnando di fatto il successo agli asiatici. Aveva 20 anni e zero esperienza. Tre anni dopo il talentuoso Robin Hood di Voghera è un campione ormai affermato. La sicurezza con cui si è aggiudicato la corona del Vecchio Continente lascia presagire un avvicinamento deciso verso la piena maturità agonistica, con il 23enne di Voghera ormai pronto anche per le grandi ribalte globali. L'Italia, nel complesso, si è rivelata una nazionale dal grande spessore. In campo maschile, oltre all'inossidabile Michele Frangilli, perno importante per il raggiungimento del bronzo nella prova di equipe, è emersa la stella del 18enne Luca Maran, atleta freddo e talentuoso, vero enfant prodige del tiro con l'arco mondiale. A questo punto diventa serrata la lotta per la conquista di un posto in squadra, ricordando che in terra iberica non era presente Marco Galiazzo, campione olimpico di Atene 2004: una sana concorrenza interna non potrà che elevare ulteriormente il livello tecnico dei nostri rappresentanti. Tra le donne, invece, l'Italia resta aggrappata sempre all'eterna Natalia Valeeva, argento in questa circostanza. Alle spalle della 41enne italo-moldava, certezza consolidata in vista di Londra 2012, si è arrestata la crescita delle giovani Tonetta, Tomasi e Lionetta, il cui rendimento dovrà notevolmente accrescersi per rendere competitivo il Bel Paese anche nella prova per nazioni.

Compattezza e qualità sono le caratteristiche principali che denotano la formazione azzurra di tiro a volo. Eccetto l'Italia, infatti, nessun'altra compagine può vantarsi una competitività eccelsa in tutte e cinque le discipline del programma olimpico. I nostri cecchini, invece, possiedono le qualità per emergere ed imporsi in qualsiasi momento e circostanza.
Quello tricolore può essere definito, specialmente tra gli uomini, un agglomerato di veterani immarcescibili. Nella fossa olimpica, con Giovanni Pellielo (41 anni) già qualificato, ha staccato il pass per i Giochi anche Rodolfo Viganò, 40enne milanese secondo nella prova di Coppa del Mondo di Sidney. Brilla nel doble trap anche Francesco D'aniello, alla piazza d'onore nella terra degli aussie e da anni sulla cresta dell'onda (42). Nello skeet, assente l'espertissimo e vice-campione del mondo Ennio Falco (43), proveranno a fornire un segnale di competitività anche le nuove leve Moscariello e Lodde. Almeno per il momento, tuttavia, il tricolore non può fare a meno dei suoi vecchi leoni. Discorso differente nel circuito femminile, dove si distingue l'ormai affermata fuoriclasse Jessica Rossi nella fossa olimpica, mentre l'olimpionica Chiara Cainero appare a 31 anni nel pieno della propria maturità agonistica.

Nel tiro a segno, a seguito della vittoria nella prova del massimo circuito mondiale a Sidney, il campione del mondo Niccolò Campriani si conferma il n.1 nella carabina 10 metri. Il 23enne fiorentino, bronzo due settimane or sono agli Europei di Brecia, ha raggiunto delle soglie di rendimento impressionanti, denotando tangibili miglioramenti anche nella carabina tre posizioni, dove si è classificato quinto a pochi decimi dal podio.
Molto positivo anche il comportamento di Francesco Bruno, secondo nella pistola libera e qualificato per le Olimpiadi britanniche.
Un capitolo a parte meritano Petra Zublasing (carabina) e Mauro Badaracchi (pistola): si tratta di due atleti dal potenziale elevato, già capaci di imporsi nel recente passato, ma attualmente gravati dal peso di dover agguantare il pass a Cinque Cerchi . Sino ad ora è mancata loro la necessaria continuità di rendimento per colmare il gap con i grandi campioni della disciplina, ma, agevolati da un'età ancora verdissima, possiedono le carte in regola per divenire dei veri pilastri del tiro a segno planetario.

Federico Militello

venerdì 25 marzo 2011

Viviani in lotta per il podio nell'omnium; bronzo azzurro nell'arco


Ciclismo su pista: Elia Viviani è secondo dopo le prime tre prove dell'omnium ai Mondiali di Apeldoorn (Olanda). L'azzurro, già argento nello scratch, ha totalizzato 21 punti. In testa il francese Coquard con 18. Il 22enne veneto è giunto decimo nel giro lanciato, nono nella corsa a punti e secondo nella corsa ad eliminazione, proprio alle spalle del transalpino. Domani giornata conclusiva per l'assegnazione delle medaglie. Il nostro portacolori dovrà cercare di guadagnare un margine ampio nell'amato scratch, poiché nell'inseguimento e nel km da fermo non partirà tra i favoriti. Comunque vada, il ciclista tricolore incamererà importantissimi punti in vista della qualificazione olimpica.

Tiro con l'arco: giornata poco brillante per i colori azzurri nelle prove a squadre degli Europei di Cambrils. In campo maschile Michele Frangilli, Mauro Nespoli e Luca Maran, dopo aver ceduto per 232-234 alla Russia in semifinale, hanno ottenuto la medaglia di bronzo superando la Polonia 235-226. Quarta piazza, invece, per la selezione femminile, con Natalia Valeeva, Elena Tonetta e Jessica Tomasi sconfitte prima dall'Ucraina (225-223) e poi dalla Russia dopo lo spareggio (231-231, 28-30). Domani Nespoli e Valeeva si giocheranno il titolo europeo individuale.

Federico Militello

giovedì 24 marzo 2011

Azzurri grandi protagonisti agli Europei di tiro con l'arco


Ai Campionati Europei indoor di tiro con l'arco è super Italia. Nella località balneare di Cambrils, situata in Catalogna a poca distanza da Barcellona, gli arcieri tricolori sono in lotta per il metallo più pregiato.
Nell'arco olimpico femminile l'eterna Natalia Valeeva, dopo aver realizzato il miglior punteggio in fase di qualificazione, ha raggiunto la finalissima superando nei quarti l'ucraina Tetyana Dorokhova (6-5, vittoria alla freccia di spareggio, 10-9 per l'azzurra) ed in semifinale la britannica Naomi Folkard (netto 6-0). Ora nell'atto conclusivo la 41enne italo-moldava affronterà la russa Tatyana Boroday, grande favorita della vigilia insieme all'atleta del Bel Paese. Fuori al primo turno, invece, Jessica Tomasi ed Elena Tonetta.
Risultati ancor migliori sono maturati in campo maschile, dove Mauro Nespoli è approdato in finale dopo aver prevalso in semifinale sul compagno di squadra Luca Maran per 6-5 (10-9 alla freccia di spareggio). Quest'ultimo, 18 anni, rappresenta la grande rivelazione della manifestazione iberica, alla quale è approdato dopo aver inanellato prestazioni eccezionali ai campionati italiani ed escludendo dalla squadra addirittura il campione olimpico di Atene 2004 Marco Galiazzo: una novità importante in chiave Londra 2012. Nella sfida per il titolo del Vecchio Continente Nespoli incrocerà il russo Alexander Kozhin. Maran, invece, ha concluso la sua avventura nell'individuale al quarto posto, dopo aver ceduto al campione olimpico Viktor Ruban nella finalina per il bronzo (6-2).
Per quanto riguarda le prove di equipe, la nazionale femminile, seconda in fase di qualifica, è già in semifinale ed attende la vincente di Ucraina-Moldova. Stesso discorso per gli uomini (primi nel turno preliminare), già in zona podio e pronti ad incontrare una tra Russia ed Olanda. Insomma, proprio la corazzata dell'Est Europa contenderà all'Italia il primato nel medagliere.


Federico Militello

Due podi iridati, brilla il ciclismo su pista azzurro


I tanti, forse troppi Soloni dello sport hanno dato per morto il ciclismo su pista azzurro ancor prima che i nostri atleti prendessero parte alla rassegna iridata di Apeldoorn (Olanda).
Nella terra dei tulipani, tuttavia, il Bel Paese ha già colto due luccicanti medaglie nella prima giornata di gare, con Giorgia Bronzini, bronzo nella corsa a punti, ed Elia Viviani, argento nello scratch.
La campionessa del mondo in carica su strada, oltre che già iridata su pista nel 2009 e vincitrice di 3 sfere di cristallo, ha conquistato 14 punti nei 10 sprint in programma, cedendo il passo solo alla bielorussa Tatsiana Sharakova (30) ed alla ceca Jarmila Machakova (20), entrambe capaci di guadagnare un giro sul resto del gruppo e, di conseguenza, 20 fondamentali lunghezze di margine sulla concorrenza. La 27enne romagnola, dunque, si è confermata ancora una volta ai vertici di una specialità di cui da ormai 3 anni appare l'atleta più talentuosa e costante dal punto di vista dei risultati.
Nello scratch maschile, inoltre, si è imposto a sorpresa il ciclista di Hong Kong Ho Ting Kwok, scaltro nel guadagnare mezzo giro di vantaggio a 10 giri dal termine ed a terminare in solitaria la propria corsa all'oro. L'italiano Viviani, tuttavia, è stato artefice di una prestazione mirabile, precedendo a sua volta il gruppo grazie ad una poderosa accelerazione a quattro tornate dal termine: il 22enne veneto, grande promessa del ciclismo nostrano sia su pista sia su strada (uomo da grandi classiche), ha denotato una condizione di forma straripante, che fa ben sperare per l'omnium, specialità dove andrà caccia di un altro podio e di punti decisivi per la qualificazione a Londra 2012. Ed ecco la nota dolente: le Olimpiadi. La corsa a punti e lo scratch, infatti, non fanno parte del programma a Cinque Cerchi, così come sono state escluse lo scorso anno anche l'americana e l'inseguimento individuale. In pratica, l'Italia ha visto evaporare tutte le gare in cui, per tradizione e caratteristiche attuali dei propri atleti, avrebbe potuto ambire legittimamente ad una medaglia. La Federazione internazionale, al contrario, ha favorito le nazioni del Commonwealth, privilegiando discipline dove i muscoli prevalgono su talento e senso tattico (inseguimento a squadre, velocità, keirin e velocità a squadre). Per accontentare tutti, si fa per dire, è stato introdotto l'omnium, competizione massacrante in cui si devono disputare ben sei prove (corsa a punti, scratch, giro lanciato, corsa ad eliminazione, km da fermo ed inseguimento individuale).
La nazionale tricolore, dunque, non è affatto in crisi, anzi, come si è potuto vedere quest'oggi e monitorando con attenzione anche i progressi delle nuove leve, gode di un eccellente stato di salute. Certamente le decisioni dell'Uci hanno inferto dei duri colpi al nostro movimento, in palese difficoltà sia nell'inseguimento a squadre sia nelle prove dedicate agli sprinter: in questi settori è in atto un progetto a lunga scadenza, i cui frutti saranno tangibili tra 4-5 anni.
Attualmente, però, la situazione non è così nera come la si vuol dipingere: tra un anno Viviani ambirà al podio a Londra nell'omnium, mentre Bronzini, per nulla demoralizzata dal venir meno della ''sua'' gara, si cimenterà su strada, dove, grazie anche ad un percorso piatto e poco selettivo, sarà da considerarsi tra le grandi favorite.

Federico Militello

martedì 22 marzo 2011

Milano Thunder, un'occasione persa


Parigi, Los Angeles, Baku e Astana (migliore seconda): sono queste le quattro formazioni che disputeranno i play-off delle Aiba World Series.
Nulla da fare, dunque, per i Milano Thunders, in quella che verrà ricordata come la competizione dei rimpianti. La compagine meneghina, infatti, possedeva tutte le carte in regola necessarie per aggiudicarsi il trofeo. In particolare, schierando le proprie tre punte di diamante (Valentino, Derevyanchenko e Russo), sarebbe stata difficilmente battibile dalle rivali in semifinale e finale.
La grande carenza della selezione italica, tuttavia, è stata la mancanza di ricambi all’altezza dei titolari, ad eccezione del bielorusso Vazgen Safaryants, sempre vittorioso nei quattro match in cui è stato schierato (60 kg). Nei pesi medio-massimi, vero e irrisolto anello debole della squadra per tutta la stagione, e massimi, invece, i vari Grisunis, Draskovic, Zimmerman e Beljo si sono rivelati inadeguati ad un torneo di tale levatura, uscendo quasi sempre sconfitti e palesando dei limiti evidenti nell’arte del boxare. Nella categoria dei gallo, infine, si sono alternati Picardi, Volkov e Parrinello, sicuramente dei buoni atleti, ma non dei fuoriclasse.
Milano, vincitrice di tre scontri diretti su quattro contro Parigi, può recriminare per aver letteralmente gettato al vento il sogno play-off nelle trasferte di Mosca ed Istanbul, dove, forse sottovalutando gli avversari, i tecnici azzurri non avevano schierato la miglior formazione possibile.
Esce rafforzato da questa nuova esperienza pugilistica ‘’Tatanka’’ Clemente Russo, dominatore della categoria dei massimi con 6 vittorie in altrettanti incontri. Il 28 maggio il campione del mondo di Chicago 2007 affronterà in Cina l’azero Magomedrasul Medzhidov nella finalissima per il titolo individuale. Si tratterà di una sfida sulle sei riprese: il vincitore si qualificherà per le Olimpiadi di Londra 2012, dove il boxer di Marcianise tornerà a gareggiare nei 91 kg, lasciando la ribalta dei +91 al campione olimpico Roberto Cammarelle.
Qualificato per la finale anche Sergiy Derevyanchenko, che attenderà l’azero Soltan Migitinov nell’atto conclusivo.

Federico Militello

lunedì 21 marzo 2011

''Italia, come stai?'': quale futuro per il dopo Follis? I progressi del badminton


Arianna Follis ha detto basta. A 33 anni (un'età affatto avanzata, soprattutto per i nuovi canoni dello sport), dopo innumerevoli gare e sacrifici, la fondista valdostana appende gli sci al chiodo per dedicarsi a tempo pieno alla propria famiglia: una scelta condivisibile. Non si può che essere grati ad un'atleta che ha segnato per oltre un quinquennio lo sci di fondo tricolore, raccogliendo quel ruolo di leader che sino al 2004 era stato di Gabriella Paruzzi. L'assenza di Arianna lascerà una voragine difficilmente colmabile nella compagine rosa del Bel Paese, considerando che appare altamente probabile anche il ritiro della 31enne Magda Genuin, in aperto contrasto con lo staff tecnico dopo l'esclusione dalla staffetta 4x5 ai Mondiali di Oslo. Per caratteristiche fisiche e muscolari, al momento non esiste in Italia una degna erede della Follis. Silvia Rupil (25 anni), l'azzurra più promettente e chiamata al definitivo salto di qualità sin dal 2011/2012, pecca di una componente fondamentale in questa disciplina, ovvero lo spunto veloce: quasi sempre, infatti, i moderni format di gara vengono decisi in volata, dunque risulta arduo imporsi senza un poderoso sprint finale. Inoltre sono latenti i suoi problemi nel passo alternato, tecnica dove invece può fare strada Virginia De Martin Topranin (23 anni), potenzialmente in grado di divenire una fondista completa, ma attualmente ancora molto acerba. Si comprende, quindi, come nel triennio di avvicinamento a Sochi 2014 la nazionale femminile sarà Marianna Longa-dipendente, con la 31enne di Livigno che dovrà non solo agguantare podi e vittorie per tenere a galla il movimento italico, ma anche fungere da traino per le compagne più giovani. Con una formazione numericamente così limitata, inoltre, subentra il problema della staffetta: chi schierare in una eventuale quarta frazione? Probabile che vengano provate a turno le giovanissime Melissa Gorra, Debora Agreiter e Francesca Di Sopra, tutte atlete di buone prospettive che, al loro primo anno in Coppa del Mondo, dovranno accumulare esperienza.

Insomma, i fasti del passato, quando l'Italia con Stefania Belmondo e Manuela Di Centa, sono definitivamente tramontati. Servono un progetto serio ed una ventata di novità nella preparazione delle nuove leve affinché lo sci di fondo femminile viva un futuro da protagonista, senza immalinconirsi nei ricordi di un passato ormai lontano.


Il badminton italiano continua a progredire. Agnese Allegrini, salita alla posizione n.65 del ranking mondiale dopo appena 6 mesi dal suo ritorno in attività, ha colto un brillante terzo posto nell'Open di Romania, superata in semifinale dalla giapponese Minatsu Mitani. La 28enne romana appare sensibilmente migliorata rispetto allo scorso quadriennio, essendo più matura dal punto di vista tattico e più sicura nell'esecuzione di alcuni fondamentali tecnici. L'impressione è che non solo possa qualificarsi alle Olimpiadi di Londra 2012, ma anche aspirare al passaggio di un paio di turni nella competizione a Cinque Cerchi. Molto bene (e questa è una novità rispetto al passato) anche gli uomini, con Giovanni Greco terzo in singolare nell'Open dell'Uganda e addirittura primo nel doppio disputato con il promettente Daniel Messersì. L'apertura del nuovo Palabadminton di Milano, avvenuta circa un anno fa, ha certamente portato dei frutti positivi a questa disciplina nel nostro Paese, così come gli investimenti sui giovani hanno permesso ad alcuni talenti in erba di affacciarsi sui palcoscenici internazionali. Ai nomi già citati si aggiungono anche Rosario Maddaloni e Giovanni Traina, atleti più esperti e con discrete possibilità di ambire a coronare il sogno olimpico. Insomma, il sentiero intrapreso dal volano italico non potrà che essere foriero di successi e soddisfazioni.


Federico Militello

domenica 20 marzo 2011

Arianna Follis, addio con vittoria; intramontabile Di Centa


Sci di fondo: Arianna Follis conclude in bellezza una carriera costellata di successi trionfando nella 10 km tl di Falun (Svezia), ultima prova non solo del mini circuito a tappe scandinavo ma anche della Coppa del Mondo. L'azzurra ha preceduto le norvegesi Astrid Jacobsen e Therese Johaug. Inoltre la fondista valdostana ha concluso la propria stagione al terzo posto della classifica generale, risultato che all'Italia mancava dal 2004, quando Gabriella Paruzzi si aggiudicò la sfera di cristallo. A 33 anni, dunque, l'atleta tricolore lascia da vincente, dopo aver accumulato in bacheca 8 vittorie nel circuito maggiore, 1 oro mondiale nella sprint tl di Liberec 2009, 1 argento nella medesima specialità nella recente rassegna iridata di Oslo, 1 bronzo nella 10 km tl di Sapporo 2007, un bronzo olimpico in staffetta nel 2006. Alla campionessa del Bel Paese, forse, è mancata solo una vittoria individuale a Cinque Cerchi per entrare nel mito. Ed ora cosa accadrà senza Follis e, molto probabilmente, Magda Genuin? Rimando alla rubrica ''Italia, come stai?'' per la risposta. Intanto in campo maschile Giorgio Di Centa ha agguantato una seconda ed una quarta piazza rispettivamente nella 20km pursuit e nella 15 km skating: 38 anni non contano nulla quando un atleta possiede ancora determinazione e forza di volontà.

Sci alpino: l'Italia chiude la stagione con il secondo posto nel team-event alle spalle della Germania. Per la formazione tricolore hanno gareggiato Giulia Gianesini, Denise Karbon, Manfred Moelgg e Cristian Deville. Il Bel Paese, inoltre, si è classificato al terzo posto complessivo nella classifica generale per nazioni di Coppa del Mondo, alle spalle di Austria e Svizzera.

Scherma: la nazionale del fioretto maschile composta da Andrea Baldini, Andrea Cassarà, Valerio Aspromonte e Giorgio Avola ha trionfato nella prova di Coppa del Mondo di Bonn, sconfiggendo in finale per 45-41 la Corea Del Sud. Intanto è tornato al successo in una prova individuale di spada anche il campione olimpico Matteo Tagliariol, primo nella prestigiosa competizione parigina del ''Challenge Monal''.

Federico Militello

sabato 19 marzo 2011

Il sussulto del campione: Razzoli primo a Lenzerheide


E' l'uomo dell'ultimo minuto. Lo scorso anno alle Olimpiadi di Vancouver colse l'unica medaglia d'oro azzurra proprio nella competizione di chiusura della rassegna a Cinque Cerchi. Quest'anno, dopo una stagione travagliata, ha piazzato la zampata del campione ancora nell'ultima gara in programma. Questo è Giuliano Razzoli, atleta dal talento poderoso, spesso discontinuo, ma con l'indole del fuoriclasse puro.
Nello Slalom Speciale delle finali di Coppa del Mondo in programma a Lenzerheide (Svizzera), il campione olimpico ha trionfato con appena 3 centesimi di margine sull'austriaco Mario Matt, frutto di una grande rimonta nella seconda manche, dove è risalito dall'ottava sino alla prima piazza. Il 26enne di Razzolo ha sfruttato appieno un tracciato favorevole alle proprie caratteristiche, con pendio dolce e neve scivolosa: incurante della nebbia e del nevischio incessante, il possente sciatore italico ha sfoderato una prestazione monumentale nella frazione conclusiva, condizionata anche da un grave errore nel finale in cui ha perso 4-5 decimi.
Per l'erede di Alberto Tomba si tratta della seconda vittoria in carriera in Coppa del Mondo, mentre nell'annata che si è appena conclusa ha conquistato nel complesso 2 podi (con il terzo posto nello Slalom di Kitzbuhel).
Prova opaca per gli altri azzurri in gara, con Manfred Moelgg nono e Cristian Deville (complice un pesantissimo errore), mentre è discreto il 16mo posto di Christof Innerhofer, sempre più proiettato verso la polivalenza.
La Coppa del Mondo di specialità è stata agguantata dal croato Ivica Kostelic.

Federico Militello

venerdì 18 marzo 2011

Schiavon torna al successo 5 anni dopo; un rientro importante nella ginnastica


Snowboard: la primavera è ormai alle porte, tuttavia dagli sport invernali continuano a sopraggiungere risultati di rilievo. Nella prova di Coppa del Mondo di snowboard-cross a Chiesa Valmalenco, infatti, l'italiano Alberto Schiavon ha ottenuto la sua seconda vittoria in carriera, a ben 5 anni di distanza dalla prima affermazione. Il 32enne azzurro ha preceduto al fotofinish gli americani Jonathan Cheever e Nate Holland. Discrete le prestazioni di Luca Matteotti ed Emmanuel Perathoner, rispettivamente 13mo e 17mo. Salgono a 5, dunque, i trionfi stagionali dell'Italia nello snowboard.

Ginnastica artistica: in vista del triangolare che la nazionale femminile disputerà domenica a Jesolo contro le temibili Russia e Stati Uniti, l'Italia sorride per il gradito ritorno in azzurro di Carlotta Giovannini, reduce da due stagioni sabbatiche. La 20enne di Castel San Pietro Terme, campionessa d'Europa al volteggio nel 2007 ad Amsterdam, rappresenta sicuramente una carta da giocare in più sulla strada delle Olimpiadi. Nella selezione tricolore è presente anche la promettente Carlotta Ferlito, vincitrice di 3 medaglie ai Giochi Olimpici giovanili del 2010. Assente, invece, Vanessa Ferrari, che prenderà parte nella medesima giornata alla prova di Coppa del Mondo di Parigi.

Dama: il Bel Paese, per la prima volta nella storia, è protagonista anche in questa disciplina. La prossima estate, infatti, Michele Borghetti (13-23 agosto) affronterà il campione in carica americano Alexander Moiseyev per la conquista del titolo mondiale. L'azzurro, che, al contrario del futuro rivale a stelle e strisce, pratica questa disciplina da dilettante, si è meritato questa grande opportunità trionfando nel ''Torneo dei Candidati'', sconfiggendo in finale l'ex-iridato di Barbados Ronald King.

Federico Militello

giovedì 17 marzo 2011

L'Italia gloriosa


Nel giorno del 150mo anniversario dell'Unità d'Italia, celebriamo degnamente i successi sportivi di un popolo che ha segnato oltre un secolo di storia con le sue epiche gesta e le sue leggendarie imprese.

Il nostro Paese, unico al mondo, ha saputo sin dall'inizio imporsi nelle più svariate discipline. Le prime medaglie olimpiche estive giunsero a Parigi nel 1900, con 2 ori (Gian Giorgio Trissino nell'equitazione ed Antonio Conte nella scherma) e 2 argenti (di nuovo Trissino ed Italo Santelli ancora nella scherma), mentre gli sport invernali celebrarono il primo sontuoso trionfo a St.Moritz nel 1948, quando l'indimenticato Nino Bibbia sbaragliò la concorrenza nello skeleton.
Anche nel calcio l'Italia si rivelò sin da subito come nazione di riferimento, conquistando i titoli iridati del 1934 e del 1938. Erano gli anni del Fascismo, dove lo sport tricolore toccò per la prima volta vette sino ad allora inesplorate, entrando a far parte inesorabilmente nella cultura della gente. Il Duce profuse molte energie nello sviluppo dell'attività fisica e l'apoteosi di tali investimenti si registrò nella superba Olimpiade di Los Angeles 1932, la migliore di sempre per gli azzurri con 36 medaglie complessive (12 ori) ed il secondo posto finale nel medagliere (mai così in alto nella storia) alle spalle degli Stati Uniti.
L'Italia fu sin da subito all'avanguardia anche negli sport motoristici. Nel 1950 nacque la F1 e con essa il mito Ferrari, la scuderia di gran lunga più vincente di tutti i tempi e sempre presente in ogni competizione iridata. Attualmente è più che lecito affermare che non avrebbe ragione di vita questa disciplina senza la presenza della casa di Maranello. I primi due Mondiali, tuttavia, non furono appannaggio della Ferrari, bensì di un'altra marca...italica! L'Alfa Romeo, infatti, pilotata da Nino Farina e dall'argentino Juan Manuel Fangio, si rivelò una folgore imprendibile.
L'Inno di Mamelì risuonò radioso anche nella prima edizione del Motomondiale, con Nello Pagani e Bruno Ruffo rispettivamente campioni del mondo nella 125 e 250.
Se il tricolore si è innalzato solenne nei cieli di tutto il globo sin dagli albori delle prime competizioni sportive, gli sviluppi successivi furono ancora migliori.
Nacquero le prime grandi icone (Coppi e Bartali nel ciclismo, Primo Carnera nella boxe) con le quali i cittadini si identificarono, acquisendo la consapevolezza di essere un popolo di prima grandezza. Con le Olimpiadi di Roma 1960 (36 medaglie e terzo posto nel medagliere) si ebbe una svolta epocale, forse decisiva. Da quel momento si consolidò l'epopea verde, bianco e rossa, in un susseguirsi di trionfi ed affermazioni memorabili. Quasi sempre invidiata dagli stranieri, l'Italia ha sfoderato nel susseguirsi dei decenni dei fuoriclasse intramontabili, le cui colossali imprese senza tempo rimarranno indelebili nei libri di storia: Livio Berruti, Pietro Mennea, Sara Simeoni, Alberto Cova, Vincenzo Maenza, Novella Calligaris, i fratelli D'Inzeo, Gustavo Thoeni, Adriano Panatta, i fratelli Abbagnale, Klaus Dibiasi, Antonio Rossi, Giacomo Agostini, Valentino Rossi, Alberto Tomba, Deborah Compagnoni, Stefania Belmondo, Marco Pantani, Paolo Bettini, Norberto Obersburger, Alessandra Sensini, Valentina Vezzali, Armin Zoeggeler, Dino Meneghin, Lorenzo Bernardi, Cristiana Conti, Juri Chechi, Francesca Schiavone, Paola Pezzo, Domenico Fioravanti, Massimiliano Rosolino, Federica Pellegrini.
Un'Italia che nel corso del tempo ha allargato i propri orizzonti, riuscendo a primeggiare anche in specialità dalle scarse tradizioni (tennis tavolo, triathlon, pentathlon moderno, beach volley, squash, ginnastica ritmica, combinata nordica, salto con gli sci), raggiungendo una completezza unica nel pianeta, che la rende immensa, splendente ed inimitabile. Una potenza che sempre calcherà con onore ed ambizione i grandi palcoscenici mondiali, nel ricordo di una tradizione gloriosa.

Federico Militello

Intervista a Sandra Gasparini, la migliore azzurra dello slittino


Conclusa da ormai un mese la stagione di Coppa del Mondo, l’azzurra Sandra Gasparini traccia un bilancio della sua positiva annata, culminata con la decima posizione ai Mondiali di Cesana Pariol.

La tua è stata una stagione costellata da alti e bassi: cinque volte tra le 10 (compresi i Mondiali), ma anche tre fuori dalle 15. A cosa è dovuta questa discontinuità, a volte palesata anche tra una manche e l’altra? Sei nel complesso soddisfatta dei tuoi risultati?
‘’Sino ad ora mi manca una buona dose di esperienza. Per me non é cosi facile fare una discesa identica all‘altra!Tuttavia quest´anno ho fatto un grande passo in avanti e nel complesso sono contenta, anche se sono consapevole che via sia molto lavoro da svolgere in futuro’’.

Il decimo posto ai Mondiali di Cesana ha riportato un'azzurra tra le top10 del globo dopo molti anni: dove pensi di poter arrivare in futuro? Quali sono i tuoi obiettivi?
‘’Le atlete della Germania ed anche le canadesi (senza dimenticare le russe) si esprimono su livelli altissimi, tuttavia quest‘anno mi sono accorta che anche io posso andare molto forte. Serve ancora un po’ di pazienza e lavoro duro: in futuro mi vedo sul podio’’.

Ti aspettavi che la canadese Alex Gough riuscisse a battere le teutoniche Tatjana Hufner e Natalie Geisenberger, ponendo fine ad una egemonia ultradecennale? Le tedesche si sono indebolite oppure è la concorrenza ad essersi rafforzata?
‘’Gough ha vinto grazie ad un errore della Hufner. Secondo me la Germania resta ancora un gradino superiore alle concorrenza’’.

Che tipo di preparazione svolgerai la prossima estate? Su quali aspetti ti concentrerai per scalare altre posizioni nel ranking?
‘’In estate svolgerò principalmente degli esercizi di tecnica e di forza dedicati alla fase di partenza, un fattore sempre più importante nello slittino’’.

Quanto è importante per lo slittino italiano che la pista di Cesana Pariol resti aperta (ci sono in proposito segnali positivi, n.d.r.)?
‘’E’ molto importante che la pista resti aperta, perche é l´unica che abbiamo in Italia. Si tratta di un budello tecnico e veloce, perfetto per i nostri allenamenti’’.

Il settore giovanile sta mettendo in luce alcune ragazze interessanti che presto potrebbero affiancarti.
‘’In effetti è vero, la squadra juniores può contare su un paio di ragazze che hanno iniziato quest’anno a praticare slittino su pista artificiale, conseguendo subito dei risultati interessanti. C’è da essere ottimisti per il futuro’’.

Come valuti il team-event? Ai Mondiali Cesana non si è potuto gareggiare a causa di un problema tecnico, eppure questa gara dovrebbe essere inserita nel programma olimpico. Qual è la tua opinione in proposito?
‘’A me piace la staffetta piace molto. Peccato per l’inconveniente dei Mondiali a casa, spero che diventi una competizione a Cinque Cerchi. Di certo per me sarebbe un’altra buona opportunità per conquistare una medaglia’’.

Come ti sei avvicinata allo slittino? Lo consiglieresti alle teen-agers?
‘’Ho iniziato a 5 anni praticando lo slittino su pista naturale, passando poi a 13 anni a quello sul catino artificiale. Alle ragazze dico che questo è uno sport sicuramente impegnativo, tuttavia perfetto per coloro che adorano la velocità. Invito tutte a provare’’.

Nell’ambiente sei stata definita tra le slittiniste più avvenenti del circuito: come vivi questa situazione?
‘’Non penso di essere la più carina, per me è tutto come prima. A me la bellezza interessa relativamente, il mio vero obiettivo è diventare presto una grande atleta’’.

Federico Militello

mercoledì 16 marzo 2011

Verso Londra 2012: quanti sport di squadra azzurri ai Giochi?


A 499 giorni dall'apertura delle Olimpiadi di Londra 2012, analizziamo quali potranno essere gli sport di squadra italici che parteciperanno alla competizione sul suolo britannico.

Con calcio (maschile e femminile), pallamano e hockey sul prato maschile già fuori da ogni discorso qualificazione, restano in lizza sette discipline: volley (m. e f.), pallanuoto (m. e f.), basket (m. e f.) ed hockey sul prato femminile.

Al momento le principali indiziate alla qualificazioni ai Giochi sono pallavolo femminile e maschile e pallanuoto maschile. Poche speranze per Setterosa e pallacanestro, la sorpresa potrebbe arrivare dalle ragazze dell'hockey.


Le candidate principali: la pallavolo femminile non dovrebbe incontrare alcun tipo di difficoltà nello staccare il pass. Ad una squadra già solida, giunta quinta agli ultimi Mondiali, si aggiungeranno la fuoriclasse oriunda Carolina Costgrande e la rivelazione del campionato italiano Monica Ravetta. Una volta a Londra, il volley rosa sarà da medaglia. Stesso discorso vale per il Settebello, argento agli ultimi Europei e formazione dai più ampi margini di miglioramento nel Vecchio Continente. Più complicato il discorso per la pallavolo maschile, che comunque potrà beneficiare dell'ultimo torneo di qualificazione in programma a Roma. La massima serie (A1) non ha proposto novità particolarmente interessanti, dunque il nuovo ct sarà obbligato a pescare i giovani in A2. Rimane il nodo-Fei: farà ancora parte del gruppo tricolore o il suo addio all'azzurro sarà definitivo? Nel complesso giocatori di talento come Savani, Parodi, Mastrangelo, Birarelli e Martino forniscono ampie garanzie per la partecipazione a Cinque Cerchi.


Serve l'impresa: nello sport moderno qualificarsi alle Olimpiadi è diventato molto più arduo che conquistare un podio. Nel basket maschile, infatti, solo le prime due classificate dei prossimi Europei potranno staccare l'ambito biglietto, mentre le selezioni dal terzo al sesto posto disputeranno un torneo pre-olimpico su scala mondiale. Razionalmente, l'Italia non vale al momento queste posizioni, neppure con le sue stelle Nba (ammesso che vi partecipino). Il ct Piangiani sta svolgendo un lavoro apprezzabile, dando spazio ai (pochi) giovani di talento del nostro campionato (Melli, Gentile e Hackett su tutti) e convocando un oriundo di valore come l'americano Jeff Viggiano. L'impressione, però, è che servano almeno 2 anni per amalgamare la squadra. Situazione simile, ma ancora più complessa per il basket femminile, che dovrà addirittura giocare un Additional Round per la qualificazione agli Europei. Infine il Setterosa: il processo di ricostruzione procede a piccoli passi. Per andare in Gran Bretagna, tuttavia, bisognerà classificarsi tra le prime tre in un torneo (da disputare in Italia) con Russia, Olanda, Canada, Spagna, Grecia e Ungheria: attualmente pare un'impresa improba per le azzurre.


La possibile sorpresa: già nel 2007 l'Italia dell'hockey prato femminile sfiorò una storica qualificazione a Pechino 2008 perdendo nel match decisivo dalla Corea del Sud. In questi anni il progetto tricolore si è evoluto, grazie ad ottimi investimenti nel settore giovanile ed a raduni sempre più frequenti della prima squadra. La presenza di alcune oriunde, inoltre, potrà fare la differenza: dalle gemelle olandesi Padalino, alle argentine Obrist e Canavosio, fino alla polacca Wybieralska. Un dato singolare: in squadra sono presenti ben 4 coppie di gemelle: oltre alle già ricordate Padalino, figurano De Guio, Chirico e Pacella. In questo settore servirà una mano dal sorteggio: in caso di torneo preolimpico da disputare in Azerbaijan o India aumenterebbero le chances. Tutto si complicherebbe, invece, qualora le azzurre vengano inserite nel gruppo del temibile Giappone. In definitiva, il sogno, mai come in questa occasione, pare alla portata.


Federico Militello

lunedì 14 marzo 2011

'Italia, come stai?': un fine settimana trionfale per il tricolore


Un week-end all'insegna di podi e vittorie in tutte le discipline: lo sport italiano può esultare e guardare con legittimo ottimismo ai prossimi eventi in programma.

Nei tuffi il Bel Paese ha concluso gli Europei di Torino al terzo posto nel medagliere finale (preceduto da Russia e Germania) con 3 ori ed un bronzo, un bottino lusinghiero e maturato grazie a prestazioni tecniche che permetterebbero di lottare anche in orbita iridata. Protagoniste assolute sono state le donne, in grado di accaparrarsi tutte le medaglie del carniere tricolore. Tania Cagnotto è l'atleta copertina di questa rassegna continentale, nella quale ha colto 2 successi (1 metro e 3 metri sincro) ed una terza piazza (3 metri). La 25enne di Bolzano, seppur ancora giovane anagraficamente, rappresenta ormai una certezza consolidata nei grandi appuntamenti da quasi un decennio ed i suoi numeri, d'altronde, parlano chiaro: 18 allori internazionali, di cui 4 agguantati ai Mondiali (1 argento e 3 bronzi) e 14 agli Europei (9 ori, 1 argento e 4 bronzi). Mai in passato l'Italia aveva potuto contare su una tuffatrice di tale levatura. A questo punto alla figlia di Giorgio Cagnotto manca solo una medaglia olimpica per completare un palmares strepitoso: a Londra 2012 avrà la maturità giusta e l'esperienza necessaria per tentare l'impresa. Serve ricordare, infine, che il programma della tuffatrice italica dai 3 metri presenta lo stesso coefficiente di difficoltà delle cinesi, dunque, una volta trovati gli automatismi ideali nell'esecuzione, anche le asiatiche potranno considerarsi a tiro. Nei 10 metri, inoltre, è esplosa definitivamente la stella di Noemi Batki, regina d'Europa per la prima volta in carriera. Talento, dedizione al lavoro ed ambizione sono le componenti che meglio descrivono questa 23enne italo-ungherese, il cui programma di gara sarà arricchito da tuffi a più alto coefficiente: la sfida al resto del mondo è già lanciata. Il settore maschile, invece, attraversa un momento di appannamento: in parabola discendente l'eterno Nicola Marconi (neppure in gara nel sincro da 3 metri a causa dell'infortunio del fratello Tommaso), discreto ma non competitivo per il podio Michele Benedetti, buio assoluto nella piattaforma. Certamente hanno influito sul rendimento negativo gli infortuni di Christopher Sacchin e Francesco Dell'Uomo (ormai fermi da diverso tempo), tuttavia la sostanza non muta: alle spalle dei titolari faticano ad emergere nuovi talenti. Purtroppo si è arrestata completamente la crescita dell'astro nascente Andrea Chiarabini, annunciato fenomeno a 14 anni (dove fu schierato nel sincro 10 metri a Roma 2009) ma ora in preda ad una vera crisi di identità. Da seguire il promettente Giovanni Tocci, già messosi in luce alle Olimpiadi giovanili di Singapore. Serve un cambio nelle modalità di allenamento, privilegiando maggiormente l'aspetto della preparazione fisica in uno sport sempre più popolato da culturisti.

Nel biathlon l'Italia ha conquistato una medaglia iridata a 10 anni dall'ultima volta. Il merito è del fenomenale Lukas Hofer, atleta dal talento immenso ed in prepotente crescita. Il 21enne altoatesino ha disputato la propria miglior gara proprio nell'appuntamento più importante della stagione, denotando un carattere da campione autentico. Formidabile ed incisivo nel passo sugli sci, la promessa tricolore dovrà incrementare ulteriormente il proprio rendimento al poligono per poter ambire a competere per la Coppa del Mondo assoluta (anche se il 19/20 della mass start lascia ben sperare per l'avvenire). Infine una suggestione: considerando il momento opaco dello sci di fondo tricolore, Hofer non potrebbe far molto comodo in una eventuale quarta frazione in staffetta? Nel complesso il biathlon nostrano si trova appena all'inizio di una nuova era di successi, che non solo rinverdirà i fasti degli anni '90, ma potrebbe addirittura raccogliere frutti maggiori. Oltre all'ormai affermato Lukas, infatti, costituiscono delle garanzie i veterani René Vuillermoz e Christian De Lorenzi, mentre il 26enne Markus Windisch, una volta che avrà superato le paure dell'ultimo poligono, sarà in grado di agguantare qualche sporadico podio, soprattutto nella 20 km individuale. Alle spalle dei capitani, inoltre, spingono per l'ingresso in squadra i giovani Pietro Dutto (il più pronto al grande salto), Dominik Windisch e Michael Galassi. In campo femminile, inoltre, è solo questione di tempo l'ascesa ai vertici globali di Dorothea Wierer, già nona nella prova ad inseguimento a soli 20 anni (dopo aver vinto tre ori nella rassegna iridata juniores dello scorso mese di gennaio): con Hofer potrà formare una coppia di fuoriclasse assoluti. Insomma, l'Italia possiede le credenziali giuste per poter divenire una potenza di questo sport.

Continua la scalata la scalata di Arianna Fontana verso l'Olimpo dello short track. Dopo aver conseguito una medaglia di bronzo nei 500 metri alle Olimpiadi di Vancouver (senza dimenticare la terza piazza in staffetta a Torino 2006 a soli 15 anni!), la 20enne di Sondrio si è consacrata definitamente in questa stagione, nella quale ha ottenuto diversi piazzamenti tra le top3 in Coppa del Mondo e, soprattutto, tre medaglie ai Mondiali, con 2 argenti (500 e 1000) ed un bronzo (classifica all-round). La pattinatrice tricolore ha raggiunto una grande completezza, avendo aggiunto una grande resistenza alla sua fulminea velocità di base: ciò permette alla giovane italiana di poter essere competitiva in tutte le distanze. Inoltre, grazie agli insegnamenti del tecnico canadese (part-time) Eric Bedard, è decisamente migliorata anche la sua tattica di gara: ora Arianna sa gestire la competizione con scaltrezza e prontezza di riflessi, doti fondamentali in una disciplina dove a causa di pochi millesimi di secondo si può passare dal paradiso all'inferno. Insomma, la forte atleta lombarda può considerarsi una vera stella di questa disciplina, essendo l'unica europea dell'ultimo decennio ad aver colmato il gap con le grandi potenze asiatiche (Cina e Corea del Sud). L'impressione è che presto l'azzurra potrà ambire anche al primato assoluto, considerando la sua età ancora verdissima ed inferiore a quella delle rivali.
Complessivamente il settore femminile gode di una vitalità mai provata in passato, con Martina Valcepina già tra le protagoniste della distanza più breve (della quale è campionessa del mondo juniores) e le giovanissime Arianna Valcepina ed Elena Viviani già affacciatesi con discreti risultati nel circuito maggiore: esistono i presupposti per creare una staffetta di valore.
Stagione molto negativa, invece, per gli uomini. In un'annata in cui le compagini del Vecchio Continente (Francia, Germania, Olanda e Gran Bretagna) hanno in più di una circostanza sorpreso le corazzata asiatiche e nord-americane, la selezione del Bel Paese ha palesato una preoccupante flessione. Nicola Rodigari, ormai alla soglia dei 30 anni, fatica al reggere il ritmo delle nuove leve straniere, mentre l'assenza da inizio stagione di Yuri Confortola (fermo un grave infortunio) ha privato il gruppo del suo elemento di maggiori prospettive. Come per i tuffi, anche in questo settore emerge una totale assenza di ricambio generazionale, dove il solo Tommaso Dotti (18 anni) ha mostrato delle qualità interessanti su cui lavorare.

Federico Militello

domenica 13 marzo 2011

Arianna Fontana, altri due podi mondiali! Ennesimo trionfo nella scherma


Short track: Arianna Fontana è entrata definitivamente nel gotha di questo sport. Dopo l'argento ottenuto ieri nei 500 metri, la 20enne di Sondrio ha colto un'altra piazza d'onore quest'oggi nei 1000 ai Mondiali di Sheffield, lottando sino in fondo addirittura per il titolo iridato all-round, dove infine si è 'accontentata' di un bronzo dopo la settima piazza nei 3000. Entrambi le medaglie d'oro sono state appannaggio della coreana Cho Ha-Ri. Resta un dato di fatto incontestabile: Arianna ha colmato definitivamente il gap con Asia e Nord-America e nei prossimi anni, considerando anche l'età inferiore rispetto alle titolate avversarie, potrà puntare legittimamente al bersaglio grosso. Rimando alla rubrica 'Italia, come stai?' per ulteriori approfondimenti.

Scherma: il Dream Team del fioretto femminile costituisce al momento il vero fiore all'occhiello dello sport tricolore. Nella prova a squadre, infatti, il quartetto formato da Valentina Vezzali, Arianna Errigo, Elisa Di Francisca ed Ilaria Salvatori, che ieri avevano monopolizzato le prime quattro posizioni nell'individuale, ha festeggiato l'ennesimo trionfo sconfiggendo in finale la Russia per 39-32. In precedenza le azzurre avevano raggiunto l'atto conclusivo senza alcuna difficoltà, infliggendo severe lezioni nell'ordine a Messico (45-14), Ungheria (41-22) e Polonia (45-28). Quella tricolore può considerarsi una vera e propria monarchia assoluta.

Federico Militello

Cagnotto-Dallapé incantano Torino e conquistano il terzo oro europeo


Tania Cagnotto e Francesca Dallapé si confermano la coppia più forte d'Europa nel trampolino da 3 metri sincronizzato, arpionando la terza medaglia d'oro consecutiva in questa specialità nella rassegna continentale di Torino. Un successo maturato grazie ad una grande prova di carattere, che ha esaltato ulteriormente le grandi qualità delle azzurre. Dopo aver concluso in testa i primi due tuffi 'obbligatori' (con coefficiente 2.0), la coppia tricolore si vedeva scavalcare dalle russe Nadezda Bazhina e Svetlana Philippova a causa di un doppio e mezzo indietro al di sotto dei loro consueti standard. A questo punto, tuttavia, le tuffatrici italiche ritrovavano concentrazione e rabbia agonistica, scavalcando le zarine negli ultimi due turni grazie a delle esecuzioni pulite e senza sbavature. 320.40 il punteggio finale per il duo italiano, 3.17 in più delle atlete dell'Est Europa.
Il prossimo obiettivo per Cagnotto e Dallapé, già medaglia d'argento ai Mondiali di Roma 2009, sarà quello di salire sul podio nella rassegna iridata di Shanghai in programma la prossima estate, risultato che garantirebbe la qualificazione diretta alle Olimpiadi di Londra 2012. Con cinque tuffi ai limiti della perfezione, inoltre, non è audace pensare che le azzurre possano cullare anche il sogno di impensierire le padrone di casa della Cina (servirebbero 20 punti in più di quelli odierni per ambire al primato assoluto).
L'Italia, dunque, conclude l'Europeo con quattro medaglie complessive (3 ori ed 1 bronzo), tutte conquistate in campo femminile, il cui stato di salute può definirsi ottimo. Si registra, invece, una decisa involuzione nel reparto maschile, dove alcune nazioni come Germania, Russia, Ucraina e Francia appaiono ormai due gradini superiori ad una selezione tricolore sempre più distante dal vertice.

Federico Militello

sabato 12 marzo 2011

Scherma, rugby, biathlon, short track, tuffi: una giornata epica per l'Italia


Sabato 12 marzo 2011: una delle giornate più radiose della storia dello sport italiano. Il Bel Paese, infatti, ha brillato praticamente in tutte le discipline in cui ha preso parte. Migliore omaggio non poteva esserci per le celebrazioni del 150mo anniversario della nostra amata nazione.
L'apoteosi di maggior spicco si è verificata (ovviamente) nella scherma, dove il magico Dream Team del fioretto femminile ha stabilito un ennesimo record, con quattro italiane ai primi quattro posti nella prova di Coppa del Mondo di Torino, nell'ordine Valentina Vezzali (a 37 anni ancora superiore per talento, continuità ed esperienza alle rampanti compagne di squadra), Arianna Errigo, Elisa Di Francisca ed Ilaria Salvatori (queste ultime due terze a pari merito): un dominio inscalfibile.
Arrivano ancora sontuose soddisfazioni anche dagli sport invernali. Lukas Hofer ha riportato l'Italia del biathlon su un podio iridato dopo 10 anni, grazie al bronzo conquistato nella mass start di Khanty Mansiysk (Russia) alle spalle del norvegese Svedsen e del russo Ustyugov. A soli 21 anni, dunque, il fenomeno altoatesino si è già consacrato sui palcoscenici globali, mettendo in carniere il primo alloro di una carriera che si preannuncia luminosa. Strepitoso anche l'argento conseguito da Arianna Fontana ai Mondiali di short track nei 500 metri, preceduta solo dalla cinese Fan Kexin. La 20enne di Sondrio, inoltre, è terza nella classifica generale e domani proverà a difendere il podio nei 1000 e nei 3000.
Tania Cagnotto si conferma allergica al trampolino da 3 metri agli Europei, competizione che ha vinto una sola volta in passato. Il bronzo ottenuto nella rassegna continentale di Torino, però, deve essere considerato un risultato apprezzabile, soprattutto perché maturato al termine di una gara ben al di sotto del proprio potenziale. La 25enne di Bolzano resta l'unica atleta in grado di poter impensierire la Cina e domani cercherà di agguantare un altro oro nel sincro con Francesca Dellapé dopo quello vinto nella prova da 1 metro.
Del rugby, infine, troverete un articolo al seguente link: http://sportsecondomilitello.blogspot.com/2011/03/italia-garibaldina-france-au-revoir.html.
Nessuno come l'Italia.

Federico Militello

Italia garibaldina: France au revoir!


Per la nazione, la bandiera, l'orgoglio di un popolo: l'Italia del rugby, 150 anni dopo l'epopea dei Mille, celebra una vittoria titanica contro la Francia, superata al Flaminio per 22-21 nel quarto turno del Sei Nazioni. E' il successo del cuore, dell'umiltà e della perseveranza. Gli arroganti transalpini, giunti nel Bel Paese con la baldanza di poter prevalere sulla selezione tricolore in assoluta scioltezza (''Vacanze romane'' titolavano i giornali d'Oltralpe alla vigilia del match), tornano a Parigi devastati nel corpo e nell'anima, sorpresi e annientati dall'immensa forza di volontà azzurra. L'Italia ha trionfato ancor prima di scendere in campo: il vero di salto di qualità, infatti, è stato compiuto nella testa. La nostra rappresentativa ha acquisito la consapevolezza di poter rivaleggiare ad armi pari con qualsiasi avversario, conscia della necessità di far emergere le proprie qualità (mischia e difesa) e di limitare oltremodo i propri limiti (touche e mediana). Insomma, una svolta epocale per la palla ovale nostrana, i cui meriti vanno attribuiti al ct sudafricano Nick Mallet, persona onesta e competente, purtroppo poco supportato dai vertici federali.
L'incontro odierno è stato deciso negli ultimi 20 minuti, che nel rugby vengono definiti ''quelli della verità''. Sul 18-6 per i nostri avversari, Andrea Masi, schierato come estremo e nominato 'uomo del match', realizzava una meta di pregevole fattura, azionata dall'ottimo Tommaso Benvenuti, talentuoso trequarti di qualità al debutto nel torneo, segnale che nello Stivale esistono dei giovani prospetti su cui investire. Nel finale, poi, l'Italia si scatenava, attaccando a testa bassa e conquistando i calci piazzati che Mirco Bergamasco realizzava con freddezza. A 5 minuti dal termine avveniva il sorpasso. La Francia tentava il tutto per tutto, decisa a non subire un'onta epocale. E qui la leggenda prendeva corpo. I gladiatori azzurri resistevano con coraggio, respingendo gli assalti dei titolati rivali. Il respiro diventava sempre più affannoso, la fatica piegava le gambe, il tempo pareva essersi fermato. Momenti di indicibile sofferenza che si trasformavano infine in un debordante grido di vittoria. L'Italia, 14 anni dopo Grenoble (era la finale di Coppa Europa che sancì in pratica l'ingresso nel Sei Nazioni), piega i 'blues' e, ora come allora, è soave la sensazione di trovarsi all'inizio di una nuova era rugbistica tricolore.

Federico Militello

venerdì 11 marzo 2011

Tania Cagnotto stellare: sontuoso oro europeo da 1 metro


Tania Cagnotto si conferma imbattibile in Europa nel trampolino da 1 metro: nella rassegna continentale di Torino, infatti, l'atleta tricolore ha conseguito la terza medaglia d'oro consecutiva, dominando la competizione dal primo all'ultimo tuffo. La 25enne di Bolzano ha realizzato un punteggio straordinario di 312.05 punti, suo record personale, che incute timore anche alle maestre cinesi. Abissali i distacchi inflitti dall'azzurra alla concorrenza: 24 e 25 lunghezze rispettivamente alla russa Nadezda Bazhina ed alla svedese Anna Lindberg. Podio sfiorato, inoltre, per la romana Maria Marconi, quarta a meno di 5 punti dal bronzo.
Cagnotto, reduce da due proficui mesi di allentamento in Australia, è parsa in forma straripante, denotando fluidità di azione, pulizia nel gesto tecnico e leggerezza nell'ingresso in acqua: una gara da marziana, inarrivabile per la concorrenza. Domani Tania andrà a caccia del bis nel trampolino da 3 metri, il cui unico trionfo europeo in questa specialità risale al 2009 , sempre a Torino (quasi un paradosso considerando che la tuffatrice italica vanta nel proprio palmares ben 3 bronzi iridati in tale disciplina, oltre che l'argento a Roma 2009 nel sincro con Francesca Dellapé).
Nella competizione maschile del trampolino da 3 metri sincronizzato, medaglia d'oro per i russi Evgeny Kuznetsov ed Ilya Zakharov (454.68), davanti ai tedeschi Patrick Hausding e Stephan Feck (441.45) ed ai francesi Matthieu Rosset e Damien Cely (425.37). Settima piazza per gli azzurri Tommaso Rinaldi e Michele Benedetti (382.71), che hanno sostituito in extremis i fratelli Marconi a causa di un infortunio muscolare patito ieri da Tommaso, il minore dei due.

Federico Militello

Karbon risorge ed è seconda a Spindleruv Mlyn; occasione persa nel biathlon


Sci alpino: infinita Denise Karbon. Nonostante sia stata martoriata da un susseguirsi di infortuni (l'ultimo della serie risale a fine novembre), la 30enne di Castelrotto ha trovato nuovamente la forza di reagire, terminando seconda nel Gigante di Spindleruv Mlyn (Repubblica Ceca) e tornando sul podio (il 16mo in carriera) a ben 16 mesi di distanza dall'ultima volta. La delusione del quarto posto iridato, dunque, può considerarsi definitivamente dimenticata. Successo meritato per la campionessa olimpica tedesca Viktoria Rebensburg, che ha dominato la competezione realizzando il miglior tempo in entrambe le manches e precedendo l'azzurra di ben 1"26. Ottima terza piazza per l'americana Lindsey Vonn, che, approfittando di un grave errore della tedesca Maria Riesch, riapre completamente il discorso Coppa del Mondo: ora la fuoriclasse a stelle e strisce deve recuperare appena 38 lunghezze alla capo-classifica. Complessivamente sufficienti le prove di Federica Brignone e Manuela Moelgg, rispettivamente quinta e nona (anche se erano seconda e terza dopo la discesa iniziale).


Biathlon: risultato lusinghiero per l'Italia ai Mondiali di Khanty-Mansiysk, con la staffetta maschile quinta nella gara vinta dalla Norvegia davanti a Russia ed Ucraina. In realtà si tratta di una grande occasione persa: il quartetto azzurro, infatti, è stato sino all'ultimo poligono in lotta per una medaglia, prima che Markus Windisch fallisse ben 4 fatali bersagli, con susseguente giro di penalità. Con un errore in meno il Bel Paese avrebbe agguantato il bronzo. Non è la prima volta che i nostri atleti gettano proprio nel finale l'opportunità di conquistare un grande risultato: sicuramente sarà un aspetto su cui lavorare molto in futuro. Ottima terza frazione per Lukas Hofer, molto bene anche René Vuillermoz in seconda, mentre si è difeso con onore Christian De Lorenzi al lancio.


Federico Militello

mercoledì 9 marzo 2011

Noemi Batki domina l'Europa e lancia la sfida alla Cina


L'Italia continua a mietere successi in ogni disciplina sportiva. Questa volta è toccato ai tuffi festeggiare la prorompente affermazione di Noemi Batki, superba nell'agguantare la prima medaglia d'oro in carriera nella piattaforma 10 metri agli Europei di Torino. La 23enne italo-ungherese, dunque, ha scalato una posizione verso l'alto dopo l'argento conseguito nella rassegna continentale di Budapest 2010. Dopo una fase di qualifica costellata da imperfezioni e terminata al nono posto, l'azzurra si è letteralmente scatenata in finale, realizzando il proprio record personale (346.45 punti) e precedendo di ben 19 lunghezze la grande favorita russa Yulia Koltunova, per la quale è stato fatale un secondo tuffo completamente errato (con voti tra il 4 ed il 4.5). La rappresentante del Bel Paese, invece, ha sfoderato una prestazione regolare, realizzando un vero capolavoro nelle ultime due tornate, dove ha fatto incetta di voti superiori all'otto. Bronzo per la tedesca Maria Kurjo.
Con questo successo, inoltre, la nativa di Budapest si è qualificata per le Olimpiadi di Londra 2012 con più di un anno di anticipo. Per il tricolore questa medaglia d'oro europea costituisce una gemma preziosissima, poiché la selezione italica ha oramai trovato una campionessa talentuosa e dal radioso avvenire, fattore che attenuta la Cagnotto-dipendenza (la cui prima gara è in programma venerdì). Batki, poi, possiede una forte personalità, tanto da aver già lanciato il proprio guanto di sfida niente meno che alle fuoriclasse cinesi: da qui alla prossima stagione, infatti, metterà a punto dei tuffi con coefficienti di difficoltà ancora maggiori, puntando a rivaleggiare ad armi pari con le maestre asiatiche ai prossimi Giochi Olimpici. Non bisogna dimenticare, tuttavia, che l'attuale livello tecnico dell'italiana è già tale da garantirle un risultato tra le prime 5 ai prossimi Mondiali di Shanghai.
12ma piazza per la debuttante Giorgia Barp, la cui crescita sarà da valutare con attenzione per costruire in un futuro prossimo una coppia sincronizzata di grande prospettiva con la stessa Batki.
Nella competizione del trampolino maschile da 1 metro, infine, trionfo per il russo Evgeny Kuznetsov (427.05), che ha preceduto l'ucraino Illya Kvasha (419.65) ed il promettente francese Matthieu Rosset.

Federico Militello

martedì 8 marzo 2011

'Italia, come stai?' (seconda parte): atletica in salute, Campriani una sicurezza nel tiro a segno


Più che per i podi conquistati agli Europei indoor di Parigi, l'Italia deve gioire per le eccellenti prestazioni dal punto di vista tecnico di Simona La Mantia, Antonietta Di Martino e Fabrizio Donato: tutti e tre, nelle rispettive discipline, hanno ottenuto misure che consentirebbero loro di lottare per le medaglie in qualsiasi grande evento globale (Mondiali ed Olimpiadi). Si tratta di atleti non più giovanissimi, ma affatto logori dal punto di vista fisico: le molte stagioni ai box a causa degli infortuni, infatti, hanno preservato la muscolatura, dunque è plausibile che Di Martino e Donato possano presentarsi nelle prossime competizioni internazionali nella miglior condizione della loro carriera. Il discorso è leggermente diverso per La Mantia, più giovane (27 anni) ed ancora in grado di migliorare anche dal punto di vista dell'esecuzione, in particolare nella fase di step (il secondo salto per intenderci). La triplista sicula, inoltre, potrà giovarsi del fatto che al momento questa disciplina non presenta fuoriclasse in grado di monopolizzare le gare, al contrario di quanto accade in campo maschile, dove il francese Thamgo rischia di segnare un'era.
Se i veterani, fieri ed orgogliosi, mostrano gli artigli, non sfigurano neppure alcuni giovani di belle speranze. In particolare piace sempre più l'approccio alle gare di Marco Fassinotti nel salto in alto, grande agonista che proprio in gara riesce ad esprimere il meglio delle proprie potenzialità. Il 2.29 saltato Oltralpe è un messaggio chiaro: il record italiano (2.33) di Marcello Benvenuti, datato addirittura 12 settembre 1989, pare ormai in serio pericolo. Bene anche Marta Milani nei 400 metri piani, atleta in crescita esponenziale e traino della staffetta del miglio (che potrà rafforzarsi ulteriormente con l'innesto estivo di Libania Grenot). Da rivedere completamente, invece, il settore del mezzofondo, non competitivo in Europa ed addirittura assente al cospetto dell'Africa. Da questo punto di vista urge un cambiamento nella legislazione italiana, o almeno una deroga ad hoc per il mondo nello sport (come già accade all'estero, Russia in primis): non è possibile che tanti figli di immigrati, seppure in Italia sin dalla tenera età, non acquisiscano la cittadinanza a 18 anni se non in presenza di determinati requisiti. Si parla tanto di integrazione, ma poi la realtà dei fatti è completamente avulsa dagli intenti sbandierati. Insomma, servono nuovi innesti per far risorgere un settore che tante gioie aveva portato al nostro Paese in passato.

Agli Europei di tiro a segno di Brescia i rappresentanti del Bel Paese hanno patito oltremodo la pressione di competere in casa. Tuttavia un podio è arrivato grazie all'ormai maturo Niccolò Campriani, una vera certezza in campo internazionale. Il 23enne fiorentino da ormai tre anni agguanta medaglie in tutte le manifestazioni di spicco (non a caso è campione del mondo in carica) ed anche nella rassegna del Vecchio Continente, sebbene debilitato dall'influenza, non ha tradito le aspettative nella carabina 10 metri. Nel prossimo biennio, inoltre, il cecchino tricolore reciterà un ruolo da out-sider anche nella specialità delle 'tre posizioni'. Per quanto riguarda gli altri azzurri, si conferma altalenante il rendimento di Mauro Badaracchi, in grado nello stesso tempo sia di vincere sia di uscire tra i primi 20: ''il pistolero'' tricolore, tuttavia, rimane un talento cristallino, vicinissimo alla consacrazione definitiva. Lo stesso discorso vale anche per la carabina femminile, dove Elania Nardelli e Petra Zublasing necessitano solo di una maggiore costanza per riuscire ad esprimere al meglio il loro grande talento. L'anello debole rimane al momento la pistola 10 metri nel settore del gentil sesso, dove le tiratrici nostrane arrancano ancora a lunga distanza dalla vetta (anche se è da seguire con attenzione la crescita della giovanissima Arianna Comi).

Federico Militello

lunedì 7 marzo 2011

'Italia, come stai?' (Prima parte): il bilancio dei Mondiali di sci nordico


I Campionati del Mondo di sci nordico di Oslo si sono conclusi secondo le iniziali aspettative per quanto riguarda la spedizione italiana. Due le medaglie conquistate dagli azzurri, una in più rispetto a Vancouver 2010 (anche se il salto femminile ancora non era inserito nel programma a Cinque Cerchi). Analizziamo nel dettaglio le tre singole discipline.


SCI DI FONDO 5,5: l'argento di Arianna Follis nella sprint tl era un risultato probabile, ma non scontato. Marianna Longa ha colto tre piazzamenti fra le prime 10 in tre gare individuali, tuttavia sempre molto lontana dal podio. La sfortuna, poi, si è accanita contro Silvia Rupil e Magda Genuin, infortunate proprio nel corso della rassegna iridata. In questo momento il settore femminile vive un momento di incertezza: con il ritiro della Follis, infatti, è necessario che Longa prosegua almeno sino a Sochi 2014, di modo da fungere da chiocchia per le più giovani. I talenti in erba, comunque, non sono così numerosi: Rupil (comunque poco adatta ai format moderni a causa di doti velocistiche praticamente nulle), De Martin Topranin (da valutare la sua crescita anche a skating), Agreiter e Di Sopra, queste ultime due, però, ancora impegnate nel circuito di Coppa Europa. In campo maschile la 50 km disputata ieri ha rappresentato la cartina di tornasole dello sci di fondo nostrano: una desolazione assoluta. Di Centa e Piller Cottrer, ormai avviati verso un inesorabile declino, sono commoventi per la loro abnegazione nel cercare di salvare la barca che affonda, tuttavia nulla possono di fronte ai giovani fuoriclasse stranieri, ormai nettamente superiori. E' certamente migliorato Roland Clara, ma non ancora a tal punto da installarsi nel gotha della specialità. Rimangono dei discreti atleti ma nulla più i vari Checchi, Moriggl e Hofer. L'unica, grande speranza è costituita dal 20enne Federico Pellegrino, al momento sprinter di caratura internazionale: la promessa aostana, tuttavia, possiede le qualità necessarie per divenire un fondista completo, in alternato e nelle lunghe distanze. Una sua eventuale esplosione globale potrebbe rilanciare l'intero settore italico. Nei prossimi due anni urge investire sui giovani, facendo esordire i fondisti juniores in Coppa del Mondo: inizialmente i risultati latiteranno, ma nell'arco di un triennio si raccoglieranno i primi frutti. In fondo alle Olimpiadi di Sochi mancano proprio 3 anni.


Combinata Nordica 6,5: l'Italia rappresenta ormai una realtà di questo sport. Se lo scorso anno era emerso il singolo, in questa stagione ha brillato la squadra. Lukas Runggaldier, nonostante un infortunio al ginocchio che ne ha rallentato la preparazione nel mese di febbraio, ha raggiunto per ben 2 volte la top10, impressionando per la sua completezza in entrambe le discipline (salto e fondo). Il 23enne altoatesino potrebbe consacrarsi definitivamente nell'annata 2011/2012. Capitolo Pittin: il campione di Cercivento ha vissuto dei mesi di appannamento dopo la storica stagione olimpica del 2010, incontrando dei problemi tecnici insormontabili nel salto: si tratta di una disciplina dove la componente psicologica assume una valenza determinante, in quanto nel momento in cui si presentano delle difficoltà nell'esecuzione del balzo, nascono inesorabilmente dei dubbi nella mente dell'atleta. Ora il bronzo a Cinque Cerchi di Vancouver dovrà prendersi un meritato periodo di riposo, per poi ripartire praticamente da zero: a 21 anni rimane tra i più seri candidati a dominare la combinata nordica nel prossimo decennio. Non giudicabile il rendimento di Armin Bauer, limitato da un infortunio, mentre Giuseppe Michielli continua a palesare preoccupanti lacune nel salto. Tra due anni, con la crescita dei promettenti Mattia Runggaldier e Samuel Costa, l'Italia potrà ambire ad un podio nella staffetta iridata della Val di Fiemme.


Salto 8: con un giorno d'anticipo è proprio il caso di dire ''Viva le donne!''. Elena Runggaldier ha regalato al Bel Paese un argento storico. La 19enne di San Cristina si è confermata una saltatrice da grandi appuntamenti, avendo già conquistato in passato un titolo iridato juniores ed un'Universiade. In condizioni di 'vento da sotto' la promettente altoatesina davvero non ha nulla da invidiare a tutte le concorrenti straniere. Nel complesso l'Italia si è rivelata la nazionale più forte e completa del settore, con Evelyn Insam ottava ed altre due atlete fra le top30 (Lisa Demetz e Roberta D'Agostina): se, come pare probabile, tra due anni verrà inserita anche la prova a squadre, il nostro Paese ambirà senza mezzi termini al metallo più pregiato. Segnali incoraggianti giungono anche dal settore maschile, dove Sebastian Colloredo pare aver raggiunto la necessaria maturità per progredire ad alti livelli: il 23enne friulano è dotato di grande potenza muscolare nelle gambe, fattore che gli consente di uscire in maniera brillante dal dente. Nel momento in cui metterà a punto anche alcuni dettagli tecnici in fase di volo, allora nessun traguardo sarà precluso al giovane atelta tricolore.


Eccezionalmente domani potrete trovare una seconda parte della rubrica 'Italia, come stai?' dedicata ad atletica e tiro a segno.


Federico Militello

domenica 6 marzo 2011

L'Europa acclama Antonietta Di Martino, nuova regina dell'alto


Sale leggiadro il tricolore nel cielo parigino ed è una visione ammaliante, sublime. Antonietta Di Martino è la nuova campionessa d'Europa indoor del salto in alto. A quasi 33 anni la talentuosa atleta di Cava de' Tirreni ha conquistato il primo titolo di prestigio della sua carriera, nella cui bacheca figuravano comunque un argento iridato (Osaka 2007), un altro secondo posto agli Europei indoor di Birmingham 2007, un oro ai Giochi del Mediterraneo (Pescara 2009) ed una vittoria nella Coppa Europa dello scorso anno. La campionessa metelliana ha letteralmente dominato la finale, imponendosi con la misura di 2.01 metri, 3 centimetri in meno del primato italiano realizzato due settimane or sono. Alle spalle della nuova Regina del Vecchio Continente si è classificata la spagnola Ruth Beitia, che ha preceduto la svedese Ebba Jungmark per aver realizzato al primo tentativo il balzo a 1.96. Nel complesso, bisogna ammetterlo, si è trattato di una competizione dagli scarsi contenuti tecnici: considerando le assenze della croata Blanka Vlasic e della tedesca Ariane Friedrich, infatti, Di Martino si è ritrovata la strada spianata verso la gloria.
L'azzurra, tuttavia, attraversa una condizione di forma tale che avrebbe potuto rivaleggiare ad armi pari anche con le rivali sopracitate. ''Ho staccato davvero bene, sono felice di aver agguantato il primo oro della mia vita. Mi dò un bel 9'', le parole della campana.
Antonietta, infine, è entrata nella storia della sua cittadina a due passi dalla Costiera Amalfitana: è la prima cavese di sempre, infatti, ad aver conseguito un trionfo in una grande rassegna internazionale in uno sport individuale (nella pallanuoto, invece, si era distinto il campione olimpico Paolo Trapanese, portiere del Settebello).

Federico Militello

Campriani, un campione affermato: è bronzo europeo


Niccolò Campriani non tradisce mai. Dopo aver vinto la rassegna continentale del 2009 ed il titolo iridato nel 2010, il 23enne fiorentino, seppur gravato dalla responsabilità di riscattare un Europeo di Brescia deludente per L’Italia, ha colto un’importante medaglia di bronzo nella carabina 10 metri, preceduto solo dall’ungherese Peter Sidi (698.7) e dal russo Alexandre Sokolov (698.4). L’azzurro, entrato in finale con il punteggio complessivo di 596 punti (appaiato in testa da altri quattro tiratori), ha totalizzato infine uno score di 697.5. Il campione tricolore ha compromesso la sua corsa all’oro nei primi cinque colpi dell’atto conclusivo, dove ha ottenuto un 9.1 ed un 9.5, mentre ha saputo raggiungere il podio nella seconda metà di gara con la consueta classe, inanellando tutti punteggi superiori al 10.3. Il nostro rappresentante ha preceduto di appena 3 decimi il francese Pierre Edmond Piasecki.
Campriani, dunque, esce da questo Europeo ulteriormente rafforzato, consapevole di aver raggiunto oramai una continuità di rendimento tale da poter conseguire delle medaglie in ogni grande manifestazione.
Risultati in linea con le aspettative, invece, per le azzurre della pistola 10 m, al momento il settore in cui il Bel Paese deve sopperire alle maggiori lacune: 19ma Arianna Comi, 39ma Michela Suppo, 55ma Giustina Chiaraberto. La corona del Vecchio Continente è stata appannaggio della francese Celine Goberville, che ha sopravanzato la bielorussa Viktoria Chaika e l’ucraina Olena Kostevych.

Federico Militello

sabato 5 marzo 2011

Europei Tiro a Segno, Badaracchi lontano dalla finale


E’ cominciato nel peggiore dei modi il Campionato Europeo di tiro a segno in programma a Brescia. Nella pistola 10 metri uomini, infatti, il campione in carica azzurro Mauro Badaracchi non è riuscito a qualificarsi per la finale a 8, concludendo la propria opaca prestazione in 22ma posizione. Il 26enne di Tivoli ha compromesso la sua gara nella sesta e ultima tornata di tiro, quando ha totalizzato uno score complessivo di 91 punti, troppo pochi per sperare di agguantare il pass per l’atto conclusivo. Il cecchino tricolore, dunque, vede nuovamente rimandata la possibilità di staccare il biglietto per le Olimpiadi di Londra 2012.
La medaglia d’oro è stata appannaggio del francese Franck Dumoulin, già in testa dopo la fase di qualifica e bravo a prevalere per appena sette decimi sul serbo Andrija Zlatic (689.8 contro 689.1). Il neo-campione transalpino si è imposto in una finale fortemente caratterizzata dal ‘vento dell‘Est‘: al terzo posto si è classificato l’ucraino Oleg Omelchuk, distante 3.4 lunghezze dalla vetta, seguito dal bielorusso Yury Dauhapolau (686.1), dai russi Leonid Ekimov e Vladimir Isakov (rispettivamente 686.0 e 684.5), dall’armeno Norayr Bakhtamyan (682.2) e dallo slovacco Juraj Tuzinsky (681.7).
Brutte notizie per l’Italia giungono anche dalla carabina femminile, dove Elania Nardelli (bronzo iridato nel 2010), Petra Zublasing e Marica Masini hanno fallito l’assalto alle prime otto posizioni.
Domani toccherà al campione del mondo Niccolò Campriani cercare di salvare l’Europeo tricolore, dove i nostri atleti hanno sinora accusato oltremodo la pressione di gareggiare in casa.

Federico Militello

La Mantia, oro triplo! Giornata opaca per gli sport invernali


Atletica: Simona La Mantia è Campionessa d'Europa indoor nel salto triplo. La 27enne siciliana, già argento la scorsa estate nella rassegna continentale all'aperto di Barcellona, ha disputato una gara di alto profilo tecnico sulla pedana di Parigi, atterrando per ben due volte a 14.60 metri e precedendo di 15 centimetri la russa Zabara. L'Italia, dunque, può contare dopo tanti infortuni su una triplista di assoluto valore, i cui margini di miglioramento sono ancora molto elevati (non è escluso che nei prossimi mesi possa anche avvicinare i 15 metri): resta da vedere come l'atleta sicula reggerà il confronto con le altre grandi specialiste extra-europee. Da segnalare anche il brillante sesto posto del 21enne Marco Fassinotti nel salto in alto, autore del proprio record personale con 2.29 metri: il primato italiano di 2.33 pare finalmente destinato a cadere dopo 22 anni, il che significherebbe aver trovato un atleta in grado di salire con costanza sul podio. Domani l'attesa gara di Antonietta Di Martino.

Biathlon: sebbene il Bel Paese abbia mostrato enormi miglioramenti in questa stagione, le medaglie iridate appaiono come un obiettivo ancora troppo distante per le reali possibilità dei nostri rappresentanti. Nella sprint maschile Lukas Hofer è giunto 16mo nella competizione vinta dal tedesco Arnd Peiffer. Il 22enne altoatesino ha commesso 3 errori al poligono, denotando comunque un ottimo rendimento sugli sci stretti: fino al quando le percentuali di tiro non si aggireranno intorno all'85-90%, però, il podio rimarrà una chimera. Discrete anche le prove di Markus Windisch e Christian De Lorenzi, rispettivamente 18mo e 21mo, entrambi con un errore. Tra le donne la Germania ha completato la sua giornata trionfale con l'oro di Magdalena Neuner. 23ma Michela Ponza, 28ma la pluri-campionessa del mondo juniores Dorothea Wierer.

Sci di fondo: la norvegese Therese Johaug ha trionfato nella 30 km tl ai Mondiali di Oslo, dominando letteralmente la gara ed infliggendo ben 44 secondi alla compagna di squadra Marit Bjoergen. Bronzo per la polacca Justyna Kowalczyk. Dignitose le azzurre: ottava Marianna Longa, nona Antonella Confortola. Non è partita Arianna Follis, che ha ufficialmente dato addio alle competizioni, salvo ripensamenti (difficili) in vista dei Mondiali di Fiemme 2013. Domani la rassegna iridata si chiuderà con la 50 km maschile: attenzione a Roland Clara.

Sci alpino: piccoli (molto piccoli per la verità) segnali di ripresa per i gigantisti azzurri. Nella prova slovena di Kranjska Gora vinta dallo svizzero Carlo Janka, appena rientrato da un intervento chirurgico al cuore, Manfred Moelgg è giunto settimo, mentre Massimiliano Blardone ha agguantato una discreta decima piazza. Da segnalare il secondo posto del 19enne francese Alexis Pinturault, immenso talento destinato a dominare le discipline tecniche per il prossimo decennio. Nella Discesa femminile di Tarvisio, inoltre, la svedese Anja Paerson ha preceduto l'americana Lindsey Vonn (che si è aggiudicata la classifica di specialità) e l'austriaca Elisabeth Goergl. Buona settima piazza per Elena Fanchini. Fuori dalle 30 tutte altre azzurre, dato che fa riflettere: la pista friulana, infatti, è priva di particolari asperità, ideale per le atlete più scorrevoli, una prerogativa di cui difettano completamente le nostre rappresentanti.

Federico Militello

venerdì 4 marzo 2011

Staffetta uomini, il futuro non è così buio


Premesso che il quinto posto odierno del quartetto tricolore rappresenta un risultato encomiabile per come è maturato (discreto Checchi, stoico Di Centa, radioso Clara, impotente Piller Cottrer contro i mostri sacri di questa disciplina), molti organi di informazione hanno parlato però di 'mancanza di ricambio generazionale, nessuna prospettiva per il futuro, generale mediocrità, corsa al risparmio, etc.''. La mia sensazione è che tutti questi soloni del settore siano prevenuti nei confronti dello sci di fondo italiano, fermandosi ad analisi crudelmente superficiali e poco approfondite. Il Bel Paese oggi ha schierato una formazione composta solo per metà da veterani, ovvero il 38enne Di Centa (senza il quale non si sarebbe lottato sino in fondo per una medaglia) ed il 36enne Piller Cottrer, i quali hanno subito delle critiche ingiuste: certo, il loro rendimento ha subito una flessione nell'ultimo biennio, tuttavia al momento rimangono superiori a tutti i nostri atleti under28, dunque perché dovrebbero appendere gli sci al chiodo? Con la loro esperienza potranno essere utili anche sul sentiero verso Sochi 2014, ricordando che Maurilio De Zolt vinse la medaglia d'oro in staffetta a Lillehammer 1994 a ben 42 anni!
Valerio Checchi (30 anni) e, soprattutto, Roland Clara (28), rappresenteranno invece due importanti capisaldi delle formazioni future. Il quartetto italico, inoltre, tornerà da medaglia quando il talentuoso Federico Pellegrino (20) avrà acquisito le prerogative giuste per ben figurare anche nelle gare di distanza: il giovane aostano, infatti, possiede tutte le doti per divenire un fondista completo e con il suo impressionante spunto veloce potrà rivelarsi decisivo per le sorti delle staffette del futuro.
Di sicuro l'Italia dovrà lavorare molto più alacremente sulla tecnica classica, ormai da troppo tempo il punto debole della selezione, che nel recente passato poteva contare su campioni del calibro di Fabio Maj e Fulvio Valbusa: è inconcepibile che il passo alternato venga accantonato a priori (i 4 atleti schierati nella 15 km tc hanno rappresentato una chiara dichiarazione di resa), dunque serve la giusta convinzione per provare a colmare il gap con le nazioni scandinave. In questo campo il 22enne Dietmar Noeckler costituisce uno degli uomini su cui investire per eludere queste difficoltà tra i binari.
Insomma, auspicando un ingresso sempre più massiccio di giovani azzurri nel panorama di Coppa del Mondo (in particolare Claudio Muller e Nevio Zeni), l'avvenire immediato della staffetta italiana non è affatto catastrofico, anzi. Già tra due anni in Val di Fiemme ci sono i presupposti per tornare a gioire.
Intanto il Mondiale di Holmenkollen non è ancora terminato: domenica nella 50 km Roland Clara ha le carte in regola per sorprendere.

Federico Militello

giovedì 3 marzo 2011

Staffetta rosa quarta, ma ora rischia di sparire


Come anticipato ieri, l'Italia è giunta quarta nella staffetta femminile dei Mondiali di Holmenkollen vinta (ovviamente) dalla Norvegia padrona di casa davanti a Svezia e Finlandia. Tutto scontato, i valori in campo sono stati pienamente rispettati. Il Bel Paese, d'altronde, non nutriva alcuna aspettativa di medaglia, essendo competitivo solo con 3/4 delle sue componenti. Antonella Confortola, infatti, ha perso ben 1'10'' nella sua seconda frazione in tecnica classica, spegnendo in pratica ogni velleità d'alta classifica. Un dubbio sorge spontaneo: tralasciando l'infortunata Magda Genuin (comunque, è bene sottolinearlo, nemmeno lei un fenomeno), perché non si è data fiducia a Virginia De Martin, forse in calo di condizione ma di ben 12 anni più giovane rispetto alla Confortola (classe 1987 contro 1975), tra l'altro ormai quasi una ex (in Coppa del Mondo non gareggiava da dicembre, avendo intrapreso la strada delle Gran Fondo)? Chiaramente il risultato sarebbe stato il medesimo, ma almeno una giovane avrebbe avuto l'occasione per fare esperienza nel quartetto tricolore.
Tanti appassionati ed addetti ai lavori, inoltre, hanno parlato di delusione e rammarico dopo due medaglie di legno in due giorni. Ebbene io dico che già dal prossimo anno è altamente probabile che questi risultati verranno addirittura rimpianti. A differenza che in tutte le altre discipline invernali, infatti, lo sci di fondo non ha prodotto alcun ricambio generazionale (Pellegrino a parte) e nell'immediato futuro la situazione potrebbe divenire insostenibile per una nazione dalle così gloriose tradizioni in questo sport. Mantenendo la riflessione sul reparto rosa, già dal 2011/2012 la staffetta azzurra dovrebbe sprofondare in classifica. I motivi sono i seguenti: si ritirerà Arianna Follis, che, giustamente, ha deciso di mettere la propria famiglia dinanzi alla passione per lo sci di fondo; si potrà di certo lavorare su De Martin e Rupil, ma, almeno nell'immediato, senza pretendere la luna; Marianna Longa, ammesso che prosegua la propria attività, non può reggere da sola una squadra intera; Magda Genuin, da sempre buona sprinter, fatica oltremodo anche sui 5 km; le pur promettenti Debora Agreiter e Francesca Di Sopra potrebbero trovare spazio nel circuito maggiore, ma solo per prendere contatto con la nuova dimensione (attualmente, infatti, sono impegnate in Coppa Europa). Per caratteristiche tecniche l'atleta su cui puntare maggiormente appare Gaia Vuerich, già più che discreta nelle sprint e da cui ci si attende un salto di qualità anche nelle prove distance. Come si comprende, tuttavia, sarà un trapasso dal vecchio al nuovo corso molto lento: se i ritiri del passato erano stati assorbiti in maniera tutto sommato soft (dopo quello della Belmondo esplose Gabriella Paruzzi e, dopo quest'ultima, Follis e Longa), questa volta sembra profilarsi invece un orizzonte fosco e malinconico.

Federico Militello