giovedì 24 marzo 2011

Azzurri grandi protagonisti agli Europei di tiro con l'arco


Ai Campionati Europei indoor di tiro con l'arco è super Italia. Nella località balneare di Cambrils, situata in Catalogna a poca distanza da Barcellona, gli arcieri tricolori sono in lotta per il metallo più pregiato.
Nell'arco olimpico femminile l'eterna Natalia Valeeva, dopo aver realizzato il miglior punteggio in fase di qualificazione, ha raggiunto la finalissima superando nei quarti l'ucraina Tetyana Dorokhova (6-5, vittoria alla freccia di spareggio, 10-9 per l'azzurra) ed in semifinale la britannica Naomi Folkard (netto 6-0). Ora nell'atto conclusivo la 41enne italo-moldava affronterà la russa Tatyana Boroday, grande favorita della vigilia insieme all'atleta del Bel Paese. Fuori al primo turno, invece, Jessica Tomasi ed Elena Tonetta.
Risultati ancor migliori sono maturati in campo maschile, dove Mauro Nespoli è approdato in finale dopo aver prevalso in semifinale sul compagno di squadra Luca Maran per 6-5 (10-9 alla freccia di spareggio). Quest'ultimo, 18 anni, rappresenta la grande rivelazione della manifestazione iberica, alla quale è approdato dopo aver inanellato prestazioni eccezionali ai campionati italiani ed escludendo dalla squadra addirittura il campione olimpico di Atene 2004 Marco Galiazzo: una novità importante in chiave Londra 2012. Nella sfida per il titolo del Vecchio Continente Nespoli incrocerà il russo Alexander Kozhin. Maran, invece, ha concluso la sua avventura nell'individuale al quarto posto, dopo aver ceduto al campione olimpico Viktor Ruban nella finalina per il bronzo (6-2).
Per quanto riguarda le prove di equipe, la nazionale femminile, seconda in fase di qualifica, è già in semifinale ed attende la vincente di Ucraina-Moldova. Stesso discorso per gli uomini (primi nel turno preliminare), già in zona podio e pronti ad incontrare una tra Russia ed Olanda. Insomma, proprio la corazzata dell'Est Europa contenderà all'Italia il primato nel medagliere.


Federico Militello

Due podi iridati, brilla il ciclismo su pista azzurro


I tanti, forse troppi Soloni dello sport hanno dato per morto il ciclismo su pista azzurro ancor prima che i nostri atleti prendessero parte alla rassegna iridata di Apeldoorn (Olanda).
Nella terra dei tulipani, tuttavia, il Bel Paese ha già colto due luccicanti medaglie nella prima giornata di gare, con Giorgia Bronzini, bronzo nella corsa a punti, ed Elia Viviani, argento nello scratch.
La campionessa del mondo in carica su strada, oltre che già iridata su pista nel 2009 e vincitrice di 3 sfere di cristallo, ha conquistato 14 punti nei 10 sprint in programma, cedendo il passo solo alla bielorussa Tatsiana Sharakova (30) ed alla ceca Jarmila Machakova (20), entrambe capaci di guadagnare un giro sul resto del gruppo e, di conseguenza, 20 fondamentali lunghezze di margine sulla concorrenza. La 27enne romagnola, dunque, si è confermata ancora una volta ai vertici di una specialità di cui da ormai 3 anni appare l'atleta più talentuosa e costante dal punto di vista dei risultati.
Nello scratch maschile, inoltre, si è imposto a sorpresa il ciclista di Hong Kong Ho Ting Kwok, scaltro nel guadagnare mezzo giro di vantaggio a 10 giri dal termine ed a terminare in solitaria la propria corsa all'oro. L'italiano Viviani, tuttavia, è stato artefice di una prestazione mirabile, precedendo a sua volta il gruppo grazie ad una poderosa accelerazione a quattro tornate dal termine: il 22enne veneto, grande promessa del ciclismo nostrano sia su pista sia su strada (uomo da grandi classiche), ha denotato una condizione di forma straripante, che fa ben sperare per l'omnium, specialità dove andrà caccia di un altro podio e di punti decisivi per la qualificazione a Londra 2012. Ed ecco la nota dolente: le Olimpiadi. La corsa a punti e lo scratch, infatti, non fanno parte del programma a Cinque Cerchi, così come sono state escluse lo scorso anno anche l'americana e l'inseguimento individuale. In pratica, l'Italia ha visto evaporare tutte le gare in cui, per tradizione e caratteristiche attuali dei propri atleti, avrebbe potuto ambire legittimamente ad una medaglia. La Federazione internazionale, al contrario, ha favorito le nazioni del Commonwealth, privilegiando discipline dove i muscoli prevalgono su talento e senso tattico (inseguimento a squadre, velocità, keirin e velocità a squadre). Per accontentare tutti, si fa per dire, è stato introdotto l'omnium, competizione massacrante in cui si devono disputare ben sei prove (corsa a punti, scratch, giro lanciato, corsa ad eliminazione, km da fermo ed inseguimento individuale).
La nazionale tricolore, dunque, non è affatto in crisi, anzi, come si è potuto vedere quest'oggi e monitorando con attenzione anche i progressi delle nuove leve, gode di un eccellente stato di salute. Certamente le decisioni dell'Uci hanno inferto dei duri colpi al nostro movimento, in palese difficoltà sia nell'inseguimento a squadre sia nelle prove dedicate agli sprinter: in questi settori è in atto un progetto a lunga scadenza, i cui frutti saranno tangibili tra 4-5 anni.
Attualmente, però, la situazione non è così nera come la si vuol dipingere: tra un anno Viviani ambirà al podio a Londra nell'omnium, mentre Bronzini, per nulla demoralizzata dal venir meno della ''sua'' gara, si cimenterà su strada, dove, grazie anche ad un percorso piatto e poco selettivo, sarà da considerarsi tra le grandi favorite.

Federico Militello

martedì 22 marzo 2011

Milano Thunder, un'occasione persa


Parigi, Los Angeles, Baku e Astana (migliore seconda): sono queste le quattro formazioni che disputeranno i play-off delle Aiba World Series.
Nulla da fare, dunque, per i Milano Thunders, in quella che verrà ricordata come la competizione dei rimpianti. La compagine meneghina, infatti, possedeva tutte le carte in regola necessarie per aggiudicarsi il trofeo. In particolare, schierando le proprie tre punte di diamante (Valentino, Derevyanchenko e Russo), sarebbe stata difficilmente battibile dalle rivali in semifinale e finale.
La grande carenza della selezione italica, tuttavia, è stata la mancanza di ricambi all’altezza dei titolari, ad eccezione del bielorusso Vazgen Safaryants, sempre vittorioso nei quattro match in cui è stato schierato (60 kg). Nei pesi medio-massimi, vero e irrisolto anello debole della squadra per tutta la stagione, e massimi, invece, i vari Grisunis, Draskovic, Zimmerman e Beljo si sono rivelati inadeguati ad un torneo di tale levatura, uscendo quasi sempre sconfitti e palesando dei limiti evidenti nell’arte del boxare. Nella categoria dei gallo, infine, si sono alternati Picardi, Volkov e Parrinello, sicuramente dei buoni atleti, ma non dei fuoriclasse.
Milano, vincitrice di tre scontri diretti su quattro contro Parigi, può recriminare per aver letteralmente gettato al vento il sogno play-off nelle trasferte di Mosca ed Istanbul, dove, forse sottovalutando gli avversari, i tecnici azzurri non avevano schierato la miglior formazione possibile.
Esce rafforzato da questa nuova esperienza pugilistica ‘’Tatanka’’ Clemente Russo, dominatore della categoria dei massimi con 6 vittorie in altrettanti incontri. Il 28 maggio il campione del mondo di Chicago 2007 affronterà in Cina l’azero Magomedrasul Medzhidov nella finalissima per il titolo individuale. Si tratterà di una sfida sulle sei riprese: il vincitore si qualificherà per le Olimpiadi di Londra 2012, dove il boxer di Marcianise tornerà a gareggiare nei 91 kg, lasciando la ribalta dei +91 al campione olimpico Roberto Cammarelle.
Qualificato per la finale anche Sergiy Derevyanchenko, che attenderà l’azero Soltan Migitinov nell’atto conclusivo.

Federico Militello

lunedì 21 marzo 2011

''Italia, come stai?'': quale futuro per il dopo Follis? I progressi del badminton


Arianna Follis ha detto basta. A 33 anni (un'età affatto avanzata, soprattutto per i nuovi canoni dello sport), dopo innumerevoli gare e sacrifici, la fondista valdostana appende gli sci al chiodo per dedicarsi a tempo pieno alla propria famiglia: una scelta condivisibile. Non si può che essere grati ad un'atleta che ha segnato per oltre un quinquennio lo sci di fondo tricolore, raccogliendo quel ruolo di leader che sino al 2004 era stato di Gabriella Paruzzi. L'assenza di Arianna lascerà una voragine difficilmente colmabile nella compagine rosa del Bel Paese, considerando che appare altamente probabile anche il ritiro della 31enne Magda Genuin, in aperto contrasto con lo staff tecnico dopo l'esclusione dalla staffetta 4x5 ai Mondiali di Oslo. Per caratteristiche fisiche e muscolari, al momento non esiste in Italia una degna erede della Follis. Silvia Rupil (25 anni), l'azzurra più promettente e chiamata al definitivo salto di qualità sin dal 2011/2012, pecca di una componente fondamentale in questa disciplina, ovvero lo spunto veloce: quasi sempre, infatti, i moderni format di gara vengono decisi in volata, dunque risulta arduo imporsi senza un poderoso sprint finale. Inoltre sono latenti i suoi problemi nel passo alternato, tecnica dove invece può fare strada Virginia De Martin Topranin (23 anni), potenzialmente in grado di divenire una fondista completa, ma attualmente ancora molto acerba. Si comprende, quindi, come nel triennio di avvicinamento a Sochi 2014 la nazionale femminile sarà Marianna Longa-dipendente, con la 31enne di Livigno che dovrà non solo agguantare podi e vittorie per tenere a galla il movimento italico, ma anche fungere da traino per le compagne più giovani. Con una formazione numericamente così limitata, inoltre, subentra il problema della staffetta: chi schierare in una eventuale quarta frazione? Probabile che vengano provate a turno le giovanissime Melissa Gorra, Debora Agreiter e Francesca Di Sopra, tutte atlete di buone prospettive che, al loro primo anno in Coppa del Mondo, dovranno accumulare esperienza.

Insomma, i fasti del passato, quando l'Italia con Stefania Belmondo e Manuela Di Centa, sono definitivamente tramontati. Servono un progetto serio ed una ventata di novità nella preparazione delle nuove leve affinché lo sci di fondo femminile viva un futuro da protagonista, senza immalinconirsi nei ricordi di un passato ormai lontano.


Il badminton italiano continua a progredire. Agnese Allegrini, salita alla posizione n.65 del ranking mondiale dopo appena 6 mesi dal suo ritorno in attività, ha colto un brillante terzo posto nell'Open di Romania, superata in semifinale dalla giapponese Minatsu Mitani. La 28enne romana appare sensibilmente migliorata rispetto allo scorso quadriennio, essendo più matura dal punto di vista tattico e più sicura nell'esecuzione di alcuni fondamentali tecnici. L'impressione è che non solo possa qualificarsi alle Olimpiadi di Londra 2012, ma anche aspirare al passaggio di un paio di turni nella competizione a Cinque Cerchi. Molto bene (e questa è una novità rispetto al passato) anche gli uomini, con Giovanni Greco terzo in singolare nell'Open dell'Uganda e addirittura primo nel doppio disputato con il promettente Daniel Messersì. L'apertura del nuovo Palabadminton di Milano, avvenuta circa un anno fa, ha certamente portato dei frutti positivi a questa disciplina nel nostro Paese, così come gli investimenti sui giovani hanno permesso ad alcuni talenti in erba di affacciarsi sui palcoscenici internazionali. Ai nomi già citati si aggiungono anche Rosario Maddaloni e Giovanni Traina, atleti più esperti e con discrete possibilità di ambire a coronare il sogno olimpico. Insomma, il sentiero intrapreso dal volano italico non potrà che essere foriero di successi e soddisfazioni.


Federico Militello

domenica 20 marzo 2011

Arianna Follis, addio con vittoria; intramontabile Di Centa


Sci di fondo: Arianna Follis conclude in bellezza una carriera costellata di successi trionfando nella 10 km tl di Falun (Svezia), ultima prova non solo del mini circuito a tappe scandinavo ma anche della Coppa del Mondo. L'azzurra ha preceduto le norvegesi Astrid Jacobsen e Therese Johaug. Inoltre la fondista valdostana ha concluso la propria stagione al terzo posto della classifica generale, risultato che all'Italia mancava dal 2004, quando Gabriella Paruzzi si aggiudicò la sfera di cristallo. A 33 anni, dunque, l'atleta tricolore lascia da vincente, dopo aver accumulato in bacheca 8 vittorie nel circuito maggiore, 1 oro mondiale nella sprint tl di Liberec 2009, 1 argento nella medesima specialità nella recente rassegna iridata di Oslo, 1 bronzo nella 10 km tl di Sapporo 2007, un bronzo olimpico in staffetta nel 2006. Alla campionessa del Bel Paese, forse, è mancata solo una vittoria individuale a Cinque Cerchi per entrare nel mito. Ed ora cosa accadrà senza Follis e, molto probabilmente, Magda Genuin? Rimando alla rubrica ''Italia, come stai?'' per la risposta. Intanto in campo maschile Giorgio Di Centa ha agguantato una seconda ed una quarta piazza rispettivamente nella 20km pursuit e nella 15 km skating: 38 anni non contano nulla quando un atleta possiede ancora determinazione e forza di volontà.

Sci alpino: l'Italia chiude la stagione con il secondo posto nel team-event alle spalle della Germania. Per la formazione tricolore hanno gareggiato Giulia Gianesini, Denise Karbon, Manfred Moelgg e Cristian Deville. Il Bel Paese, inoltre, si è classificato al terzo posto complessivo nella classifica generale per nazioni di Coppa del Mondo, alle spalle di Austria e Svizzera.

Scherma: la nazionale del fioretto maschile composta da Andrea Baldini, Andrea Cassarà, Valerio Aspromonte e Giorgio Avola ha trionfato nella prova di Coppa del Mondo di Bonn, sconfiggendo in finale per 45-41 la Corea Del Sud. Intanto è tornato al successo in una prova individuale di spada anche il campione olimpico Matteo Tagliariol, primo nella prestigiosa competizione parigina del ''Challenge Monal''.

Federico Militello

sabato 19 marzo 2011

Il sussulto del campione: Razzoli primo a Lenzerheide


E' l'uomo dell'ultimo minuto. Lo scorso anno alle Olimpiadi di Vancouver colse l'unica medaglia d'oro azzurra proprio nella competizione di chiusura della rassegna a Cinque Cerchi. Quest'anno, dopo una stagione travagliata, ha piazzato la zampata del campione ancora nell'ultima gara in programma. Questo è Giuliano Razzoli, atleta dal talento poderoso, spesso discontinuo, ma con l'indole del fuoriclasse puro.
Nello Slalom Speciale delle finali di Coppa del Mondo in programma a Lenzerheide (Svizzera), il campione olimpico ha trionfato con appena 3 centesimi di margine sull'austriaco Mario Matt, frutto di una grande rimonta nella seconda manche, dove è risalito dall'ottava sino alla prima piazza. Il 26enne di Razzolo ha sfruttato appieno un tracciato favorevole alle proprie caratteristiche, con pendio dolce e neve scivolosa: incurante della nebbia e del nevischio incessante, il possente sciatore italico ha sfoderato una prestazione monumentale nella frazione conclusiva, condizionata anche da un grave errore nel finale in cui ha perso 4-5 decimi.
Per l'erede di Alberto Tomba si tratta della seconda vittoria in carriera in Coppa del Mondo, mentre nell'annata che si è appena conclusa ha conquistato nel complesso 2 podi (con il terzo posto nello Slalom di Kitzbuhel).
Prova opaca per gli altri azzurri in gara, con Manfred Moelgg nono e Cristian Deville (complice un pesantissimo errore), mentre è discreto il 16mo posto di Christof Innerhofer, sempre più proiettato verso la polivalenza.
La Coppa del Mondo di specialità è stata agguantata dal croato Ivica Kostelic.

Federico Militello

venerdì 18 marzo 2011

Schiavon torna al successo 5 anni dopo; un rientro importante nella ginnastica


Snowboard: la primavera è ormai alle porte, tuttavia dagli sport invernali continuano a sopraggiungere risultati di rilievo. Nella prova di Coppa del Mondo di snowboard-cross a Chiesa Valmalenco, infatti, l'italiano Alberto Schiavon ha ottenuto la sua seconda vittoria in carriera, a ben 5 anni di distanza dalla prima affermazione. Il 32enne azzurro ha preceduto al fotofinish gli americani Jonathan Cheever e Nate Holland. Discrete le prestazioni di Luca Matteotti ed Emmanuel Perathoner, rispettivamente 13mo e 17mo. Salgono a 5, dunque, i trionfi stagionali dell'Italia nello snowboard.

Ginnastica artistica: in vista del triangolare che la nazionale femminile disputerà domenica a Jesolo contro le temibili Russia e Stati Uniti, l'Italia sorride per il gradito ritorno in azzurro di Carlotta Giovannini, reduce da due stagioni sabbatiche. La 20enne di Castel San Pietro Terme, campionessa d'Europa al volteggio nel 2007 ad Amsterdam, rappresenta sicuramente una carta da giocare in più sulla strada delle Olimpiadi. Nella selezione tricolore è presente anche la promettente Carlotta Ferlito, vincitrice di 3 medaglie ai Giochi Olimpici giovanili del 2010. Assente, invece, Vanessa Ferrari, che prenderà parte nella medesima giornata alla prova di Coppa del Mondo di Parigi.

Dama: il Bel Paese, per la prima volta nella storia, è protagonista anche in questa disciplina. La prossima estate, infatti, Michele Borghetti (13-23 agosto) affronterà il campione in carica americano Alexander Moiseyev per la conquista del titolo mondiale. L'azzurro, che, al contrario del futuro rivale a stelle e strisce, pratica questa disciplina da dilettante, si è meritato questa grande opportunità trionfando nel ''Torneo dei Candidati'', sconfiggendo in finale l'ex-iridato di Barbados Ronald King.

Federico Militello