domenica 31 gennaio 2010

Una domenica maledetta per lo sci azzurro


Contro il destino non si può combattere: Nadia Fanchini è incorsa in un gravissimo incidente durante il SuperG di St. Moritz, ironia della sorte l'ultima gara prima delle Olimpiadi che resteranno un sogno per la 23enne bresciana. Si era capito dalle agghiaccianti urla di dolore di Nadia che il problema era serio e così è stato: trauma distorsivo ad entrambe le ginocchia con interessamento dei due collaterali mediali e di entrambi i crociati anteriori. Per la forte discesista italiana si tratta del terzo grave infortunio della carriera: a Sierra Nevada nel 2007 ruppe il crociato destro mentre nel 2006 a Val d'Isere riportò un trauma cranico con frattura di un polso. Da non dimenticare anche lo stop nel 2007 da parte del Coni per un problema cardiaco che costrinse la Fanchini ad alcuni mesi di inattività. Dunque una sfortuna nerissima, un trauma dal quale non sarà facile rialzarsi. L'Italia perde la sua punta di diamante nelle discipline veloci (poteva lottare per due medaglie in Discesa e SuperG), ma in questo momento ciò che più conta è la salute della sciatrice azzurra, cui auguro di essere forte e di tornare al più presto a calcare le nevi della Coppa del Mondo. Lo sci odierno, purtroppo, è questo: tutte le nazionali sono state falcidiate dagli infortuni ed è necessario correre ai ripari per aumentare la sicurezza delle competizioni (bisogna in primo luogo diminuire la velocità d'ingresso nelle curve). Il posto di Nadia nella selezione olimpica italiana sarà preso da Johanna Schnarf, che è una specialista della Supercombinata (sesta ai Mondiali del 2009).
Da dimenticare anche la giornata degli slalomisti, in particolare quella di Giuliano Razzoli: l'emiliano aveva illuso terminando al comando la prima manche, prima di pagare la forte pressione psicologica (e non è la prima volta) e di inforcare nella seconda. Fuori anche Manfred Moellg nel corso della prima discesa. Le prospettive in vista delle Olimpiadi sono più cupe che mai: nelle discipline tecniche (Gigante e Slalom) i nostri atleti sembrano denotare dei limiti caratteriali che ne condizionano il rendimento quando le condizioni della pista non sono quelle desiderate ( ed in Canada quasi sicuramente non ci sarà l'amato ghiaccio); nella velocità il solo Heel sembra affidabile; tra le donne, fuori Nadia Fanchini, l'unica possibilità di podio è quella del Gigante, dove tuttavia Moellg e Karbon non hanno di certo incantato e la Brignone appare ancora troppo acerba. Insomma, il pericolo serio è di ripetere le 0 medaglie di Torino 2006.

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