lunedì 13 giugno 2011

'Italia, come stai?': Molmenti, un campione vero; l'intenso week-end dei motori


Daniele Molmenti è uno dei campionissimi attuali dello sport italiano, le cui gesta, purtroppo, non vengono esaltate degnamente e con i dovuti spazi dalle varie testate giornalistiche cartacee ed on-line. Già da diverse stagioni grande protagonista della canoa-slalom, il 26enne di Pordenone è diventato il dominatore indiscusso di questa disciplina, della quale detiene contemporaneamente i titoli di Mondiali, Europei e Coppa del Mondo. Il fuoriclasse tricolore sta entrando nella fase della vita che per uno sportivo significa il raggiungimento della piena maturità agonistica, dove raggiungono il picco le potenzialità fisiche e le consapevolezze mentali.
Molmenti possiede una dote tipica dei fenomeni veri: riesce ad esprimere il massimo rendimento proprio in occasione dei momenti cruciali dove si assegnano le medaglie, controllandosi e dosando le forze, invece, nelle batterie di qualificazione e semifinale. Inoltre colpisce il suo innato eclettismo, la sua capacità di adattarsi a qualsiasi corso d'acqua. Per la prima volta, inoltre, ha debuttato anche in una competizione ufficiale nel C2 con il giovanissimo (e molto promettente) Roberto Colazingari, non nascondendo l'ambizione (al momento più potenziale che concreta) di cimentarsi alle Olimpiadi di Londra anche in questa difficile specialità. ''Al momento nella canadese mi diverto e mi permette anche di prendere confidenza con un giorno d'anticipo del percorso di gara'', le parole del forte friulano.

Fine settimana stracolmo di appuntamenti per gli appassionati di motori. In una sola giornata si sono accavallati Motomondiale, F1, Superbike, Motocross e 24 ore di Le Mans. L'Italia, nel bene o nel male, è stata protagonista in tutti e cinque gli eventi citati.
In F1 la Ferrari, al di là dell'incidente di Fernando Alonso e dell'errore di Felipe Massa, ha sbagliato ancora una volta la strategia: sta diventando una triste consuetudine. E' risultato quanto meno curioso, infatti, sostituire le gomme da bagnato con quelle intermedie quando proprio il giro successivo ha ripreso a piovere (eppure tutte le squadre sono dotate di modernissimi satelliti per monitorare in tempo reale le previsioni meteo): un azzardo che ci può stare per un pilota nelle posizioni di rincalzo, ma non per chi è in lotta per podio e vittoria. A questo punto le speranze iridate si sono completamente inabissate: d'ora in poi l'obiettivo sarà il conseguimento di qualche successo parziale, specialmente in piste 'amiche' come Valencia e Monza. Nello stesso momento, tuttavia, si dovrà progettare la monoposto per il 2012, nella speranza di colmare definitivamente il gap con la Red Bull. Ferrari a parte, quello di Montreal è stato uno dei Gran Premi più appassionanti di tutti i tempi, con le ultime 15 tornate che hanno regalato brividi e sussulti. Bravo e fortunato l'inglese Jenson Button, abile nell'approfittare di un errore di Vettel proprio all'ultima tornata. Il campione del mondo tedesco, però, resta di gran lunga il miglior pilota di questo inizio campionato, avendo raccolto 5 primi e 2 secondi posti su sette gare: una continuità impressionante. In Canada, inoltre, è tornato a ruggire il grande Michael Schumacher. A dispetto di una Mercedes anni luce distante dalle scuderie di vertice, il Kaiser ha dimostrato a 42 anni di possedere ancora una classe cristallina, indovinando con esperienza il momento ideale per cambiare le gomme, destreggiandosi da vero 'mago della pioggia' sul bagnato, compiendo un sorpasso-doppio da antologia su Massa e Kobayashi e resistendo con grande ardore agli attacchi di Button e Webber, le cui vetture realizzavano tempi sul giro più veloci di 2-3 secondi. Insomma, il fenomeno di Kerpen è tornato e non è escluso che con una monoposto finalmente all'altezza della situazione possa tornare a lottare per podi e vittorie.

Se la F1 regala sorpassi, incidenti ed emozioni in ogni gara (in gradita controtendenza rispetto al passato), la MotoGp ha subito la metamorfosi opposta, con competizioni che quasi sempre si decidono nelle prime tornate ed il cui esito si comprende sin dalle prove del giorno prima. Stoner, attualmente, guida in totale controllo, rassicurato da una Honda che sembra tornata quella dei primi anni Duemila, ovvero due gradini superiore alla concorrenza. Il rendimento degli italiani non è stato eccezionale. Andrea Dovizioso ha raccolto un prezioso secondo posto, tuttavia in questa prima parte di stagione non ha mai dato l'impressione di poter competere per la vittoria, spesso accontentandosi di piazzamenti di rincalzo. Continuano le cadute in gara di Marco Simoncelli, il più talentuoso tra i nostri centauri. L'estroso e simpatico romagnolo dovrà superare questo momento di difficoltà, cercando di afferrare 2-3 podi consecutivi nelle prossime gare senza rischiare esageratamente, per poi sferrare l'attacco alla vittoria nella parte finale di stagione. Di sicuro, quando troverà stabilità e continuità di rendimento, SuperSic lotterà stabilmente e sistematicamente per il Mondiale. In questo senso il passaggio alle 1000 di cilindrata nel 2012 dovrebbe agevolarlo. Lo stesso dicasi per Valentino Rossi, sul quale bisogna fare estrema attenzione a dare giudizi affrettati: questo primo anno in Ducati deve essere considerato di apprendistato. Essendo i test ridotti all'osso, il Dottore deve sviluppare il proprio mezzo in occasione dei Gran Premi e questo non aiuta. I tecnici, nel frattempo, stanno assimilando le modalità di lavoro del nove volte iridato e le sue esigenze di guida. Il prossimo anno il binomio Rossi-Ducati sarà pronto per sferrare l'attacco al titolo.
Andrea Iannone, dopo un inizio promettente, si è rivelato la più grande delusione azzurra della stagione motoristica, essendo ormai sparito dalle posizioni di vertice da 5 gare, vittima di cadute ed irrisolti problemi di assetto.

Nel Mondiale Mx1 di Motocross Antonio Cairoli ha colto due secondi posti nel Gp di Portogallo vinto dal belga Clement Desalle. Quest'ultimo guida la classifica generale con 12 punti di vantaggio sul quattro volte iridato azzurro. Il 25enne siciliano sta ormai recuperando definitivamente dall'infortunio al ginocchio patito ad inizio stagione e, seppur debilitato, è riuscito a mantenersi pienamente in gioco per l'iride.
Mondiale Supebike ormai lontano, infine, per il Corsaro Max Biaggi, lontano 72 punti dal capoclassifica Carlos Checa, il quale sta vivendo un vero e proprio anno di grazia con ben 8 successi su 12 prove complessive.
Alla 24 ore di Le Mans, infine, Rinaldo Capello non ha potuto sferrare l'assalto al suo quarto successo a causa dell'incidente (senza conseguenze) del compagno di squadra McNish. La Ferrari, invece, è giunta seconda nella categoria GTE Pro. Alla guida della monoposto del Cavallino Rampante vi era anche Giancarlo Fisichella.

Federico Militello

domenica 12 giugno 2011

Molmenti impetuoso: l'Europa si inchina al suo re


Ennesima e strepitosa affermazione per il fuoriclasse italiano Daniele Molmenti. Il 26enne di Pordenone ha conquistato la medaglia d'oro agli Europei di canoa slalom (K1) di scena a La Seu D'Urgell, in Spagna, laureandosi per la seconda volta in carriera re del Vecchio Continente dopo il titolo conseguito a Nottingham nel 2009. Attualmente il fenomeno del Bel Paese risulta campione in carica di tutte le grandi manifestazioni canoistiche del panorama internazionale: Mondiali, Europei e Coppa del Mondo. Un dato emblematico a testimonianza una superiorità netta.
Nella gara odierna il nostro portacolori ha chiuso la manche di semifinale in quarta posizione ad 1.48'' dal francese Fabien Lefevre, in testa a metà gara. Come di consueto, tuttavia, il portentoso friulano si scatenava nella discesa conclusiva, pagaiando con impeto e realizzando un crono inattaccabile per gli avversari. Alla fine il talento italiano ha preceduto di 0.94'' il 25enne spagnolo Samuel Hernanz e di 1.48'' il ceco Jiri Prskavec, mentre il transalpino Lefevre ha saltato una porta, pagando 50 secondi di penalità e concludendo la propria prestazione in nona piazza.
Alla vigilia della competizione Molmenti aveva affermato di non sentirsi al massimo della forma, in quanto la preparazione era (e resta) finalizzata ai Mondiali in programma a settembre. Da quest'anno, inoltre, il canoista italico si sta cimentando insieme al Giovane Roberto Colazingari anche nella canadese biposto, specialità su cui pare voler investire anche in ottica Londra 2012. Dove, sia chiaro, tutte le attenzioni principali saranno concentrate sul 'suo' K1.

Federico Militello

venerdì 10 giugno 2011

Cicolari-Menegatti, spettacolo in Cina; un nuovo Moser nel ciclismo italiano


Beach volley: vincere è facile, ripetersi testimonia una competitività assodata nei palcoscenici elitari internazionali. Greta Cicolari e Marta Menegatti, a 3 giorni dall'inizio dei Campionati del Mondo in programma a Roma, hanno raggiunto la semifinale nel torneo del Grande Slam di Pechino, superando nell'ordine e sempre per 2-1 le americane Akers-Branagh, le tedesche Ludwig-Goller e le formidabili brasiliane Maria Clara-Carol, queste ultime regolate per 20-18 nell'ultimo e decisivo parziale dopo aver annullato quattro match point. La coppia tricolore, per la seconda volta consecutiva tra le prime quattro del World Tour dopo il secondo posto conseguito a Mislowice il 22 maggio, affronterà le tedesche Holtwick-Semmler per l'approdo all'atto conclusivo della manifestazione. Buona anche la prestazione delle italiane Gioria-Monoli, sconfitte per 2-0 agli ottavi dalle campionesse del mondo americane Kessy-Ross.

Ciclismo: la prima tappa del Giro d'Italia dilettanti (definito attualmente come GiroBio) porta la firma di un nome sporico del ciclismo italiano. Si tratta di Moreno Moser, nipote del grande Francesco. Il 20enne trentino l'ha spuntata in un arrivo a ranghi ristretti, precedendo il brasiliano Gideoni Rodrigues. La corsa si è decisa ai -23 km dal traguardo, quando Matteo Di Serafino ha lanciato l'attacco sul secondo ed ultimo GPM di giornata. Nella successiva discesa, tuttavia, il fuggitivo è stato ripreso da un gruppetto di 6 atleti, tra cui lo stesso vincitore di tappa. Tardiva la reazione del gruppo, giunto a 5 secondi dai 7 attaccanti. Moser è un corridore completo, ottimo passista che si difende bene in montagna e dotato di uno spunto veloce di tutto rispetto. Supportato dai consigli dello zio Francesco, possiede i mezzi necessari per affermarsi come corridore di alto rango. A questa competizione partecipa praticamente al completo la novelle vague del pedale italico, tra i cui massimi esponenti spiccano Trentin, Battaglin, Puccio e Aru. A loro si affida l'Italia, oltre che ai già citati Ulissi, Viviani, Guardini, Appollonio e Favilli, per imporsi come potenza ciclistica egemone del prossimo decennio.

Federico Militello

mercoledì 8 giugno 2011

Londra 2012: quante medaglie per l'Italia?


Mancano ancora 415 giorni all'inizio delle Olimpiadi di Londra 2012. Un arco di tempo decisamente molto ampio. Tuttavia sin da ora è possibile fornire delle prime considerazioni sulle potenzialità tricolori in Gran Bretagna. Quante medaglie potrà vincere l'Italia?

Le certezze: i destini tricolori dipenderanno al 70% dalla scherma, da sempre foriera di grandi messe di medaglie. In questa circostanza almeno 8 podi appaiono alla portata (5 dal fioretto, 2 dalla sciabola ed uno dalla spada), con l'eterna Valentina Vezzali ed Andrea Baldini nel ruolo di punte di diamante di una selezione quantitativamente impressionante.
Dopo l'oro conquistato nei 200 sl a Pechino 2008, Federica Pellegrini sarà ancora una volta la nostra arma migliore nel nuoto in corsia, dove proverà ad imporsi anche nei 400 sl. Elevate le possibilità del nuoto di fondo, dove Valerio Cleri e Martina Grimaldi, campioni del mondo in carica, possiedono le carte in regola per giocarsi il primo posto.
Nel tiro a segno Niccolò Campriani si è affermato come autentico fuoriclasse della carabina 10 metri, oltre che out-sider di lusso nella 'tre posizioni': per il campione toscano una medaglia appare davvero alla portata. Non mancherà il classico apporto dal tiro a volo, con Jessica Rossi, Ennio Falco e Giovanni Pellielo in grado di mirare, è proprio il caso di dire, a qualsiasi risultato. L'Italia potrà calare un asso anche nella canoa slalom, dove Daniele Molmenti si reso artefice di un crescita esponenziale nello scorso triennio, nel quale ha vinto praticamente tutto: Europei, Mondiali e Coppa del Mondo.
Considerando il percorso completamente piatto, nel ciclismo su strada femminile non si può non annoverare tra le favorite l'iridata in carica Giorgia Bronzini, che a 28 anni, oltretutto, sarà nel pieno della propria maturazione psico-fisica.
Un podio appare pressoché sicuro nella ginnastica ritmica, in quanto in questa disciplina difficilmente si possono sovvertire gerarchie definite in poco più di un anno (salvo casi clamorosi come la Cina a Pechino 2008, quando fu in qualche modo 'agevolata' dalla giuria). Razionalmente, le farfalle tricolori saranno in lotta con la Russia per la vetta dell'Olimpo.
Per la nazionale femminile di pallavolo potrebbe essere l'anno buono per conquistare finalmente una medaglia: in un'intelaiatura già solida, infatti, verrà inserita la fuoriclasse italo-argentina Carolina Costagrande, senza dimenticare i ritorni di Guiggi e Ferretti e la crescita di alcune giovani come Barcellini ed Arrighetti. L'impressione è che questa squadra possa andare lontano.
Nel pugilato, al momento, sono tre le possibili speranze di alloro: Russo, Cammarelle e Valentino. Sempre in ambito di sport da combattimento, Carlo Molfetta sarà tra i candidati all'oro nella categoria +80 kg del taekwondo.
Ad 88 anni di distanza dalla prima ed unica medaglia conquistata da Umberto Luigi de Morpurgo nel tennis, l'Italia nutre serie aspirazioni di vertice nel tennis femminile, dove Francesca Schiavone e Falvia Pennetta potranno scrivere la storia nel doppio che si disputerà sull'erba di Wimbledon.
Nella vela, infine, Alessandra Sensini è una donna da grandi appuntamenti, così come i fratelli Sibello appaiono ormai maturi e consapevoli per ambire ad uno dei primi tre posti.

Insomma, seppur indicativamente, dai dati attuali è possibile affermare che nel carniere tricolore dovrebbero risultare almeno 24-25 metalli preziosi.

Le possibili sorprese: impossibile avere certezze in uno sport altamente competitivo come l'atletica. La marcia, come sempre, sarà il settore in cui si nutriranno maggiori chances, mentre nei concorsi Antonietta Di Martino ed Andrew Howe, se al top della forma, possono competere alla pari con chiunque, Vlasic e Saladino compresi. Attenzione all'ever green Nicola Vizzoni, tornato a lanciare oltre gli 80 metri nel martello.
Una medaglia nella canoa velocità non appare affatto scontata, anche se Michele Zerial risulta accreditato di ottime credenziali nel k1 200 metri.
Podio (almeno uno) che dovrebbe arrivare anche dal canottaggio, con un 4 di coppia su cui potrebbero tornare a sedersi anche Rossano Galtarossa ed Alessio Sartori.
Nel judo Elio Verde ha dimostrato grande continuità di rendimento nelle grandi manifestazioni, quindi non è da scartare un suo probabile inserimento al vertice nei -60 kg.
Il nuovo Settebello di Sandro Campagna, dopo il ritorno ai vertici internazionali con l'argento europeo del 2010, continua il suo percorso di crescita verso l'elite della pallanuoto: attualmente, visti anche gli argini margini di crescita, la selezione tricolore può obiettivamente ambire ad un posto in semifinale.
Nei tuffi Tania Cagnotto si giocherà l'ultima occasione della carriera per agguantare l'agognato podio a Cinque Cerchi, anche se le maggiori possibilità se le giocherà nel sincro 3 metri con Francesca Dallapé.
Infine, appare in grande crescita il settore del tiro con l'arco, dove sia tra gli uomini (Galiazzo, Nespoli) sia tra le donne (Valeeva, Sartori) esistono margini per puntare in alto.

Le scommesse: si tratta di atleti che, allo stato attuale, non ambiscono ad un posto al sole, ma che potrebbero crescere esponenzialmente nel prossimo anno. Si tratta di Luca Dotto (nuoto), Eva Lechner (mountain bike), Giorgio Rubino (marcia 20 km), Elia Viviani (ciclismo su pista), Petra Zublasing (tiro a segno) e Carlotta Ferlito (ginnastica artistica).

Nel complesso, quindi, si può indicativamente affermare che il nostro Paese abbia le potenzialità per conseguire un risultato di tutto rispetto, intorno alle 30 medaglie o poco più.
Per esprimere il vostro parere, potete lasciare dei commenti e votare al sondaggio soprastante.

Federico Militello

lunedì 6 giugno 2011

'Italia, come stai?': Schiavone tra le grandi; bene il volley; basket femminile, che delusione!


La scorsa stagione si parlava di 'torneo della vita' o 'circostanze favorevoli'. Quest'anno, invece, Francesca Schiavone ha sorpreso anche gli scettici (compreso il sottoscritto) raggiungendo un'altra finale al Roland Garros che, anche se persa, possiede un rilievo maggiore di quella vinta. Scendere in campo da detentrice del titolo, infatti, non è affatto semplice, soprattutto quando quella vittoria è stata l'unica di vero prestigio della carriera. La Leonessa, però, ancora una volta ha trovato stimoli insondabili nella pressione del suo nuovo ruolo, riuscendo a galvanizzarsi ed a ritrovarsi dopo un anno non esaltante, ma comunque positivo rispetto agli standards pre-2010 (anche uscendo al primo turno della competizione francese, infatti, sarebbe rimasta tra le top10). Ciò significa aver compiuto un salto di qualità mentale, entrando a buon diritto nel novero delle top player, cioè di quelle in grado di vincere qualsiasi torneo. Da questo punto di vista, anche Wimbledon diventa ora un torneo dove esistono delle significative premesse per ben figurare. Francesca risulta maniacale nella preparazione fisica ed ama follemente il tennis: dopo aver compiuto il salto di qualità all'alba dei 30 anni, è da prevedere che l'estrosa milanese possa regalare soddisfazioni al movimento azzurro ancora per 5-6 anni (comprese Olimpiadi di Londra e Fed Cup). Non bisogna tralasciare, tuttavia, un fattore di grande rilevanza: l'esplosione tardiva della Schiavone (così come quella della cinese Li Na) è stata certamente consentita da una progressione tecnico-agonistica, ma anche, e forse soprattutto, da un deciso calo di competitività del tennis femminile internazionale. Con il ritiro di Justine Henin, le ormai saltuarie apparizioni delle sorelle Williams ed i cronici infortuni della belga Kim Clijsters, non si intravedono più atlete in grado di monopolizzare il ranking Wta, dove, non a caso, svetta la solo discreta Caroline Wozniacki, sino ad ora mai vincitrice di uno Slam. Insomma, la rappresentante del Bel Paese è stata abile a sfruttare un periodo vacante di una figura egemone. Alle spalle della gloriosa Leonessa, inoltre, si sta affacciando la 19enne Camila Giorgi, una carta importante da giocare in un futuro piuttosto immediato. Intanto non bisogna dimenticarsi di Flavia Pennetta, in cerca del riscatto sui prati londinesi.
Se il bilancio del Roland Garros femminile è ottimo, più che buono è anche quello della competizione maschile, dove Fabio Fognini, sfruttando (bisogna ammetterlo) un tabellone ampiamente favorevole, ha riportato l'Italia ai quarti di finale dello Slam parigino a 16 anni di distanza dall'ultima volta. Il 24enne di Sanremo continua a migliorare costantemente anno dopo anno, anche se il suo tallone d'Achille resta la discontinuità. A differenza dei vari Starace e Volandri, però, l'astro nascente del nostro tennis appare competitivo anche sulle superfici veloci, dunque potrà puntare con le giuste ambizioni ad entrare tra i top20 al mondo (l'ultimo a riuscirci fu Andrea Gaudenzi a fine anni '90). In attesa, naturalmente, di Gianluigi Quinzi.

La nuova nazionale di pallavolo maschile del ct Mauro Berruto ha iniziato con il piede giusto il percorso nella World League, vincendo 4 incontri su 4, l'ultimo dei quali per 3-2 contro Cuba. Risultati a parte, cosa è emerso in queste prime apparizioni? Sicuramente il gruppo crede e segue ciecamente le direttive dell'allenatore. In squadra si respira un clima rilassato, dove uno spirito comune tende alla realizzazione di un solo obiettivo: scalare il più possibile il ranking mondiale, magari un giorno raggiungendo il Brasile. Il settore degli schiacciatori, con Savani e Zaytsev, è quello che fornisce maggiori garanzie. Nel complesso affidabili sono risultati anche i centrali Birarelli e Buti. Il libero Andrea Bari costituisce una sicurezza nel suo ruolo. E Lasko? Di sicuro un buon opposto, ma andrà valutato nei match più probanti: l'impressione è che, essendo certo del posto del titolare in azzurro per la prima volta in carriera, abbia acquisito maggiore consapevolezza nei propri mezzi. Molto positiva, infine, la regia di Dragan Travica. Rispetto agli anni scorsi, inoltre, l'Italia sembra aver risolto uno dei suoi annosi problemi endemici, ovvero il servizio, dal quale ora scaturiscono aces ed importanti break. Nel corso del torneo, tuttavia, sarà importante concedere spazio anche alle seconde linee, quasi tutti giovani che hanno bisogno di giocare per prendere contatto con la realtà internazionale (Kovar e Sabbi su tutti). Quando (presumibilmente a novembre) tornerà nel giro anche l'infortunato di lusso Simone Parodi, allora questa nazionale potrebbe realmente lanciare la sfida alle corazzate di questa disciplina.

Indecorosa figura per la nazionale femminile di basket. Nel corso dell'Additional Round in programma a Taranto, torneo che assegna l'ultimo posto disponibile per i Campionati Europei di Polonia, le azzurre, dopo aver sconfitto all'esordio la Serbia, sulla carta l'avversario più quotato, hanno clamorosamente perso di 21 punti con la modesta Germania, risultando ormai con più di un piede fuori dalla manifestazione. Ancora una volta, infatti, dovremo aggrapparci ai risultati altrui: pur vincendo i rimanenti incontri con Romania e Belgio, infatti, la selezione tricolore sarebbe comunque eliminata se la Serbia domani non batterà la Germania. A questo punto, sinceramente, sarebbe più che giusto non qualificarsi per la rassegna continentale. Giocare l'Additional Round significa barcamenarsi nei bassifondi d'Europa, in seconda fascia. Se non si riesce a vincere con facilità neppure qui, allora la consistenza delle cestiste italiche è francamente imbarazzante. Nella partita con le tedesche sono mancati carattere, determinazione, voglia di reagire e, soprattutto, attaccamento alla maglia. Non c'è stata una reazione di squadra al momento di difficoltà, ma ogni atleta ha cercato invano la soluzione individuale. Negli sguardi delle ragazze si poteva leggere sconforto e, soprattutto, paura. E dire che, nel complesso, il roster azzurro non è affatto da disprezzare (agli Europei di 2 anni fa le azzurre furono seste, anche se con la stella Francesca Macchi, ritiratasi dalla nazionale). Ballardini, Ress, Zara, Masciadri, Sottana e Consolini sono giocatrici di conclamato livello tecnico ed anche le seconde linee hanno dimostrato in passato di poter offrire ben altre prestazioni. Senza gli occhi di tigre e la voglia di lottare, tuttavia, al 90% gli Europei si guarderanno dalla televisione.

Federico Militello

sabato 4 giugno 2011

Grazie lo stesso Leonessa, l'Italia ti ama


Il sogno è sfumato, ma il risveglio è dolce. Francesca Schiavone non è riuscita a bissare il successo dello scorso anno al Roland Garros, ma la finale raggiunta quest'anno probabilmente vale molto più del trofeo sollevato nel 2010. La Leonessa, infatti, ha dimostrato che quello della passata stagione non era stato il frutto di un exploit isolato, ma il punto di arrivo di una carriera il cui crescendo è stato lento, ma progressivo. Tornare a calcare la scena del Philippe Chartier nell'atto conclusivo del torneo più prestigioso al mondo insieme a Wimbledon ha proiettato definitivamente la 30enne milanese tra le grandi di questo sport, infondendole quella ulteriore consapevolezza per provare a vincere in futuro anche su altre superfici. La rappresentante tricolore merita un grazie grande quanto tutta la nostra penisola. Grazie per aver fatto sognare l'Italia; grazie per aver riportato in alto il tennis azzurro dopo 30 anni; grazie per i suoi ruggiti dopo ogni colpo, che ormai faranno tendenza; grazie per aver riavvicinato i ragazzini a questa meravigliosa disciplina; grazie per aver portato lustro ad un movimento femminile che fino a 2 anni fa riteneva il massimo risultato possibile in uno Slam l'approdo ai quarti.
Oggi la cinese Na Li è stata migliore dell'azzurra ed ha vinto con merito per 6-4, 7-6. Nel primo set la giocatrice asiatica ha sempre avuto una totale padronanza del gioco, risultando solidissima in ogni fondamentale e risultando devastante con una profondità di palla che ha impedito alla Schiavone di ribattere con il giusto timing. Nel secondo parziale, sotto per 4-2, la Leonessa, come ogni qualvolta vede avvicinarsi il baratro, è riuscita a mutare l'inerzia del match, riuscendo finalmente ad infastidire l'asiatica, che, d'altro canto, in parte ha visto calare il proprio rendimento. Il match si è forse concluso sul 5-6, 40-40 e servizio per Na Li: la tennista italiana si è innervosita per una chiamata dubbia del giudice di sedia, perdendo i successivi 9 punti ed arrendendosi al tie-break per 7-0. Nessun rimpianto comunque: oggi ha vinto la migliore.
Francesca Schiavone, dopo aver disputato un torneo da protagonista assoluta, è forse mancata di quel pizzico di esplosività atletica proprio nella partita più importante. Ciò non toglie che la milanese abbia sfoderato per 2 settimane un tennis esaltante, estroso e di puro talento, unendo un intero Paese e raccogliendo consensi in tutto il mondo. Sì Leonessa, ti amiamo.

Federico Militello

giovedì 2 giugno 2011

Francesca Schiavone ammutolisce la Francia e vola in finale


E' finale! Per il secondo anno consecutivo Francesca Schiavone ha raggiunto l'ultimo atto del Roland Garros, demolendo letteralmente la francese Marion Bartoli con un perentorio ed eloquente 6-3, 6-3. La Leonessa rappresenta la prima azzurra della storia ad aver raggiunto per due anni consecutivi la finale in uno stesso Slam. L'ultimo ostacolo per il titolo viene dalla Cina: Li Na, vincitrice a sorpresa contro la russa Maria Sharapova per 6-4, 7-5.
Sin dalle prime battute del match si percepiva la superiorità tecnica della tennista tricolore rispetto alla rivale transalpina: improponibile un paragone per classe, naturalezza ed esecuzione balistica dei colpi. Si navigava sul massimo equilibrio fino al 3-3, ma l'impressione era che, se da un lato la Bartoli stesse esprimendo il massimo delle sue potenzialità, la Leonessa stesse ancora scaldando il motore. In effetti la 30enne di Milano accresceva repentinamente il proprio livello, riuscendo a tenere la francese lontana dalla linea di fondo e punendola con una serie infinita di diritti vincenti. La transalpina, inoltre, appariva in difficoltà ogniqualvolta doveva eseguire dei colpi in avanzamento, evidentemente svantaggiata dall'utilizzo bimane sia del diritto sia del rovescio. Chiuso in relativa scioltezza il primo parziale, l'azzurra accusava un passaggio a vuoto all'inizio del secondo, dove cedeva la battuta più per proprie disattenzioni che per merito dell'avversaria. Sotto 0-2, tuttavia, la Schiavone non si scomponeva, ritrovando immediatamente il bandolo della matassa. Tra servizi efficaci al corpo, risposte profonde (e spesso sulla riga), rovesci slice, accelerazioni di diritto, palle corte e volée esemplari, la Leonessa dava praticamente sfoggio di tutto il proprio repertorio, mandando in chiara confusione l'avversaria, la cui frustrazione era palpabile. Dal 2-3, la rappresentante del Bel Paese infilava ben 4 games consecutivi, ormai padrona assoluta degli scambi. Alla fine il corretto pubblico del Philippe Chartier ha applaudito sportivamente la talentuosa atleta tricolore, che, per un volta, ha vinto d'autorità e con cinismo.
Sabato si disputerà l'attesissimo atto finale con la cinese Li Na: si prospetta un match altamente equilibrato, come si evince dal numero di testa di serie (5 l'azzurra, 6 l'asiatica). La tennista orientale, inoltre, rappresenta un avversario tremendamente ostico, essendo in crescita esponenziale dopo aver raggiunto la finale (persa in tre set con la belga Cljisters) anche agli Australian Open nel mese di gennaio. Percentuali? 45% Schiavone, 55% Li.

Federico Militello