domenica 31 gennaio 2010

Pittin ancora sul podio: è terzo a Seefeld!


Non si arresta la grande crescita del giovane talento italiano della combinata nordica, Alessandro Pittin. Il 20enne di Tolmezzo ha un feeling particolare con il numero 3: oggi è giunto terzo nella gara di Seefeld (Austria) ed è appunto la terza volta che agguanta questo risultato in stagione. Pittin ha piazzato un buon salto a 94,5 metri, che gli ha consentito di partire da una buona sesta piazza. Nella prova di fondo si è poi ritrovato in testa al quarto km, ma a metà gara si è formato un gruppo di 8 atleti tra cui il formidabile austriaco Gottwald. Nessuno ha provato a fare selezione e la volata è stata inevitabile, con Alessandro sempre molto veloce nel rettilineo finale e preceduto solo dall'austriaco Stecher, primo, e dal tedesco Frenzel.
Per il tri-campione iridato juniores si tratta dell'ennesima conferma di appartenere ormai al gotha di questo sport, ma una considerazione è d'obbligo: nessuno deve pretendere da Pittin una medaglia alle Olimpiadi, in quanto al momento è un obiettivo quasi irrealizzabile. Alla gara odierna, infatti, mancavano, solo per fare alcuni nomi, il finlandese Manninen ( il miglior combinatista della storia), il norvegese Moan (uno dei migliori nel fondo) ed il leader francese della Coppa del Mondo, Lamy Chappuis. Quella canadese dovrà essere per Pittin un'importante esperienza in vista del prossimo quadriennio. Questo campioncino in erba sta crescendo giustamente per gradi e non deve subire, quindi, delle pressioni ingiustificate.

Federico Militello

Una domenica maledetta per lo sci azzurro


Contro il destino non si può combattere: Nadia Fanchini è incorsa in un gravissimo incidente durante il SuperG di St. Moritz, ironia della sorte l'ultima gara prima delle Olimpiadi che resteranno un sogno per la 23enne bresciana. Si era capito dalle agghiaccianti urla di dolore di Nadia che il problema era serio e così è stato: trauma distorsivo ad entrambe le ginocchia con interessamento dei due collaterali mediali e di entrambi i crociati anteriori. Per la forte discesista italiana si tratta del terzo grave infortunio della carriera: a Sierra Nevada nel 2007 ruppe il crociato destro mentre nel 2006 a Val d'Isere riportò un trauma cranico con frattura di un polso. Da non dimenticare anche lo stop nel 2007 da parte del Coni per un problema cardiaco che costrinse la Fanchini ad alcuni mesi di inattività. Dunque una sfortuna nerissima, un trauma dal quale non sarà facile rialzarsi. L'Italia perde la sua punta di diamante nelle discipline veloci (poteva lottare per due medaglie in Discesa e SuperG), ma in questo momento ciò che più conta è la salute della sciatrice azzurra, cui auguro di essere forte e di tornare al più presto a calcare le nevi della Coppa del Mondo. Lo sci odierno, purtroppo, è questo: tutte le nazionali sono state falcidiate dagli infortuni ed è necessario correre ai ripari per aumentare la sicurezza delle competizioni (bisogna in primo luogo diminuire la velocità d'ingresso nelle curve). Il posto di Nadia nella selezione olimpica italiana sarà preso da Johanna Schnarf, che è una specialista della Supercombinata (sesta ai Mondiali del 2009).
Da dimenticare anche la giornata degli slalomisti, in particolare quella di Giuliano Razzoli: l'emiliano aveva illuso terminando al comando la prima manche, prima di pagare la forte pressione psicologica (e non è la prima volta) e di inforcare nella seconda. Fuori anche Manfred Moellg nel corso della prima discesa. Le prospettive in vista delle Olimpiadi sono più cupe che mai: nelle discipline tecniche (Gigante e Slalom) i nostri atleti sembrano denotare dei limiti caratteriali che ne condizionano il rendimento quando le condizioni della pista non sono quelle desiderate ( ed in Canada quasi sicuramente non ci sarà l'amato ghiaccio); nella velocità il solo Heel sembra affidabile; tra le donne, fuori Nadia Fanchini, l'unica possibilità di podio è quella del Gigante, dove tuttavia Moellg e Karbon non hanno di certo incantato e la Brignone appare ancora troppo acerba. Insomma, il pericolo serio è di ripetere le 0 medaglie di Torino 2006.

sabato 30 gennaio 2010

Oberstolz-Gruber secondi a Cesana. Incidente per Plankensteiner-Haselrieder


Non si è chiusa nel migliore dei modi la Coppa del Mondo per i doppi italiani. Gli iridati Gerhard Plankensteiner e Oswald Haselrieder, quinti dopo la prima manche, si sono ribaltati nella seconda, andando a sbattere violentemente contro la struttura di sostegno della pista. Plankensteiner è stato precauzionalmente portato in ospedale per degli accertamenti, anche se dai primi controlli non risultano danni di particolare gravità; solo qualche escoriazione, invece, per Haselrieder.
Tornando alla gara vera e propria, gli azzurri Cristian Oberstolz e Patrick Gruber sembravano avviati verso una tranquilla vittoria dopo aver fatto segnare il record della pista nella prima discesa ed accumulato oltre un decimo di vantaggio sui rivali. Alla fine, invece, si sono imposti i tedeschi Tobias Wendl e Tobias Artl, abili a precedere gli azzurri di appena 9 millesimi. Il doppio altoatesino paga così una seconda manche sottotono, più lenta di oltre 4 decimi rispetto alla prima. Il podio è stato completato dai teutonici Patric Leitner e Alexander Resch, mentre i connazionali Andrè Florschutz e Torsten Wustlich si sono limitati ad amministrare il cospicuo margine di vantaggio che vantavano in classifica generale e si sono aggiudicati la prima sfera di cristallo della carriera grazie al sesto posto odierno. Positiva la prestazione dei giovani azzurri Hans Peter Fischnaller e Patrick Schwienbacher, ottavi e visibilmente a proprio agio sulla pista di casa.

Federico Militello

Il salto con gli sci italiano ha un futuro!


Nei prossimi anni l'Italia potrà diventare una potenza anche nel salto con gli sci, ripercorrendo i fasti degli anni 90 quando Roberto Cecon (6 vittorie in Coppa e due bronzi mondiali) e Ivan Lunardi portarono lustro e onore alla nostra nazionale. Ai Campionati del Mondo juniores l'azzurra Elena Runggaldier ha vinto una strepitosa medaglia d'oro, realizzando due salti molto lunghi (106,5 metri il primo, 102 il secondo) e precedendo la forte francese Coline Mattel. L'altoatesina ha 19 anni ed è pronta al salto di qualità anche in Continental Cup . Dodicesimo posto per l'altra italiana Evelyn Insam (appena 16 anni!), che è già stabilmente tra le top10 nel circuito maggiore. Questi risultati sono importantissimi in vista del futuro, poiché il salto con gli sci femminile diventerà sport olimpico a Sochi 2014: in Russia, quindi, queste splendide ragazze avranno 4 anni di esperienza in più per agguantare un risultato prestigioso.
Se le donne vincono, gli uomini non stanno di certo a guardare: Diego Dellasega (classe 1990), nella stessa competizione juniores, ha vinto una storica medaglia di bronzo, precedendo atleti che sono già affermati in Coppa del Mondo come il finlandese Ville Larinto o il tedesco Pascal Bodmer. Il titolo è andato all'austriaco Michael Hayboeck, il migliore in entrambe le serie di salto. All'orizzonte, inoltre, si intravede una nuova stella per il salto azzurro: Federico Cecon, figlio del mitico Roberto, di cui si dice che sia davvero molto promettente (d'altronde i geni non mentono quasi mai).
Questa Italia è pronta a volare sempre più lontano.

Federico Militello

A Kranjska Gora un'Italia pimpante


Nel secondo Slalom Gigante in due giorni sulla difficile e ripida pista slovena di Kranjska Gora agli azzurri è mancato solo il podio, ma la prestazione di squadra è stata entusiasmante: tre italiani tra i primi sette, otto in tutto qualificati per la seconda manche (nessuna nazionale ha fatto meglio e lo squadrone austriaco si è fermato a sei). Ennesimo esempio che la scuola del Bel Paese è ancora la più efficace in questa disciplina. Massimiliano Blardone è giunto quarto ad 86 centesimi dal vincitore Marcel Hirscher (l'austriaco è stato impeccabile nella seconda discesa), preceduto anche dal norvegese Kjetil Jansrud e dall'americano Ted Ligety. In classifica generale, tuttavia, è secondo a 42 punti dallo sciatore a stelle e strisce e nell'ultima prova della stagione a Garmisch potrà giocarsi la Coppa del Mondo di specialità (dovrà vincere e sperare che il rivale giunga quarto o peggio). L'obiettivo principale di Blardone resta comunque una medaglia olimpica e, visti i miglioramenti anche nei tratti in piano, l'impresa appare possibile. Grande seconda manche per Davide Simoncelli, che ha recuperato dall'undicesima piazza sino alla quinta: tecnicamente l'azzurro è molto probabilmente il migliore al mondo e, se la schiena non lo tormenterà nel prossimo mese, a Vancouver sarà in grado di pennellare delle traiettorie da vero artista. Bene anche Alexander Ploner, settimo, mentre Manfred Moellg ha tenuto troppo nella discesa decisiva ed ha chiuso dodicesimo. A punti anche Gufler, Eisath, Schieppati ed Hell, piazzatisi rispettivamente dalla ventiquattresima alla ventisettesima posizione.
In Canada, purtroppo, si potranno schierare al via 4 soli atleti. Tuttavia i moschettieri azzurri (Blardone, Simoncelli, Moellg e Ploner) sono pronti a lasciare un entusiasmante segno a cinque cerchi.

Zoeggeler: 'ora penso già a Vancouver'


Le prime dichiarazioni di Armin Zoeggeler al termine dell'ennesimo trionfo: '' E' stata una Coppa lunga e battagliata come sempre, che ha premiato la mia costanza per tutta la stagione nei confronti di avversari fortissimi. Ciò che mi rende orgoglioso è che vinsi la mia prima gara quindici anni fa, nel 1995: dopo tutto questo tempo sono ancora a questi livelli di eccellenza. Vincere davanti ai tifosi italiani è stato fantastico e questa pista mi è sempre piaciuta perchè riesce a regalarmi ogni volta delle emozioni particolari. Ora festeggerò solo per qualche ora con il resto della squadra, poi mi concentrerò subito sulle Olimpiadi di Vancouver, che rimangono il vero obiettivo della stagione. In Canada troverò gente che ha la mia stessa voglia di vincere, da Demtschenko, ai tedeschi Loch, Moller, Ludwig ed Eichorn, sarà una bella battaglia'.

Immenso Zoeggeler: stravince a Cesana e si aggiudica la nona Coppa!


Il più grande slittinista di tutti i tempi ha un nome ed un cognome ormai familiari: Armin Zoeggeler. Il Cannibale ha dominato l'ultima gara di Coppa del Mondo sulla pista olimpica di Cesana Pariol, conquistando la nona sfera di cristallo della carriera! Sul budello piemontese il 36enne altoatesino non hai mai conosciuto un risultato diverso dal primo posto ed anche questa volta ha inflitto una severa lezione di guida ai rivali: il tedesco Loch si è piazzato secondo ad oltre 3 decimi, un abisso. Il grande rivale russo Albert Demtschenko, invece, si è ribaltato nella seconda manche, anche se nella prima frazione era appena dodicesimo a quasi mezzo secondo dal Cannibale: sulle piste tecniche (e quella olimpica è molto simile a quella odierna) Zoeggeler è una spanna sopra tutti gli altri, una scheggia imprendibile, un missile azzurro che incute timore ed appare nei più tremendi incubi degli avversari. L'azzurro con questo successo è diventato anche l'atleta italiano più vincente della storia degli sport invernali, avendo superato Alberto Tomba (56 contro 55, di cui 49 vittorie in Coppa del Mondo, 2 alle Olimpiadi, 5 ai Mondiali). Un mito che entra indelebilmente nella leggenda dello sport italiano. Bene anche gli altri azzurri Reinhold Rainer, quarto, e David Mair, sesto. Da ricordare che nel 2011 i Campionati del Mondo si terranno proprio sulla pista di Cesana, in quello che è ormai il 'Regno del Cannibale'.
Prossimo appuntamento le Olimpiadi invernali di Vancouver, la cui competizione prevede la disputa di 4 manche: Zoeggeler, non smentendo il suo soprannome, ha ancora fame ed è pronto a dettare la sua legge anche in Canada.

Federico Militello

venerdì 29 gennaio 2010

Aspettando la Serie A


La terza giornata di ritorno del campionato di Serie A prevede due anticipi molto interessanti, dall'inebriante profumo di Europa. La rivelazione Bari, reduce da due sconfitte negli ultimi tre turni, attende il rigenerato Palermo di Delio Rossi, distante tre soli punti dalla zona-Champions. La partita sarà molto insidiosa per la squadra siciliana: i pugliesi, sebbene paghino le pesantissime assenze di Ranocchia e Parisi, possiedono un'organizzazione di gioco che ha messo in difficoltà tutte le grandi e con i rosa-nero possono ripetersi. La squadra isolana può contare però su contropiedisti del calibro di Miccoli, Cavani ed Hernandez: risultato aperto a qualsiasi soluzione ed emozioni garantite.
In serata il S. Paolo si riempirà per l'atteso Napoli-Genoa, con Walter Mazzarri che vuole proseguire la propria striscia di imbattibilità. Nelle partite serali i partenopei non hanno mai perso nell'era De Laurentis, mentre quest'anno il Genoa ha mostrato in trasferta dei limiti importanti, soprattutto in fase difensiva. Gli azzurri vincendo potrebbero consolidarsi al quarto posto, mentre i liguri entrerebbero in zona-Europa League.
Domenica la Fiorentina sarà di scena sull'ostico campo dello speditissimo Cagliari, allenato da uno dei migliori allenatori emergenti, Massimiliano Allegri, forse ormai pronto per una 'grande'. Sui viola incombe la spada di Damocle della positività alla cocaina di Mutu, che verrà senza dubbio squalificato (possibile una pena anche di 8 anni, ma non si arriverà a tanto): questo spiacevole inconveniente si ripercuoterà nella testa dei giocatori di Prandelli, che attraversano inoltre un periodo di appannamento fisico a causa dei tanti impegni ravvicinati.
La capolista Inter affronterà la trasferta emiliana di Parma, di certo meno temibile di qualche settimana fa. Il team di Guidolin sembra imborghesito e tutti gli elogi ricevuti sino alla sosta natalizia sembrano aver nuociuto alla squadra, che ha perso lo spirito da 'provinciale'. I ducali all'andata persero a Milano quasi senza lottare: in casa servirà una prova di carattere per fermare la corazzata di Mourinho, euforico dopo le vittorie su Milan e Juventus.
Catania-Udinese sarà un vero e proprio spareggio salvezza ed i friulani, costruiti per l'Europa, non partono di certo favoriti. La cura Mihajlovic ha rivitalizzato gli etnei, che potrebbero anche far debuttare il nuovo acquisto Maxi Lopez. De Biasi, invece, non ha ancora impresso la sua impronta sull'Udinese, ancora troppo pallida e impalpabile, forse poco abituata a sgomitare in queste posizioni di classifica.
La brillante Roma di Ranieri affronterà l'ultima della classe, il Siena, non ancora rassegnato, tuttavia, alla retrocessione. Partita delicata per il Milan, che con il Livorno dovrà dimostrare di aver metabolizzato la delusione del derby. La squadra di Leonardo comincia a pagare la lunga assenza di Pato (che recupererà per il Manchester), uomo in grado di saltare l'uomo e di garantire imprevedibilità. Serse Cosmi sarà nuovamente alla guida degli amaranto dopo aver ritirato le dimissioni presentate la scorsa domenica: con il presidente Spinelli i dissidi sono stati chiariti.
Chievo-Bologna non sarà forse una partita spettacolare , ma le due squadre hanno sin qui dimostrato una buona concretezza. I veronesi cercano i 3 punti che potrebbero già voler dire salvezza, mentre gli emiliani vogliono allontanarsi ulteriormente dai bassifondi e si giocheranno la carta dell'uruguaiano Gimenez, grande protagonista nelle ultime partite e futuro pezzo pregiato per il mercato estivo.
La Sampdoria ha rinunciato forse in maniera definitiva ad Antonio Cassano, non convocato nuovamente per scelta tecnica. Il giocatore barese effettivamente si è involuto molto negli ultimi mesi, forse immalinconito dalla mancata considerazione del ct Lippi. Per Fantantonio si potrebbe aprire la pista che porta a Firenze, altrimenti a giugno potrebbe volare da Roberto Mancini al Manchester City. I doriani sfideranno la tignosa Atalanta di Bortolo Mutti, bravo a rivitalizzare in poche giornate la squadra e soprattutto il capitano Cristiano Doni.
Infine il posticipo serale Juventus-Lazio vedrà il debutto sulla panchina bianconera di Alberto Zaccheroni: riuscirà a risollevare la squadra dalla crisi più profonda degli ultimi 10 anni? L'allenatore di Meldola è un cultore del 3-4-3, ma la juve non ha gli interpreti ideali per metterlo in pratica. Più che sulla tattica, però, dovrà lavorare sulla testa e sulle motivazioni dei giocatori. A Torino arriverà una Lazio che sicuramente non sta meglio, essendo vicina (2 punti) alla zona retrocessione e priva del nuovo bomber Floccari. Sarà la partita della paura, dove entrambe le formazioni giocheranno tormentate dai rispettivi fantasmi: una stagione senza Champions per la Juventus, la serie B per la Lazio.

Federico Militello

Il 2010 sarà l'anno di Ivan Basso


A 32 anni Ivan Basso può ancora realizzare qualcosa di importante nella storia del ciclismo. Partendo dal presupposto che l'inarrivabile Fausto Coppi vinse un Giro d'Italia a 34 anni e che Lance Armstrong lo scorso anno è giunto terzo al Tour a 38, allora si comprende come il varesino abbia ancora almeno 4 stagioni ad alto livello davanti a sé. Il 2010, inoltre, potrà riconsacrarlo come ciclista vincente. Nel 2009 Basso rientrava da due anni di squalifica (mentre per lo stesso caso di doping lo spagnolo Valverde non è stato minimamente sanzionato. Perchè?) ed i risultati sono stati buoni ma non entusiasmanti: quinto al Giro d'Italia (quarto in realtà, vista la positività di Danilo Di Luca) e quarto alla Vuelta. Si è visto un Ivan sicuramente su buoni livelli, ma al quale mancavano due componenti fondamentali: il cambio di ritmo in salita e l'incisività nelle cronometro. A tutto questo si aggiungeva la componente psicologica, perchè rientrare in gruppo dopo due annate non è affatto semplice, così come riacquistare la credibilità agli occhi dei colleghi. Si può definire il 2009, quindi, come un anno di transizione. Ora Ivan Basso vuole tornare a vincere ed ha tutto per riuscirci. L'età, come detto, è dalla sua. Inoltre si è allenato moltissimo in questo inverno per migliorare quei difetti che ne avevano minato il rendimento nella scorsa stagione. In particolare Basso ha svolto delle sedute di palestra e di stretching per rendere meno rigida la schiena, il che gli consente di riacquistare in bici quella posizione aerodinamica che lo consacrò come grande cronomen negli anni 2005-2006. Il 32enne italiano ha compiuto anche dei test sul velodromo di Montichiari, l'unica pista coperta in Italia, ed ha ammesso di aver rivissuto le sensazioni di 4 stagioni or sono. Per quanto riguarda gli scatti in salita, invece, Basso ha compiuto dei lavori specifici per aumentare l'esplosività nelle gambe.
Ivan resta (aspettando Nibali) il corridore italiano più forte nelle corse a tappe e in questo 2010 avrà come principale obiettivo il Giro d'Italia (quest'anno durissimo, con molte tappe di montagna e pochi km di cronometro: un Giro molto adatto a lui). Basso può vincere la corsa rosa ma soprattutto potrà aspirare ad un ruolo da protagonista anche al Tour: se torna davvero quello del 2006, allora non dovrà temere neppure Armstrong e Contador ed il podio sarà un obiettivo realizzabile. I presupposti per ben figurare ci sono tutti: ora sta ad Ivan Basso tornare grande.

Federico Militello

giovedì 28 gennaio 2010

I love Olympia: prospettive olimpiche per l'Italia


Cari amici, I love Olympia è la nuova rubrica da me creata per seguire da vicino le Olimpiadi Invernali di Vancouver che inizieranno il 12 febbraio.
Ieri è stata presentata la delegazione italiana che parteciperà alla rassegna canadese, ben 109 atleti: ma quali sono le reali possibilità di ben figurare degli azzurri? A tal proposito analizzo in questo primo numero ogni singola disciplina.

Sci alpino: in campo maschile nelle prove veloci Werner Heel è la nostra punta di diamante, bravo sia in Discesa Libera che in SuperG. Werner può agguantare qualsiasi risultato. Occhio a Peter Fill: si sta allenando sodo e, a differenza degli avversari, ha sì meno gare nelle gambe (ne ha una sola in realtà!), ma è anche più fresco e più libero mentalmente. La pista di Whistler, poi, si addice molto alle sue caratteristiche tecniche. Fill sarà quindi un outsider di lusso. Possibile sorpresa in SuperG potrà essere Patrick Staudacher, mentre da Christoph Innerhofer non dovrebbero arrivare squilli di tromba. Nelle prove tecniche abbiamo una squadra fortissima in Gigante, con Blardone, Simoncelli, Moellg e (perchè no?) Ploner sicuramente da medaglia. Lo stesso Moellg sarà poi tra i favoriti con Razzoli in slalom. Tra le donne, invece, puntiamo tutto su Nadia Fanchini in Discesa e, soprattutto, SuperG, ma la sorella Elena e Lucia Recchia vogliono provare a stupire, tornando magari ai livelli di qualche stagione fa. In Gigante, inoltre, Karbon e Molleg cercano la medaglia che può valere una carriera, mentre Federica Brignone, con la sua incosciente e soave spensieratezza, scierà attaccando come sempre al massimo: è la possibile rivelazione dei Giochi. Poche speranze, invece, nello slalom femminile, anche se Chiara Costazza proverà certamente a smentirmi.

Sci di fondo: nonostante la loro stagione sia stata sino a qui poco brillante, Pietro Piller Cottrer (che ha vinto sulla pista olimpica nel 2007) e Giorgio Di Centa sono sempre tra i grandi favoriti dello sci di fondo ed hanno finalizzato la preparazione proprio per l'evento a cinque cerchi. Nella 15 km skating e nella 15+15 km a inseguimento possono dire la loro per il podio. Roland Clara, Thomas Moriggl e Valerio Checchi cercheranno la consacrazione alla soglia dei 30 anni. Il particolare il laziale potrà compiere una grande 15 km a tecnica libera. La staffetta, se tiene in classico, è da podio. Questa la composizione del quartetto secondo me ideale: Di Centa, Checchi, Cottrer e Zorzi. Quest'ultimo sarà in lizza per una medaglia con uno tra Renato Pasini e Loris Frasnelli nella team sprint. Tra le donne Arianna Follis e Marianna Longa saranno sicure protagoniste nella 10 km skating e nella 15 km pursuit. Insieme a Magda Genuin, inoltre, la Follis partirà tra le grandi favorite nella team-sprint. Per quanto riguarda la staffetta rosa, invece, il podio sembra lontano (Finlandia, Norvegia e Russia sono superiori), ma con una Sabina Valbusa in forma tutto può succedere. Il mio quartetto ideale è il seguente: Longa e Follis in alternato per non perdere terreno dalle rivali, Valbusa in terza frazione e Genuin in ultima per lo sprint finale.

Slittino: il mitico Cannibale Armin Zoeggeler aspira deciso al terzo oro olimpico. Dovrà guardarsi bene dal forte russo Albert Demtschenko, in grande forma, e dai tedeschi David Moller e Felix Loch. La classe di Arminator, comunque, è decisamente superiore a chiunque: è il più forte slittinista della storia. Nel doppio Oberstolz-Gruber e Plankensteiner-Haselrieder sono due equipaggi sicuramente da medaglia. Invece Sandra Gasparini, alla prima esperienza olimpica, ha come obiettivo la top10. Lo slittino è una sicurezza.

Biathlon: difficile che arrivi una medaglia, sarebbe un mezzo miracolo. Gli azzurri si sono rivelati spesso fallosi al poligono e non velocissimi sugli sci. Auguriamoci che il giovane Lukas Hofer faccia la gara della vita (10 su 10 l'ideale) nella 10 km sprint. Tra le donne la punta Michela Ponza entra solitamente in forma nel mese di febbraio. La sua gara potrebbe essere la 15 km individuale (dove un errore penalizza di un minuto), ma deve in queste ultime settimane ritrovare una dignitosa condizione sugli sci stretti. Insomma, nel biathlon servirà una buona dose di fortuna, quindi non aspettiamoci grandi cose.

Bob: Simone Bertazzo mi confessò in un'intervista che della Coppa del Mondo quest'anno gliene importava davvero poco, essendo il suo unico obiettivo le Olimpiadi di Vancouver. In effetti i risultati sono stati pessimi, i peggiori degli ultimi 4 anni. Il 27enne pilota azzurro ha utilizzato ogni gara per testare la slitta che è stata realizzata dalla casa di Maranello ed ha nelle ultime gare ritrovato l'apporto del frenatore Samuele Romanini. E se sul catino olimpico il forte Bertazzo sfrecciasse con il bob rosso-Ferrari?

Combinata nordica: Alessandro Pittin è il più giovane tra i migliori interpreti di questa disciplina, avendo appena 20 anni. Tuttavia, soprattutto nella gara che si disputa dal trampolino piccolo, può provare un leggendario colpaccio. Ale sa gasarsi in queste gare, come dimostra il sesto posto ai Mondiali dello scorso anno, miglior risultato di sempre per un azzurro della combinata. I due podi ottenuti quest'anno mostrano inoltre un Pittin ormai sempre più continuo nelle posizioni di classifica che contano. Nessuno gli chiede una medaglia (tra 4 anni gliene chiederemo 2 invece), ma lui senz'altro ci crede (e un pò anche io).

Free-style: Deborah Scanzio ha ritrovato una buona continuità di rendimento, che le ha permesso di entrare due volte tra le prime 10 in stagione. La sua condizione sembra in continuo progresso, così come la sua convinzione. Realisticamente può puntare ad un sesto-settimo posto, ma se alcune delle migliori dovesse sbagliare...

Pattinaggio velocità: Enrico Fabris, la Freccia Azzurra. Può giocare un ruolo chiave nell'Olimpiade italiana. Il bi-olimpionico di Torino 2006 è competitivo in ben 4 gare: 1500, 5000, 10000 metri e pursuit (con Anesi e Stefani). A novembre dissi che era finito dopo i deprimenti risultati di inizio stagione, poi Enrico mi ha felicemente smentito tornando sui suoi livelli, forse anche meglio. Inoltre nessuno ne parla ma Chiara Simionato sta covando la sorpresa nei 1000 metri. La piccola, grande Italia, che ha pochissimi praticanti da cui attingere per i posti in squadra, è pronta a sfidare di nuovo corazzate storiche come Olanda e Stati Uniti.

Pattinaggio di figura: poche storie, Carolina Kostner è da medaglia. A differenza di Torino ora è una donna matura e l'oro europeo le ha restituito quelle certezza di cui andava alla disperata ricerca. Carolina se la giocherà con tutte, anche con la coreana Kim, che potrebbe soffrire il peso del pronostico (si parla di un oro già sicuro). Nella danza Faiella-Scali sono tra le prime 5 coppie al mondo, quindi un bronzo è obiettivo non irraggiungibile.

Salto con gli sci: possibilità di podio pari a zero. Colloredo, però, può collocarsi tra i primi 15 se compie una grande performance. Aspettiamo Sochi 2014: lì gareggeranno anche le donne e le giovani azzurrine Insam, Demetz e Stuffer promettono molto bene.

Short Track: obiettivamente Cina, Korea, Canada e Stati Uniti hanno qualcosa in più. Difficile vincere una medaglia, ma non impossibile. Arianna Fontana nei 500, Nicola Rodigari e le staffette possono lottare sino alla fine per il grande risultato. In questo sport imprevedibile speriamo che la sorte ci dia una mano.

Snowboard: nel PGS maschile Roland Fischnaller può recitare un ruolo da grande protagonista, mentre Aaron Mach può costituire la grande sorpresa. Nello snowboardcross Alberto Schiavon è stato costantemente a ridosso dei top10 per tutta la stagione: con maggiore convinzione può credere in qualcosa in più. Tra le donne Carmen Ranigler potrà ben figurare nel PGS, anche se la medaglia sembra piuttosto distante.

Skeleton: la pecora nera degli sport invernali italiani. Sono anni che non riusciamo ad ottenere risultati decenti (tranne l'incredibile e forse casuale quinto posto della Zanoletti a Torino 2006): e pensare che il primo oro tricolore della storia alle Olimpiadi è stato vinto nel 1948 a St. Moritz da Nino Bibbia proprio in questo sport! Per Nicola Drocco e Costanza Zanoletti a Vancouver il motto sarà quello del barone de Coubertin: l'importante è partecipare.

L'Italia si è qualificata in tutte le discipline ad eccezione di hockey sul ghiaccio e curling: nei prossimi articoli parlerò anche di questi due fantastici sport. Comincia il conto alla rovescia verso Vancouver: Forza Azzurri!

Federico Militello

martedì 26 gennaio 2010

Super Italia, il Montenegro si inchina!


Grande Italia, il Settebello è tornato fortissimo. In un PalaSystema di Brescia gremito di spettatori festanti, gli azzurri hanno sconfitto per 8-7 i campioni d'Europa del Montenegro, portandosi in testa al girone 1 della World League. A tratti la nazionale azzurra è stata straripante, soprattutto in avvio, quando il vantaggio sui quotati avversari era di ben 3 gol (4-1). Poi il Montenegro ha reagito con grande classe , intimorendo la giovane squadra italiana, che in alcuni momenti pecca ovviamente di inesperienza: 5-4 per gli ospiti nel giro di pochi minuti e inerzia della partita completamente rovesciata. A questo punto è avvenuto il capolavoro. L'Italia non si è persa d'animo, ma al contrario ha mostrato grande tenacia e forza di volontà, cercando con grinta di ribaltare il punteggio. Grazie ad un Felugo trascinatore (3 gol per lui) ed alla saracinesca Tempesti in porta, gli azzurri hanno piazzato un break di 3-0 a cavallo degli ultimi due tempi, riuscendo ad ottenere un successo importantissimo, che infonde grande fiducia per il futuro. Questo Settebello ha ampissimi margini di miglioramento e soprattutto sta gradualmente acquisendo una mentalità vincente. Gli errori del passato sono stati dimenticati e l'Italia ha tanta fame di vittoria. Gli atleti, inoltre, seguono alla lettera le indicazioni del ct Campagna, il cui lavoro si nota soprattutto nella grande pressione difensiva attuata dalla sua nazionale.
Questa vittoria deve essere accolta con soddisfazione, ma senza esagerare con i festeggiamenti e con l'euforia: per una squadra ambiziosa deve costituire solo la base di partenza verso un futuro radioso. Avanti così Settebello!

Federico Militello

Moellg sesto a Schladming


Manfred Moellg ha reagito con carattere alle precedenti tre uscite ed ha compiuto due discese discrete nel tradizionale e difficilissimo slalom di Schladming, in Austria. Quinto dopo la prima manche, l'azzurro ha compiuto una buona seconda frazione sino ad una decina di secondi dal termine, quando ha alzato il piede dall'acceleratore forse per il timore di non vedere il traguardo per l'ennesima volta, agguantando infine la sesta piazza. Il 27enne di Brunico mostra una sciata attenta, precisa ed efficace, che lo colloca certamente tra i grandi favoriti per la competizione olimpica. D'altronde Moellg è un campione e lo ha già dimostrato in molte circostanze: una Coppa di slalom ed un argento mondiale non si vincono per caso. L'azzurro, inoltre, è uomo da gara secca, capace di esaltarsi quando in gioco vi sono medaglie importanti. Da non sottovalutare il fatto che lo slalomista italiano avrà ottime carte da giocare alle Olimpiadi anche in Gigante e, perchè no, in SuperCombinata. Solo quindicesimo Giuliano Razzoli, staccato di oltre 3 secondi! L'emiliano è un 'cavallo pazzo', per vincere deve attaccare come solo lui sa fare, sfoderando una potenza fisica che non ha eguali. Sciare in difesa non appartiene al suo Dna ed i risultati si sono visti: tuttavia anche questa controprestazione deve essere inquadrata come un'istruttiva tappa di crescita nel percorso verso la piena maturità agonistica.
A Schladming ha trionfato il padrone di casa Herbst sul redivivo svizzero Zurbriggen, tornato ad esaltarsi in questa disciplina dopo anni di buoi. Terzo posto per Pranger. La gara austriaca ha regalato uno spettacolo straordinario, con ben 50000 spettatori ed un'atmosfera che solo le gare in notturna sanno regalare. Il format della Coppa del Mondo, proprio per questo, andrebbe in parte modificato: gli slalom in serata e la reintroduzione delle gare in parallelo potrebbero consentire allo sci di acquistare un nuovo grande numero di appassionati. Questo sport merita questi grandi palcoscenici per tutto l'arco della stagione e non una sola volta l'anno.

Federico Militello

lunedì 25 gennaio 2010

Il Settebello alla prova Montenegro


La nazionale italiana di pallanuoto ha vissuto ai Mondiali di Roma 2009 uno dei momenti più bui della propria storia, terminando ad un mesto decimo posto. Un piazzamento non in linea con il passato e la tradizione vincente del Settebello. A volte, però, dagli errori e dalle delusioni si possono trovare risorse nuove per iniziare una nuova risalita verso i vertici internazionali. Il ct Sandro Campagna ha dato il via ad un nuovo corso, inserendo in squadra alcuni giocatori molto giovani e non convocando, almeno per ora, veterani quali Calcaterra, Angelini e Sottani. E' una nazionale che riparte comunque da alcune certezze consolidate: innanzitutto il blocco della Pro-Recco, formato da Felugo, Tempesti (uno dei migliori portieri al mondo), Di Costanzo, Figari e soprattutto il naturalizzato australiano Pietro Figlioli, probabilmente l'attaccante dal gol facile che tanto mancava agli azzurri. L'atleta più promettente è senza dubbio il 20enne Stefano Luongo, già grande protagonista del campionato italiano nonostante la giovane età, senza dimenticare anche il centro-boa Matteo Aicardi, rivelazione del Savona capolista. In difesa Valentino Gallo rappresenta una garanzia e può garantire anche delle finalizzazioni dalla lunga distanza. Insomma, le possibilità per tornare protagonisti ci sono tutte: Campagna ha fiducia in questo gruppo e sta lavorando bene. Nelle prime due partite di World League l'Italia ha sconfitto 8-5 la Germania ed 11-7 la Francia. Domani a Brescia arriverà il temibile Montenegro, Campione d'Europa nel 2008 e quarto alle Olimpiadi di Pechino. Il match rappresenta uno scontro diretto per il primo posto, l'unico che fornisce il pass per la fase finale. Quello contro la forte nazionale balcanica, inoltre, sarà un importante banco di prova per l'Italia, che potrà valutare in maniera attendibile a che punto sia la propria crescita agonistica. Gli azzurri hanno le qualità per emergere ed anche il Montenegro, se affrontato con la giusta convinzione e senza timori reverenziali, può essere sconfitto. Il Settebello, nel volgere di breve tempo, potrà tornare a splendere.
La partita sarà trasmessa domani in diretta su Raisportpiù alle ore 19.15.

Federico Militello

domenica 24 gennaio 2010

Inter, una prova di forza


Vittoria schiacciante, netta, indiscutibile. L'Inter infligge una lezione di calcio al Milan, fortemente ridimensionato dopo le recenti ed esaltanti prestazioni. Più che per i 9 punti di vantaggio accumulati in classifica, questo successo è fondamentale per i risvolti psicologici che comporterà: i nero-azzurri escono galvanizzati dalla stracittadina, avendo sfoderato forse la miglior prestazione stagionale; i rossoneri, invece, potrebbero ora accusare una sorta di complesso di inferiorità, avendo perso anche il derby di andata per 4-0. L'Inter è più forte e non solo del Milan, ma di tutte le squadre della serie A. Sono tre stagioni che lo dimostra. Questa sera, poi, finalmente si è visto in campo un gioco di squadra corale, cui si aggiungono ovviamente le prodezze dei singoli (una pennellata la punizione di Pandev). Mourinho ha vinto su tutti i fronti: tatticamente ha collocato in campo una formazione corta, aggressiva, abile nel pressing a tutto campo e nel ribaltare velocemente il gioco. Tutti i reparti partecipavano efficacemente alla fase di costruzione del gioco. L'allenatore portoghese, inoltre, ha annullato completamente le fonti di gioco del Milan: Pirlo e Ronaldinho, gli uomini di maggior inventiva, sono stati limitati con continui raddoppi di marcatura e la manovra del Milan non trovava sbocchi se non nei cross di Beckham. L'Inter, inoltre, sino al momento dell'espulsione di Schneider, ha tenuto dei ritmi di gioco altissimi, non sostenibili dalla squadra di Leonardo. Anche in inferiorità numerica la capolista, salvo i primi 8 minuti della ripresa, ha mantenuto la calma, difendendosi con grande ordine (Lucio e Samuel sono stati insuperabili) e non rinunciando ad attaccare. A questo proposito Pandev e Milito sono una coppia d'attacco perfetta, in quanto i due possiedono delle attitudini ideali per integrarsi. Vedendoli duettare sembra che giochino insieme da una vita, in realtà ciò accade solo da qualche partita. Migliore in campo, tuttavia, è stato il capitano Javier Zanetti, un vero mastino in mezzo al campo, capace di sradicare palloni agli avversari in quantità industriali: a 36 anni l'argentino è un grande esempio di longevità agonistica.
Probabilmente in molti diranno che il campionato è finito qui. Ma era mai cominciato? Questa Inter è una corazzata che può dominare ancora per anni il calcio italiano. Ha individualità di livello mondiale e soprattutto in panchina siedono giocatori che sarebbero titolari in qualsiasi altra squadra (Balotelli, Thiago Motta, Cordoba, etc.). Inoltre Mourinho, benchè criticabile per alcuni suoi comportamenti, è innegabilmente un grande allenatore, superbo nell'infondere alla squadra la propria personalità ed una mentalità vincente.
Ora L'Inter dovrà puntare con decisione ad esportare oltre confine queste convincenti prestazioni: giocando su questi livelli, la Champions League diventa un obiettivo ampiamente alla portata.

Rodigari e la staffetta maschile campioni d’Europa!


A Dresda (Germania) l’azzurro Nicola Rodigari si è aggiudicato per il secondo anno consecutivo il titolo europeo di short track, il quinto in carriera. Dopo il successo nei 1500 metri, il 28enne di Tirano si è successivamente piazzato terzo nei 500, ostacolato da una scorrettezza del francese Thibaut Fauconnet, e nuovamente primo nei 1000, conquistando la classifica finale con una gara d’anticipo. Nei 3000 metri finali, infatti, il campione continentale si è limitato ad amministrare, giungendo secondo alle spalle dello stesso Fauconnet, secondo nella graduatoria generale. Nella stessa gara è giunto al terzo posto l’altro azzurro Yuri Confortola. Il dominio italiano è proseguito poi nella staffetta, dove il quartetto composto da Rodigari, Confortola, Roberto Serra e dall’oriundo Nicolas Bean ha vinto la medaglia d’oro precedendo i padroni della Germania e l’Olanda. Squalificata invece la Francia.
Non è riuscita l’impresa di riconfermarsi, invece, ad Arianna Fontana, che puntava al quarto trofeo consecutivo nella rassegna europea. Eppure dopo gli iniziali successi nei 1500 e nei 500 la strada verso il trionfo sembrava ormai in discesa per la 19enne di Sondrio: sarebbe bastato, infatti, raggiungere un terzo posto nei 1000 per agguantare il titolo con una gara d’anticipo. Invece nei 1000 Arianna è purtroppo caduta in semifinale e si è vista avvicinare in classifica dalla ceca Katerina Novotna. Tutto si è deciso, quindi, nei 3000 conclusivi, in cui l’atleta dell’Est ha trionfato e, grazie al terzo posto della Fontana, si è laureata campionessa d’Europa con soli 3 punti di vantaggio sull’italiana (89 contro 86). Peccato per Arianna, che, caduta a parte, ha dimostrato di essere ampiamente la migliore in Europa. L’argento è comunque un ottimo risultato, da considerarsi come un punto di partenza in vista della sfida che l’azzurrina lancerà a Vancouver alle pattinatrici asiatiche.
Sfortunata anche la staffetta femminile, grandissima favorita della vigilia: una caduta in semifinale ha privato il quartetto azzurro della possibilità di approdare al turno decisivo. L’oro è andato a sorpresa alla Germania, per la grande gioia del pubblico di casa.
Si chiude un Campionato Europeo che ha esaltato ancora una volta l’Italia come nazione-guida dello short track nel Vecchio Continente. Alle Olimpiadi Rodigari, Fontana e le staffette potranno legittimamente aspirare a risultati di grande prestigio.

Federico Militello

Juventus in caduta libera. Il problema è Ferrara?


Sesta sconfitta in otto partite per la Juventus, ormai nel pieno di una crisi senza precedenti negli ultimi 10 anni. L'ultima stagione da incubo fu quella 1998-1999, quando la Signora fu costretta addirittura a disputare l'Intertoto per accedere all'Europa. Sicuramente la responsabilità di questi insuccessi va attribuita per la maggior parte a Ciro Ferrara: l'allenatore napoletano ha ormai perso le redini della squadra, è rassegnato, non conosce e non intravede una soluzione, non riesce ad incidere sulle motivazioni dei calciatori e, soprattutto, il gruppo non segue più le sue direttive. E' una Juventus che ha perso quella grinta e combattività che la contraddistinguevano. Di questo passo non sarà facile neanche qualificarsi per l'Europa League e la zona-Chanpions, per il momento, è un'utopia per una squadra che sta mantenendo una media da retrocessione nelle ultime giornate.
Il problema, però, non è solo Ferrara. Colpisce in particolare l'immobilismo della società, paralizzata dal momento negativo ed incapace di prendere delle decisioni drastiche, forse per paura di commettere ulteriori errori. L'allenatore a questo punto deve essere sollevato dal suo incarico (si è perso anche troppo tempo e, quel che è più grave, punti). Serve un traghettatore fino a giugno (Gentile?), poiché allo stato attuale chiunque si accomodi sulla panchina bianconera non potrà fare miracoli. La Juve, infatti, deve ormai salvare il salvabile, ritrovare la sua anima perduta e l'umiltà di ripartire verso obiettivi poco prestigiosi rispetto a quelli prefissati ad inizio campionato. A giugno si dovrà rifondare quasi tutto, non solo riguardo ai giocatori ma anche in seno alla società. Molti non hanno apprezzato gli acquisti di Paolucci e Candreva, io invece ritengo che sia meglio puntare su dei giovani italiani e promettenti piuttosto che su stranieri mediocri come Poulsen, Tiago e Melo. Certo, proprio in quanto giovani non potranno da subito fare la differenza, ma bisognerà saperli aspettare. Giovedì in Coppa Italia la Juventus affronterà l'Inter a S.Siro per i quarti della Coppa Italia: può essere la partita in grado di cambiare la stagione, quella dove si potrà ritrovare l'orgoglio di indossare la maglia bianconera. Magari con un nuovo allenatore.

Federico Militello

sabato 23 gennaio 2010

Fantastica Carolina: è di nuovo Regina d'Europa!


Risuona l'inno di Mameli a Tallin e sventola leggero il tricolore: Carolina Kostner ha vinto il titolo europeo per la terza volta (dopo 2007 e 2008) . Come avevo auspicato, la 23enne di Bolzano ha saputo interpretare la gara da campionessa vera, incantando nuovamente il Vecchio Continente. La sfida al mondo è lanciata e, perchè no, anche alla fuoriclasse coreana Na Kim. Carolina ha eseguito un ottimo esercizio libero, in cui ha commesso un solo grave errore nel Triplo Loop che le è costato purtroppo la caduta. Il margine di classe e di carisma sulle avversarie, tuttavia, è talmente ampio che la Kostner ha trionfato con oltre 7 punti di vantaggio sulla finlandese Lepisto, già vincitrice nella passata edizione. Bronzo a sorpresa per la georgiana Gedevanishvili, mentre l'altra azzurra Valentina Marchei, troppo affrettatamente messa dai media in ballottaggio con Carolina per il posto a Vancouver, si è dovuta accontentare di un comunque discreto ottavo posto al termine di un libero penalizzato da due cadute. La gara estone, comunque, ha detto due cose importanti: la Kostner rimane una delle migliori al mondo (se non la migliore) nella componente artistica, perchè riesce a suscitare emozioni nel pubblico e nella giuria con la sua grazia, la sua eleganza e la sua espressività; per aspirare alla medaglia olimpica, però, serve un ulteriore piccolo sforzo dal punto di vista tecnico, in particolare sul Triplo Loop e nelle trottole. Oggi il livello della competizione non è stato altissimo e quasi tutte le atlete di vertice hanno commesso dei gravi errori: a Vancouver, invece, sarà vietato sbagliare e servirà probabilmente la miglior Kostner di sempre in quella che si preannuncia una gara dai contenuti stellari. La campionessa azzurra, intanto, ha ritrovato la strada che aveva smarrito ormai da più di un anno e può guardare con rinnovato ottimismo al grande appuntamento a cinque cerchi.
Il momento difficile è ormai alle spalle e Carolina Kostner ha saputo reagire e rispondere alle critiche come solo i grandi fuoriclasse sanno fare: sul campo e con i fatti.
Il pattinaggio di figura italiano ha ritrovato la sua stella più lucente e, finalmente, è di nuovo d'oro.

Federico Militello

Magnifico Pittin: secondo podio stagionale


Sulle nevi tedesche di Schonach Alessandro Pittin ha conquistato il secondo podio stagionale nella Coppa del Mondo di combinata nordica. Il 19enne di Tolmezzo ha confermato ancora una volta di essere un talento purissimo, in grado di portare all'Italia quelle gioie sino ad ora mai vissute in questo meraviglioso ma ancora poco conosciuto (almeno da noi) sport. La prova odierna è stata quasi impeccabile: Alessandro era addirittura in testa dopo il salto, anche se a pari merito con il ceco Churavy e l'austriaco Denifl. Il leader di coppa Lamy Chappuis era quarto, ma staccato di pochi secondi. Più lontano, invece, il resto del gruppo. Nella prova di fondo gli atleti menzionati hanno formato subito un quartetto, con l'azzurro quasi sempre in testa a ad imporre un ritmo infernale. L'azione agile, brillante e scattante di Pittin ha fatto perdere contatto a Denifl, mentre da dietro nemmeno i tedeschi Edelman e Kircheisen riuscivano ad avvicinarsi al gruppo di testa. Sulla salita finale Alessandro ha provato l'allungo decisivo, ma Chappuis e Churavy non hanno ceduto. In volata, poi, l'azzurrino era ormai stanco e si è accontentato di uno stupendo terzo posto. La vittoria è andata al francese, sempre più leader della classifica generale.
Pittin ancora una volta ha dimostrato di gradire molto i trampolini piccoli come quello odierno e proprio in questa genere di gara si giocherà tutte le sue carte a Vancouver, il 14 febbraio. Sugli sci, invece, pochi dubbi sul fatto che sia tra i migliori al mondo. Il giovane combinatista italiano possiede gran classe e grandi mezzi tecnici, anche se ciò che maggiormente colpisce di lui è la sapiente intelligenza tattica in gara: Pittin ragiona da veterano nonostante la giovanissima età.
Quella sulle nevi teutoniche è stata la miglior gara della storia per la squadra italiana: Michielli è giunto decimo (per la prima volta 2 azzurri tra i top10), Runggaldier ventottesimo e Munari trentunesimo. A Vancouver, quindi, sarà possibile schierare anche una staffetta dignitosa, che avrà ovviamente il suo punto luce in Pittin, il vero 'Messia' della combinata nordica italiana.

Federico Militello

Giorgia Bronzini si aggiudica la Coppa del Mondo


L'Italia vince ancora, questa volta nel ciclismo su pista. Giorgia Bronzini è l'indiscussa padrona della corsa a punti da ormai due stagioni. Lo scorso anno vinse i Mondiali e la Coppa del Mondo, quest'oggi si è ripetuta aggiudicandosi la seconda sfera di cristallo consecutiva, giungendo terza nell'ultima prova di Pechino. Il dominio dell'azzurra in questa stagione è stato schiacciante, se si pensa al fatto che il successo finale è arrivato disputando addirittura una gara in meno delle rivali, mentre nelle competizioni rimanenti ha conquistato due primi ed un terzo posto. Ai Campionati del Mondo di Copenhagen l'obiettivo sarà chiaramente la seconda maglia iridata. La Federazione Internazionale (Uci) ha tuttavia eliminato questa specialità dal programma olimpico, privandoci a Londra di una medaglia sicura. Giorgia, però, non si deve scoraggiare, poiché davanti a lei si aprono due interessanti alternative in chiave Olimpiadi: o partecipare all'omnium (una sorta di combinata che racchiude tutte le specialità su pista) oppure prendere parte alla prova su strada (forse la soluzione migliore), in quanto il percorso londinese sarà adatto proprio alle velociste del suo calibro. Intanto gustiamoci questi successi di una campionessa ancora molto giovane (26 anni), che potrà scrivere ancora pagine memorabili per il ciclismo italiano.

Heel grande discesista: terzo sulla Streif!


Strepitoso terzo posto per l'azzurro Werner Heel nella discesa libera più difficile e leggendaria del mondo, la mitica Streif di Kitzbuehel (Austria). La vittoria è andata al fenomeno elvetico Didier Cuche, che ha preceduto la grande sorpresa slovena Andrej Sporn, incredibilmente secondo ed autore della gara della vita. Per Heel, lontano appena 39 centesimi dallo svizzero, si tratta del terzo podio stagionale, ma soprattutto questo risultato rappresenta la definitiva consacrazione del 27enne di Merano. Il superbo Werner ha dimostrato di essere ormai un discesista di caratura mondiale, completo sotto tutti i punti di vista: eccellente nei tratti tecnici, superlativo nel pennellare le curve, sensibile e rapido nei segmenti in piano. Considerato che tutti i grandi interpreti di questa specialità sono tutti abbondantemente ultra trentenni (Cuche ha 35 anni, Walchofer 34, Miller 33, Defago 33 e Buechel 39), si può facilmente intuire quali siano le possibilità dell'ancora giovane azzurro in vista del futuro. Heel sarà una garanzia per le Olimpiadi, così come mi aspetto molto dal rientrante Peter Fill, che potrebbe regalarci qualcosa di impensabile dopo il serio infortunio di fine agosto. Peter è già in forma e si sta allenando per stupire tutti il 13 di febbraio, giorno della discesa libera olimpica.
Continua a deludere profondamente, invece, Christoph Innerhofer, per l'ennesima volta quest'anno lontano circa 3 secondi dalle prime posizioni. Certo, i piccoli acciacchi sofferti in questi mesi avranno certamente influito, tuttavia è innegabile che il 26enne di Brunico abbia subito una decisa involuzione rispetto alla passata stagione. Il discesista italiano aveva come punto debole i tratti di scorrimento puro ed in questo fondamentale è addirittura peggiorato: appena la pista diventa 'dolce', Innerhofer perde decimi a grappoli. Inoltre non riesce come in passato ad essere efficace nei punti più tecnici e difficili: i risultati sono la diretta conseguenza di tutto ciò. Al momento Christoph non è competitivo in Discesa e in SuperG e difficilmente si riprenderà in questa stagione. A marzo dovrà cancellare in fretta quest'annata e ripartire da zero.

Federico Militello

venerdì 22 gennaio 2010

Da Tallin a Dresda brillano le stelle azzurre


Questo week-end sarà decisamente molto importante per quanto riguarda le discipline sul ghiaccio e l'Italia ha cominciato decisamente sotto i migliori auspici.
Hanno preso il via a Dresda, in Germania, i Campionati Europei di Short Track e subito sono arrivate due nette vittorie azzurre: Arianna Fontana ha trionfato quasi in scioltezza nei 1500 metri, mentre nella medesima distanza è arrivato il primo posto di Nicola Rodigari. Entrambi i portacolori italiani, ovviamente, sono anche in testa alla classifica generale e puntano decisi a bissare i trionfi dello scorso anno. Bene anche la staffetta maschile, qualificata senza difficoltà per le semifinali. Domani sarà la volta dei 500 metri, la gara preferita della Fontana. Buone anche le prove dell'azzurrina Martina Valpecina, settima in una gara poco adatta alle sue caratteristiche, e del valtellinese Yuri Confortola, sesto a causa di una caduta che l'ha messo fuori gioco dalla lotta per le piazze più prestigiose.
A Tallin, nel frattempo, i superbi Federica Faiella e Massimo Scali hanno agguantato una splendida medaglia d'argento agli Europei di Pattinaggio di Figura nella danza, la seconda consecutiva dopo quella del 2009. Tuttavia questo risultato va approfondito con attenzione: la coppia italiana ha realizzato il miglior punteggio sia nell'originale che nel libero, non riuscendo però ad azzerare lo svantaggio accumulato nel programma corto; le qualità mostrate, inoltre, sono di livello mondiale. I vincitori Shabalin-Domnina non sono sembrati all'altezza dei favolosi azzurri, che hanno compiuto un'esecuzione vibrante, sinuosa, emozionante e tecnicamente impeccabile. Sul ghiaccio hanno pattinato due artisti veri. Come al solito, però, la giuria ha favorito gli atleti della Russia, valutando in maniera eccessiva una prestazione tutt'altro che memorabile. Faiella-Scali, comunque, si confermano nell'elite del pattinaggio europeo, ma soprattutto possono volgere con giustificata ambizione il proprio sguardo verso i lontani e freddi territori canadesi: a Vancouver, se si confermeranno su questi livelli e miglioreranno il loro rendimento nel corto, nulla sarà precluso.
Intanto Carolina Kostner è in testa dopo lo short programm.....

Federico Militello

Il ritorno di Zorro! Brava Genuin, sei seconda!


E' grande Italia nello sci di fondo a Rybinsk, in Russia. Magda Genuin ha conquistato il suo primo podio stagionale nella gara sprint a skating, terminando al secondo posto, dietro la slovena Fabian. La 31enne dell'esercito ha messo in mostra una condizione in deciso crescendo, più che incoraggiante in vista di quella che sarà la gara clou per l'Italia olimpica del fondo, ovvero il team-sprint in cui gareggerà insieme alla campionessa del mondo Arianna Follis. In questa competizione, quindi, saremo in lizza per qualcosa di molto importante. Oltre alla Genuin, inoltre, ha ben figurato anche il resto della squadra femminile, con Karin Moroder decima e la giovane Silvia Rupil diciottesima. Non era presente Arianna Follis, rimasta in Italia per preparare le Olimpiadi, così come Marianna Longa.
La notizia più importante, tuttavia, è giunta da Cristian Zorzi, quarto nella 'sua' specialità, la sprint in tecnica libera, preceduto solo da uno scatenato terzetto di padroni di casa (Morilov il vincitore). Zorro, dopo l'ottima frazione in staffetta ai Campionati Italiani, ha dato finalmente quel segnale che il dt Silvio Fauner attendeva, un segnale che quasi certamente ora significherà la qualificazione a Vancouver. A 37 anni il forte fondista di Cavalese sarà ancora determinante per l'Italia: con Renato Pasini forma un tandem di sicuro affidamento nel team-sprint, mentre nella staffetta nessuno è in grado di ricoprire l'ultima frazione meglio di lui (Torino 2006 insegna). Inoltre Zorro potrebbe essere addirittura schierato nella 15 km skating, anche se qui la concorrenza di Clara e Moriggl è molto agguerrita. Insomma, pur mancando gli uomini e le donne di punta, la nazionale azzurra ha impresso il suo marchio in queste gare di Coppa del Mondo russe. E non è finita qui: domani saranno in programma due pursuit ( ci si attende molto da Roland Clara), mentre domenica potrebbero arrivare altre grandi soddisfazioni con il team-sprint maschile e femminile: lì, forse, Zorro lascerà un altro segno con la sua spada.

giovedì 21 gennaio 2010

Vai Carolina, devi tornare grande!


Agli Europei di Tallin scenderà in pista domani Carolina Kostner nel programma corto. Per la 23enne bolzanina il ghiaccio estone rappresenterà l'ultima prova d'appello. Da ormai due stagioni, infatti, la più grande pattinatrice italiana della storia fatica a ritrovare quegli automatismi che l'avevano consacrata a livello internazionale. La Kostner è molto fragile di testa e l'ha dimostrato in varie circostanze: ha sempre patito la grande pressione dei media nei suoi confronti, che hanno creato il 'personaggio' Carolina Kostner, sempre e comunque sotto i riflettori. La sua insicurezza mentale influisce soprattutto sui salti, nei quali ultimamente commette quasi sempre dei gravi errori. Nella componente artistica, però, Carolina rimane la migliore al mondo. E' proprio da questa consapevolezza che deve ripartire questo grande talento per ritrovare finalmente la felicità di tracciare linee sinuose sul ghiaccio. I salti ora sono un problema, ma se in passato si sono vinti due Europei, un argento ed un bronzo mondiale, allora significa che le possibilità per eseguirli nel modo migliore ci sono tutte: serve solo la giusta convinzione nei propri mezzi. Questa volta Carolina parte a fari spenti nella rassegna europea, nella quale non è nemmeno considerata tra le favorite e dove si giocherà addirittura il posto per Vancouver con la compagna di nazionale Valentina Marchei: probabilmente questo basso profilo potrebbe giovarle. La Kostner, inoltre, ora o mai più deve dimostrare di essere una campionessa vera. Deve dimostrare di essere in grado di reagire alle avversità. Deve dimostrare di essere una donna ormai e non più la spaurita ragazzina che a Torino 2006 intenerì gli italiani. Se Carolina esegue un esercizio 'pulito', almeno in Europa nessuna atleta può impensierirla, perché nessuna possiede la sua classe. Servono cattiveria e fame di vittoria per rinascere. Le possibilità ci sono, spetta a Carolina tornare ad essere la brillante artefice del proprio destino.

Federico Militello

mercoledì 20 gennaio 2010

Le interviste di Militello: Pietro Piller Cottrer


Pietro Piller Cottrer è uno dei più grandi sciatori di fondo italiani di tutti i tempi. E’ stato Campione del Mondo della 15 km nel 2005, medaglia di bronzo olimpica nel pursuit e d’oro nella staffetta a Torino 2006. Vanta inoltre cinque vittorie in Coppa del Mondo, oltre che la conquista della sfera di cristallo della Long Distance lo scorso anno. In questa stagione Pietro, 35 anni, è partito cauto, in quanto nella sua testa vi è un solo obiettivo ben definito: Vancouver!

In questa stagione non hai ancora ottenuto grandi risultati. Ai campionati italiani, poi, sei stato addirittura raggiunto da Moriggl nella staffetta: è tutto calcolato o c’è qualche effettiva difficoltà? A Vancouver rivedremo il vero Pietro?
L’inizio della stagione non è stato esaltante a livello di quelle precedenti, anche se bisogna dire che sono arrivato due volte a 10 secondi dal podio pur classificandomi decimo e undicesimo: è la testimonianza che il livello si è alzato moltissimo. La mia preparazione è stata finalizzata al mese di febbraio, quindi spero che in Canada potrete contare sul vero Pietro. Agli assoluti appena svolti non ero al 100% anche perché storicamente il mio calo di forma è coinciso spesso con la metà di gennaio, quindi a conti fatti penso di essere andato anche meglio rispetto ad atleti che invece si sono preparati per queste gare come se fossero un’Olimpiade.

A cosa può aspirare l’Italia a Vancouver? Pensi che ci saranno sorprese dai vari Checchi, Clara e Moriggl?
Sui miei compagni non saprei cosa dire. Comunque sono certo che possiamo fare bene. Spero che l’Italia sia una grande protagonista di questi Giochi Olimpici.

Come vedi la staffetta? Saresti disponibile anche ad una frazione in alternato?
La staffetta azzurra può fare grandi cose, soprattutto se terremo il ritmo dei migliori in alternato. Per quanto mi riguarda non avrei problemi a gareggiare in una delle due frazioni in tecnica classica, ma il mio primo e vero amore è la terza frazione a skating.

Lukas Bauer, con la sua condotta di gara volta a fare selezione, potrebbe costituire un problema (soprattutto nella 15+15 Km e in staffetta)?
No, anzi. Penso che se davvero adottasse una tattica del genere in molti sarebbero contenti, perché così si eviterebbe di portare Northug in volata.

Ma questo Northug è battibile? Se sì, in che modo?
E’ un grande talento dello sport. Molti giovani lo ammirano e sta dando molto risalto allo sci di fondo, il che fa bene a tutti. Però spesso il suo modo di comportarsi in gara è un po’ troppo strafottente nei nostri confronti. Per batterlo non bisogna portarlo in volata, come ha fatto Bauer al Tour de Ski.

Perché l’Italia lamenta da anni che il proprio punto debole è la tecnica classica e, al posto di compiangersi, non punta invece a migliorare?
Ci stiamo provando da una vita a migliorare, ma io credo si tratti di una questione culturale. In Norvegia ancora adesso per andare a fare la spesa si mettono gli sci e si va in alternato. Per loro lo stesso problema si pone nella tecnica libera.

Da anni in Italia non nascono nuovi talenti e la carretta la portate sempre tu, Di Centa e Zorzi. Ora, tuttavia, si sta affacciando il talento di Noeckler, che sta dominando la Coppa Europa: cosa ne pensi? Potrà ricalcare le vostre orme?
Io sinceramente glielo auguro, così come ai suoi compagni di squadra. Spero che guardando a noi come punti di riferimento possano prendere la giusta ispirazione per andar forte.

Federico Militello

martedì 19 gennaio 2010

Italia esordio facile: Belgio asfaltato 4-0!

Parte col botto l'Europeo della Nazionale italiana di calcio a 5. Nella partita d'esordio contro il Belgio gli Azzurri hanno passeggiato, sciorinando un tasso tecnico abissalmente superiore a quello degli avversari: dal primo all'ultimo minuto la squadra di Menichelli ha imposto il suo dominio. Pronti via e l'Italia è passata subito in vantaggio grazie ad un gol di Assis, ben smarcato da un assist del brillante pivot Baptistella. Quest'ultimo è stato il migliore in campo grazie alla grande capacità di difendere il pallone spalle alla porta, consentendo ai compagni di liberarsi al tiro. Dopo il gol gli italiani si sono limitati a gestire il risultato con un'ottima proprietà di palleggio. Nella ripresa il raddoppio è arrivato con un'azione identica a quella dei primi 20 minuti: sponda di Baptistella per Assis che ha piazzato nuovamente il pallone in rete. A questo punto l'Italia non si è seduta, ma ha aumentato ulteriormente il pressing nella metà campo avversaria ed il terzo gol è stato inevitabile: il rigore di Ippoliti ha siglato il 3-0. Dopo aver ormai acquisito la vittoria, gli Azzurri non hanno infierito ulteriormente su una nazionale ormai sfiduciata ed evidentemente inferiore, limitandosi solamente al 4-0 finale con il superlativo Baptistella. Il Belgio non è stato quasi mai pericoloso e nelle rare opportunità create il portiere azzurro Feller ha compiuto con la consueta classe delle parate sicure. La qualificazione ai quarti è già in cassaforte. Ora contro l'Ucraina (sabato, ore 18,30, Raisportpiù), sarà in ballo il primo posto nel girone. L'Italia, comunque, ha bagnato questo esordio in maniera più che convincente e può guardare con entusiasmo e fiducia alle prossime partite.

Il tennis italiano è donna


Si è completato il primo turno del primo Slam stagionale di tennis, l'Australian Open (manca solo il match tra Garbin e Vesnina). Un dato è lampante: cinque azzurre si sono qualificate al match successivo, mentre tutti e cinque gli uomini sono stati eliminati al primo ostacolo ed il solo Seppi, contro l'americano Isner, ha vinto due set. La crisi del tennis maschile appare per il momento irreversibile. Seppi è il migliore dei nostri rappresentanti, ma non è e non sarà mai un fuoriclasse. E' un giocatore da top30-40, ma nulla più. Il più promettente era Simone Bolelli, che negli ultimi due anni, però, non ha compiuto il salto di qualità che ci si attendeva, ma è anzi addirittura crollato intorno alla centesima posizione dal ranking. Starace ormai è un veterano e non bisogna chiedergli null'altro che qualche buon risultato nei tornei sulla terra rossa. Fognini, infine, è il più giovane ma somiglia già molto agli stessi Seppi e Bolelli... Ai tennisti italiani manca prima di tutto l'umiltà, poiché non riescono a comprendere quanto sia basso il loro livello di gioco rispetto al resto del mondo. Se non si possiede il talento di Federer, con l'impegno ed il lavoro si possono comunque raggiungere posizioni di classifica decisamente migliori ( il russo Davydenko è l'esempio più calzante, non un fenomeno ma sempre fra i top10). Servono qulla forza di volontà e quella voglia di lottare che agli italiani mancano totalmente. I tennisti azzurri dovrebbero imparare dalle donne. Pennetta e Schiavone sono ormai delle garanzie (non a caso per due volte hanno vinto il titolo mondiale con la Fed Cup), ma anche da Errani, Vinci e Brianti sono arrivate ottime risposte. 5 azzurre tra le prime 64 in un torneo dello Slam (aspettando, si spera, anche la Garbin), sono un risultato eccezionale, che conferma la scuola italiana nell'elite del tennis mondiale, superata solo dalla corazzata russa. Perchè le donne hanno successo e ottengono i risultati tanto desiderati? I motivi sono semplici: si allenano moltissimo, cercano di migliorare i loro difetti, lavorano molto sull'aspetto psicologico e, soprattutto, hanno fame di vittoria e voglia di arrivare. All'orizzonte, inoltre, si affaccia un'altra tennista molto promettente come Camila Giorgi, classe 1991. Segno che anche i ricambi non mancano. Dunque gli uomini, più che rassegnarsi alla loro sconcertante posizione, dovrebbero trarre giovamento dall'esempio fornito loro dalle nostre splendide tenniste. Risalire la china non è impossibile: basta volerlo.

Federico Militello

lunedì 18 gennaio 2010

Italia, dove puoi arrivare?


Dopo aver analizzato quali potranno essere i convocati azzurri per i prossimi Mondiali in Sud Africa, vediamo quali saranno le reali possibilità dell'Italia nella competizione iridata.
Il girone, in tutta onestà, è il più agevole che potesse capitare. Tuttavia la prima partita è proprio la più insidiosa, contro il Paraguay. I sudamericani non possiedono grandi individualità, ma sono una squadra compatta ed ostica, capace di dar filo da torcere anche a Brasile ed Argentina nelle qualificazioni. L'elemento di spicco è Roque Santa Cruz (attualmente al Manchester City), spesso infortunato, senza dimenticare Nelson Cuevas, in forza al Santos. Una nazionale, quindi, da non sottovalutare, ma assolutamente da non temere. La Nuova Zelanda, invece, è la formazione peggio posizionata nel ranking Fifa di tutto il Mondiale e gli Azzurri non dovrebbero incontrare alcuna difficoltà nel prevalere sugli All-Blacks. Infine la Slovacchia punta sulla sua stella del Napoli Marek Hamsik, anche se pagherà inevitabilmente lo scotto della prima partecipazione ad una fase finale della Coppa del Mondo (oltre che una rosa complessivamente non eccelsa). L'obiettivo d'obbligo dell'Italia, dunque, sarà il primo posto del girone, che è ampiamente alla portata. Dagli ottavi, invece, cominceranno i problemi. Le possibili avversarie saranno Olanda, Danimarca o Camerun: con tutte e tre sarebbe molto dura, poiché si tratta di formazioni che praticano un calcio fisico, veloce e dinamico. L'Italia, che punterà su molti giocatori Over30, riuscirà a contrastarlo? Come reagiranno i veterani di Lippi al susseguirsi delle partite ogni 4 giorni? Per fortuna il periodo dell'anno in cui si disputeranno i Mondiali sarà l'autunno sudafricano, quindi non farà caldo. Proprio il turn-over sarà il grave problema cui Lippi dovrà trovare una soluzione: soprattutto in difesa non ci sono alternative credibili. Se, ad esempio, Chiellini fosse indisponibile per squalifica, la retroguardia azzurra non fornirebbe alcuna garanzia di solidità (è sufficiente vedere quanto accade regolarmente alla Juventus, che in pratica schiera quasi per intero la difesa dell'Italia). L'eventuale passaggio ai quarti, inoltre, potrebbe collocare la Nazionale al cospetto di una tra Spagna o Brasile. A quel punto le chance di passaggio del turno sarebbero ridottissime, se non addirittura nulle. Comparando in maniera razionale e non patriottica la rosa dell'Italia con quelle di Spagna o Brasile, notiamo che le differenze sono abissali: gli Iberici a centrocampo vantano Iniesta, Xavi, Fabregas, Xabi Alonso, Silva, Senna; il Brasile invece è senz'altro la nazionale con più alternative in tutti i reparti. E' impietoso, ad esempio, il confronto tra la difesa verdeoro (Juan, Alex, Lucio, Luisao) e quella italiana (Legrottaglie, Cannavaro e Gamberini...). L'ambizione massima dell'Italia ai Mondiali, quindi, sarà quella di agguantare almeno i quarti di finale.
Al termine della competizione iridata, inoltre, sarà necessario operare una profonda rifondazione, per riportare la Nazionale di nuovo a grandi livelli di competitività. I vari Cannavaro, Grosso, Legrottaglie, Gattuso, Camoranesi, Zambrotta, dovranno lasciar posto ad alcuni giovani promettenti che andrebbero presi in considerazione già da ora come Bonucci, Ranocchia, Masiello, Candreva, Marchisio, Santon, Matri, Pazzini, Balotelli, Maggio, De Silvestri.
Augurandomi di sbagliare, il prossimo Mondiale potrebbe rivelarsi uno dei peggiori di sempre della storia azzurra. Le possibilità per ripartire, però, ci sono tutte.

domenica 17 gennaio 2010

Ventura e il miracolo Bari

Il Bari è la grande rivelazione della Serie A. Questa spumeggiante formazione pugliese deve essere valutata come una benedizione per il calcio italiano, un esempio da seguire. Il tecnico Giampiero Ventura ha saputo plasmare la sua squadra secondo quelle che sono le proprie idee di intendere il calcio. Il Bari si schiera con il modulo più semplice e antico, il 4-4-2; questa disposizione permette di praticare un calcio corale, sinfonico e armonioso. Un calcio champagne. Tutti partecipano alla manovra, i terzini spingono dall'inizio alla fine, i difensori centrali provano sempre ad impostare, le ali 'volano' letteralmente, i centrocampisti giocano il pallone a testa alta e gli attaccanti compiono improvvisi tagli e verticalizzazioni. Ventura ha dato un gioco ed un'identità al Bari, i suoi ragazzi quando scendono in campo sanno cosa fare. Il calcio della formazione d'Italia è divertente, spettacolare, il migliore in Italia. Il risultato, chiaramente, è importante, ma viene ricercato attraverso l'estetica del gioco. L'arrogante Mourinho, che possiede fior di campioni ed uno stipendio di oltre 10 volte superiore a quello di Ventura, dovrebbe trarre insegnamento dalla partita del San Nicola, dove la sua Inter, priva di idee e di organizzazione, ha subito una vera e propria lezione di calcio, salvandosi sul 2-2 solo grazie alle indiscutibili qualità dei propri singoli.
Quel che deve essere analizzato con attenzione, inoltre, è il 'Progetto Bari': la società ha acquistato giocatori che fossero funzionali agli schemi di Ventura, cercando di spendere il meno possibile e credendo nel lancio di giocatori giovani o semi-sconosciuti. Emblematico il fatto che la difesa dei pugliesi, una delle migliori del campionato, è composta da giovani italiani dal grande avvenire come Ranocchia, Bonucci e Antonio Masiello, che sono seguiti dai più grandi club d'Europa (sperando che invece siano acquisti dalle 'grandi' d'Italia, che purtroppo troppo spesso investono su stranieri di discutibile valore). In attacco Barreto e Meggiorini sono giocatori molto interessanti, dal sicuro avvenire. Ventura è stato bravo anche a rilanciare alcuni uomini in difficoltà da alcune stagioni come Almiron ed Alvarez, quest'ultimo una saetta sulla fascia destra. Il portiere belga Gillet, poi, è uno dei migliori del campionato e non si capisce come sia stato possibile che abbia trascorso quasi 10 anni di carriera in Serie B; a 30 anni, però, il forte estremo difensore ha ritrovato la convocazione nella nazionale del suo Paese.
Insomma, quello del Bari non è assolutamente un miracolo, ma semplicemente il frutto di un lavoro serio e consapevole, coltivato con costanza e sagacia negli anni. Il calcio italiano deve prendere in grande considerazione l'operato della società pugliese: il Bari ha tracciato la strada verso il futuro.

sabato 16 gennaio 2010

Che Italia sarà in Sud Africa?


Mancano ormai poco meno di cinque mesi ai Campionati del Mondo di calcio. Vediamo quali potranno essere i 23 convocati di Lippi per la competizione iridata. Tra qualche giorno analizzerò anche le possibilità dell'Italia nell'evento sudafricano.

Portieri: qui è tutto deciso. Titolare inamovibile il miglior interprete nel ruolo, Gigi Buffon. Le riserve saranno gli affidabili Marchetti e De Sanctis. Almeno in porta, problemi non ce ne saranno.

Difensori: quello che per anni è stato il nostro punto di forza (che ci ha permesso anche di vincere gli scorsi Mondiali con appena 2 gol subiti), quest'anno appare il punto debole. L'unica garanzia è Giorgio Chiellini, uno dei tre difensori più forti del mondo. Il capitano Cannavaro è ormai 37enne ed al capolinea della carriera, ormai da tempo in fase calante. I centrali di riserva, poi, non sono di certo delle sicurezze. Si giocano due maglie Legrottaglie, Gamberini e Bocchetti, con i primi 2 favoriti. Servirebbe Nesta. La classe, l'esperienza ed il carisma del campione romano del Milan cambierebbero profondamente il volto della retroguardia azzurra. Purtroppo il suo addio alla Nazionale pare definitivo. Anche per quanto riguarda i terzini siamo piuttosto scoperti. In particola sulla destra Zambrotta, ancora importante nonostante l'età, non ha una valida alternativa. In realtà ci sarebbe il talentuoso Santon, che però non gioca mai nell'Inter ed a questo punto rischia il Sud Africa. Le alternative sarebbero Maggio, Comotto, Cassani e Zaccardo: non esattamente dei fenomeni. A sinistra il titolare sarà l'ormai opaco Grosso, con Criscito, favorito, e Dossena a contendersi il posto di riserva. La mia opinione è che Lippi debba tenere in grande considerazione la difesa del Bari, la meno battuta della serie A. In particolare Bonucci e Ranocchia, che purtroppo si è infortunato, potrebbero essere molto utili alla causa.

Centrocampisti: sicuri del posto sono Camoranesi (spesso infortunato), De Rossi, Pirlo (insostituibile), Gattuso (pupillo di Lippi) e Marchisio (l'unica vera novità di questo gruppo). Rimane quindi un solo posto a disposizione, a meno che il ct non propenda per un attaccante in meno. In Germania, comunque, i centrocampisti furono 6 ed il sesto posto dovrebbe toccare a Riccardo Montolivo, che sta disputando una grande stagione a Firenze. Subito dietro il giocatore viola c'è Palombo, che ha sempre deluso però in azzurro. Difficile che vengano presi in considerazione i vari Pepe, Candreva e Aquilani. Ambrosini potrebbe essere un papabile, ma Lippi non ha mai mostrato interesse per il giocatore del Milan.

Attaccanti: qui, come sempre, l'abbondanza è tanta e le scelte difficili. Iaquinta, Gilardino e Rossi sono gli intoccabili. Quasi certo, se starà bene, il rientro di Francesco Totti, che provocherà molte discussioni. Rimangono due posti. I candidati sono Quagliarella, Borriello, Toni, Di Natale, Amauri (al momento impresentabile), e Matri. Non hanno chance i veterani Inzaghi e Del Piero (giustamente secondo me). La mia idea è che la rosa debba essere completata da Quagliarella e Toni: il calciatore del Napoli è una seconda punta rapida ed imprevedibile, che può decidere in qualsiasi momento una partita con i suoi potentissimi tiri; il neo-romanista, invece, se, come sembra stia accadendo, ritroverà la forma migliore, può risultare ancora importantissimo per la sua capacità di fare reparto da solo.

Queste sono ipotesi, ma fino a giugno tante cose possono ancora cambiare.

Federico Militello

venerdì 15 gennaio 2010

Caro Pantani


Due giorni fa il Pirata avrebbe compiuto 40 anni. Il 14 febbraio saranno 6 anni che Marco ci ha lasciato. Questa lettera è spedita a lui, in cielo.

Caro Pantani,

è trascorso tanto tempo ormai da quando ci hai lasciato. Io però ti sento ancora qui, insieme a noi. Non passa Giro d'Italia o Tour in cui non pensi a te. Ogni montagna mi ricorda un tuo scatto, una tua vittoria. Era bello, Pirata, quando ti toglievi la bandana e scattavi in salita con le tue accelerazioni inimitabili. Gli avversari ti rivedevano solo all'arrivo. Avevo 10 anni quando hai vinto il Giro ed il Tour e ti vedevo come un mito: quando giocavo con i miei amici, facevamo le gare con la bicicletta sui sali-scendi di Cava de' Tirreni ed io indossavo sempre la bandana. Anche in quei momenti eri insieme a me. Ti ricordi Marco, quando hai compiuto l'impresa leggendaria sull'Alpe D'Huez? Quel giorno hai compiuto qualcosa di epico, di indelebile: pioveva a dirotto, ma tu, incurante delle intemperie e del pericolo, sei scattato su ogni salita ed anche in discesa, sull'asfalto viscido, eri stato impeccabile. Alla fine Ullrich giunse ad oltre 9 minuti da te. Fu maglia gialla. Quel giorno lontano di luglio io seguii la tappa nel bar della spiaggia e dopo la tua vittoria mi tuffai subito in acqua come un pazzo per festeggiare. E ti ricordi quando movimentasti anche una noiosa Milano-Sanremo con uno scatto sulla Cipressa? Sì, non eri un corridore per le corse di un giorno, ma quando vi partecipavi tutto era più bello. Una corsa era speciale per il solo fatto che tu c'eri. Come quando hai gareggiato alle Olimpiadi di Sidney: che emozione vederti con la maglia azzurra. Hai anche vinto un bronzo ai Mondiali in Colombia, l'unico per gli scalatori negli ultimi 16 anni. Ti sei fatto tante volte male, Marco. Ricordo quando un gatto ti attraversò la strada in Costiera e ti fece infortunare gravemente. Tu, però, sei sempre stato forte e ti sei sempre rialzato. Ed ogni volta ritornavi a volare. Mi sembra di vederti in questo momento, con le mani strette sul manubrio ed in piedi a spingere sui pedali, come solo tu sapevi fare. Altre volte sono state le persone a farti tanto male, ma tante altre ti hanno amato completamente, io per primo. Lo sai Marco, al Giro il nome più 'pitturato' sulle strade è ancora il tuo. La gente non può dimenticarti. Ogni tappa del Giro o del Tour è per me un rimpianto, perchè mi chiedo come sarebbe andata se ci fossi stato ancora tu. Quando scatta un ciclista in salita, non mi esalto, perchè in quel momento la mente mi porta subito al paragone con te. Caro Marco, ora sono sicuro che stai facendo grandi cose anche lassù in cielo. Da qui, però, tu non te ne sei mai andato.

giovedì 14 gennaio 2010

La pallamano azzurra in cerca di un'identità

La pallamano è da sempre l'unico sport di squadra che in Italia non ha mai ottenuto successi a livello internazionale. Oltre a questo, la Nazionale azzurra non riesce quasi mai nemmeno a qualificarsi per un grande evento come Mondiali ed Europei. Le Olimpiadi, poi, rimangono un miraggio lontanissimo. Da un anno e mezzo, però, la Federazione ha dato il via ad un nuovo corso. E' stato ingaggiato, infatti, uno dei migliori tecnici in Europa, lo spagnolo Equisoain Azanza, detto 'Zupo'. Il ct iberico ha vinto tutto a livello di club ed ha ben figurato alla guida di una nazionale dalle scarse tradizioni come il Portogallo, riuscendo a qualificarla per la rassegna europea. Il lavoro dell'iberico si sta basando prevalentemente su di un completo riassetto della organizzazione giovanile dei vivai. Zupo ritiene infatti che un giocatore di pallamano vada seguito ed aiutato nella sua maturazione sin dai 14 anni, aiutandolo passo dopo passo a raggiungere i grandi palcoscenici. Si può dire, quindi, che l'allenatore spagnolo vuole rimodellare e dare un volto diverso alla pallamano italiana partendo dalle fondamenta. Tuttavia anche nel breve periodo è lecito attendersi finalmente dei risultati confortanti. Da domani fino a domenica 17 gli Azzurri disputeranno un girone a 3 con Grecia e Montenegro, valido per la qualificazione ai Mondiali di Svezia 2011. La vincente di questo mini-torneo, che si terrà in Sicilia, avrà diritto a partecipare ai play-off decisivi per la partecipazione alla competizione iridata in terra scandinava. La formazione azzurra è reduce da un'importante vittoria in un amichevole contro il temibile Brasile e la mano di Zupo comincia a vedersi, soprattutto per quanto riguarda l'aggressività in fase difensiva. In rosa sono presenti 2 giocatori che militano nel prestigioso campionato spagnolo,Maione e Tokic, mentre un altro, Skatar, si disimpegna con successo nella lega francese. Tutti gli altri provengono dal campionato italiano, torneo dai contenuti tecnici modesti, che andrebbe completamente rivisto nella sua concezione, per ora troppo regionalistica (le squadre pugliesi dominano da anni). La pallamano per crescere e farsi conoscere ha bisogno delle grandi città. La stella dell'Italia è l'oriundo croato Demis Radovcic, un'ala sinistra di caratura internazionale, seppur ancora 22enne. Esordirà in Nazionale anche l'italo-argentino Nicolas Brancaforte, molto efficace in zona-gol. Grecia e Montenegro sono avversari ostici, con gli slavi favoriti sulla carta. L'Italia, però, dovrà batterli se vorrà fuggire dalla mediocrità in cui si è dibattuta in questi anni.

Il programma

15 GENNAIO, ore 20: Italia-Grecia (diretta su Raisportpiù)

17 GENNAIO, ore 20: Italia-Montenegro (diretta su Raisportpiù)

Federico Militello

mercoledì 13 gennaio 2010

Baldini ha fame di atletica: a 39 anni torna nella Maratona!

Stefano Baldini, campione olimpico ad Atene nel 2004 e per due volte campione d'Europa, si era ritirato dalle competizioni internazionali il giorno dopo le Olimpiadi di Pechino, quando giunse 12mo al termine di una gara più che dignitosa. La voglia e la passione per l'atletica, tuttavia, non si sono mai completamente sopite, anzi. Nel 2009 il fuoriclasse azzurro non è riuscito ad appendere gli scarpini al chiodo ed ha preso parte ad alcune gare minori, su distanze intorno ai 10km: un mondo non suo, in cui si sono susseguite le delusioni a causa di una preparazione atletica approssimativa per sua stessa ammissione. La mente dell'olimpionico, però, non ha smesso un istante di viaggiare verso l'amore più grande della propria vita: la maratona. In autunno quindi, dopo aver constatato che il fisico è ancora integro, Baldini ha dichiarato la sua pazza idea: puntare agli Europei di Barcellona. A 39 anni. Che non sono neanche tantissimi! Nello sport l'età agonistica di sta notevolmente elevando, come dimostrano campioni del calibro di Rossano Galtarossa nel canottaggio e Josefa Idem nella canoa. Rimanendo nell'ambito dell'atletica, poi, il fenomeno etiope Haile Gebreselassie ha già esposto il suo piano di avvicinamento a Londra 2012, quando avrà appunto 39 anni. Insomma, quando un atleta ha classe ed esperienza e soprattutto la salute, nessun traguardo gli è precluso e l'età passa in secondo piano. La Nazionale italiana, proprio in concomitanza con il temporaneo ritiro di Baldini, ha vissuto nel 2009 la peggior stagione degli ultimi 15 anni. Con il ritorno del campionissimo di Castelnovo di Sotto non è esagerato dire che agli Europei di Barcellona si potranno cullare ambizioni di medaglia. La specialità dei 42 km, infatti, è ormai completamente dominata dagli atleti africani e l'Europa vive un periodo di profonda crisi, con quasi tutti gli atleti che possiedono personali superiori alle 2 ore e 10 minuti. In un contesto senza grandi fenomeni Baldini può ampiamente dire la sua. Inoltre la sua figura sarà molto importante per far crescere e maturare un giovane molto interessante come Daniele Meucci, che debutta proprio quest'anno nella disciplina regina dell'atletica (dopo il confortante mondiale di mezza maratona dello scorso anno, quando fu il primo degli europei dopo la marea dell'Africa). Proprio questi due azzurri sono dall'8 gennaio in ritiro in Kenia, insieme ad Andrea Lalli (altra promessa molto interessante).
Bentornato Stefano.

Federico Militello

martedì 12 gennaio 2010

Samba Italia: a caccia dell'Europeo

A più di un anno dalla cocente eliminazione ad opera della Spagna nella semifinale dei Mondiali, l'Italia del calcio a 5 riparte dall'Ungheria, dove dal 19 gennaio si terranno gli Europei. Quella azzurra è una rappresentativa quasi completamente rinnovata, a partire dal commissario tecnico Menichelli, che aveva già allenato con successo l'Under21. La squadra italiana parte con l'obiettivo minimo della semifinale, traguardo più che alla portata se si pensa che il girone non è insormontabile (Belgio e Ucraina le avversarie, passano le prime due) e l'eventuale incrocio nei quarti potrebbe essere rappresentato da Repubblica Ceca, Azerbaijan o dall'Ungheria padrona di casa. Insomma, la sorte ci è stata benevola e tutte le favorite, Russia, Spagna e Portogallo, sono dall'altra parte del tabellone. Questa Italia può giocarsela con chiunque, essendo la formazione composta dal giusto mix di giovani promettenti (Romano e Lima su tutti) e da veterani di classe mondiale (Bertoni e soprattutto il portiere Feller, ormai 39enne ma ancora fondamentale). E' inoltre una Nazionale molto 'brasiliana', con ben 10 giocatori (più della metà) di origine sudamericana. La novità rispetto al passato è che ora qualche giocatore nato e cresciuto in Italia c'è: nel 2003 a Caserta, quando l'Italia vinse il suo primo e sino ad ora ultimo Europeo, i verde-oro erano infatti 12 su 12. E' innegabile, tuttavia, che se la Nazionale azzurra è sempre ai vertici di questa disciplina, gran parte del merito va attribuita alla fantasia ed alle doti tecniche di questi calciatori che, seppur brasiliani d'origine, sono cresciuti calcisticamente nel nostro Paese e sono fieri di rappresentarlo. Tra questi oriundi è molto importante il ritorno in squadra dopo alcuni anni di assenza del pivot Vinicius Bacaro, uno dei migliori attaccanti in circolazione con la sua notevole stazza fisica. In fase realizzativa ci si aspetta molto anche da Dos Santos, nelle prime posizioni della classifica cannonieri della serie A italiana.
Il 15 si parte per l'Ungheria: l'Italia volerà nella terra magiara per vincere.

Il Programma del gruppo dell'Italia

19 Gennaio: Italia-Belgio, ore 19

23 Gennaio: Italia-Ucraina, ore 18,30

Federico Militello

lunedì 11 gennaio 2010

Intervista Esclusiva alla snowboarder Carmen Ranigler

Intervista realizzata a cura di Federico Militello

Carmen Ranigler ha 33 anni ed la miglior atleta italiana nello snowboard. Vanta sei vittorie in Coppa del Mondo, anche se l’ultima risale al lontano 2001. Tuttavia ha grandi qualità tecniche e non è detto che alle Olimpiadi di Vancouver non realizzi il colpaccio.

A che punto sei con la preparazione fisica in vista dei Giochi? Sei già sicura della qualificazione?
Fisicamente sto molto bene. Per quanto riguarda la qualificazione al momento sono dentro, ma si deciderà tutto nell’ultima gara. Sarò sicura del posto solo quando il Coni mi convocherà. Comunque le possibilità sono molto buone.

Quest’anno sei stata lontana dal podio e alcune gare sono state difficili: per quale motivo? A Vancouver cullerai sogni da medaglia oppure ti accontenterai di un buon piazzamento?
Le gara americane di Telluride erano due e noi le abbiamo buttate via perché siamo arrivati solo il giorno prima della gara. Non avendo smaltito il fuso orario, non eravamo assolutamente in condizione. Inoltre non è facile gareggiare con la spada di Damocle del dover fare risultato a tutti i costi per la qualificazione. Infatti, a questo proposito, anche il 13mo posto a Bad Gastein lo considero un ottimo risultato. Alle Olimpiadi partirò con un solo obiettivo: la medaglia. Tutto il resto non conta niente. Certo, non sarà facile perché tutte vogliono salire sul podio, ma io ci proverò con tutta me stessa.

Nel primo slalom di inizio stagione eri arrivata quinta, poi cosa è successo?
Penso che i tre mesi senza gara abbiano influito negativamente. Il calendario di gare andrebbe suddiviso meglio. Poi man mano che ci avviciniamo al 18 gennaio, ultima data utile per il ranking olimpico, la tensione sale per me come per tutta la squadra e quindi è più difficile fare risultato.

Un tempo eri molto forte nello snowboardcross: perché hai abbandonato questa specialità?
Il primo motivo è stato per motivi di salute, perché quasi tutti i miei infortuni li ho subiti nel cross. Inoltre volevo concentrarmi meglio su una disciplina, soprattutto perché la differenza di materiali è enorme. Lo stress di praticare tre discipline, infine, era diventato intollerabile.

Dopo le Olimpiadi continuerai a gareggiare o ti ritirerai?
Questo dipende molto da come andrà la stagione attuale e da come sarà la mia salute. Bisogna anche vedere cosa accadrà in Federazione e se troverò uno sponsor. Quest’anno, infatti, ho fatto davvero tantissima fatica economicamente, perché ho dovuto pagare gli allenamenti di tasca mia.

Perché secondo te i giovani italiani faticano ad imporsi?
E’ una domanda difficile, probabilmente devono ancora crescere, chi di testa e chi di fisico. Però alla fine il lavoro paga sempre, come ha dimostrato quest’anno il giovane Aaron Mach.

Ti immagini in futuro come allenatrice della Nazionale di snowboard?
Non credo che allenerò la Nazionale perché sinceramente mi sono stancata di condurre una vita da zingara. Magari un’idea del genere potrei coltivarla a livello locale. Vedremo.

Cosa dobbiamo aspettarci dallo snowboard italiano alle Olimpiadi?
Le possibilità di andare a medaglia ci sono. Come sappiamo, però, c’è una solo possibilità, in un’unica gara ed in un solo giorno. Insomma serve anche la giusta dose di fortuna. Sicuramente tutti noi faremo del nostro meglio per realizzare un grande sogno. Quel che sarà, poi, lo deciderà il destino.

Federico Militello