lunedì 21 maggio 2012

'Italia, come stai': tuffi e tiro a volo, certezze olimpiche; il punto sul Giro d'Italia




Il conto alla rovescia prosegue inesorabile (-67 giorni al via) ed ogni fine settimana l'Italia sta ricevendo segnali confortanti in vista delle Olimpiadi di Londra 2012.


Tania Cagnotto, a dispetto di una condizione fisica non ottimale (reduce dalle World Series ed in piena fase di carico), si è confermata sul tetto d'Europa nei 3 metri sincro insieme a Francesca Dallapé, facendo segnare un punteggio di 325 punti che garantirebbe un podio quasi certo in terra britannica. Sulla strada verso le medaglie, considerando inarrivabili le cinesi, le rappresentanti del Bel Paese dovranno guardarsi in particolar modo da Canada, Australia ed Usa, ma l'impressione è che se le nostre ragazze disputeranno una gara senza sbavature, l'obiettivo non dovrebbe sfuggire. Tania Cagnotto, inoltre, si presenterà a Londra anche come una delle più serie pretendenti alla medaglia anche nella prova individuale. Si suol dire che una rondine non fa primavera, dunque il quarto posto nella competizione europea, frutto evidentemente di una giornata-no, non eclissa minimamente le potenzialità della 27enne altoatesina, che già nelle World Series, cinesi a parte, si era rivelata superiore al resto del mondo per talento e continuità. Un punto a favore dell'azzurra sarà che alle Olimpiadi disputerà per prima la gara del sincronizzato, dunque un'eventuale medaglia potrebbe tranquillizzarla ed infonderle ulteriore fiducia per l'individuale.
Gli Europei di Eindhoven, inoltre, hanno segnato l'inizio di un importante ricambio generazionale in campo maschile. Andrea Tocci, 17enne di Cosenza, ha conseguito un brillante nono posto nella prova del trampolino da 1 metro in quello che è stato il suo debutto in una competizione senior di questo livello. Già pluri-campione europeo giovanile, l'astro nascente calabrese garantisce un futuro di altissimo livello alla selezione tricolore, essendo uno specialista anche dei 3 metri. Dalla piattaforma, inoltre, è rinato (ed è incredibile utilizzare un verbo del genere per un ragazzo del 1995!) Andrea Chiarabini, sesto nella prova dominata dal suo quasi coetaneo inglese (1994) Thomas Daley. Il talentuoso laziale, presente a soli 14 anni ai Mondiali di Roma 2009, si era smarrito un paio di stagioni or sono, in quanto aveva addirittura timore di tuffarsi da 10 metri d'altezza. Superati i timori e dopo una graduale ripresa dal trampolino, il giovanissimo azzurro sembra aver imboccato nuovamente la strada giusta. L'età, in fondo, è tutta dalla sua parte.

Ottime notizie giungono dagli sport di precisione. Nel tiro a volo Valerio Luchini si è laureato campione d'Europa nello skeet, tuttavia non sarà presente alle Olimpiadi di Londra 2012. La scelta dei tecnici, infatti, era avvenuta già da qualche settimana e bisogna sottolineare come sia Luigi Lodde sia, soprattutto, Ennio Falco potranno giocarsi le loro possibilità di medaglia ai Giochi in una disciplina dove per vincere serve raggiungere quasi la perfezione.
Il tiro a segno italiano, poi, ha dimostrato di non dipendere solo dal fenomeno Niccolò Campriani (che nella prova di Coppa del Mondo a Milano ha ottenuto un primo ed un secondo posto), avendo conquistato due importanti brozni con Marco De Nicolo e Giuseppe Giordano. Insomma, altri due out-siders di lusso sul sentiero verso i Cinque Cerchi, aspettando segnali di risveglio anche da Petra Zublasing ed Elania Nardelli.

Ad una settimana dal termine, il Giro d'Italia sembra aver preso una fisionomia ben definita. L'uomo da battere e grande favorito è diventato l'iberico Joaquim (con la 'm' finale, perché egli si sente più catalano che spagnolo) Rodriguez, al quale non sarà per nulla facile per Ivan Basso e Michele Scarponi recuperare un distacco rispettivamente di 1'22" e 1'36". Stiamo parlando di un gap che, sebbene non incolmabile, assume già proporzioni importanti, soprattutto perché gli azzurri dovranno cercare di staccare il capitano della Katusha proprio sul suo terreno preferito: la salita. Certo, sino ad ora il 33enne nativo di Parets del Vallès si è rivelato di gran lunga il migliore su rilievi brevi e con pendenze non impossibili. Decisivi, dunque, saranno i tre tapponi alpini in programma mercoledì (con il passo Giau che potrebbe far selezione anche con la sua impegnativa e tecnica discesa), venerdì (forse il giorno cruciale con l'arrivo in salita sulla temibile Alpe di Pampeago) e sabato (da scalare il Mortirolo prima dello Stelvio), senza dimenticare che domenica a Milano è prevista una lunga cronometro di 30 km dove potrebbero esserci sorprese. Di certo per vincere questo Giro bisognerà attaccare. Sino ad ora Basso si è limitato a correre in difesa ed a limitare i danni, ma per cullare sogni rosa dovrà muoversi sin dal Giau. Lo stesso discorso vale per Scarponi, sin qui apparso non così brillante come nella passata stagione.
Questo Giro, inoltre, sta dicendo che l'Italia, veterani a parte, in questo momento per la vittoria nei Grandi Giri può puntare sul solo Vincenzo Nibali, che si sta preparando per il Tour de France in programma nel mese di luglio. Non abbiamo più grandi scalatori (anche se i giovani Brambilla e Caruso, seppur nel ruolo di gregari, qualche buon segnale lo stanno fornendo) ed anche gli attesi nomi nuovi faticano oltremodo ad emergere (Cataldo e Pozzovivo). Insomma, se il Bel Paese nelle corse di un giorno può contare su una vera e propria nidiata di talenti (Ulissi, Moser, Battaglin, Viviani, Felline e Favilli, solo per citarne alcuni), lo stesso non può dirsi per le competizioni a tappe, anche se a breve, con i prossimi passaggi tra i professionisti di Mattia Cattaneo e Fabio Aru (che a luglio debutterà con l'Astana) potrebbe presto invertire la tendenza.

Federico Militello




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