domenica 21 agosto 2011

Hockey prato, due sconfitte per le azzurre agli Europei


In quel di Monchengladbach (Germania) la nazionale italiana femminile di hockey sul prato torna a disputare la prima divisione dei Campionati Europei a distanza di quattro anni dalla prima apparizione (settimo posto e conseguente retrocessione) ed in seguito alla promozione maturata due stagioni or sono nella rassegna continentale (division II) di Roma.
Partiamo da lontano: nella primavera 2008 la formazione tricolore sfiorava una storica qualificazione alle Olimpiadi di Pechino, perdendo per 5-0 contro la Corea del Sud l'incontro decisivo per il biglietto a Cinque Cerchi. "Obiettivo solo rimandato: a Londra ci saremo", disse all'epoca l'attuale ct argentino Fernando Ferrara.
Nell'ultimo triennio, tuttavia, la competitività internazionale delle azzurre non ha fatto registrare l'atteso salto di qualità, anzi, per certi versi, è stato fatto addirittura un passo indietro (nelle qualificazioni ai Mondiali dello scorso anno l'Italia fu superata da Russia e Bielorussia, due formazioni all'epoca indietro nel ranking internazionale).
Anche le prime due partite degli Europei hanno emesso una sentenza inappellabile: la selezione italica non solo non ha colmato il gap dalle potenze di vertice, ma vi è ancora distante anni luce. Nel match inaugurale il team azzurro è stato piegato per 4-0 dalla Spagna, nel secondo per 5-3 dall'Azerbaijan filo coreano (ben 9 le oriunde asiatiche presenti in rosa). Diverse le occasioni sprecate (emblematico un rigore fallito dalla capitana Faustini contro le iberiche sullo 0-1), anche se, oggettivamente, la squadra italiana non ha mai dato realmente l'impressione di poter impensierire le avversarie. E' mancata la giusta coesione difensiva, oltre che la velocità necessaria nei ribaltamenti. A questo punto, cercando di limitare il più possibile il passivo con le campionesse olimpiche dell'Olanda nel terzo e conclusivo match del girone A, l'Italia è già fuori dalle semifinali e giovedì affronterà una tra Belgio ed Irlanda (in entrambi i casi partirebbe sfavorita) per garantirsi il sesto posto e la conseguente permanenza in massima serie.
Le Olimpiadi, dunque, almeno per il momento sembrano rimanere ancora un sogno irrealizzabile, dato che nel primo semestre del 2012 le azzurre dovranno superare corazzate come Giappone o India per approdare in terra londinese. D'altronde, quando si parte da zero (e l'Italia sino al 2005 era davvero più che una comparsa nelle competizioni internazionali), il lavoro da svolgere richiede pazienza e, soprattutto, tempo. La strada intrapresa è quella giusta: ora non bisogna abbattersi, ma capire cosa serve davvero per compiere l'ultimo step verso le posizioni di vertice.

Federico Militello

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